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Buchla Easel 2 660x330 - ARTURIA V Collection 6

ARTURIA V Collection 6

Major Update per la Virtual Collection di Arturia, una delle pochissime Suite di sintetizzatori, e non solo, esistenti nel panorama audio. Grazie alla cortesia di Midiware, distributore nazionale Arturia, siamo in grado di potervi rendicontare su questa nuova versione che contiene interessanti new entry e qualche importante update per strumenti già inclusi con la precedente versione.

Novità

Arturia presenta la VC6 (Virtual Collection), che, con questo nuovo update, porta a ben 21 le emulazioni di gloriosi strumenti del passato.
Casomai vi foste persi la recensione della VC5, i link sono questo ARTURIA V Collection 5 e questo ARTURIA V Collection 5.3 update, e in essi trovate un’analisi completa delle peculiarità della suite Arturia.

Passando in veloce rassegna la VC6, annotiamo principalmente le seguenti novità:

4 nuovi strumenti: Buchla Easel V, Honer Clavinet V, Fairlight CMI V, Yamaha DX7 V;
Restyling grafico per 3 precedenti strumenti: Solina V, Vox Continental V, Wurli V;
– 2 Major Update: Analog Lab v3 e Piano V2.

Nuovi Strumenti

I nuovi 4 strumenti, non hanno certamente bisogno di presentazioni. Se per il Clavinet e la DX7, si trovano altre emulazioni tra le librerie di marchi concorrenti, una vera novità è rappresentata dagli altri 2 titoli. Iniziamo da essi.

Buchla Easel V

Disegnato da Don Buchla, vero concorrente dei più famosi Synth modulari Moog, l’Easel è stato tra i primi Synth semi-modulari della storia, prodotto attorno al 1973 e ripresentato in forma “potenziata” qualche anno fa.
La versione virtuale di Arturia, come si può vedere dalle immagini, ripercorre appieno il concept di Buchla, con gli Oscillatori Complex e Modulation, in grado di generare timbriche grezze ben oltre le usuali Sinusoide, Triangolare, Quadra, Dente di sega (Saw). Ben rappresentato anche il duplice “Lopass Gate” che possono funzionare indipendentemente sia come Filtro (LPF 12 dB/ott), che come Amplificatore o una combinazione tra essi (Filtro+Ampli).

Buchla Easel 1 - ARTURIA V Collection 6
Buchla Easel
 

Dato che concettualmente l’Easel era corredato da una tastiera capacitiva con funzioni anche di arpeggiatore, anche quest’ultima è stata riprodotta non solo graficamente, ma anche nelle diverse opzioni di collegamento al modulo sonoro vero e proprio.
Abilitando il pannello Modulazioni, l’Easel da accesso a 4 aree di modulazione, specifiche di Arturia, cosi strutturate:

Left Hand: 5 slot di modulazione, ognuno dei quali può intervenire su qualsiasi parametro di sintesi, oltre che modulare uno qualsiasi degli altri slot, o ancora uno qualsiasi dei parametri delle altre 3 aree di modulazione. I parametri di controllo, oltre l’Amount, sono rappresentati da un vero e proprio inviluppo Uni/Bipolare con fino a 16 punti di intervento, che può essere messo in loop e sincronizzato alla DAW Host.

Right Hand: di fatto un sequencer/arpeggiatore in modalità rullo di pianola, con due ottave di posizionamento. Si può decidere, tra l’altro, di intervenire sulla modalità di esecuzione (Once, Loop), la velocità, sincronizzabile alla DAW, il Gate (Lenght, Random).
– Gravity: un’area bidimensionale, del tutto nuova, (X, Y) in cui posizionare degli “ostacoli” su cui rimbalza una biglia virtuale. La posizione della biglia, ovviamente, modula i due parametri associati agli assi X e Y;

Effects: due unità indipendenti capaci di generare FX d’Ambiente (Rev, Delay, Analog Delay), di Modulazione (Flanger, Chorus, Phaser), di Distorsione (Overdrive, Destroy), di EQ e Compressore.
A corredo, circa 280 preset che rappresentano fin troppo bene le sonorità tipiche del synth Buchla.

Fairlight CMI V

Con l’emulazione del Fairlight, la Arturia apre le porte alla gestione di suoni campionati. Finora infatti, le emulazioni sono state tutte basate sulla ricostruzione a modelli fisici o virtual Analog dei modelli presi a riferimento. Ovviamente per quello che di fatto è stato il primo campionatore della storia, non si poteva fare diversamente.
La gestione strumento come per tutti gli altri della suite, avviene su due livelli di intervento. Abilitando la sola tastiera, si ha il controllo diretto dei seguenti parametri: Filter, Sample Start, Vibrato Speed, Vibrato Depth, Aux Level, Attack, Damping 1, Damping 2.

Fairlight CMI AgeofAudio 1024x576 - ARTURIA V Collection 6
Fairlight CMI
 

Accedendo invece alla pagina di programmazione vera è propria (Screen Panel Mode), si dischiudono le seguenti possibilità di intervento:

1) Per ogni Sound, fino a 10 Slot, ognuno dei quali può gestire campioni o suoni sintetizzati;

2) 3 modalità di sintesi: Sampling, Time Synth, Spectral Synth. Per ognuna delle 3 sintesi, l’utente accede a pagine specifiche per l’editing della forma d’onda (2D o 3D), o delle 32 Armoniche (Spectral Synth, ovvero sintesi additiva); Mappatura dei Campioni (Multicampionamento), Filtri, Inviluppi, ampie funzioni di Modulazione, alla stregua di quanto già detto per gli altri strumenti.

3) Import di campioni dall’esterno (Wav, Aiff);

4) Conversione del sound additivo in Sample;

5) SEQUENCER. Molto simile graficamente e operativamente alla “Page R” dell’originale, il Sequencer consente la programmazione di fino a 32 Step. Per ogni slot, sulla griglia, è possibile stabilire la nota con relativa Velocity e durata. Fino ad 8 Pattern possono essere concatenati l’uno all’altro. Fare un Copy&Paste per una più agevole programmazione; fissare un criterio di poliritmia e swing delle sequenze.

6) MIXER: Ogni slot ha il suo canale audio. È possibile insertare un effetto (rispetto a quelli già visti per il Buchla, qui troviamo anche AutoPan, Leslie, PitchShift, Distortion, Limiter), così com’è sono presenti un Aux Send e controlli standard di Mute, Solo, Pan. Il canale Master ha due Insert.

7) TUNE/MAP: alla stregua delle Performance/Combination delle workstation a tastiera, qui è possibile sottoporre i 10 slot a logiche di Split/Laye, così com’è possibile stabilire la Nota Root dei campioni e la modalità Mono/Poly.

Note: Nella versione avuta in beta per svolgere il presente test, il Fairlight ha messo a disposizione “solo” 32 Preset. È possibile che nella versione finale siano molti di più.

Editing Fairlight CMI  1024x576 - ARTURIA V Collection 6
Editing Fairlight CMI
 

Yamaha DX7 V

Sulla storia e sull’importanza che ha rivestito la sintesi FM nella produzione audio c’è ben poco da dire. Sulla DX7, ancora meno, se non ad indicare a quei pochi che ancora non lo sanno, che, presentato nel ‘83 insieme alla DX9, è stato il synth “popolari” Yamaha più venduto, ed il primo esemplare ad aver integrato la sintesi FM programmabile, scoperta circa un decennio prima da Jhon Chowing, nei laboratori del MIT.

Il modello virtuale Arturia, replica esattamente tutti parametri del modello originale a tastiera, a partire dai 6 operatori liberamente configurabili in uno dei 32 Algoritmi standard. La novità è data dal fatto che tra le pagine di programmazione, è possibile alimentare il Feedback su ognuno dei 6 operatori (sulla DX7 è possibile farlo solo su uno). Tra le novità ulteriori di questa versione virtuale c’è da considerare:

1) 25 forme d’onda, compresa la sinusoide, ognuna delle quali può essere invertita e messa in Sync;
2) Filtri risonanti (LPF, BPF, HPF) per ogni operatore;
3) Unison Mode monofonico e polifonico;
4) 3 Tipi di Inviluppo: standard DX7 a 4 livelli/rate; DADSR; MultiSeg fino a 16 punti con Slope variabile;
5) 3 matrici 8×8 per le modulazioni indirizzabili a qualsiasi parametro di sintesi, 2 LFO, 1 Sequencer fino a 32 Step, 2 Ulteriori Inviluppi configurabili come i precedenti;
6) Oscilloscopio sul Master Out;
7) FX: uguali a quelli descritti più sopra per l’Easel;

DX7 V Arturia 1024x576 - ARTURIA V Collection 6
Arturia DX7 V
 

Non tutti sanno che la DX7 originale aveva una dinamica MIDI scalata (100 valori) ed una conversione a 12bit. Bene: anche la versione Arturia può emulare tali peculiarità, oltre ovviamente ad offrire un’alternativa “Moderna” che porta i valori della Dinamica a 128 e il DAC a 16bit.

Particolare non da sottovalutare in programmazione, è che ogni operatore ha un proprio colore ed i parametri relativi possono essere richiamati sia dalla colonna di sinistra se è stata aperta l’area specifica, oppure cliccando sull’operatore desiderato nella finestra centrale degli algoritmi.
Impostando a zero il livello di 2, si simula la sintesi FM a 4 Operatori, tipica, ad esempio, delle schede audio che hanno accompagnato tutti i PC negli anni novanta o, volendo rimanere in casa Yamaha, il TX81Z.
Peccato che non tutti i parametri seguono la stessa colorazione dell’Operatore richiamato.
Casomai non fossero sufficienti gli oltre 430 Preset a corredo, sufficienti a mio avviso per apprezzare il sound FM, sappiate che anche la DX7 V di Arturia può leggere tutte le librerie SysEx, sviluppate in quasi 35 anni dagli utenti di tutto il mondo. Per cui, sapete sin d’ora come trascorrere le prossime giornate!

Honer Clavinet V

Costruito a partire dal ’64, il Clavinet è diventato famoso grazie ad artisti come Stevie Wonder (Superstition), Led Zeppelin (Trampled Under Foot), Eagles ( Life In The Fast Lane), … ed al genere Funky in particolare, dove lo strumento ha assunto importanza alla stregua di Basso, Batteria e Chitarra, diventando un’icona quanto, ad esempio, l’organo Hammond nel Rock.
Al modello base, la Arturia ha aggiunto diversi e nuovi parametri/controlli:

– FX, tra cui un emulatore di Tube Ampli;
– Harmonic Profile: una serie di emulazioni con cui riformulare il carattere dei pickup dello strumento;
– 8 controlli/parametri, sviluppati a modelli fisici, con cui intervenire sulle caratteristiche sonore.

Circa 75 i Preset a corredo.

Clavinet V 1024x576 - ARTURIA V Collection 6
Clavinet V
 

Update

Piano V e Analog Lab, hanno avuto il loro update. Senza scendere troppo nei particolari, dato che se ne è parlato già nel test della VC5 a cui vi rimando, aggiungo genericamente gli aspetti più salienti dei due strumenti:

Piano V2

– 12 versioni di Pianoforte (nella V1 sono 9), ricostruito su modelli fisici. Sono riscontrabili sia pianoforti a coda che verticali. Alcuni di stampo tradizionale, altri molto sperimentali;
– I parametri si adeguano istantaneamente al tipo di modello di pianoforte richiamato;
– Ogni parametro virtuale modifica le caratteristiche costruttive dello strumento. Abbiamo a disposizione: Master tuning, detuning and stretch tuning; Hammer type and position, relative to the strings; Noise levels for the hammers, dampers, and pedals; Soundboard resonance; Velocity curve shaping and presets.

– 4 microfonazioni con relative possibilità di piazzamento, livello e pan;
– FX di Compressore, Stereo Delay, diversi modelli di riverbero a convoluzione, EQ a 5 Bande di cui 3 parametriche e due Shelving laterali;

Piano V2 1024x576 - ARTURIA V Collection 6
Piano V2
 
Per quanto riguarda l’Analog Lab v3, oltre un leggero restyling grafico, è stato rivisto e migliorato il tagging dei Preset che include, ovviamente, la piena implementazione dei nuovi strumenti. La parte di programmazione dei Layer è stato organizzato meglio, ma manca la possibilità, una volta richiamati due strumenti di poterne disabilitare uno al volo, senza necessariamente entrare nella pagina di Edit.

Conclusioni

È bene precisare che il test è avvenuto su una versione Beta della VC6, per cui alcuni aspetti potrebbero aver subito miglioramenti prima del rilascio della versione definitiva. Per i nuovi strumenti, ho ritenuto opportuno presentarli solo nelle caratteristiche più importanti, così come spero, ad esempio, per qualche Preset in più per il Fairlight.
Non ho avuto a disposizione il Solina V, Vox Continental V, Wurli V per poter valutare il restyling grafico.
Riguardo le new entry, il Buchla in particolare, ma anche la DX7 ed il Farlight, sono da considerarsi dei must, se ne viene fatto un uso accorto e mirato, magari in combinazione con un Synclavier o un Matrix 12, presenti già dalla precedenti versioni. Combinazioni, facilmente realizzabili nell’Analog Lab V3, che, ricordo, raccoglie tutti i Preset delle singole librerie.
Il parere personale resta lo stesso della VC5. Arturia è l’unica che sviluppa le emulazioni basandosi su modelli fisici, anziché campioni (eccezione fatta, ovviamente, per il nuovo Farlight) e ciò pone la VC, oltre ad un pieno utilizzo in sede di produzioni elettroniche, anche in una posizione particolarmente adatta per un uso didattico.

Prezzo: Euro 499,00 (in offerta fino al 10 Gennaio 399,00)
Distributore: Midiware.

Nota: pur volendo essere pienamente obiettivi, il presente test è comunque basato sull’esperienza diretta di chi scrive, per cui tutte le valutazioni e indicazioni vanno poi mediate dalle competenze e dalle conoscenze maturate dall’utente finale.

Alfredo Capozzi

Demo Audio

Buchla Easel V – BEasel by A. Capozzi


 
Yamaha DX7 V – YDX by Alfredo Capozzi

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