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Massimo Varini

Reportage Masterclass di chitarra con Massimo Varini

Amici chitarristi abbiamo seguito per voi la masterclass di Massimo Varini tenutasi presso lo Sciccaria a Battipaglia il 14 maggio.

Massimo e la cantante Ross hanno creato subito un clima molto disteso e accogliente cosa che ha permesso a tutti i presenti di esprimere le proprie richieste. Proprio dalle richieste dei presenti Massimo ha preso spunto per soddisfare le domande che gli sono state poste e spiegare, seppur in maniera superficiale visto il poco tempo a disposizione, certi argomenti. La composizione e l’arrangiamento di un brano, argomento molto richiesto fra i presenti, hanno dato inizio alla master e Massimo ha spiegato che lui parte da una melodia per poi rivestirla di accordi. Possibile ma più difficile e limitante fare il contrario in quanto una sequenza armonica crea già dei suggerimenti melodici al suo interno.
Dopo aver preso una semplice melodia Massimo mostra le varie possibilità di arrangiamento a seconda del contesto e dello stato emotivo che vogliamo trasmettere. Le note della melodia in oggetto, (Do-Re-Mi-Do-Do) melodia semplice proprio per far si che fosse chiara a tutti, vengono rivestite da semplici triadi in cui le note appartengono all’accordo, ad esempio un giro di do, oppure cercare la presenza di queste note in accordi minori per dare un colore diverso all’armonizzazione, La min. e Mi min., oppure renderle note tensive di un accordo a quattro voci in cui la sonorità diventa più ricca e complessa. Ognuna di queste possibilità è stata sapientemente dimostrata da Massimo che specifica l’attenzione forte da prestare al contesto di utilizzo di certe sonorità, e non cadere nell’errore comune di applicare sempre tutto ciò che si è imparato. Conoscere tutte le possibili armonizzazioni e rivolti non deve inibire l’utilizzo di un Mi maggiore in prima posizione quando ci vuole !
Molto interessante poi la parte in cui ha parlato di improvvisazione, partendo da una domanda del pubblico in cui si chiedeva di suonare il blues senza pentatonica. Ha spiegato che per un corretto approccio ad un’improvvisazione bisogna far sentire gli accordi, concetto che condivido in pieno, e quindi mostra che un buon esercizio è utilizzare ad esempio il CAGED per individuare gli arpeggi degli accordi e applicarli seguendo un giro armonico. L’applicazione degli arpeggi legandoli fra loro seguendo il giro armonico è il primo passo per costruire un proprio fraseggio che faccia sentire gli accordi e soprattutto evita la possibilità di fermarsi su note che contrastano con l’armonia. Per quanto riguarda il blues spiega che se mettiamo da parte la pentatonica possiamo pensare i tre gradi che lo costituiscono come tre scale misolidie, ovvero come se suonassimo in tre tonalità diverse. Un buon esercizio è prendere un blues, ad esempio in Sol, ed applicare le scale misolidie di sol, do e re seguendo il giro armonico e passando da un scala all’altra al cambio di accordi. In questo modo si sviluppa l’orecchio per certe note e si svilupperà un fraseggio chiaro che ci lascerà la pentatonica come effetto speciale.
Da questo argomento è poi passato a parlare di scale modali e del loro utilizzo per dare sfumature diverse ad un accordo. La conoscenza degli intervalli e del colore dei modi ci permette di creare sonorità appropriate ad un contesto e di esprimerci in maniera creativa.
Molto chiaro nei modi e soprattutto nell’esprimere i concetti Massimo Varini ha mostrato esperienza, preparazione e una passione incredibile. Si è percepita una volontà forte di trasmettere i concetti di cui parla e questo ha entusiasmato il pubblico della master. Ha parlato anche di studio e preparazione suggerendo organizzazione e obbiettivi chiari in relazione al tempo quotidiano che si può dedicare allo strumento. Inoltre ha aggiunto di canalizzare le energie verso ciò che applichiamo o abbiamo intenzione di applicare al fine di ottimizzare ciò che suoniamo.

Setup Massimo Varini - Reportage Masterclass di chitarra con Massimo Varini

Setup Massimo Varini

Per quanto riguarda le performance live ha spiegato bene che bisogna evitare le variabili. Prepararsi bene, utilizzare anche alle prove la strumentazione che utilizzeremo dal vivo, concentrarsi solo sull’esibizione sono caratteristiche che aiutano ad eliminare variabili ed ansie che potrebbero inficiare sul live. Abituarsi a seguire questo iter comportamentale farà si che fin dal più piccolo club allo stadio per il chitarrista cambieranno solo le proporzioni, ma gesti e preparazione saranno le stesse migliorando le performance.
Per quanto riguarda la strumentazione che ha utilizzato Massimo ha usato principalmente la sua Eko MIA acustica e un Fishman Loudbox Artist, supportato da una Loop Station Boss RC-3. Limitato al finale della master l’utilizzo della chitarra elettrica, una Stratocaster fornita dagli organizzatori in un Marshall JCM 900, con pochi effetti : BOSS CS-3 (Compressore), RV-5 (Riverbero) e un DD-3(Delay), oltre ad un Corona Chorus della TC Electronic.
Ottima l’organizzazione dello Sciccaria (Antonello e Carlo sono davvero straordinari), ragazzi gentili, accoglienti e molto preparati. Organizzano spesso eventi molto seguiti dal pubblico e contano di organizzare altre mastercalss ed eventi didattici.

Alla prossima Stefano Torino

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