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Tony Renis quando quando quando AgeOfAudio6 - “Dimmi quando quando quando”

“Dimmi quando quando quando”

Non so moltissimo di Tony Renis. Potrei documentarmi, ne avrei gli strumenti, magari il tempo no, ma comunque già vengo preso per strano quando canto “Andavo a cent’allora”, figurarsi se inizio a conoscere la discografia, la bibliografia, gli inciuci e gli intrallazzi di Renis.

Tony Renis
Tony Renis

Ma la fissa del “quando quando quando” è un tormentone.

E’ una fissa trasversale. Va dai ricordi delle vacanze d’infanzia in cui si sentiva a palla questa produzione anni ‘60/’70 (complice mia madre, complice mio padre, complice il Philips rosso e nero di dominio di mia sorella….
Dominio inteso come sinonimo generico di possesso o proprietà, non come nome di un sito web… meglio specificarlo per i nativi digitali). Poi si passa per l’epoca in cui uno dei miei capi la canticchiava per criticare i miei improbabili orari d’arrivo a lavoro, per poi arrivare alla scoperta delle scoperte, il Remix. Non una roba moderna, bensì il remix “Disco quando”.
Datato 1978, si vede (grazie, Youtube!) un Tony Renis molto meno imbrillantinato rispetto alle copertine dei vinili degli anni ’60, ma come sempre vivo. Il play back non scandalizza, la chitarra suonata per finta non è un problema, la plastica e la dinamica non sono parti ridicole di una performance finta.
E’ quella la performance.
E’ questa la vera spanna di superiorità, che rende certi commenti sulla figura del Renis sgradevoli quanto pestare una cicca d’estate con le infradita. Renis non finge, non millanta. Piuttosto, egli idealizza, iconizza, sintetizza. Professionale è nella sua giacca e cravatta, perché in giacca e cravatta si va a lavoro e lui lavora, diamine. Quindi, così come tutti i professionisti si impegna e suda, come tutti coloro che prendevano lo “show” come un lavoro, perché tal è, da Corrado a Pippo Baudo a Mike, tutti a lavorare.
Non è come oggi, dove l’arrivista pensa all’effetto (la fama) e non alla causa (il sudore). I soldi facili, l’exploit iniziale su cui campare di rendita, la a-costanza, la a-professionalità…. Un po’ come una certa politica, non tutta, nella quale gli scranni del potere sono passati dalle terga dei padri costituenti a quelle di Cicciolina (applausi, a questo punto).
Dallo show per il pubblico alla gestione dei pubblici affari, ossia dal jet set al Parlamento, l’inquinamento non ha argini, ma solo comuni denominatori.

Viva Tony!

D. J. Mazzanti Viendalmare

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