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Vero Tour di Gue Pequeno - Il tastierista si rifa' il beat
Vero Tour di Gue Pequeno

Il tastierista si rifa’ il beat

 
Musicista, Produttore, Massimo D’Ambra incarna quello che chi fa musica nel 2016 dovrebbe avere ben presente, personalità, professionalità ed umiltà.
Dai palchi d’oltralpe come direttore musicale di uno dei musical piu famosi al mondo “jesus christ superstar” all’attuale tour italiano con il numero uno dei rapper italiani “Gue Pequeno”.
Da Napoli al cuore d’Europa Max è riuscito a farsi strada nella non facile giungla musicale.

Lo Incontriamo Prima di una delle delle Tappe del “Vero Tour”, il concerto, come tutti gli altri del tour, è sold out…
Approfittiamo della fine del soundcheck per fargli qualche domanda.

 

Setup live- Massimo D'Ambra
Setup live- Massimo D’Ambra
 

A.C. Un musicista “Suonare”” ad un concerto Rap è cosa rara, come è nata questo tipo di connessione?

M.D. Gue (Pequeno) cercava un’“Evoluzione” del suo Live che è andato crescendo di anno in anno; in primis solo con il dj DJAYK, uno dei più talentuosi e pluripremiati dj, il secondo tour facendo subentrare la batteria (Carmine BDOG Landolfi) .. e per il tour di VERO si è cercato ancora di più , dando più sostanza e coerenza al concetto di “live”. Ci siamo incontrati, ne abbiamo parlato, e ci siamo messi al lavoro, cercando di tener fede agli arrangiamenti ma allo stesso tempo di avere un punch che solo la musica “suonata” ti riesce a dare..
Tutto quello che accade musicalmente è Live, è “vero”, così come è il nome del tour.

 

Guè-Pequeno
Guè-Pequeno
 
A.C. Come hai affrontato il tuo ruolo?

M.D. Non è stato semplice, l’hip hop , per lo più nasce dai cosi detti “beat”, cellule di 48
Battute che si ripetono lungo la song, talvolta sono sample presi da vecchi vinili, talvolta un insieme di synth che creano il mood del brano, quindi più che districarmi tra armonie complesse e cambi di tonalità, in questo caso ho cercato di riportare tutto questo sui miei strumenti facendo un lungo lavoro di sound designing e cercando di riprodurre il più fedelmente possibile i suoni che caratterizzano le song. In altri casi ho campionato e “spezzettato” dagli Stems alcuni suoni che ho poi riportato sia su Maschine che sulla Komplete Kontrol–S.

A.C. Come è composto il tuo Live Set-up?

M.D. Il Set up è concepito in maniera molto efficace, Yamaha Motif XF7, Korg Radias, NI Komplete Kontrol–S 61 e Maschine Studio; inoltre utilizzo 2 Macbook pro: sul primo ci girano le sequenze, bass e add on vari e in aggiunta una traccia sinc per i video (che chiaramente partono perfettamente agganciati al mio start ) mentre l’altro macbook fa da motore audio sia a Maschine che alla Komplete kontrol.
Le sequenze le gestisco con Logic pro, nel quale ho creato una sessione ad hoc con tutta una serie di marker attraverso i quali mi muovo tramite un Korg nano kontrol.

 

Vero Tour - Live setup
Vero Tour – Live setup
 

A.C. Com’è gestito il Flusso Audio?

M.D. Macbook sul quale “viaggiano” le sequenze utilizza una MOTU 828mkIII; sfruttando le uscite separate do al fonico uno stereo di Add-On Armonici (Pads, Arpeggiatori ed altre cose che ho preferito rimanere su sequenza appunto), uno stereo di Add-On Ritmici (Loops,808HH e varie cose che confrontandomi con Bdog abbiamo deciso di lasciare), un Mono per il basso, un Out per il Sinc ed un out per il Click.
Tutto Il Mio Set (Tastiere/Maschine) Viene Premissato attraverso un mixer Yamaha che ho alle spalle della mia postazione, quindi il mio mix va tramite un bus al mixer di sala dal quale a sua volta il fonico di sala mi “rilancia “ un mix della batteria ed una serie di altri segnali come la voce, lo stereo del DJ e la voce di Gue, in modo che io possa determinare personalmente il mio balance d’ascolto. Inoltre, sempre con i gruppi, ho una gestione separata sia delle cuffie (che utilizzo soprattutto perché molti brani iniziano con frasi di synth o campioni che lancio via Maschine, quindi ho bisogno di un click), sia dei miei stereo wedge Monitors.

A.C. Nel tuo percorso hai avuto grandi esperienze anche come sound engineer, quali sono a tuo avviso, le difficoltà che incontra il fonico in tour come questo?

M.D. Il “Vero Tour” viaggia come si dice con la “mezza produzione”, ovvero fonici, backliner datore luci strumentazione e mixers sono gli elementi “fissi”, mentre il P.A. i monitors ed il parco luci lo troviamo sulla venue di volta in volta.
Ciò significa confrontarsi di volta non solo con club diversi e quindi con un’acustica diversa, ma anche con un P.A. diverso ogni sera, questo mette a dura prova il fonico che deve cercare di dare il meglio per mantenere botta dinamica e leggibilità delle liriche di Gue.
La difficoltà maggiore a mio avviso è il cattivo trattamento acustico di alcuni club. Spesso durante il sound check partono preghiere nella speranza che la massa frastagliata generata dal pubblico attenui le riverberazioni che, nonostante il monitoraggio in cuffia, rendono l’ascolto poco a fuoco. Fortunatamente nella maggior parte dei casi le preghiere vengono ascoltate 😉

A.C.Esiste un “Trucco” per cavarsela in situazioni “limite”?

M.D. Dipende molto dal buon senso del fonico, in primis i volumi!
Quando si arriva in una venue e si prova l’impianto si è abituati a sparare a mille l’impianto
Il che in alcuni posti rende anche , ma in alcuni contesti il segreto è dosare bene il volume generale. Mi spiego: il nostro orecchio si “abitua” ai volumi, quindi in una scala da 1 a 10 dove 10 significa riverberazioni pazzesche e confusione, è preferibile scegliere un 7 ed avere più controllo sul suono, senza preoccuparci della “botta”.. le orecchie del pubblico si “tareranno” su quel volume e ne godranno sicuramente di più in termini di qualità.

 

Live - Gue Pequeno
Live – Gue Pequeno
 

A.C. Sappiamo di un tuo rapporto di endorsing con Native Instruments, com’è nato?

M.D. Qualche anno fa decisi di accostarmi al mondo di Maschine, cercavo uno strumento che mi desse un approccio differente sia in fase di produzione in studio che nelle performances live, così conobbi Giuseppe Isgrò (responsabile marketing per l’Italia di Midimusic, distributore italiano Native instruments, Spectrasonics ecc..) , con il quale è nato subito un bel rapporto di stima umana e professionale.
Native instruments Stava per Lanciare sul mercato Komplete Kontrol S e sono stato ufficialmente incaricato sia come endorser che come dimostratore/product specialist; da li una serie di demo in tutta Italia in cui ho cercato di far venir fuori un nuovo concetto di Performance che si può ottenere con questi strumenti che sempre più stimolano la mia creatività.

A.C. Parliamo di Produzioni…

Beh in effetti è il mio “core business” …
Ho fatto anni di tour, ma la mia passione principale rimane la produzione. Ho un mio studio, l’MDA Recording Studio appunto, in cui do vita ai miei lavori. Il set up di base è molto minimal ed in sintonia con il mio modo di concepire la musica.
La mia idea è di basare la costruzione di una song su un qualcosa che sia “ricordabile”
Un suono, un effetto una pausa… due note, ma che determinino la mia “firma”.. il mio stile.
Attualmente sono molto addentrato nel panorama hip hop e quindi mi sto dedicando alla concezione di nuovi beat che presto ascolterete nelle tracklist di alcune rapstar italiane ..
Non sveliamo ancora i nomi …

A.C. Com’è organizzato il tuo studio?

M.D. Il cuore è ovviamente la DAW, che nel mio caso è Logic pro X, MOTU 828mk3, MOTU 8pre, Universal Audio 4-710d, un Euphonix MC Control e 2 MC Mix; riguardo gli ascolti sono un fedelissimo delle mie Genelec 8020 , anche se ultimamente è nata una collaborazione anche con ADAM, e devo dire che le A77X sono, a mio parere, uno dei migliori studio monitor per rapporto qualità prezzo sul mercato.

 

Setup studio Massimo D'Ambra
Setup studio – Massimo D’Ambra
 

A.C. Sembra strano vederti su di un palco suonare hip hop conoscendo alcuni tuoi progetti come “just for fun” che invece risultano ben più intricati musicalmente, cosa cambia nell’approccio?

M.D. Non saprei, la musica è musica, fatta di note, di tempo di groove. Non do mai per scontato che sia facile un brano anche se ha 2 note e 3 soli accordi; per mantenere la sua “magia”, il suo “mood”, deve essere suonato e/o prodotto avendo la giusta competenza del genere in questione.
Molti “musicisti” sottovalutano alcuni generi come il rap perché magari ad un primo approccio possono sembrare troppo elementari o scontati, ma dietro c’è tutta un’accurata scelta di suoni, di groove e di gusto musicale che fa la differenza. Allo stesso tempo molti pseudo producer di ultima generazione credono di poter realizzare una song o un così detto “beat” scaricando l’ultima library trap e mettendo in sequenza un po’ di note su Fruity loops
Purtroppo per loro, e fortunatamente per me e per chi come me fa questo lavoro con cognizione di causa, non è cosi.

A.C. Progetti per il futuro?

A fine tour mi dedicherò all’allestimento di un altro studio a Milano, ormai centro nevralgico della produzione musicale in Italia, dove già ho pronte una serie di collaborazioni da portare avanti, in primavera grandi novità in arrivo da Native Instruments che mi vedranno protagonista di una nuova tornata di Demo performances , e per quest’estate molto probabilmente ci sarà una ripresa del “Vero Tour”.
Insomma le attività non mancano, l’importante è metterci sempre passione, amore e dedizione.

Stay tuned!

Antonio Campeglia

 

 

About Antonio Campeglia

Sound engineer, musician and teacher.

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