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novation ultranova 1

Novation UltraNova

Conoscere da vicino il Novation Ultranova è una esperienza che non lascia indifferenti, già dal primo approccio. Per quanto si tenti di resistere al suo fascino e di conservare il migliore e più smaliziato aplomb è difficile non restare stregati da quello che è forse il piu “fashioned” dei synth VA in circolazione.

novation ultranova 1

Dal formato compatto (un tre ottave classici tasti Novation), l’Ultranova ha nel design innovativo e ricco di stile uno dei suoi molti pregi, a partire dalla pulsanteria e wheels retro-illuminati sul complessivo magnifico fondo blu. Comparato, ad esempio, con molti dei suoi maggiori concorrenti, come il MicroKorg o l’Alesis Micron, fa’ un po’ la figura del cigno in uno stagno di anatre.

Il concetto tecnologico e musicale dell’Ultranova è abbastanza lineare. Ultranova è un classico Virtual Analog a tre oscillatori, monotimbrico e polifonico a 18 voci. Per ogni oscillatore sono presenti una settantina di forme d’onda. Il segnale viene convogliato in due filtri di stampo classico (Lowpassp,Hipass,Bandpass) ed è assegnabile a 6 inviluppi e 3 lfo. Se a questo aggiungiamo 5 slot effetti si delinea il quadro di un synth completo seppur nella sua architettura abbastanza tipica. La marcia in piu la offre il vocoder interno, gestibile mediante il microfono cardioide in dotazione ovvero connettendo un qualsiasi microfono esterno collegato all’entrata XLR.

Non e’ tutto. L’Ultranova incorpora anche una interfaccia audio/midi usb di buona fattura. La versione da noi provata consente una latenza non eccezionale, circa sette millisecondi, ma si e’ rivelata stabile nel funzionamento e dotata di soddifacente conversione del suono in cuffia e sui monitor.

La tastiera ed i controllers.

novation ultranova 2Lo si ammetta o no il tasto synth di casa Novation e’ uno dei piaceri della vita per un keyboardist. Raramente si incontra una risposta ed una corsa cosi fluidi e usabili. Anche la sensibilita’ all’aftertouch e’ eccellente. Lo stesso dicasi per modwheel e pitchbend, anch’essi retroilluminati ed in materiale antiscivolo. Uno dei sicuri punti di forza dell’ultranova e’ costituito proprio dal fatto di incorporare il background Novation nel settore controllers. Nella parte alta l’Ultranova alloca inoltre un sistema di 8+1 knobs assegnabili a diverse funzioni di controllo sulla falsariga dei Remote di casa.

Il software di controllo: Novation Ultranova Editor

Programmare un synth digitale hardware è da sempre una operazione laboriosa, soprattutto quando i parametri sono editabili su pagine differenti, spesso richiamabili grazie a combinazioni. Lo è fin dai primi synth a controllo digitale, e nel caso dell’Ultranova la situazione non cambia di molto. E’ una questione di ingombri. Ultranova aggiunge alla programmazione diretta sul synth un plugin VST che, caricato nel proprio DAW, consente l’editing di tutti i parametri del synth in maniera visuale. Gli stessi parametri sono salvabili per cui è possibile richiamarli assieme al progetto. Va detto, l’editor di Ultranova ha un design davvero interessante, ci sono voluti solo pochi secondi per entrare nel meccanismo e cominciare ad editare. Fancy ed usabile al contempo. Un paio di migliorativi sarebbero un randomizer (perchè diamine tutti i VA non montano un randomizer?) in grado di generare patch in maniera casuale, nonchè un accesso alle waveforms un po’ più semplice, ad esempio sostituendo frecce ad un uso smodato dei menu. Provare settanta waveforms dovendo aprire altrettante volte un menu può essere una operazione davvero noiosa. Molto agevole anche la gestione delle modulazioni, dei filtri e degli effetti.

Il suono ed i presets

L’Ultranova ha un suono che definirei alquanto “current”, la sensazione generale è quella di una tendenza naturale allo scoop centrale delle frequenze e quindi una buona, per non dire ottima predisposizione per l’utilizzo in generi come la dance o hip/hop. La gamma bassa è ben accentuata e pulita, la gamma alta un po’ “smooth” e comunque molto chiara. Il synth esce con circa trecento presets, appartenenti a varie categorie di generi e stili. Sinceramente, i presets sono un po’ la nota dolente del VA di casa Novation, in quanto potrebbero essere tranquillamente appartenenti ad un synth dei primi anni novanta. Eppure di acqua sotto i ponti ne è passata da allora. Qua e là c’è qualche riferimento a generi piu moderni come il dubstep o l’hip hop/rnb, però la sensazione generale è che la programmazione sia stata molto “cauta” e standard, e la maggior parte delle patch ha un gusto un po’ datato, e non in senso buono. Poco male, si dirà, basta programmare le proprie. In questo senso un randomizer avrebbe aiutato parecchio, almeno a generare scenari di partenza su cui effettuare il tweaking. Pare, tuttavia, che la Novation stia correndo un po’ ai ripari in quanto sul sito stanno comparendo un po’ alla volta alcuni soundset gratuiti da scaricare in formato sysex. Mettere al lavoro un pool di programmatori in gamba e realizzare dei refill anche a pagamento potrebbe essere una mossa vincente da attuare al più presto.

Gli effetti, il vocoder e l’arpeggiatore

Come accennato, gli slot per effetti sono cinque. Per ogni slot è possibile scegliere tra sette gruppi di effetti, quelli più classici. Per un futura versione suggeriremmo un approccio un po’ più “estremo” all’effettistica, in grado di modificare il suono in maniera più radicale. Sentiamo la mancanza, ad esempio, di un bitcrusher, di forme più devastanti di distorsione, di ring modulation, reverse delay. Cose così. Il vocoder aggiunge un piacevole diversivo. é facile da usare ed implementare. Unica pecca è la sua incapacità di modificare completamente il suono microfonato, in quanto nel mix synth/voce spesso la seconda appare troppo individuabile. Molto semplice, anche in questo caso, l’utilizzo dell’arpeggiatore, dotato di 33 patterns differenti, ed attivabile anche dal top del synth con un pulsante.

Touch
Scolpire ed esplorare il suono usando gli encoder e i pulsanti è il bello dei synth. L’UltraNova rappresenta un passo avanti nel sound shaping “tattile”, e consente di assumere un controllo più fisico e approfondito del motore audio del synth. Premendo “Touch” all’interno della sezione “Animate”, si attiva una modalità speciale in cui basta sfiorare uno degli encoder touch-sensitive per triggerare gli inviluppi o altre destinazioni di modulazione. Tra le destinazioni possibili troviamo il pitch, il sync e la forma d’onda degli oscillatori, cutoff, resonance e distorsione del filtro, parametri degli effetti, livello delle mandate effetti, solo per citarne alcuni. (Premendo invece “Tweak” tornate al sistema di controllo rotativo tradizionale, che consente di assegnare agli encoder gli 8 parametri che usate più spesso in modo da averli sempre a portata di mano).

La funzione “Touch” mette “a portata di dita” alcuni parametri che sarebbero altrimenti sepolti nell’architettura complessa del synth. Potete assegnare 8 parametri a scelta agli encoder touch-sensitive dell’UltraNova, e “toccarne” anche più di uno alla volta per realizzare effetti creativi durante un live set.

Conclusioni

L’Ultranova è un synth ricco di virtù. Le sue maggiori sono l’usabililtà e la qualità costruttiva. La qualità timbrica è anche particolarmente buona, in particolare per il bilanciamento del suono. A volte avere un suono dettagliato e pulito, ricco di basse, è una panacea per tutti i mali sintetizzati. Il processing esterno può facilmente aggiungere rabbia ed originalità ad un siffatto segnale. Ottima la portabilità, la qualità dei materiali, la dotazione di entrate ed uscite. Se a questo aggiungiamo un aspetto da top model dei VA il quadro è completo. Nelle versioni successive si consigliano migliorativi sul fronte vocoder ed effetti. E soprattutto una attenzione alla questione presets.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Novation
Modello: Ultranova
Website: www.novationmusic.com
Distributore: www.midiware.com
Prezzo: 615+ Iva

Antonio Campeglia

About Antonio Campeglia

Sound engineer, musician and teacher.

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