Home / Chitarre / Positive Grid Bias Modulation Twin – Digital Mind
DSC 0956 660x330 - Positive Grid Bias Modulation Twin - Digital Mind
Positive Grid Bias - Modulation Twin

Positive Grid Bias Modulation Twin – Digital Mind

Esiste un principio in informatica che afferma che il numero di transistor all’interno di un processore raddoppia in un ciclo di tempo di dodici o massimo quindici mesi.

Questo assunto è stato ampiamente reso obsoleto da anni con l’avvento di tecnologie sempre più avanzate, e anche nel campo musicale l’evoluzione degli strumenti digitali sta procedendo ad una velocità impressionante. Guardando al recente passato, è possibile elencare alcune macchine digitali che si sono rivelate delle pietre miliari per la creazione di uno standard tecnologico:

  • Zoom (Serie G)
  • Strymon
  • Line 6 (Pod HD, Helix,M)
  • Headrush
  • Boss (GT)
  • Kemper

senza ovviamente contare gli innumerevoli strumenti virtuali, per esempio TH3 di Overloud, che ho recensito tempo addietro ed è ancora installato sulla mia macchina, con risultati soddisfacenti.

Oggi però tocchiamo un punto decisamente diverso, un cardine che unisce i concetti di pedale multieffetto e di strumento virtuale. Positive Grid è l’evoluzione perfetta della sua suite virtuale con un trittico di pedali che sono incentrati su:

  • Distorsioni
  • Modulazioni
  • Delay.

Parlare di Bias FX è un’impresa, non nel senso della difficoltà ma dal punto di vista delle funzionalità e opzioni che sono veramente tantissime. L’analisi dei punti di forza e di debolezza sarà quindi attenta e meticolosa, per poter essere esauriente.

DSC 0960 300x169 - Positive Grid Bias Modulation Twin - Digital Mind

Considerazioni Estetiche

La macchina si distingue per un design moderno e accattivante, che fa di pochi elementi un segno distintivo: tutti i pedali si differenziamo per il colore della seconda scocca in metallo, che differenzia distorsioni (Gold), modulazioni (Blue) e ritardi (Silver).

Un’attenzione speciale alle manopole, il cui design è veramente bellissimo, moderno, quasi fantascientifico, rappresentano degnamente l’idea di modernità e tecnologia.

Piccolo neo sul footswitch che è un po’ duro rispetto ai soft-touch che potremmo trovare su Tc Eletronics (ahimè, una volta provati ne diventi dipendente e non riesci più a tollerare altro).

Il pedale è inoltre estremamente leggero nonostante sia in metallo, robusto al tatto e con tutte le uscite in ordine: quelle audio sono verso l’alto, per rendere più facile un affiancamento ad altri pedali, e personalmente apprezzo sempre questo dettaglio, dato che ho sempre poco spazio in pedaliera.

Considerazioni Tecniche

Difficile argomentare in questo caso, perché dobbiamo definire due scopi ben precisi: gli effetti con cui nasce On-Board e quello che si può ottenere con il software allegato. Di seguito le caratteristiche strutturali sulle uscite:

  • Alimentazione (9V – 500mah)
  • Input 1 (Mono)
  • Input 2
  • Output 1 (Mono)
  • Output 2
  • Expression Pedal

Il numero di controlli invece varia da pedale a pedale: per quanto riguarda il Modulation ci sono una serie di controlli classici, come Rate e Depth, e una coppia di controlli, Tweak 1 e Tweak 2, le cui funzioni dipendono dall’effetto che si sta usando. Quanto agli effetti, sono presenti:

  • Chorus
  • Phaser
  • Flanger
  • Tremolo
  • Rotary
  • Ring Modeler.

A questo poi va aggiunto che esistono due preset personalizzabili con qualsiasi cosa vogliamo, e qui arriviamo, secondo me, al meglio dell’offerta tecnica di questo pedale.

Il numero di controlli è completo, bisogna riconoscere che l’azienda ha inteso davvero creare una macchina multieffetto quasi definitiva per molti utenti, le possibilità di settaggio on board sono comunque tante e utilizzabili senza problemi.

Per quanto riguarda il discorso software, rimando al mio articolo sulla suite di BIAS Pedal.

Considerazioni Sonore

Cominciamo a parlare di un fattore importante ancor prima di accendere il pedale: il convertitore.

Il problema di molti pedali è che mangiano una buona parte di segnale perché, non essendo del tutto truebypass o comunque avendo una conversione AD/DA non del tutto performante, costringono a utilizzare sistemi abbastanza complicati (Mixer passivi e splittaggio del segnale dry e segnale effettato).

In questo caso il convertitore è fedele, fa un buon lavoro e dovrei fare dei paragoni in studio con il solo strumento per vedere una differenza marcata, mentre durante un live o usando un mix penso che difficilmente si sentirebbe.

Paragonato a quello dell’SDD 3000 che è in mio possesso, è più rispettoso dello spettro delle basse frequenze, nonostante il Korg abbia un suo preamplificatore; non saprei però in confronto a quello di uno Strymon, non essendone in possesso, almeno per adesso.

Il low filter oscillator funziona decisamente bene, sento nettamente la differenza di sinusoide che diventa squadrata o triangolare, è una delle parti che sono forse più significative, soprattutto in un pedale totalmente digitale.

Sulla parte sonora, possiamo definire il sound praticamente “tridimensionale”, a differenza di materiale decisamente più datato che prima costituiva uno standard: possiamo percepire uno spessore ben diverso, la differenza di ampiezza uditiva delle modulazioni è molto coinvolgente, essenzialmente tutti sono suoni decisamente molto hi-fi.

DSC 0957 300x169 - Positive Grid Bias Modulation Twin - Digital Mind

Può mancare una punta di calore, ma se ne può fare ampiamente a meno se non si ha un’idea specifica di un determinato modello di phaser, tremolo o chorus reputato “insostituibile”.

Facciamo un po’ di esempi sonori, così potrò rendere meglio l’ idea.

La catena è semplicissima:

Ibanez RG 1070 + Pickup Zead Raw Standard->Cavo Linfaudio Platinum Way->Hughes & Kettner edition tube->Cad Audio D84 + Cad Audio Gxl 2200->Quiklok SS2 + Reference Rmc 01 -> scheda audio Arturia Audiofuse.

Testeremo un effetto alla volta, ascolta le tracce della Playlist.

 

DSC 0953 300x169 - Positive Grid Bias Modulation Twin - Digital Mind

Volendo parlare di gusti personali, ho trovato particolarmente bello il chorus, che passa dalle sonorità classiche fino a quelle anni ’80 e alle sonorità moderne della musica Fusion: sinceramente è un ottimo sostituto del mio clone del Boss Ce2 perché risulta meno delicato nell’alimentazione, molto silenzioso e decisamente nitido.

Quello forse che mi ha convinto di meno è stato il tremolo, ma penso più per una mia affezione a determinati tremoli analogici che utilizzavo in passato e che difficilmente riesco a dimenticare ancora oggi, non è brutto, ma manca quel coinvolgimento che solo un tremolo analogico di un certo livello riesce a dare, e che costa quanto tutto il pedale Positive Grid.

I restanti effetti se la cavano bene; Rotary e Ring Modeler inoltre si fanno apprezzare veramente tanto, non ne sono mai stato un utilizzatore accanito, non risultano impastati o ovattati.

Il pedale è capace di un’ottima resa anche solo con i preset di fabbrica, con le possibilità timbriche fornite da parte del software le possibilità diventano infinite.

Considerazioni Economiche

Il prezzo di vendita è di circa 370 euro, non propriamente basso ma parliamo di una macchina che a livello sonoro compete con:

  • Eventide Modfactor
  • Strymon Mobius

E’ un peccato però che nonostante un prezzo abbastanza importante non sia presente la porta MIDI, che invece è sul modello PRO, che ha un prezzo più alto e si situa nella stessa fascia di quelli sopra riportati.

Se lo rapportiamo ad altri pedali singoli, il prezzo è in linea con il resto del mercato.

Considerazioni Finali

Pro

  • Resa sonora di alto livello
  • Suono costruibile fin nei minimi dettagli
  • Collegamento wi fi

Contro

  • Non ha la porta MIDI on board
  • Footswitch leggermente ostici

 

Nota dell’ autore

Questa macchina è interessante come passaggio verso una “modulation machine” più performante di un vecchio M5, come è stato nel mio caso.

Il costo è una via di mezzo, tra il prezzo delle “Super macchine” già citate in questo articolo e i vari “Mini- multieffetto” che molti altri marchi hanno messo sul mercato da un lustro a questa parte.

Però in questo caso si ha uno standard qualitativo molto più alto e ben definito, dato che si viene a portare il sound del vst direttamente su un pedale e non una modellazione ad hoc per una macchina dalle prestazioni “striminzite”.

Lo comprerei? Si, ma non questo modello in particolare, perché non riesco a fare a meno del MIDI, per cui passerei direttamente al Pro per le migliori possibilità di controllo.

Notizie Utili

  • Distributore: Goldmusic Srl
  • Prezzo consigliato:  370 euro (Iva inclusa)

Antonio Cangiano

About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

Check Also

Ponte fisso Schecter 7 corde 310x165 - Schecter Banshee Extreme 7 - Un'ascia poliedrica

Schecter Banshee Extreme 7 – Un’ascia poliedrica

Con la nuova serie Extreme Legacy, Schecter si affaccia a una fetta di mercato molto …