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The Queen Age of Audio - Sotto la gonna dei Queen - i retroscena del gruppo più famoso del mondo

Sotto la gonna dei Queen – i retroscena del gruppo più famoso del mondo

 
Siamo abituati a considerare i Queen, come una macchina da hit, figlia anche dell’avvento delle tastiere elettroniche che hanno dato vita a loro grandi successi quali Radio Ga Ga, Who wants to live forever o The Show Must Go On. Ma non tutti sanno che non fu affatto amore a prima vista tra la band londinese e i nuovi ritrovati della musica contemporanea.
 

Queen
Queen
 
Come sappiamo, i sintetizzatori iniziarono a prendere il sopravvento nella “pop” music a partire dalla seconda metà degli anni ’60, grazie al genio di Bob Moog, inventore del primo e indimenticato Moog Modular che andava ad affiancarsi agli unici strumenti elettrici a tastiera già esistenti: pianoforti elettrici o organi come Vox, Farfisa, Hammond, Wurlitzer o Rhodes.!
Il primo incontro ravvicinato fra i Queen e il Mini-Moog avvenne nei primissimi anni ’70, quando la band era già composta nella sua line-up definitiva. Il problema è che i quattro non furono minimamente impressionati dalle potenzialità di questa grande invenzione, nonostante come ben sappiamo Brian May e John Deacon amassero sperimentare con l’elettronica.
Stando a ciò che disse John Deacon in un’intervista anni dopo, scopriamo che non fu assolutamente di loro gradimento questo ‘coso’ che emetteva suonacci non avvicinabili a nulla di musicalmente orecchiabile. Probabilmente vedevano questa tipologia di strumento come poco versatile e quasi inutile negli enormi layer strumentali creati utilizzando quasi esclusivamente la chitarra di Brian May, il quale impiegava giornate intere a settare la sua Red Special e il suo Vox AC30, tirando fuori suoni davvero particolari. Pensiamo all’effetto “tromba” di Good Company presente sull’album A night at the opera del 1975. Quindi per tutti gli anni ’70 i Queen andarono fierissimi di riportare la dicitura “No synthetizers” su tutti i dischi realizzati in questi anni. Gli unici strumenti elettrici a tastiera utilizzati furono, l’organo Hammond nelle sessions di Queen II e Sheer heart attack (quasi impercettibile su brani come Ogre Battle e Now I’m here) e un Wurlitzer, utilizzato da John Deacon per registrare il riff di You’re my best friend sempre sull’album A night at the opera. Arriva la fine degli anni ’70 e come normale che sia, i Queen iniziano a pensare a qualche innovazione sonora per gli anni a venire dopo aver chiuso una decade di puro rock. Le case più importanti dell’epoca, iniziarono a produrre sintetizzatori a più note di polifonia e questo convinse Roger Taylor ad acquistare personalmente un Oberheim OBX, che l’intera band iniziò ad utilizzare nelle session di The Game a fine 1979, per poi abusarne nella colonna sonora di Flash Gordon l’anno successivo. Questo unico esemplare di Oberheim in possesso di Taylor, iniziò ad essere utilizzato indistintamente da tutta la band, Roger Taylor ci compose praticamente tutto il suo primo album solista Fun in Space nel 1981, ma lo stesso Mercury iniziò ad appassionarsi a questi nuovi giocattoli. Per esempio, possiamo ascoltare un pezzo strumentale il cui riff principale è stato realizzato da lui con l’OBX per la colonna sonora di Flash Gordon, ovvero la traccia Football Fight. La particolarità del successivo tour in Giappone del 1981, dove parteciparono al lancio nelle sale cinematografiche di Flash, fu che toccò allo stesso Freddie Mercury utilizzare, per la prima e unica volta dal vivo un sintetizzatore. Infatti si può notare il glorioso OBX (Fig.1), montato sul suo pianoforte a coda Steinway, di cui purtroppo esistono solo dei bootlegs audio a testimonianza di queste performance.
 
Fig.1 - Live in Japan 1981
Fig.1 – Live in Japan 1981
L’anno successivo, con l’album Hot Space (il più discusso della loro carriera, per la stranissima svolta Pop-Funk), passarono ad un nuovo Oberheim Obx-a e al Roland Jupiter 8 che fu portato anche dal vivo dal loro primo tastierista di supporto, Morgan Fisher, poi sostituito nel corso del World Tour del 1982 da Fred Mandel.?? Con l’album The Works del 1984, le tastiere divennero ormai elemento fondamentale nella composizione, anche per lo stesso Brian May che era sempre stato il più restio ad utilizzarle. Roger Taylor compose quasi interamente Radio Ga Ga con la fedele Roland Jupiter 8. Fu utilizzato il nuovissimo Vocoder Roland Vp330 (Fig.2) sempre in Radio Ga Ga e Machines (Or Back to Humans) e la nuova arma della Oberheim, l’OB-8.
 
Fig. 2 - Immagine tratta dalle session in studio del 1986
Fig. 2 – Immagine tratta dalle session in studio del 1986

In I want to break free, invece, il “paddone” iniziale è stato tirato fuori da un Fairlight CMI-III.

Per A Kind Of Magic fu dato ampio spazio alla Yamaha Dx7 IID (Fig.3), utilizzata da Brian May per Who wants to live forever, One vision, A kind of magic e probabilmente qui e li un pò in tutte le canzoni, alternandola per le orchestrazioni allo storico Kurzweil K250. Ricordiamo che lo stesso Brian May per suonare l’intro di Who wants to live forever dal vivo, utilizzava una Dx7, com’è possibile notare dal dvd del Magic Tour 1986, anche se nelle prove del tour lo si vede suonare un Emu Emulator II, il quale fu poi utilizzato comunque dal vivo dal nuovo tastierista Spike Edney (ex Bob Geldof) che aveva nel suo setup anche il Jupiter 8 e il Vp330. Per l’album successivo The Miracle, fu parecchio utilizzata l’ultima nata in casa Roland, ovvero la mitica Roland D-50, oltre all’altrettanto nuovissima Korg M1. Si possono avvertire in maniera molto netta i loro “preset”, come nel caso della D-50 il “Rock Organ” in Breaktrhu, suonato dallo stesso Mercury, in Was it all Worth It e nel “pizzicato” presente all’inizio del brano che da il titolo all’album.
 

Fig.3 - Making of One Vision
Fig.3 – Making of One Vision
 
Per Innuendo, ultimo album con Freddie Mercury ancora in vita, fu stra-utilizzata la Korg M1, utilizzatissima per esempio nella classica The Show Must Go On, nel riff di I’m going slightly mad, nella stessa Innunedo e in Don’t Try So Hard. Per Made in Heaven, unico album di inediti successivo alla morte di Freddie Mercury, fu utilizzata in studio la solita M1, oltre ad un Ensoniq ASR10, presente nei Mountain Studios di Montreux dove fu ultimato l’album.
Negli anni successivi, sia per le tournée soliste, che per le varie reunion con Paul Rodgers e Adam Lambert, Spike Edney ha sempre utilizzato gli ultimi ritrovati Korg, essendone diventato endorser ufficiale. Nei primi anni 2000 passò dal Triton Studio all’Extreme affiancato all’organo Cx-3 e ad un MicroKorg utilizzato come Vocoder su Radio Ga Ga e A kind of Magic per poi passare alla Korg M3 e ora alla sola Kronos. Su youtube possiamo anche trovare un video dove spiega il suo setup attuale e i suoi preset per le esibizioni accanto ai Queen.
 

Al prossimo setup.

Vincenzo Siani

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