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Touché Expressive E Pic A. Panella 660x330 - Touché - Expressive E - Touch Me.
Touché - Expressive E - Pic A. Panella

Touché – Expressive E – Touch Me.

“Siamo a uno di quei momenti in cui il Cosmo, uno dei moniker dietro cui si nasconde David Bowie, tenta di comunicarci che è giunta l’ora di cambiare. L’ondata pestifera che ha decimato, negli ultimi mesi, quasi tutti i giganti della musica è paragonabile forse soltanto alla devastazione che avvenne nel 1994, anno in cui ci lasciò Kurt Cobain e con lui ogni possibilità che le chitarre fossero uno sputo in faccia al sistema anziché un flash mob.”

tratto da
https://noisey.vice.com

Introduzione

Ebbene ammettiamolo: le chitarre elettriche hanno definitivamente perso il fascino rivoluzionario di un tempo, e oggi quel poco di rabbia che ancora pervade gli animi infuocati dei giovani musicisti è rintracciabile soltanto nell’elettronica dei notebook e nel codice binario dei plugin più recenti. Le produzioni degli ultimi anni sembrano ormai attingere esclusivamente al mondo dei beat e delle rime rappate, dei glitch e dei droni, e da quello di tutte le derivazioni della dubstep più estrema.
C’è però anche un’altra tendenza che va diffondendosi nel sottosuolo dell’elettronica nuova, ed è la presenza nel setup del musicista/produttore (ormai ha poco senso dire esclusivamente musicista) di almeno un sintetizzatore analogico, magari modulare, che sia un vintage di spessore o un progetto di nuova concezione.

Touché Controller vs strumento tradizionale Pic. A. Panella - Touché - Expressive E - Touch Me.
Touché – Controller vs strumento tradizionale – Pic. A.Panella
 
L’importante è che suoni analogico come nessun virtuale e che offra la possibilità di intervenire in tempo reale su quanti più parametri di generazione sonora possibile! E allora, se in studio ci affidiamo alle ormai sempre più semplici e abbordabili DAW con la loro versatilità di editing e l’infinita disponibilità di automazioni, sul palco tutta questa voglia di dimostrare quanto il mondo sia sbagliato e completamente da cambiare come la rappresentiamo? Come facciamo a dare voce ai nostri strumenti virtuali e/o analogici senza che tutto si trasformi nella pressione di un grande tasto Playback e che lo spettacolo vada avanti per conto suo senza attori e senza tecnici?

Signore e Signori benvenuti nell’era dei Controller!!!

Per chi come me si dedica alla produzione di musica elettronica da ormai un bel po’ di tempo, l’attenzione all’evoluzione del mercato dei controller è da sempre prioritaria, e le novità negli ultimi anni non sono affatto mancate: oltre a slider, rotelle, tasti e pads, sono arrivati schermi touch, generatori di campi elettromagnetici e un’infinità di esperienze custom tra aggeggi autocostruiti e riutilizzo di oggetti di elettronica di consumo (gamepad di diverse console per videogiochi, joystick-trackball, vecchie cianfrusaglie per PC, etc.).

L’oggetto misterioso

Ma il controller di cui parlerò in questo articolo ha un concept sorprendentemente nuovo e mai visto prima. L’incipit presente sul sito del produttore rende perfettamente l’idea: “Mantieni il contatto con la tua musica! Attraverso una sottile pelle di legno, che offre tutta la profondità di uno strumento acustico, la connessione diretta tra la tua mente e il tuo suono è completamente a portata di mano.”
Il contatto diventa quindi un elemento fondamentale per la ricerca del giusto feeling tra uomo e macchina e per questo deve essere il più piacevole possibile, proprio per consentire una trasmissione fluida e istantanea delle pulsioni sonore immaginate dalla nostra mente alle capacità timbriche dello strumento che dobbiamo stimolare.

Controller Touché Pic. A.Panella  - Touché - Expressive E - Touch Me.
Controller Touché – Pic. A.Panella
 

In questo senso possiamo dire che la natura di questo controller è in perfetta armonia con lo scenario che stiamo immaginando, anzi sembra essere proprio l’elemento di congiunzione tra il mondo dei sintetizzatori (virtuali o analogici che siano) e la performance articolata, studiato per superare la barriera degli obsoleti tasti bianchi e neri.
E infatti, proprio a conferma di quello che ho appena detto, ho trovato qualche nota in giro su internet che descrive così il dispositivo: “Il progetto che ha dato inizio al marchio transalpino ha avuto origine qualche anno fa in un laboratorio di ricerca di Parigi e l’obiettivo iniziale era capire quale fosse il principio chiave del comportamento dello storico strumento Ondes Martenot (progettato esattamente con lo stesso intento di facilitare la vita ai musicisti dell’epoca superando i tecnicismi, lasciando più libera e agevole l’interpretazione, NdR) per poter poi riprodurre con le nuove tecnologie la stessa espressività.” Ovviamente il riferimento al Martenot è relativo al lato sinistro dello storico strumento, ovvero quello che consentiva di imprimere la cosiddetta articolazione timbrica: “Il mondo del timbro, dei modi d’attacco, delle variazioni dinamiche, delle accentuazioni articolative, delle pressioni agogiche, della texture, del fraseggio, in una parola della “qualità” del suono, si presenta a un tempo complesso e sfuggente. (Sergio Lanza – Il concetto di ornamento in musica, tensioni ed estensioni)”.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando, provate a fare una ricerca usando le parole chiave Martenot e Radiohead.

Dopo tutto questo parlare, andiamo finalmente a vedere da vicino il nostro Touché, prodotto dalla francese Expressive E e distribuito in Italia da Midiware.

La forma di questo controller somiglia vagamente a quella di un pedale, anche se non è contemplato (almeno secondo il produttore…) l’utilizzo del dispositivo mediante l’estremità degli arti inferiori. Una pedana di legno di forma ellittica basculante, installata su una solida base quadrata in gomma di dimensioni leggermente superiori alla pedana stessa e ulteriormente estesa verso la parte inferiore, in un’area aggiuntiva dove risiedono una rotella di abbondante diametro e spessore e due tasti dal design sgraffignato a un gigantesco mouse per computer anni ‘90.

Touché Pic A. Panella - Touché - Expressive E - Touch Me.
Touché – Pic. A. Panella
 
Il movimento della pedana può avvenire sui quattro assi, e tutti e quattro i sensori sono dotati di force feedback a sensibilità regolabile. Se state pensando a una nuova versione del joystick di wavestationiana memoria sappiate che siete decisamente fuori strada: per realizzare tutti i movimenti che è possibile disegnare con Touché, sarebbe necessaria una composizione di diversi controller, a partire dal fatto che, a differenza di un un qualsiasi Joystick (anche il famoso modulation di casa Roland), è possibile imprimere contemporaneamente il movimento su almeno tre assi (schiacciando la pedana al centro e inclinandola verso un lato). Ma il vero punto di forza dello strumento risiede nella sensibilità al tocco, visto che che la pedana di legno risponde a ogni minima sollecitazione, rendendo possibile l’utilizzo con svariate tecniche di manipolazione, dallo sfioramento tipico del voler provocare un brivido sulla pelle, fino alle percosse sadiche di chi preferisce infliggere sensazioni al limite del dolore.

E infatti, proprio per via di questa estrema sensibilità ai movimenti, guardando qualche video dimostrativo presente sul sito del produttore, può sembrare addirittura che la pedana funzioni come una sorta di superficie touch, mentre invece si tratta di un semplicissimo pezzo di legno finemente lavorato. Ciò che consente la generazione e l’invio di diversi segnali verso l’esterno è l’estrema sensibilità alla benché minima vibrazione dei rulli sottostanti. Questo comporta l’illusione che toccando in diversi punti della superficie si riescano a inviare messaggi di diversa natura (in alcuni video può sembrare che la posizione del tocco influenzi l’altezza della nota), mentre invece la realtà è che, modificando il punto in cui si sfiora lo strumento, per il principio delle leve, cambia la profondità dell’escursione del meccanismo sottostante, generando semplicemente un messaggio con un valore di scala più o meno profondo.

I messaggi che è possibile generare dal Touché possono essere normali Control Change MIDI (mediante porta MIDI o via USB) oppure CV/Gate out (ci sono ovviamente quattro uscite e quattro range di voltaggi diversi). A mio avviso, quello che rende particolarmente attraente questo dispositivo è proprio la possibilità di essere integrato alla perfezione in un setup analogico, a partire dal design che ha una tendenza leggermente vintage (il legno sembra essere l’ossessione degli appassionati di synth analogici). Sappiamo bene che c’è stato un grande ritorno di interesse, sia da parte di produttori che di consumatori, verso i sintetizzatori analogici (anche modulari), prima con la ricerca spasmodica del vintage e poi con l’abbondante messa in produzione di strumenti analogici completamente nuovi, ri-progettati da marchi leader negli anni ’70-’80 (es. Moog, Prophet) o da scaltri imprenditori più giovani (es. Arturia, Novation). Quale occasione migliore, quindi, per arricchire questa nuova alba analogica con un sofisticato imprevisto, un caldo effetto sorpresa perfettamente mimetizzato nella circuiteria a valvole e transistor, un incidente magico capace di attualizzare questa morente scena elettronica di musicisti intrappolati nelle spire digitali dei propri plugin?

Retro Touchè  - Touché - Expressive E - Touch Me.
Retro Touchè
 

Come si installa e si configura Touché

Ovviamente il dispositivo è corredato di un software di configurazione dedicato, denominato Lié, mentre non è necessario alcun driver per consentire all’hardware di essere riconosciuto dal sistema operativo (al momento della prima stesura di questo articolo, Lié era disponibile esclusivamente per Mac OS da versione 10.10 in su mentre adesso è presente sul sito del produttore anche la versione per Windows 10 64 bit, decisamente un ottimo passo avanti).

Nella sezione download del sito, oltre a Lié e manuale di utilizzo, sono presenti una serie di preset per sintetizzatori hardware e software e in più una versione lite di UVI Workstation con una generosa quantità di suoni espressamente programmati per l’utilizzo con Touchè. Quest’ultimo addon è una vera e propria benedizione, in quanto ci consente di entrare subito in sintonia con lo strumento, evitando il classico calo di entusiasmo dovuto allo studio del sistema di assegnazione dei Control Change ai synth con cui intendiamo provare Touché. La quantità di suoni programmati è vasta ed equamente distribuita tra tutte le tipologie di suoni sintetici.

Lié non è un programma stand-alone ma un plugin in formato VST/AU. Di conseguenza, è necessario utilizzare una DAW anche se dobbiamo semplicemente programmare Touché per pilotare sintetizzatori Hardware. Una volta caricato Lié in uno slot instrument di una qualsiasi DAW, al primo avvio vengono scansionati tutti i plugin presenti nel sistema per consentirne il caricamento al suo interno (attenzione, i plugin riconosciuti sono esclusivamente quelli di tipo instrument e non quelli di tipo fx, ed esclusivamente in formato VST – nessun supporto per i formati AU e AAX nè tantomeno per VST2 e VST3). Da questo momento è possibile o utilizzare i preset forniti dal produttore oppure lavorare direttamente sul sistema di editing di assegnazione e memorizzazione dei settaggi di Touché. Devo dire che, nonostante l’interfaccia non comodissima al primo approccio, l’assegnazione dei sensori del controller (puntualmente riprodotti graficamente dal software) ai parametri dei virtual instruments da controllare è estremamente intuitiva e semplice: basta infatti selezionare il sensore di movimento in Lié, switchare sull’interfaccia grafica del vst-i e selezionare con il mouse il parametro che si intende controllare. Con la medesima semplicità è possibile assegnare ai movimenti del controller i Control Change MIDI e/o i segnali CV/Gate Out da inviare ai nostri sintetizzatori hardware. Per la gestione dei synth hardware sono presenti 24 slot di memoria, 6 bank da 4 preset, richiamabili mediante l’uso della rotella e dei due tastoni a cui ho accennato prima. I quattro led posizionati intorno alla rotella possono illuminarsi in sei colori differenti riuscendo ad indicare il bank/preset selezionato.

Il software e il firmware dello strumento sono in continua evoluzione e durante il periodo di prova ho effettuato diversi aggiornamenti di entrambi. In particolare, a seguito di un blocco del dispositivo dopo la connessione a un hub usb non alimentato, il supporto tecnico del produttore mi ha dato direttive precise e tempestive sulle modalità di ripristino mediante aggiornamento flash del firmware (che tra i vari miglioramenti includeva anche la risoluzione di questo problema evidentemente già noto). Ho interpretato in maniera molto positiva l’attenzione del supporto tecnico rivolta al cliente, in quanto è un chiaro segnale di interesse a sviluppare questo giovane progetto spingendolo al massimo delle sue possibilità.

Come si può usare Touché

Da non cultore della sintesi analogica (non ho mai posseduto un synth analogico) sono impossibilitato a raccontarvi le straordinarie peripezie di assoli prog-rock arricchiti dell’espressività conferita da Touché. Inoltre non amo particolarmente gli assoli e la musica fondata su strabilianti tecniche strumentistiche, pertanto, aldilà di qualche esperimento puramente tecnico con un synth Hardware digitale (giusto per verificare il corretto funzionamento delle porte MIDI), ho cercato di addentrarmi in quella che potrebbe essere l’esperienza con Touché direttamente all’interno del mio modo di concepire la musica.

Avendo a disposizione una Yamaha AN1x, un virtual analog di qualche decennio fa, ho realizzato, senza particolari difficoltà, un preset con il software Lié per controllare diversi parametri della catena di sintesi dello strumento. Molto interessante il modo in cui si riesce a interagire anche con semplici assegnazioni come il controllo del filtro, del pitch e del vibrato. La profondità di escursione dei movimenti resi possibili da Touché non è riproducibile con nessuno dei controller che mi è capitato di utilizzare finora (compreso il ribbon controller presente sulla AN1x). Precisione negli inviluppi lenti e rapidità nel ritorno in posizione neutra sono i punti di forza di questo straordinario strumento. Decisamente appagante l’utilizzo con le micro-sequenze generate da un arpeggiatore (interno nel caso della AN1x) , che regala la sensazione di intervento su ogni singolo step del pattern quasi come se l’emissione della nota dipendesse dallo sfioramento delle dita sulla superficie del controller. Sono certo che un setup, dove le quattro connessioni CV/Gate confluiscono in quattro rispettivi (e rispettabili) ingressi di uno scatolotto in legno, possa tranquillamente fregiarsi di un gagliardetto, un distintivo di merito per alta generosità di emozioni rilasciate in Live!

Nel mio più umile mondo, fatto esclusivamente di plugin e degenerazioni, ho però virato verso un utilizzo decisamente più sperimentale e contemporaneo. Avendo lavorato molto, sulle mie ultime produzioni, con The Mouth e The Finger (strumenti per N.I. Reaktor 5) e con BreakTweaker della iZotope, ho voluto provare a superare il controllo della pura e semplice scala cromatica in aroma sintetico preferendo avere tra le mani il controllo di parametri di sintesi vocale e di manipolazione del beat: rompere il tempo di un groove per poi riportarlo, con un leggero movimento delle dita, al suo incedere regolare, o renderlo intrepido e saltellante, a tratti fastidioso; avvicinare con indice e pollice una caratteristica vocale maschile ed una femminile, come in un voluttuoso cercarsi clandestino di due anime rotolanti fino al punto di contatto, capitolando subito dopo in una nuova fuga verso una rottura insanabile… Ecco, questo è il senso di controllo che voglio avere sulle mie sonorità scadenti, sui miei rumori abominevoli, sul mio modo di manifestare il fastidio che provo verso le nostrane produzioni pop scintillanti e tutte adorne di lustrini.

Pic. A. Panella - Touché - Expressive E - Touch Me.
Chitarra si, chitarra no – Pic. A. Panella
 
Conclusioni

Expressive E con il controller Touché è riuscita effettivamente a produrre qualcosa che prima non esisteva, uno strumento che può trovare spazio sia nel setup del musicista puro, dotato di tecnica esecutiva, sia in quello del produttore più di avanguardia, capace di generare scenari sonori che superano la classica notazione musicale. In entrambi i casi questo strumento offre opportunità inedite di controllo, in un concept che si propone in perfetta sintonia con la corrente di pensiero postumanista, dove l’umanità entra in contatto con una tecnologia capace di adattarsi al corpo dell’uomo. Proprio in virtù di questa mia ultima considerazione, avrei preferito (ma chiaramente sconfiniamo nel gusto personale) un design dal sapore meno vintage, evitando il legno e curando di più l’aspetto scenico dell’oggetto, puntando magari su materiali plastici trasparenti con un sistema di retroilluminazione capace di esaltare maggiormente sul palco l’interazione uomo-macchina.
Dopo il Launchpad di Novation, che un decennio fa ha rivoluzionato il modo di suonare frammenti (clips) dal vivo, Touché potrebbe proporsi come riferimento per arricchire questa tipologia di performance, o puntare a definire un modo del tutto nuovo di interpretare sul palco sequenze ritmico-melodiche.

Software Presets
Hardware Presets

Notizie utili

Modello: Touché
Prezzo di vendita: euro 399
Sito ufficiale: www.expressivee.com
Distributore italiano: Midiware
Fotografia: Antonella Panella Copyright AgeofAudio


 
Buona musica a tutti!

Pasquale Tarricone

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