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Roland System -1

Roland System-1

Dopo tanta attesa e velato mistero, finalmente la Roland commercializza il suo ultimo synth appartenente alla serie AIRA (serie che comprende una batteria elettronica, un generatore di linee di basso e un Vocoder/Modificatore di voce, tutti ispirati ai modelli Roland che hanno fatto la storia della musica elettronica).

Roland System -1
Roland System -1
 
Cosa è in breve il System 1?

Un ottimo sintetizzatore user friendly, diretto, senza né display né funzioni nascoste e con 4 voci di polifonia. Esteticamente si presenta molto leggero e compatto, i controlli – slider e potenziometr i- sono di qualità, fluidi e ben fissati; il synth risulta comodissimo da usare e da trasportare (all’occorrenza funge anche da scheda audio senza input audio però). Purtroppo per ottenere questa maneggevolezza si è dovuto sacrificare qualcosa: la tastiera in particolare risulta abbastanza ostica al primo utilizzo, ha poca escursione e non è sensibile a dinamica ed aftertouch. C’è da dire però che le sole 2 ottave disponibili sono a dimensione standard, comunque secondo me preferibili ai minitasti. Particolare da evidenziare, la leva per il bending, costituita da una rotella che gira assumendo funzione “scatter” (che vedremo più avanti) in caso di attivazione dell’arpeggiatore; personalmente avrei preferito la soluzione classica che ne avrebbe invogliato l’utilizzo.
Il System 1 ha la particolarità di poter caricare, via computer, plug-out sviluppati da Roland che una volta memorizzati nel dispositivo possono essere utilizzati in maniera del tutto indipendente dal computer da cui sono stati caricati. Questi plug-out possono emulare di volta in volta un sintetizzatore differente e possono essere utilizzati anche come classici plug-in all’interno della DAW di turno. Inoltre possono essere controllati e modificati tramite il pannello del System 1 (i controlli utilizzati dal plug-out saranno attivi e illuminati sul pannello del System1)

Roland Aira System-1
Roland Aira System-1
Veniamo alla sezione synth che risulta molto completa (anche se un LFO in più non avrebbe guastato). Prima di iniziare la sezione vera e propria vorrei sfatare un mito: le decine di luci verdi sul pannello del synth non sono lì solo per bellezza, ma vengono usate per sfruttare al meglio la funzione plug-out e scatter che verranno descritte in seguito. Tornando al motore di sintesi, sono presenti 2 oscillatori multi-funzione, un sub-oscillatore, un noise generator, la sezione filtri con un classico LPF 24/12 dB affiancato da un semplice HPF, poi un LFO e un arpeggiatore. Completa la generazione sonora una piccola sezione effetti (ridotta all’osso ma in grado di rifinire abbastanza bene il suono nel caso di un eventuale live dove non si voglia usare effetti esterni).

Non spiegherò nei dettagli tutto (è pur sempre una “semplice” emulazione di un synth analogico) ma in compenso, vorrei focalizzarmi su alcuni punti veramente importanti (sia pro che contro) del synth.
Gli oscillatori, sono favolosi e, pur mantenendo una semplicità sconcertante, offrono possibilità ben oltre le aspettative: basti pensare che le solite forme d’onda sono tutte disponibili anche in formato super (super-saw, super-triangle, e super-square) e che tramite il controllo COLOR potremo gestire la quantità di detune nel caso di onda super* selezionata e una sorta di shaping nel caso di onda semplice, che cambia il contenuto armonico della forma d’onda stessa. Ciò si traduce in una flessibilità elevatissima sia nella creazione di suoni nuovi che nell’emulazione di vecchi. Il controllo COLOR, oltre che gestibile manualmente, è modulabile da alcune sorgenti come l’LFO, gli inviluppi del filtro/amplificatore/pitch e anche dal sub oscillatore! Sono presenti inoltre il ring modulator tra oscillatori il sync e la cross-mod.
Il filtro è efficace e non soffre di quantizzazione tipica di alcuni synth digitali. Anche a livelli di resonance da manicomio non si avverte nessuno step e tutto il pandemonio che si scatena avviene in maniera molto smooth!
Il segnale viene poi trattato da un controllo denominato TONE: attenzione a non sottovalutarlo, non è un semplice equalizzatore. Usandolo si avverte un cambio di carattere abbastanza drastico nel synth. Seguono nel trattamento del segnale un crusher (per la verità molto invasivo), un riverbero controllabile solo nella quantità applicata (la qualità è abbastanza buona ma io che amo i riverberi ultra lunghi su alcuni pad ho bisogno a volte di effettarlo esternamente), ultimo effetto un delay controllabile in quantità e tempo (manca il controllo del feedback ma è sincronizzabile insieme al LFO al clock del synth).
Discorso a parte merita l’arpeggiatore che oltre ai normali parametri presenta un controllo di SCATTER basato su 10 pattern; la quantità di scatter viene determinata dalla rotella del pitch bending che in modalità arpeggiatore cambia funzione. Lo scatter, in base al pattern selezionato, cambia l’andamento e la suddivisione dell’arpeggiatore e modula alcuni parametri del System 1 che si illuminano di conseguenza. Una volta terminata la funzione scatter l’arpeggiatore torna in sync con il resto del brano.
Una delle cose che non mi ha entusiasmato è il fatto che tutti i parametri dell’arpeggiatore (compreso il valore di tempo) non vengono memorizzati nella patch; cosa un po’ scomoda in un eventuale utilizzo live. Altra nota dolente è la quantità di memorie a disposizione: 8 patch in modalità System 1 e altrettante 8 in modalità plug-out. Su questa scelta da parte di Roland si potrebbe divagare per ore (soprattutto in base alle esigenze personali) ma io mi limito a riportare questa caratteristica e ad aggiungere che è possibile fare il backup delle patch su pc via USB (anche se con una procedura tutt’altro che comoda). Alla fine quindi si avranno 16 memorie suddivise tra System 1 e plug-out. (quante ne ha il Moog Sub Phatty per intenderci…). Vi segnalo un un editor veramente ottimo sviluppato da un mio caro amico: Roland System 1 Editor/library.

Roland System 1 Librarian/Editor
Roland System 1 Librarian/Editor
Oggetto di discussione animata sui vari forum sono state anche le sole 4 voci di polifonia, cosa che io giustifico con la tecnologia usata: questo non è un normale VA e non suona come un VA (alla Roland dicono di aver emulato ogni singolo componente di un synth) pertanto mi sono fatto l’idea che sia l’anello di congiunzione tra un synth VA e uno analogico. Il suono di questo oggettino è molto organico e caldo; esistono vari plug-in di emulazione su computer e i migliori riducono drasticamente la polifonia quando utilizzati. Lo stesso Virus TI2 se spinto al massimo con tutta la sezione effetti e gli oscillatori particolari utilizzati riduce la polifonia a 12-14 voci, quindi traiamone le giuste conclusioni.
In modalità plug-out il synth suona altrettanto bene anche se al momento l’unico plug-out rilasciato in forma gratuita è l’sh-101, emulazione dell’omonimo synth analogico di casa Roland. Non avendo fatto confronti con il vero sh-101 non posso esprimere un parere ma, dopo aver letto vari articoli in rete, penso che suoni simile all’originale per l’80-85%. In modalità sh-101 il suono diventa rude, secco e primordiale, ottimo per bassi profondi e lead penetranti.

Alternative al System 1?

Qui il discorso si fa lunghissimo e dipende da tantissimi fattori tra cui altri synth posseduti, metodo di lavoro e utilizzo che se ne vuole fare. La scusa che mi sono trovato per acquistarlo è che non esiste altro synth in circolazione con caratteristiche simili al system 1! Soprattutto vista la compattezza del prodotto, personalmente mi risulterebbe molto comodo, in sala prove ad esempio, lasciare a casa l’Andromeda A6 e portare il System 1. Anche livello didattico il System 1 è un ottimo prodotto per chi ha voglia di iniziare nel mondo della sintesi: in questo ambito l’unica alternativa che vedo è l’Arturia Minibrute che però è monofonico e non ha nessuna memoria.
Insomma il System 1 ispira la ricerca sonora, lo smanettamento in tempo reale, la generazione di droni senza fine. Tutto è sempre a portata di mano; è piccolo ma suona grande. Una volta beccato il suono giusto basta tenere premuto per 2 secondi il tasto MANUAL e il synth effettua il dump via midi di tutti i parametri del pannello in modo da poterli memorizzare in un sequencer midi e richiamare successivamente. Non vi resta che andare a provarlo nel vostro negozio di fiducia: ok youtube ma qui conta il feeling uomo-strumento che non può essere valutato in altro modo.

Demo audio:

In seguito un breve demo realizzata interamente con il System 1. Gli effetti sono ValhallaDSP e la batteria finale EZdrum, registrato con Nuendo. E’ la prima volta che realizzo un brano utilizzando un unico strumento senza avvertire la necessità di ricorrere ad altre palette sonore.

Demo audio: Redrain

Roberto Miele

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