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Get Distorted – Libreria suoni

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La maggior parte del software e delle librerie sonore finisce per vagare senza meta nel limbo di internet, sono pochissimi infatti gli eletti che riescono a guadagnare un posto nell’olimpo delle grandi major. Questo è il primo di una lunga serie di articoli, ove il sottoscritto, aiutato da segnalazioni di amici e di utenti, cercherà di setacciare tutti i “gironi” di internet, anche quelli più profondi e remoti. Sarà mio intento far conoscere, e magari apprezzare, tutti quei capolavori che, sfortunatamente, hanno tirato le cuoia prima di trovare una adeguata diffusione, forse perchè non supportati da una efficace spinta pubblicitaria o solo perché concepiti da progetti troppo ambiziosi e poco funzionali. Viaggio negli inferi Nel limbo di cui parlavo avevo già in passato incontrato MrRay e ORGANized trio, due prodotti che, seppure nati in sordina, hanno poi riscosso un discreto successo di pubblico, tanto da essere implementati gratuitamente nelle nuove tastiere Lionstracs e nelle nuove master Behringer. Ho voluto dedicare questo primo appuntamento, e mi auguro si tratterà di una lunga serie di questi, ad una libreria di nicchia molto particolare, il cui suono sembra veramente forgiato nelle aree più basse dell’Inferno (IX Cerchio degli inferi). Stiamo parlando di Get Distorted! Non varcate questa libreria voi puri di orecchie!
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Get Distorted:

  Si tratta di una nuova libreria “compatta” dedicata alle chitarre distorte e ai “powerchords”, l’autore è il chitarrista tedesco Alex Pfeiffer(Fig.1). La libreria, in formato Kontakt e Gigastudio 3, ammonta a circa 250 Megabytes, ed è disponibile, per chi volesse farla propria, al sito http://store.cellarroom.de/(Fig.2) con possibilità di download immediato. Il formato Kontakt consente l’utilizzo di tutte quelle “features” necessarie alla realizzazione di una “performance” realistica, basti pensare ad esempio al concetto di “round robin”. Si tratta di un prodotto alquanto “leggero” ed è quindi integrabile in eventuali “templates” già oberati di strumenti. La modalità “paga, scarica ed usa subito” ormai si sta proponendo come il nuovo standard per fruizione di prodotti audio/sampling, questo grazie alle nuove tecnologie ADSL con cui è possibile scaricare svariati gigabytes in tempi ragionevoli, azzerare i costi di spedizione e “bypassare” le frequenti disfunzioni dei sistemi tradizionali di consegna. Per inquadrare il prodotto, basti pensare che la libreria di Pfeiffer consente di ottenere quel “muro di suono” frequentemente utilizzato sia nella musica moderna rock/metal che nella musica elettronica e cosiddetta “ibrida”. Già, perchè oggi è alquanto limitativo associare questo tipo di sonorità esclusivamente ai generi “di scuola” (Hard rock, heavy metal, nu-metal…). Basti pensare a come compositori di colonne sonore per il cinema e la televisione sono in grado di mescolare orchestra, sintesi analogica e suoni “hard” in un unico prodotto, con risultati spesso davvero piacevoli. Per averne una idea consiglierei l’ascolto di compositori come Marco Beltrami (Fig.3) (Io Robot, Underworld, Resident evil) o Graeme Revell (Il Corvo, Daredevil). Colgo l’occasione per segnalare una chicca: Marco Beltrami offre sul suo sito Web www.marcobeltrami.com numerosi spartiti delle sue colonne sonore da scaricare gratuitamente in formato PDF. Un bel gesto (nonché raro) ed una occasione per acquisire qualche trucco del mestiere di un apprezzato compositore. Get Distorted si articola in due parti: la libreria vera e propria e due sezioni di “licks” per un utilizzo “al volo” di frasi ad effetto (a detta di Alex, i licks verranno a breve incrementati). L’articolazione “sustained” prevede tre ordini di suoni attivabili mediante la “velocity: con un tocco soft (0-43) si ottiene uno “slide” verso il basso fino al tasto premuto, a valori di velocity intermedi (44-84) si ottiene il powerchord vero e proprio, infine con una pressione più forte (85-127) si ottiene uno slide, questa volta verso l’alto. Utilizzando le tre articolazioni è possibile ottenere degli effetti di legato nell’ambito di una “performance”, simulando il passaggio da accordo ad accordo. Per ogni nota è previsto un “round robin”, vale a dire l’attivazione automatica di due differenti registrazioni che si alternano quando una nota viene ripetuta, questa tecnica è utilissima per evitare lo sgradevole effetto “mitragliatrice”. L’articolazione “staccato” è disponibile nella doppia modalità “aperta” e “stoppata”. Qualsiasi appassionato di Nu-metal o di un qualsiasi genere caratterizzato da suoni “pesanti” (con eventuali miscugli di elettronica), apprezzerà la possibilità di utilizzo degli staccati su tempi veloci in unisono alla cassa. La doppia presenza, poi, di powerchords aperti e stoppati, migliora sensibilmente la simulazione ed offre nel contempo molte possibilità ritmiche. Nel caso degli staccati il numero di ripetizioni “round robin” sale a quattro (quindi quattro versioni per ogni singolo accordo), ideale per un utilizzo “a ripetizione” anche a tempi sensibilmente veloci. Il programma Fretnoise connector è una interessante “patch” concepita per il “release sample” (ossia si attiva solo al rilascio del tasto). La patch simula il rumore della connessione di due accordi causato dal naturale spostamento della mano sulla tastiera della chitarra. Questa, unita ad esempio, ad una articolazione “sustained”, consente di simulare più realisticamente il passaggio da un accordo all’altro. Anche in questo caso il “round robin” è presente. A chiusura della libreria vi sono gli “special infects”, ossia una collezione di effetti che possono essere ottenuti sulla chitarra e che non ricadono nella categoria delle note suonate. Troviamo, tra tanti, slides, armonici artificiali, e cosiddetti “chops” (brevi rumori di appoggiatura del palmo sul ponte). La seconda parte della libreria è costituita, come dicevo, dai “licks” che attualmente sono 20 e saranno espansi nei prossimi mesi. Nota positiva è che sono forniti anche in formato RMX e REX per un utilizzo, ad esempio, in Stylus Rmx e Native instruments Intakt (Fig.4). 4Un’altra piacevole caratteristica di Get Distorted è data dalla presenza di doppi programmi, sia per le patches “sustained” che per quelle in staccato. Lo scopo di questa duplicazione sta nella possibilità di ricreare quel “wall of sound” tipico ottenuto nelle registrazione di chitarra rock. Nella realtà viene creato mediante la registrazione di due diverse tracce di chitarra che suonano all’unisono, cui vengono attribuiti valori di pan diametralmente opposti, una traccia all’estrema destra ed una a sinistra. Nel caso di Get Distorted la cosa è possibile grazie alla duplicazione delle patches ottenuta non a seguito di processing di una singola traccia bensì come risultato di due registrazioni diverse. L’effetto si ottiene assegnando alla traccia midi due canali in contemporanea sui quali si posizionano, ad esempio, le patches Sustained 1 e 2, attribuendo valori di pan -127 e 127. I più esigenti potranno anche utilizzare due tracce midi duplicate, ognuna delle quali processata con un lieve “randomizer”, in modo da simulare diversi valori di velocity per le due tracce. Posso assicurarvi che l’effetto finale è molto realistico. Abbiamo avuto l’occasione di porre un paio di domande ad Alex a riguardo della libreria:  

 

Intervista:

Antonio Campeglia: Alex, quali chitarre ed effettistica hai utilizzato per ottenere il “muro” di suono di Get Distorted?

A.P.: La chitarra usata per la registrazione è una Gibson Epiphone Custom con corde 11-70 GHS Zakk Wylde Edition (Fig.5), ed i suoni sono stati ottenuti processando il segnale mediante Native instruments Guitar Rig e Steinberg Warp VST. Il suono complessivo è stato ottenuto mescolando tre diverse sorgenti in mono, un procedimento un po’ lungo e laborioso.5

A.C.: La domanda è inevitabile: perchè hai utilizzato processori digitali come Guitar Rig e Warp VST(Fig.6).?

A.P.: Per due ordini di ragioni: con il digitale tutto è più flessibile ed è possibile modificare il risultato anche a molta distanza dalla registrazione originale, correggendo e migliorando il suono. Inoltre, attualmente non è facile riconoscere, nello scenario del rock moderno, dove siano stati utilizzati processori analogici o digitali. Di sicuro ci sono puristi del suono analogico, ma a mio avviso la rivoluzione digitale non ha rappresentato un peggioramento della qualità ed originalità dei suoni, ha semplicemente offerto una diversa ed altrettanto interessante alternativa. Il mio scopo, nel caso della libreria, non era quello di realizzare una libreria di chitarra nella più classica delle accezioni, ma quello di ottenere un suono sporco, cattivo, capace di rendere davvero aggressive le tracce e gli arrangiamenti dell’utilizzatore.

 A.C.: Le “patches” prevedono dei “key-switches” per attivare varie modalità di esecuzione e/o varianti timbriche?

A.P.: No, per il momento fa un ampio uso della tecnica del “round robin;” in futuro c’è in cantiere la prospettiva di aggiungere nuove patch che utilizzeranno anche le “key-switches”.

 A.C.: Ci sono differenze di utilizzo fra la versione per GigaStudio e quella per Kontakt2?

A.P.: – No, in termini di funzionalità e di timbro sono assolutamente identiche. Ognuno può utilizzare la libreria appieno con il proprio “sampler”.

A.C.: C’è la possibilità di avere licks “a richiesta”, magari da midifile che l’utente può inviare?

A.P.: Avere dei licks a richiesta sarebbe equivalente ad una normale sessione di registrazione come chitarrista, che è una cosa che io svolgo abitualmente. Ma credo sinceramente che   licks customizzati per un brano specifico non sarebbero realizzabili con i costi attuali dei licks che offro. D’altro canto potrei prendere in considerazione delle richieste particolari, da aggiungere alla lista dei licks già presenti sul mio sito. 6

A.C.: – Non credi che la tua libreria potrebbe essere ancora ampliata e migliorata? Non pensi in futuro di ampliarla con la registrazione di altre chitarre e di aggiungere una sezione di note singole o di arpeggi ?

 A.P.:Si, attualmente ho già registrato il materiale audio e sto lavorando al prodotto finale. Comunque non voglio ancora dichiarare una data precisa, in quanto troppe società annunciano prodotti e poi accusano ritardi clamorosi. Preferisco fare una sorpresa ai miei consumatori quando sarò pronto.

A.C.: Sei soddisfatto del sistema di download?

A.P.: Si, assolutamente. Anche i miei acquirenti ne sono particolarmente contenti in quanto non c’è ritardo tra il momento dell’acquisto ed il momento in cui si può utilizzare il prodotto.

A.C.: – Progetti futuri? Pensi di costruire nuove librerie o fare un disco?

A.P.: – Al momento sono impegnato al lavoro su molti titoli videogame di successo, nonché “trailers”. Recentemente ho anche realizzato delle demo per la fantastica nuova collezione percussiva di Project Sam, True Strike 2 (Fig.7). 7 Consiglio a tutti di provarla. Conclusioni Il nostro viaggio negli inferi della musica è iniziato, a differenza dell’itinerario dantesco, non siamo passati dalla porta dell’antinferno, anche perché non avevo i soldini sufficienti per la “mazzetta” da dare a Caronte (Fig.8). Siamo appena riusciti ad intravedere, a grande distanza, cosa succedeva nel limbo per poi ritrovarci catapultati nei meandri più remoti dell’Ade, proprio qui, dove il suono viene forgiato a colpi di kHz e ove l’aria trasuda di frequenze esasperate. Avvertiamo in questo posto una reale possibilità di redenzione, un passo necessario per l’agognato paradiso musicale. In questo Inferno lo schema dei cerchi è inverso a quello dantesco: si parte dal basso per poi risalire verso l’alto, il Paradiso musicale, luogo in cui ogni utente potrebbe attingere ogni sorta di sonorità per la creazione delle proprie opere (ovviamente senza dover fare i conti con la Cpu). Questa nostra prima tappa quindi ha riguardato una libreria chitarristica alquanto interessante. Sinceramente conosco questo genere di musica e di sonorità, non è fra le mie preferite, comunque devo ammettere che la libreria è ben strutturata, caratterizzata da una estrema semplicità e da notevole efficacia, il suono è convincente. Pur essendo il segnale processato mediante dei VST, e non da un hardware, non si avverte perdita del segnale e quella classica grana sonora “zanzarosa” tipica del processamento al limite della saturazione digitale, anzi anche su transienti molto veloci e saturi il segnale resta ben equilibrato, questo è di certo il punto di forza del prodotto… sarà a causa dell’ottima qualità dei plug in, oppure il nostro Alex Pfeiffer ha utilizzato qualche piccolo trucco in fase di registrazione o di mastering che non ha voluto svelare? Comunque per tutti gli amanti del genere consiglierei, alla fine del lavoro, di procurarsi un registratore analogico a bobina o un compressore valvolare abbastanza caratterizzante, al fine di amalgamare questi suoni infernali con le restanti tracce del mix. La libreria Get Distorted è un prodotto di nicchia e verrà sicuramente apprezzata in particolar modo per tutti gli amanti del genere rock elettronico e hard, tipo Pantera (Fig.9), acquisto ideale per coloro che prediligono timbriche sporche e dure al limite della saturazione: questo però non esclude,come ho detto in precedenza, che un utilizzo in maniera più parsimoniosa possa regalare una certa originalità anche ad altri generi musicali. Speriamo solo che in seguito Alex aggiunga alla libreria anche una sezione di note singole e di arpeggi, “upgrade” che tornerà utile specie per un suo utilizzo in altri generi musicali. Se si tiene conto dei suoi avversari ben più costosi e blasonati il rapporto Q/P è altissimo, ovviamente per la valutazione finale ho tenuto conto dello standard” che internet offre, con i suoi prezzi economicissimi. Il nostro viaggio continuerà nelle prossime puntate, esploreremo cosa ci offrono le altre 3 “bolge” del IX cerchio prima di poter risalire al successivo……. Alla prossima 8-9  

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Alex Pfeiffer

Modello: Get Distorted

Website: http://store.cellarroom.de/

Distributore: Alex Pfeiffer

Prezzo: Euro 49,00 per la libreria principale Euro 9 per ogni pacchetto di 10 licks Dotazione: Viene venduta solo mediante download

Articolo pubblicato sulla rivista CM2 Magazine.

About Antonio Campeglia

Sound engineer, musician and teacher.

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  • Massimo

    Davvero ben scritto.