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Dolphin’s Sound Inferno Distorsion – Per me si va tra la distorta gente

 Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente

Queste sarebbero le parole di introduzione più appropriate per questo pedale, ma non volendo scomodare troppo padre Dante comincio a presentare il primo pedale della trilogia Dantesca della Dolphin’s Sound che ho potuto avere tra le mani.

Come un novello Caronte, vi porterò nello Stige della distorsione…  preparate un fiorino!

Considerazioni Estetiche

A differenza della prima serie prodotta dalla casa di Firenze, che ha un design molto più spartano e crudo, l’Inferno Distorsion si presenta in maniera signorile e molto minimale, la veste grafica ricorda da vicino il material design, basato sulla semplicità senza alcun barocchismo di sorta che possa rendere l’immagine eccessivamente pomposa.

Promosso sul lato estetico, guadagna molti punti rispetto alla trilogia degli uomini nudi: lo chassis bianco, pur essendo neutro, fa la sua bella figura e la basetta di plexyglass, tipico della ditta, completa il corredo estetico, come è avvenuto precedentemente con il Purgatorio.

Considerazioni Tecniche

Nulla di estemporaneo per quanto riguarda la dotazione, ci sono i soliti tre controlli tipici dei pedali di preamplificazione, ossia:

Gain – Controllo della quantità di guadagno in entrata

Volume – Controllo del volume di uscita

Tono – Controllo della campana di equalizzazione

Tutto il resto si rifà alle considerazioni che ho già espresso nella recensione del Purgatorio: la filosofia costruttiva è la stessa e questo vale anche per la qualità.

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Considerazioni Sonore

Anche se porta il nome di distorsore, questo termine mi pare che non renda appieno cosa è in realtà: essendo un pedale capace di esprimere un certo tipo di cattiveria con una crema di tutto rispetto, lo accosterei di più a un sound tipico di un canale lead di stampo moderno.

Tra i primi aspetti che risaltano in questo pedale è la quantità non spropositata di gain: non si arriva a un sound del tutto fuzzoso o un suono talmente distorto da risultare scomposto.

Il sound che si riesce a ottenere è improntato ad una tipologia ottima sia per il modern rock che per il metal moderno (si raggiungono belle sonorità fino a sette corde, ma per chitarre con più di sette corde non posso esprimere un giudizio, non essendo un grande appassionato di sound Djent e soprattutto non essendo attrezzato a riguardo).

Nei test avvenuti tramite Fender Stratocaster Lonestar Deluxe e Vigier Bumblefoot, su cavo Linfaudio Platinum Way sul mio combo settato in flat, l’Inferno ha dato il meglio di sé sugli humbucker di tutte e due le chitarre; avendo meno gain del David non potrà soddisfare forse qualche testa un po’ più cattiva, però per generi derivati dall’hard rock ha dato molte soddisfazioni, spettro sonoro preciso, non fuzzoso e composto.

Come distorsore lo reputo molto preciso, si sente tutto a fuoco per tutte le frequenze e non tende a impastare i bassi se lo si usa per la ritmica; il sound è alquanto corposo e non zanzaroso come ci si potrebbe aspettare; costituisce un terzo canale da poter aggiungere al proprio amplificatore per suonare una discreta quantità di generi che necessitino di un suono distorto, senza disintegrare la timbrica originale dello strumento e senza dare quell’effetto di “nota schiacciata” come potrebbe avvenire ad alti livelli di gain.

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Considerazioni economiche

Il prezzo, come il resto della serie della trilogia dantesca, si situa nella fascia più interessante in assoluto, dato che nello stesso range molto spesso si trovano pedali industriali e qualche pedale boutique usato.

Dolphin’s Sound si conferma ancora una volta un’azienda alla portata di tutte le tasche, che può esportare qualità a un prezzo da made in China.

Considerazioni Finali 

PRO

  • Prezzo di vendita al di sotto della media
  • Il led sottostante permette di avere un’illuminazione in più in pedaliera
  • Suono molto a fuoco e preciso rispetto al resto dei distorsori

CONTRO

  • Più che un distorsore è associabile a un Lead Channel
  • Qualche controllo in più sarebbe un plus non indifferente

Nota dell’ autore

Personalmente, come già ho scritto per il David Distorsion, io non sono un forte utilizzatore di distorsori e quindi ci ho messo del tempo a capire che ruolo dargli, ma con un po’ di inventiva ho trovato un utilizzo consono al mio modo di fare.

Date le proprietà sonore dell’Inferno, ho preferito usarlo come un canale lead a tutti gli effetti, e devo ammettere che mi ha dato delle soddisfazioni prchè non avendo una quantità spaventosa di gain e avendo un suono molto preciso mi ha permesso di ricreare suoni da “wall of sound” molto presenti.

Un esempio mi è capitato con il tributo a Ligabue, in cui mi ha permesso di ricreare suoni molto distorti senza snaturare del tutto il suono del mio strumento, soprattutto nelle parti melodiche.

Francamente è un buon prodotto che può costituire una svolta per chi vuole creare un canale aggiuntivo a una monocanale.

INFORMAZIONI UTILI:

  • ProduttoreDolphin’s Sound
  • Modello: Inferno Distorsion
  • Prezzo: 150,00 Iva inclusa

Il prezzo fa riferimento al prezzo di uscita all’ inizio dell’ attività che sarà ancora valido per l’ anno attuale, poi i prezzi potrebbero avere qualche variazione.

Antonio Cangiano

About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

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