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Apollo Twin Age of Audio - UAD Apollo TWIN  Parte 1

UAD Apollo TWIN Parte 1

Ancora prima di essere messo in commercio, l’Apollo Twin della UA ha fatto molto parlare di se. Decenni di esperienza nella costruzione di Preamplificatori e decine di Plug-in professionali resi disponibili in un interfaccia che attacca seriamente il target prosumer.  

Plug Universal Audio
Plug Universal Audio
 
Intro storica

Per chi non conoscesse il marchio UA (Universal Audio), vale la pena soffermarsi qualche riga sulla storia di tale azienda. La UA nasce nel 1958 ad opera di Bill Putman senior che, forte dell’esperienza come fonico per autorevoli personaggi dell’epoca come F.Sinatra, Nat king Cole, R.Charles, ecc. sviluppa una serie di apparecchiature molto innovative per l’audio recording. Sue sono anche le prime sperimentazioni con i riverberi artificiali e le prime registrazioni stereofoniche su territorio americano. L’azienda viene rifondata nel 1999, a dieci anni dalla scomparsa di Bill senior, ad opera dei figli James e Bill Junior. In questa seconda fase, oltre a riprendere i progetti del padre che conducono alla costruzione di Preamplificatori e channel strip di fascia pro, avviano lo sviluppo di nuovi plug-in software con processamento su DSP SHARC. Ad oggi, tali plug-in sono annoverati, di fatto, tra i top di gamma per la produzione audio.  

Hardware della scheda

Nella confezione trovano posto la scheda, l’alimentatore da 12 Volt, e un semplice cartoncino che reca su un lato le indicazioni per collegarsi al sito della UA, sull’altro una singolare foto di Ray Charles alle prese con la console valvolare UA 610 del 1965: gli appassionati di storia dell’audio sono ben serviti. Sollevata dall’involucro, l’Apollo Twin presenta una costruzione metallica di grande solidità al tocco, con un inclinazione del pannello comandi che ne consente un uso agiato anche in mezzo a diversa strumentazione.
 
Apollo Twin Age of Audio
 
Dal punto di vista delle connessioni, sul pannello posteriore abbiamo a disposizione: 2 ingressi XLR combo, con ingressi di linea bilanciati, 4 uscite analogiche bilanciate di tipo Jack TRS, un ingresso SP/DIF o ADAT (particolari più avanti ). Troviamo infine l’interruttore On/Off, il connettore per l’adattatore di corrente, la connessione Thunderbolt (indicata più avanti semplicemente com TB). Nella confezione non c’è cavo Thunderbolt, che va acquistato a parte. Sul pannello frontale, troviamo disponibili il connettore sbilanciato HiZ per chitarre e bassi elettrici, l’uscita cuffie su Jack standard.

L’ingresso HiZ è disponibile per il solo primo canale e la commutazione XLR -> HiZ avviene con il semplice inserimento del Jack nell’ingresso frontale. Due annotazioni sulla TB: la prima riguarda la scelta da parte di UAD di adottare una interfaccia non del tutto ancora pienamente diffusa, se non nelle ultime generazioni di computer Apple. Se avete quindi un computer Apple di qualche anno addietro con la DisplayPort non provate a far funzionare la Twin: semplicemente non verrà riconosciuta dal sistema operativo. Ciò almeno, è quanto abbiamo potuto testare con un vecchio MacBook Pro Dual Core con OS Mavericks. Nessun problema invece con un MacBook Pro ed un MiniMac di recente generazione, entrambi con una CPU i7. La seconda annotazione, a tutto vantaggio della TB, si fa notare sulla banda passante del segnale audio garantendo una latenza che a 96KHz e 4 plug-in attivati sulla console viene dichiarata in 1,1 ms.

L’ingresso ottico è normalmente settato su SP/DIF, tuttavia è possibile impiegarla anche come ingresso ADAT ad 8 canali: lo switching tra le due modalità avviene via software. C’è da dire che l’interfaccia riconosce il protocollo S/MUX che consente di aumentare la frequenza di campionamento, fino ai 192 KHz, dimezzando però di volta in volta il numero di ingressi digitali disponibili. A 96 KHz i canali ADAT saranno 4, mentre al massimo della risoluzione di campionamento si avranno a disposizione solo 2 canali. Il pannello comandi presenta il grosso manopolone centrale, molto fluido nel controllo tattile, che varia la potenza audio d’ingresso e uscita. Il valore è visibile su una ghiera di Led, attorno alla stessa manopola.

Sempre a retro illuminazione Led, con scala di valori tipici dal verde, al giallo, al rosso (valore di distorsione digitale), sono pure gli indicatori d’ampiezza del segnale audio passante. La parte bassa del pannello reca otto pulsanti: i 2 laterali consentono la selezione alternativa dei due canali di Preamplificazione (a sinistra), o delle due uscite Monitor/Stereo Out/Cuffie (a destra): se sono selezionati i canali d’ingresso la pressione della manopola li commuta alternativamente, mentre se è selezionata l’uscita Monitor consente di mutare l’uscita audio, visualizzandone lo status sulla Console virtuale. Altri sei pulsanti, consentono invece di attivare/disattivare i parametri tipici di un Preamplificatore professionale.

Da sinistra a destra troviamo:

Universal Audio Apollo Twin rear
Universal Audio Apollo Twin rear
 
  • il selettore d’ingresso Mic/Line,
  • il filtro Passa Alto con taglio a 75Hz e pendenza di 12dB/ottava,
  • la Phantom Power (+48v) per i microfoni a condensatore,
  • il PAD di attenuazione di 20dB per i segnali di linea, ovviamente non funzionante quando è attiva la connessione HiZ,
  • l’inversione a 180° della fase,
  • ed infine il pulsante per linkare i canali 1 e 2 casomai necessitasse un ingresso stereo.

Prima di chiudere questa prima parte annoto qualche dato tecnico: la gamma dinamica sugli ingressi oscilla tra i 117 ed i 118 dB, secondo la connessione usata; il preamplificatore è regolabile tra i +10dB ed i +65dB; il rumore è posizionato ampiamente al di sotto dei 100 dB.

VIDEO

Per consentire una valutazione obiettiva della scheda, si è pensato di realizzare alcuni video, confrontando i Pre dell’Apollo Twin con quelli della MOTU Ultralite MKII e del Behringer X32 già in nostro possesso.
In studio, quindi, si è deciso di fare una prima ripresa stereo con la batteria con doppio posizionamento microfonico (AKG C3000): a ridosso della batteria e poco distante (circa 1,5 mt). Una seconda registrazione invece, ha riguardato l’esecuzione di un semplice riff di chitarra acustica (Sigmaguitars GMC-STE) con uso di un “classico” Shure SM58 e un sE Electronics 4400.

DRUM 01:

Microfonazione vicina, Gain al minimo consentito. Quello dell’Apollo TWIN è, di partenza, a +10dB.

DRUM 02:

Microfonazione vicina e Preamplificazione tale da raggiungere un livello ottimale vicino allo 0dB digitale.

DRUM 03:

Microfonazione distante (circa 1,5mt) e Preamplificazione tale da raggiungere un livello ottimale vicino allo 0dB digitale.

GUITAR 01:

Shure SM58 con diverse preamplificazioni

GUITAR 02:

sE Electronics 4400 con diverse preamplificazioni

GUITAR 03:

Confronto SM58 vs SE 4400 a parità di scheda

Nella seconda parte verrà analizzato il software della scheda e alcuni plug-in UAD.

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