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Particolare Roland System 8 AgeofAudio  660x330 - Roland System-8 - Non chiamatemi Virtual Analog
Particolare Roland System-8

Roland System-8 – Non chiamatemi Virtual Analog

Dopo tanta attesa arriva da “mamma” Roland quella che potrebbe essere considerata l’evoluzione (anche nel prezzo…) del piccolo e compatto System 1. In realtà parecchie cose fanno pensare ad un nuovo modello implementato: le più evidenti (oltre, ovviamente, al nome) sono l’aspetto generale dello strumento, e la quantità e la disposizione dei controlli sul pannello.

Tra le nuove feature della tastiera a 4 ottave, di dimensioni ed escursione standard, sensibile alla velocità (ma non all’aftertouch), ci sono la polifonia, che passa da 4 ad 8 voci, e la possibilità di caricare plug-out, che passa da 1 a 3. Già, plug-out… ma cos’è’? In parole brevissime è un plug-in (scaricabile a pagamento dal sito Roland) funzionante sulle normali DAW che però, all’occorrenza, può essere inviato al System 8 in plug-out/synth, in aggiunta all’engine nativo del System 8, con la possibilità di utilizzarlo come un synth hardware, quindi senza più bisogno di un computer.

Roland System 8 AgeofAudio  1024x576 - Roland System-8 - Non chiamatemi Virtual Analog
Roland System 8
 
Il System 8 ha 3 slot virtuali disponibili, su cui si possono caricare, per ognuno, un plug-out. Avremo quindi il motore di sintesi del System 8, l’emulazione più precisa mai vista finora del glorioso Jupiter 8 e quella del Juno 106 (che in questo caso guadagna addirittura 2 voci di polifonia). Ogni emulazione può memorizzare 64 patch, ed esiste inoltre la modalità Performance, che permette di suonare (in layer o in split) 2 patch differenti: in questo caso la polifonia diventa 4 per il suono upper e 4 per il lower; gli effetti sono indipendenti per i 2 layer, cosa che personalmente fa molto piacere soprattutto per un utilizzo live; nel synth possono essere memorizzate 64 performance. Interessante notare che, in modalità performance, possiamo usare anche 2 plug-out differenti, ad esempio un Juno 106 per i pad e un System 100 per la parte lead. Inutile dire che, come per i piccoli Boutique, le repliche sono state realizzate rispettando in tutto e per tutto i modelli originali e le limitazioni dell’epoca, quindi anche qui avremo -ad esempio- il famoso chorus “frusciante” del Juno 106, con la differenza che, se per i Boutique il rumore di fondo era regolabile su 2 livelli, qui invece è dosabile in maniera continua. La dinamica della tastiera può essere assegnata sia al controllo del volume che a quello del filtro anche nelle emulazioni plug-out che originariamente non prevedevano tale possibilità. Ottimo direi!
Roland Boutique  1024x576 - Roland System-8 - Non chiamatemi Virtual Analog
Roland Boutique
 
Non mi dilungherò nella descrizione di tutte le caratteristiche del motore di sintesi del System 8 perché sono identiche a quelle già rilevate sul System 1. Sottolineo solamente che, con un aggiornamento fatto tempo fa, i due oscillatori hanno aggiunto forme d’onda di tipo (Noise Saw), (Logic Operation), S (FM), (FM + Sync), (Vowel), (Cowbell). L’unica differenza quindi con il motore di sintesi proprietario del System 1 (a parte la polifonia) è il suboscillatore, che nel System 8 può essere liberamente intonato e scordato rispetto agli oscillatori principali. Inoltre sono selezionabili due forme d’onda: triangolare e sinusoidale.

La sezione “effetti” è stata notevolmente implementata: sono ora presenti tre unità che possono svolgere compiti differenti. La prima riguarda effetti di distorsione e bitcrusher, la seconda delay/modulazioni, la terza riverberi. I parametri principali sono tutti accessibili direttamente dal pannello e, con il nuovo aggiornamento firmware, altri ne sono stati aggiunti nel menù, dando la possibilità di rifinire ulteriormente il suono. Gli effetti (solo delay/modulazioni e riverbero) sono applicabili anche su un segnale in input e queste impostazioni sono memorizzabili per ogni performance. Gli ingressi audio vengono utilizzati anche dal Vocoder presente sul synth.
Il synth funge anche da scheda audio/midi, che ho personalmente testato e funziona veramente bene e con poca latenza. Mettendo su un tavolo System 8 (che tra l’altro pesa veramente poco) con un portatile, avremo una postazione creativa mobile pronta per l’uso.

Per quanto riguarda il suono, devo dire che mi ha veramente impressionato per potenza e dinamica, velocità degli inviluppi, suona molto ben definito ed organico; ho personalmente confrontato la supersaw del System 8 con quella del V-Synth XT e mi appaiono veramente indistinguibili, cosa che non avveniva con il Roland JDXA. Quest’ultimo resta comunque un ottimo compagno per il System 8, essendo i due synth per certi versi complementari. Il System 8 spinge veramente forte sui bassi e sugli alti; è quasi impossibile percepire rumore di aliasing vista la grande risoluzione a cui gira il motore di sintesi interno (maggiore dei Boutique). Usando il plug-out del Roland Promars, ci si dimentica quasi di stare suonando un synth digitale, ma il vero spettacolo è il plug-out del Roland System 100, un synth semi-modulare che è stato fedelmente riprodotto, dando anche la possibilità di collegare i vari moduli liberamente tra di loro.

Roland V Synth XT  1024x576 - Roland System-8 - Non chiamatemi Virtual Analog
Roland V-Synth XT
 
ACB, Non chiamateli Virtual Analog.

Il System 8 (come il System 1 e molti Boutique) implementa una nuova tecnologia Roland denominata ACB (Analog Circuit Behaviour): a differenza dei synth in sintesi virtuale analogica (la quale cerca di imitare il comportamento del sytnth analogico in un’ottica globale), la ACB è un complesso modello matematico che simula il comportamento dei singoli componenti elettronici (e le loro interazioni) che costituiscono il sintetizzatore analogico da replicare. Ecco il motivo per il quale questi synth non hanno tante voci di polifonia come un normale synth VA. Questo discorso vale anche per l’ultima novità Roland: il Roland Cloud, un servizio in abbonamento (si pagano per ora 20 dollari al mese). Abbonandosi e scaricando un server Roland (che deve sempre rimanere in esecuzione e con il computer collegato alla rete internet), si potrà usufruire di vari plug-in di synth virtuali a 64 bit (ultimo arrivato perfino il mitico D50) e synth con librerie di campioni veramente ben fatte che comprendono anche vari strumenti acustici.

Va fatta però una considerazione: ho provato personalmente alcuni plug-in “pesanti” in ACB e devo dire che il consumo in termini di risorse CPU è veramente elevato. Dopo aver caricato System 8 (si, ora esiste anche in versione Plugin Roland Cloud), Jupiter 8 e Juno 106, il mio fidato Cubase iniziava ad andare in difficoltà: solo 3 synth e si iniziavano a sentire click vari, mentre l’utilizzo delle risorse aveva picchi massimi mai visti.
Altro aspetto da non sottovalutare è l’ interfaccia utente. Nel caso del System 8 è veramente ben fatta: ogni parametro ha il suo relativo controllo, permettendo velocemente la creazione e la modifica del suono. Ideare nuovi suoni in questo modo – toccando e percependo la macchina – mi dà ogni volta tantissime soddisfazioni! A volte si tratta di abitudine, ma io prediligo l’approccio hardware a un synth, quando possibile. I VST ormai suonano come un hardware, ma io li preferisco quando non esiste il corrispettivo hardware (porto l’ottimo Omnisphere della Spectrasonics come esempio).

Cosa manca?

Sinceramente mi avrebbe fatto piacere l’aftertouch per aggiungere ulteriore espressione al suono.
Inoltre avrei gradito che, inserendo la sd card suoni, il synth riconoscesse la card come nuovo banco. Infatti, con il sistema operativo attuale non è possibile, e questo succedeva anche sui vecchi synth Roland Jx8P, Super JX 10. Già all’epoca d’oro, inserendo una memory card M-16C o M-512E, con un interruttore potevi scegliere se usare i banchi interni o esterni.

Nonostante queste piccole osservazioni, nel complesso il prodotto è promosso a pieni voti per me.

INFORMAZIONI UTILI

Produttore: Roland
Distributore: Roland Italy
Modello: System-8
Prezzo consigliato: 1.400,00 Euro iva inclusa

Buona musica a tutti

Roberto Miele

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