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Lathe Tornio per lacche 660x330 - Piccola guida alla stampa su vinile.
Lathe - Tornio per lacche

Piccola guida alla stampa su vinile.

Benvenuti sulle pagine di Age of Audio. Il seguente articolo si pone l’obiettivo di dare qualche piccolo consiglio su come ottimizzare il proprio materiale audio in vista del complesso procedimento della stampa su vinile. Negli ultimi anni abbiamo assistito al ritorno di questo supporto fisico che sta dando nuova linfa alle etichette indipendenti e al mercato musicale grazie alle sue caratteristiche sonore e estetiche.

COSA STAMPARE.

A differenza del mondo digitale dove la durata è discretamente relativa, data l’ampia capienza dei supporti, per la stampa su vinile è l’esatto opposto. La durata dell’incisione definisce la superficie (piuttosto limitata) sulla quale viene “scritto” il segnale. Ad una durata minore corrisponde una ampiezza maggiore del solco. Superando i limiti consigliati dai pressing plant generalmente si incorre in problematiche quali rapporto segnale rumore sfavorevole e maggiore distorsione; quest’ultima si traduce in una resa inferiore sugli altri supporti che invece si adeguano a tali durate.

In linea di massima, questi sono i tempi sui quali dovremmo progettare le nostre stampe su vinile per i formati più comuni in commercio:

12″ 33 giri durata consigliata per lato </=18′ massimo rendimento per lato </=15′

12″ 45 giri durata consigliata per lato </=15′ massimo rendimento per lato </=10′

10″ 33 giri durata consigliata per lato </=15′ massimo rendimento per lato </=10′

7″ 45 giri  durata consigliata per lato </= 5′ massimo rendimento per lato </= 3′

Superficie del vinile 1024x576 - Piccola guida alla stampa su vinile.
Superficie del vinile
 
Altro parametro da tenere in considerazione è la distorsione dovuta all’angolazione della puntina via via che il disco volge al termine, partendo dall’esterno e andando verso l’interno. L’angolo di rotazione sfavorevole rende le tracce sempre più distorte man mano che i solchi del disco diventano più stretti; pertanto, per bilanciare tale difetto, è consuetudine ordinare le tracce sul vinile in modo tale che quelle con maggiore dinamica si trovino all’esterno e quelle con minore dinamica all’interno, alla fine del disco.
 
SCELTA DEL TIPO DI INCISIONE E SUPPORTO.
 
Per il mastering su vinile possiamo scegliere tra le tecniche di incisione DDM ed elettroformatura.

Nella DMM (Direct Metal Master), la prima incisione è effettuata su una piastra di rame dalla quale ricavare direttamente gli stampi successivi.

Nell’elettroformatura invece si effettua un taglio su lacca di alluminio coperta di nitrocellulosa che viene prima incisa e poi elettroformata con nichel e argento per ottenere i successivi stampi.

Come si stampa vinile - Piccola guida alla stampa su vinile.
Come si stampa vinile
 
I vantaggi e gli svantaggi del DMM sono:
 
  • una fabbrica che utilizza il DMM ha code di stampa più brevi in quanto si evita la fase di elettroformatura
  • in un incisione con il DMM le frequenze alte sono spesso indicate come più brillanti (a volte eccessivamente) rispetto ad un incisione con l’elettroformatura
  • la quantità di rumore di fondo è ridotta non essendo presente la fase di spruzzatura dell’elettroformatura
  • il DMM può introdurre dei deboli pre-eco (degli echi che avvengono prima di un evento a circa 1,8 secondi ovvero la durata di un solco a 33 giri) dovuti all’influenza di un solco su quelli adiacenti

Sta dunque al produttore scegliere il tipo d’incisione in base alle proprie necessità

 
Per quanto riguarda la scelta del peso, è necessario fare alcune considerazioni fondamentali.

Il peso di un disco varia da meno di 100 grammi ad un massimo di 200 grammi. Non esiste alcuna differenza di trattamento durante l’incisione tra un disco più leggero e uno più pesante. Ciò nonostante, esistono dei fattori da tenere in considerazione:

  • un disco più pesante è comunemente considerato migliore in quanto il budget per la realizzazione è maggiore così come la cura posta nel lavoro. In un disco più pesante il posizionamento del centro risulterà quasi sicuramente perfetto.
  • il maggior peso del disco contribuisce a dare alla testina una posizione di lettura più stabile e probabilmente anche un maggiore isolamento dalle vibrazioni ambientali.
  • Il maggior spessore del supporto può aumentare la performance di una testina di lettura aumentandone l’angolo di tracciamento verticale.
  • La tipologia e la profondità dei solchi tra due dischi di peso diverso sono assolutamente identiche.
  • Un disco più pesante è più durevole e solido.

Concentriamoci adesso sul tanto vituperato vinile colorato, argomento di grande discussione. Suona davvero peggio?

Generalmente nella produzione dei vinili si utilizza il 70% di vinile vergine e il 25%/30% di vinile riciclato dalle precedenti fusioni per aumentare la coesione della fusione. Bisogna tener presente che il vinile riciclato porta con sé delle piccole particelle di polvere che possono aumentare il rumore di fondo. A minori quantità di vinile riciclato corrisponde dunque minore rumore di fondo ma al tempo stesso minore densità della fusione e di conseguenza una minore durabilità del supporto.

A questo punto va da se che se utilizzo per una stampa un colore fatto apposta per me, finchè non otterro’ abbastanza vinile colorato riciclato da mischiare a quello vergine la mia tiratura non sarà abbastanza omogenea; a queste condizioni una piccola tiratura colorata suonerà sempre peggio.

DOVE STAMPARE.

In Europa esistono numerosi impianti di stampa compresi i pochi impianti DDM rimasti al mondo (essendo il brevetto tedesco).

I parametri da valutare per scegliere l’impianto di stampa più adatto alle nostre esigenze sono:

  • valutazione dei costi di stampa e di spedizione
  • capacità e velocità di comunicazione del team amministrativo
  • qualità dei cut e delle grafiche
  • eventuali offerte speciali proposte dalla fabbrica su specifiche tirature come i white label (sono molto comuni),
  • valutazione dei servizi accessori (test press, cromalin, etc. )
  • la valutazione della coda di stampa

Quest’ultimo parametro è forse il più importante. Infatti, bisogna tener presente che per una piccola etichetta fronteggiare una coda di stampa può significare aspettare dalle 5 (in rarissimi casi) alle 15 settimane

Testina di lettura vinile 1024x576 - Piccola guida alla stampa su vinile.
Testina di lettura vinile
 
IL TEST PRESSING
 
Il test pressing permette di valutare la continuità del solco.

Per chi inizia a praticare il mastering per il vinile i test pressing sono sicuramente importanti in quanto permettono di analizzare le variazione dello spettro sonoro dopo il cutting; il loro scopo primario però è quello di valutare la presenza di irregolarità di scrittura come distorsioni, solchi che saltano e chi più ne ha più ne metta.

Generalmente i Test Pressing sono forniti dalle case di stampa in almeno 3 copie. Buona pratica è quella di acquisirle tutte in digitale mentre le si ascolta e mentre si prende nota di tutti gli scoppiettii, eventuali salti e rumori di fondo non presenti nel segnale originale. E’ facile prendere nota di un determinato evento misurando con un righello dal centro del disco la distanza in millimetri fino al punto che si vuole analizzare. Quando si nota un evento fastidioso è utile comparare la copia in ascolto con le altre del test pressing per capire se il difetto è relativo a tale copia o al master.

Se un salto di solco si verifica su una sola copia è bene riportarlo al costruttore per eventuali verifiche, ma non è una cosa che ci deve impensierire più di tanto visto che probabilmente è un errore relativo alla singola copia; al contrario, potremmo esserci imbattuti in un problema più serio nel caso in cui un errore dovesse ripetersi su tutte le copie.

E’ da tener presente che le macchine utilizzate per i test pressing sono delle presse a mano usate esclusivamente per quello scopo, spesso impolverate; ciò potrebbe riflettersi sui test pressing generando rumori casuali anche molto forti (non ricorrenti nelle varie copie test pressing) dovuti solo allo stato della pressa e che, pertanto, non devono impensierirci.

Testing pressing vinile AgeofAudio 1024x576 - Piccola guida alla stampa su vinile.
Esempio testing pressing vinile

 

LIMITI CHE DIVENTANO VANTAGGI

Concludiamo con un’analisi dei limiti fisici del vinile, limiti che nell’era digitale possono al contrario costituirne il suo punto di forza.

Il primo limite riguarda il range dinamico (il rapporto tra il rumore di fondo e il volume massimo) che nel vinile difficilmente supera i 45 db, contro i 96 db di un file a 16 bit o i 144 di un file a 24 bit. Di conseguenza, i supporti digitali sono ideali per musica con range dinamici molto ampi, come musica classica, acustica o colonne sonore. Al contrario, il vinile è ideale per musica con range dinamico più limitato (spesso per ragioni puramente estetiche), come rock, pop e altri generi di musica moderna.

Il secondo limite è costituito dalla banda passante, limite che diventa palese quando si incide  un master con uno spettro estremamente enfatizzato sulle frequenze medie ed alte, tipiche della distorsione armonica del mastering attuale (nonostante l’era attuale della loudness normalization).

Attualmente, quando portiamo in un press plant il nostro master audio,  siamo abituati al più semplice dei procedimenti. Il nostro DDP (Disk Description Protocol, cioè l’immagine disco per la duplicazione di supporti cd) sarà utilizzato per creare una copia identica al master da noi fornito.

Non era mai stato possibile attuare questo processo con tale linearità prima dell’avvento del Compact Disc. Precedentemente infatti i premaster audio, forniti su nastro magnetico o digitale, erano sottoposti a una fase di transfer, che provvedeva ad un’ottimizazione per i vari formati (non lineari rispetto al premaster originale) per cassetta, Lp e CD.

Personalmente ho riscontrato, paragonando decine di master digitali andati con le rispettive copie in vinile, un effetto che può essere identificato come uno filtro low pass con pendenza di 6 db sui 5khz (mi piacerebbe avere un confronto con un tecnico di cutting).

Spesso questa non linearità del taglio rispetto al nostro pre-master digitale si traduce in una resa morbida e dinamica, perché una volta rimossa la distorsione armonica presente nelle alte frequenze, si palesa il minore schiacciamento delle frequenze medio-basse, che veniva nascosto dalla pressione delle frequenze medio-alte. Stampare su vinile è un modo come un altro per combattere la loudness war?

Un’altra operazione di cui fare menzione riguarda l’ottimizzazione dell’ampiezza dei solchi, processo ottenuto tramite l’utilizzo di un equalizzatore con una curva standard di deenfasi detta curva RIAA (Recording Industry Association of America) applicata prima della scrittura e riapplicata in reenfasi durante la lettura negli ingressi phono. Tale processo garantisce la linearità del segnale tra l’ingresso e uscita, riducendo nel contempo la dimensione dei solchi.

Spero che questa mia piccola guida possa rivelarsi d’aiuto nelle scelte relative alla stampa su vinile. Vi ringrazio per la lettura e vi rimando a prestissimo al prossimo articolo.

Giovani Roma

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  • Demetris Castaneda

    prezioso, come sempre..

    • Gianni Blob

      grazie fratello 🙂

  • Marcello

    Molto interessante l’argomento sulla stampa del vinile, sul processo di masterizzazione etc.
    Uscirà anche qualche articolo per noi audiofili su come pulire i vinili, come preservarli nel tempo e soprattutto come poterli salvare su un supporto solido tipo HD per poterli risentire nel tempo?

    • Gianni Blob

      Ciao grazie per il tempo dedicato alla lettura e per il commento. Di solito cerchiamo di fare articoli che siano mirati o che si integrino con il processo produttivo, ma vista la tua richiesta credo che il capo redattore mi obbligherà a farlo presto 😉