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Aminè  - Burubulle mille bolle blu
Aminè

Burubulle mille bolle blu

Vi siete mai trovati in un pub a bere birra? Molti di voi risponderanno affermativamente, non c’è nulla di così eccezionale. Qualcuno, al più, l’avrà fatto di nascosto, perché magari a dieta, o perché voleva uscire con gli amici all’insaputa della moglie, o perché le bevande gassate non dovrebbe nemmeno vederle a distanza.

Ma avete mai bevuto una birra in un pub mentre dalle casse del locale uscivano note di Tony Esposito? State tentennando, vero? Se a qualcuno di voi sfugge l’eccezionalità della circostanza, cercherò di spiegarmi meglio con l’aiuto di Wikipedia.
 

Birra
Birra
 
Primo step. Cercate la parola “birra”: salta subito all’occhio che l’etimologia della parola è tedesca. E poi le produzioni più note vengono comunque da terre nordiche e nebulose, oltremodo fresche. Nordicità a secchiate, insomma.

Secondo step. Cercate “Tony Esposito”, che molti ricorderanno per la hit Kalimba de luna (successo ripreso da Boney M., mica piumini): leggiamo immediatamente che “la sua musica è ispirata a sonorità provenienti da molti Paesi del mondo, mescolate con ritmi tribali e melodie tipiche della musica partenopea”.

In quel preciso istante, con una nota marca di birra belga in mano, la schiuma ancora sulle labbra, è avvenuto il corto circuito.

Il proprietario del pub, mio caro amico, ha notato il mio smarrimento (è avvezzo a vedermi smarrito, soprattutto quando inizio a parlare di politica con suo figlio di due anni) ed ha ben pensato di tirar fuori una bottiglia che non conoscevo, sulla quale ho letto “Blues”. Non sapeva che avrebbe soltanto aumentato il mio senso di smarrimento. Mettere insieme birra + blues + Tony Esposito significava mandarmi al manicomio, ma prima di andarci ho assaggiato il prodotto e mi è piaciuto. Il che, a dire il vero, non significa niente, visto che io non me ne intendo affatto di birre e a malapena so distinguere un vino umbro da uno calabro.
Quel che mi interessava davvero era quel nome, associato al marchio Aminè.

 

Aminè - Blues Jazz Rock
Aminè – Blues Jazz Rock
 
E, come per magia, il mio caro amico caccia dal cilindro un signore giovane ma non troppo, sportivo, robusto, che d’impatto mi ha messo un po’ di timore. Sembrava nascosto in un paddock del locale a bella posta per attendere me in quel momento preciso.
“Ti presento Dino. Dino Boglione”. Costui mi viene presentato come il creatore della birra che avevo appena gustato.

Io (un po’ biascicante): Tu fai birre?
Dino: Sì, mi vengono anche abbastanza bene….

Io: E vivi di questo?
Dino: Ma magari! Nella vita reale faccio l’informatico, sono un consulente.

Io: E allora come ti è venuto in mente di chiamare una birra “Blues”? E non “Gigabyte”, ad esempio…
Dino (con un mezzo sorriso): A dire il vero, di birre nominate con generi musicali ne ho create tre, ossia Jazz, Blues e Rock. Potrei dire che in passato suonavo, ma in effetti facevo solo il DJ…

Io: E vabbe’, ma allora perché mai “blues” eccetera?
Dino: Avevo incaricato un’agenzia di marketing di trovare 5 nomi per 5 tipi di birre… mi hanno proposto cose oscene….. Poi, qualche tempo dopo, mi son trovato a Rimini alla fiera di settore “Sapore” e sulla via del ritorno mi sono sintonizzato su Radio Montecarlo. Una speaker dalla voce morbida annunciò un pezzo di Miles Davis dichiarando di star sorseggiando una birra….. Da lì mi venne la scintilla di un connubio perfetto “birra&musica” ed ecco qua la Birra Aminè ed i suoi vari gusti, ciascuno legato ad una specifica atmosfera.

Io: Sempre meglio che chiamarle “house”, “commerciale”, “tecno”… o no?
Dino: Embhè! Decisamente.
 

Aminè
Aminè
 
Io: E vabbuo’, ma se io volessi trovare questa birra pure altrove?
Dino: La nostra base produttiva è a Salerno.

Io: Ah, ecco perché non le hai intitolate a Pino Daniele!
Dino: Non capisco…

Io: Novabbeeee, sai, la storica rivalità tra salernitani e napoletani…. Comunque, io adoro Salerno….
Dino: … In ogni caso, sul sito www.birraamine.it – senza l’accento – troverai tutte le info.

Io: Info su Salerno?
Dino: No, sulla Aminè.

 
 
Io: Senti qua, visto che dimenticherò tutto nel giro di pochi minuti, ti dispiace lasciarmi un post-it, un biglietto da visita, una brochure o non so cosa pro-memoria?
Dino: Tieni qui (e mi porge una cassa da 6 pezzi).

Ringrazio Dino a profusione. E, nel congedarmi, decido di uscire dalla tana anch’io.
Faccio caricare la cassa in auto e saluto tutti, ma quel corto circuito irrisolto restava in piedi.

Avevo bisogno di risolverlo, ed alla svelta.
La birra l’avevo nel portabagagli, Tony Esposito era al suo posto sul telefonino. La notte limpida ed accogliente, la strada scorrevole, deserta.
“Andiamo a Salerno. Lungomare. Grazie”.

(Volendo, la storia continuerebbe, ma poco importa).

Darko J. Mazzanti Viendalmare

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