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Marlene Kuntz

Marlene Kuntz – La lunga attesa

I Marlene Kuntz, sono una delle maggiori band alternative rock italiane. Il gruppo, diventato famoso negli anni ’90 abbina delle sonorità tipicamente alternative a testi fortemente cantautoriali. Di recente la band ha commemorato il loro album pià famoso “Il vile” (1996) con un tour dal nome “Onorate il vile”, dove Godano e compagni hanno eseguito integralmente il disco.

Nel 2016 la band rilascia “La lunga attesa”, disco che la maggior parte dei fan più accaniti stavano aspettando dopo il non eccelso “Pansonica” del 2014.
Il disco si apre con “Narrazione“, brano dalle sonorità alternative in pieno stile Marlene Kuntz. Il brano, dal forte impatto e dalle chitarre in piena evidenza si abbina perfettamente al testo profondo e cantautoriale, il giusto incipit per un album che promette forti sensazioni.

Il secondo brano “La Noia” è anch’esso un brano dalle sonorità tipicamente alternative. Il brano incentrato sulla noia quotidiana a cui è sottoposto l’essere umano è tutt’altro che noioso, il sound del brano è fortemente rock con arrangiamenti ben curati e con i suoni tipici della storica band italiana.
Niente di nuovo” è il terzo brano dell’album, le sonorità più morbide dell’inizio del brano lasciano immediatamente spazio a chitarre dalle ritmiche fortemente rock. Il testo a tema politico racconta la situazione italiana del 2016 fatta da interminabili flussi migratorio ed efferati femminicidi. Il brano riesce a comunicare all’ascoltatore un forte stato di ansia e di inquietudine, senza dubbio provocata dal mix perfetto di musica e testo.

La title track “Lunga attesa“, immediato proseguimento del terzo brano “Niente di nuovo” è un brano dalle sonorità morbide e rilassanti. Le chitarre di Godano e Tesio riescono a creare uno splendido intreccio melodico che si sposa perfettamente con la sezione ritmica di Bergia e Saporiti. Il brano cambia radicalmente direzione rientrando in territori tipicamente alternative rock, le chitarre, questa volta in accordatura drop D sono in primo piano come sempre.

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Marlene Kuntz

Il quinto brano “Un po’ di requie” è una ballad elettrica in tipico stile Marlene Kuntz, gli arrangiamenti e il testo riescono a rendere l’atmosfera del brano meno pesante rispetto ai precedenti.
Il sole è la libertà” è la sesta traccia del disco. Il brano si apre con un incipit di chitarre ricche di tremolo, il brano prosegue con ritmiche serrate che si amalgamano perfettamente con la sezione ritmica. Il brano prosegue con un alternarsi di dinamiche che riescono a rendere il brano divertente e mai noioso.

Leda” è settimo brano dell’album, le sonorità sono fortemente rock, la linea vocale serrata e intensa caratterizza in maniera netta il brano. Gli arrangiamenti di basso di Luca Saporiti e le chitarre dei soliti Godano e Tesio riescono a donare a metà brano atmosfere tese e cupe tipiche del genere.

L’ottavo brano “La città dormitorio” è un tripudio di chitarre fuzzose, che donano al brano una sonorità moderna ma allo stesso tempo morbida e non violenta, merito sicuramente dell’ottimo missaggio del brano. Il testo parla delle piccole città italiane di periferia, prive di ogni tipo di divertimento e in cui anche cercare di fare qualcosa che vada fuori dalla solita routine diventa un incubo, incubo che una larga fetta di italiani si ritrova a vivere praticamente ogni giorno.

Sulla strada dei ricordi” è il nono brano dell’album. Il brano comincia con uno splendido incipit di chitarra e continua con un alternarsi di dinamiche, che portano il brano ad avere degli splendidi picchi rock per poi tornare a sonorità più morbide. Probabilmente eccessiva almeno a mio avviso la durata di 7:10 minuti.

Il decimo brano “Un attimo divino” è una ballad melodica, forse il pezzo più noioso dell’album. Il brano si trascina per tutta la sua durata senza avere una vera e propria evoluzione e nessun picco particolare.

Il penultimo brano “Fecondità” è un brano carico di adrenalina con forti sonorità rock, che si alternano alla morbidezza di parti lente ma ben arrangiate. Il sound tipicamente alternative del brano fa si che si amalgami perfettamente allo scorrere di tutto l’album.

Formidabile” è l’ultimo brano dell’ album, il pezzo è come tutti i precedenti un brano fortemente rock, ma con atmosfere più leggere. La struttura della composizione richiama il resto del disco, con un alternarsi di dinamiche e con arrangiamenti minimali ma che ben si incastrano all’interno del pezzo.

In conclusione possiamo dire che “La lunga attesa” è un disco coerente con le ultime produzioni dei Marlene Kuntz, band storica che si avvia a compiere i 30 anni di carriera.
Il sound generale risulta nello stile tipico della band, senza divagazioni di nessun tipo ne eccessive sperimentazioni, un album godibile ma che non fa di certo saltare dalla sedia.

Altri ascolti consigliati: Il vile, Catartica.

Simone Gison

About Simone Gison

Simone Gison:Nasce a Napoli il 25 Dicembre 1991. Laureando in Informatica inizia a suonare la chitarra all'età di 12 anni ispirato dai gruppi rock anni '60 e '70 come Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin e Rush. Dopo molteplici esperienze in gruppi di vario genere decide di dedicarsi al suo progetto solista, è inoltre impegnato sia in studio che live con la band psychedelic rock Shades of Hate. Nel 2014 spinto dalla sua passione per gli strumenti made in Italy e per la scena musicale emergente fonda ItalianGuitartube.