Home / Interviste / Endorser: Vediamo come funziona con Dolphin’s Sound
DSC0024 660x330 - Endorser: Vediamo come funziona con Dolphin's Sound

Endorser: Vediamo come funziona con Dolphin’s Sound

La parola Endorser fa parte di un vocabolario professionale ormai radicato da decenni nel mondo dell’industria musicale. Quello che però risulta ancora dubbio è il comprendere appieno cosa significa fregiarsi di questo titolo.

Molte volte, come nella miglior tradizione complottista, si tende a pensare che le aziende sovvenzionino gli artisti che esprimono buone impressioni sui loro prodotti per avere maggiore credibilità sul mercato e magari accrescere anche il proprio business.

Sinceramente non sono mai stato d’accordo con questo modo di pensare per una semplice motivazione: l’artista ci mette la faccia, se per lui un prodotto non è valido riceve un danno in prima persona ad esprimere un’opinione contraria, soprattutto oggi che il mondo social mette sempre più in contatto artisti e amatori dello strumento.

Però le mie sono opinioni personali, che lasciano il tempo che trovano e che molto probabilmente cadranno nell’oblio, quindi è meglio far parlare chi ha più esperienza nel campo. Per questo lascio la parola ad Andrea Pratesi di Dolphin’s Sound e a Carlo Di Pinto, principale Endorser dell’azienda.

Prima di tutto, cosa è un Endorser e come nascono queste collaborazioni tra musicisti e aziende?

Carlo: L’endorsement è un rapporto di collaborazione che si crea tra un musicista e una ditta: questo rapporto può nascere da parte dell’azienda, per meriti acquisiti nel mondo dello spettacolo o per lavori in ambito musicale, oppure da parte del musicista nei confronti di un’azienda produttrice. Personalmente sono stato io a contattare Dolphin’s Sound durante un SHG dove facevo il dimostratore per Reference; avevo di fronte lo stand di Dolphin’s Sound, ho provato i loro prodotti e l’endorsement è nato da lì.

Andrea: Infatti, nello specifico con Carlo, lui si è proposto durante i primi tempi di vita dell’azienda e noi abbiamo accettato, facendogli provare poi tutto il nostro campionario di pedali per chitarra.

Cosa è per te l’endorsement?

Andrea: Io lo intendo in maniera “viscerale”, mettendo in primis il rapporto “umano” e poi quello professionale, a prescindere dalla notorietà della persona. La risposta e la sintonia “a pelle” sono di importanza vitale nel nostro modus aziendale.

Carlo: L’endorsement è un rapporto di fiducia reciproca tra artista e ditta produttrice, e non smetterò mai di dirlo, perché di solito girano un po’ troppe leggende metropolitane a riguardo, come leggo sui vari social. Io che lo faccio in buona parte per lavoro, investendo tempo e fatica, affermo a gran voce che l’artista endorser crede in quello che il costruttore fa, nel suono che ne scaturisce, nell’idea di fondo, nella filosofia costruttiva. L’endorsement di sicuro nasce da qualcosa che piace e la crescita avviene di pari passo, sia per l’azienda che per il musicista, come è successo a me con Dolphin’s Sound.

DSC0060 300x199 - Endorser: Vediamo come funziona con Dolphin's Sound

È possibile quantificare il lavoro che sta dietro a questo tipo di collaborazioni?

Andrea: Difficile se non quasi impossibile, da entrambe le parti: quando nascono questi rapporti è un po’ come un legame umano vero e proprio, non sono numeri facili da poter rappresentare.

Carlo: E come faccio? È un lavoro molto vario, le interviste, le fiere e i video hanno tanto impegno dietro e non sempre tutto è quantificabile. Attualmente lo spazio nazionale è un pochino risicato rispetto al resto dell’Europa, abbiamo le nostre fiere nazionali, e ben vengano, anche se sono di livello leggermente inferiore rispetto a quelle estere. Tuttavia penso che il lavoro non vada discriminato e abbia comunque la sua importanza, nonostante si rimanga in un ambito prettamente nazionale.

In molti vedono la figura dell’endorser come una posizione privilegiata, ma essa ha anche dei “doveri”: quali in primis?

Andrea: Ogni dovere dell’endorsement rientra nel patto di fiducia iniziale tra le due parti, quindi il primo obbligo è quello di non deludere la fiducia che si crea, mettendoci la propria faccia e la propria professionalità, almeno per come lo intendiamo noi all’interno di Dolphin’s Sound.

Carlo: Sicuro il principale dovere, e mi ripeto a riguardo, è quello di coadiuvare la ditta in alcune scelte, e questo è quello che intendo quando parlo di “credere” in un pensiero di fondo che contraddistingue un marchio, un suono e una costruzione. Un esempio è collaborare ai test dei prototipi, sapere come l’azienda può fare meglio e come aiutarla a gestire determinati eventi, quando far uscire vari prodotti e comprendere se un determinato pedale può funzionare o meno nel mercato. Ovviamente ognuno può avere dei momenti in cui la propria vena musicale va verso altri lidi, ed è legittimo, ma sempre seguendo una determinata logica e un determinato modo di fare, anche per rispettare chi ha creduto in te. La cosiddetta “stretta di mano” ha un valore inossidabile e duraturo, almeno per me.

DSC00904 300x200 - Endorser: Vediamo come funziona con Dolphin's Sound

Un altro dei termini più amati è quello del “Signature”: che tipologia di step rappresenta nella collaborazione con un marchio?

Andrea: Nel caso di Carlo il Signature è nato dalla famiglia Di Pinto. Ci ha dato l’idea il padre di Carlo che è un artista, oltre che letterato, valente anche come pittore. L’esempio più lampante è l’immagine del signature che rappresenta appunto Carlo e che si trova sulla copertina del libro scritto dal padre. Il signature nasce dalla fusione sia della famiglia Di Pinto che della Dolphin’s stessa.

Carlo: Beh, parlando del mio Signature, ci possiamo fare due risate: in famiglia siamo tutti  artisti, mio padre è scrittore e pittore, e durante una masterclass con Ricky Portera e Andrea si era invaghito di un mio ritratto. Alla fine questo ritratto, oltre ad essere diventato la grafica del mio signature, è anche la copertina del libro che mio padre ha scritto,”Il trentesimo Passaggio”. Potremmo chiamarlo un’opera nell’opera, e basandoci sulla cura all’estetica che contraddistingue l’azienda, abbiamo poi creato questo pedale, un overdrive che doveva rispecchiare il mio “state of mind” sonoro anche quando partivo per un clinic fuori o quando non usassi prettamente amplificazione di mia proprietà. Applicando questo quadro come sfondo puramente estetico si crea un effetto molto gradevole e molto divertente, che mi ha formato tantissimo.

Le fiere così come le dimostrazioni sono alcune delle vetrine live per antonomasia: come ci si comporta per queste occasioni?

Andrea: Noi puntiamo molto più alle demo effettuate in negozio o in studio e meno alle fiere. In un primo momento i clienti assistevano allo show dei nostri endorser, che suonavano i loro pezzi con la nostra strumentazione; poi abbiamo deciso di cambiare faccia e pelle utilizzando un approccio appreso al Summer Namm, in cui c’è un dimostratore, che è a disposizione del produttore, il quale spiega al buyer come funzionano gli effetti, come vengono costruiti e i loro risultati. È un approccio molto più professionale, di più alto livello, quindi dalle prossime volte ci saranno dei dimostratori con demo molto più tecniche e molto più focalizzate verso il prodotto.

Carlo: Beh, la fiera è in primis una vetrina, e molte volte si pensa, sbagliando, che non è una demo ma un’esibizione dell’endorser. Questo modo di vedere è tipicamente italiano! Io personalmente compio alcune scelte che mi sembrano utili per avere il risultato migliore per l’azienda e l’utenza: far sentire il pedale da solo, farlo sentire in un brano e spiegare come funziona e perché si preferisce una determinata macchina o meno. Noi studiamo i nosatri momenti di incontro col pubblico così e i risultati sono sempre stati buoni, con Dolphin’s soprattutto abbiamo dato un focus particolare a questo atteggiamento e infatti riusciamo sempre a farci riconoscere in fiera, per il nostro modo di agire molto personale e molto attento.

DSC02240 300x229 - Endorser: Vediamo come funziona con Dolphin's Sound

 

Antonio Cangiano

About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

Check Also

RG1070PBZ CBB 1P 01 CU Body Top 310x165 - Ibanez RG 1070 - Woman from Indonesia

Ibanez RG 1070 – Woman from Indonesia

Non ho mai capito del tutto nell’ambito delle chitarre elettriche cosa definisca la parola “icona”. …