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Apogee Ensamble AgeOfAudio 660x330 - Apogee Ensemble
Apogee Ensemble

Apogee Ensemble

La categoria delle schede audio all-in-one di fascia pro conta non molti sistemi i quali, con configurazioni differenti, offrono all’utente componentistica allo stato dell’arte sia per possibilità operative che per caratteristiche audio. La nuova Ensemble Thunderbolt è l’evoluzione di uno dei primi modelli di questa categoria.

Nel 2006 la Apogee Digital produce l’Ensemble, la loro prima scheda audio all-in-one controllata digitalmente. L’Ensemble viene progettata e costruita appositamente per i computer Apple ed in particolare per Logic Pro, all’epoca da poco upgradato alla versione 8. Nello specifico, l’Ensemble rappresenta il momento di definitivo abbandono dei sistemi Windows based da parte di Apogee, che avvia una partner ship con la Apple ancora oggi molto solida e che, per alcuni aspetti, sta determinando anche alcune peculiarità dello stesso Logic Pro. Tanto che, nelle versioni precedenti della DAW, dal menu principale era addirittura possibile richiamare e utilizzare l’interfaccia Maestro (Pic.1), ovvero il software che controlla tutte le schede della Apogee. Sul finire del 2014, la Apogee rinnova il suo modello di punta degli All-in-One presentando l’Ensemble Thunderbolt che, da come suggerisce lo stesso nome, basa il suo collegamento ai Mac sulla versione 2 dell’interfaccia Thunderbolt (d’ora in poi indicata semplicemente come TB2).

Pic.1 - Apogee Maestro
Pic.1 – Apogee Maestro

APOGEE ENSEMBLE

Collegare l’Ensemble al Mac e procedere all’installazione dei driver è questione di pochi minuti. Alla fine dell’installazione, bisogna riavviare il sistema. Dopodiché verrà richiesta la registrazione del prodotto e, se datato, l’update sia del Firmware che dell’FPGA (Field-Programmable Gate Array: nel caso specifico il circuito su cui viene elaborato il processo di riduzione della latenza. ndr). In tal caso, durante la fase di aggiornamento, verrà richiesta di sconnettere e riconnettere la presa TB2. Appoggiando l’Ensemble sul tavolo, e avendo un cavo personale TB di 50cm circa (il prodotto non ne ha nessuno in dotazione), procedere alla connessione è risultato un po’ scomodo e al primo tentativo, urtando la presa corrente limitrofa, mi è capitato anche di spegnere involontariamente la macchina.
Dal punto di vista software, la TB2 garantisce un trasferimento dati che raggiunge i 20 Gbps, ovvero 20 Gigabits per secondo, circa 5 volte più potente della già velocissima USB-3. Questo fulmine audio, nella pratica, fa sì che a 96KHz e 32 samples di buffer la Latenza I/O, anche detta tecnicamente “roundtrip”, si attesti su 1,1ms, mentre il solo Output si ferma a 0.6ms (si, avete letto bene!), facendo rientrare l’Ensembe tra le schede cosiddette Near Zero Latency a pieno titolo. La scheda seguente mostra i dati rilevati da Logic Pro X (d’ora in poi, più semplicemente LPX) a differenti frequenze di campionamento.

SCHEDA LATENCY

Ensemble, grazie alla doppia porta TB2, e grazie anche al Core Audio di OSX, permette di connettere e sommare una seconda scheda audio che presenti tanto una porta TB, quanto una Firewire. Ho sperimentato il collegamento sia con il mixer Beringher X32 sia con la mia vecchia MOTU Ultralite, entrambe con porta Firewire. Con l’X32, impiegando l’adattatore apposito FW to TB2, e creando da OSX uno apposito sistema “combinato” che prevedesse anche il built-in/out dell’iMac, Logic Pro X ha riconosciuto 62 In e 66 Out. Esagerando, connettendo alla doppia porta dell’Ensemble la mia vecchia, ma ancora funzionante, MOTU Ultralite e spostando l’X32 sulla seconda porta TB dell’iMAC, le connessioni disponibili con il Core Audio Combinato sono salite a 74 In e 80 Out. Da sottolineare che pure spegnendo l’Ensemble, la MOTU Ultralite, connessa con adattatore Firewire/TB2, ha continuato a funzionare senza problemi: ciò, casomai ce ne fosse bisogno, ad avallare la piena stabilità della doppia porta TB presente sull’Ensemble.

Pic.2 -Tempi di latenza Apogee Ensemble
Pic.2 -Tempi di latenza Apogee Ensemble

 

 

PANNELLO E CONNESSIONI

Assodato quindi che, dal punto di vista della stabilità e dell’efficacia dei driver, l’Ensemble non teme rivali, passiamo all’analisi dei pannelli e delle connessioni audio, sapendo che in totale, tra analogiche e digitali sono consentiti fino a 30 input e 34 output.

Pannello frontale

Da sinistra verso destra troviamo:

G1 e G2: il doppio In/Out per strumenti a corde che hanno bisogno di connessioni Hi-Z (ad alta impedenza). L’Out consente alla scheda il Re-Amping dello stesso segnale in ingresso. In altre parole, la chitarra, può essere registrata dry, mentre il segnale viene indirizzato all’uscita per essere mandato ad un ampli, testata o FX esterno. Se si vuole registrare anche questo secondo segnale, si connette eventualmente un microfono ad uno degli otto Pre e la DAW si ritroverà, su due tracce separate, sia il segnale pulito che quello proveniente dall’Ampli, lasciando alla post-produzione qualsiasi decisione di editing sonoro. È chiaro che, volendo, potremmo a questo punto anche girare il suono dry agli FX virtuali, sperimentando nuove soluzioni e sonorità molto personali.

Pulsanti Input Select: morbidi al tatto, consentono la selezione diretta degli 8 Pre e dei 2 ingressi G1 e G2. Tenendo premuto il pulsante un po’ più a lungo si entra nell’editing di canale.

Manopola Input: Normalmente, premendola, consente lo switching dei canali, mentre la rotazione regola il valore di Gain. Se si entra nella modalità di Edit, la rotazione consente di passare da un parametro all’altro, mentre la pressione di commutarne i valori in modo alternato.

Display OLED: molto chiaro anche in situazioni di luce non favorevole, visualizza principalmente in due sezioni ben definite i livelli di ingresso e di uscita dei segnali in transito. Per i canali d’ingresso, delle piccole icone/scritte, sovrastanti i led dei livelli, descrivono lo status del canale selezionato, mentre nell’area dell’Output viene riportato il livello numerico ed il Mute di uscita, la frequenza di campionamento in uso, l’eventuale Clock Sync interno/esterno. Infine, un’icona specifica, indica se la scheda è connessa alla TB2 o sta lavorando in modalità stand-alone.

Manopola Output: Ruotandola, agisce sul volume di uscita; premendola, attiva il Mute.

MIC per il Talkback
: molto sensibile, va regolato via software. Per non spaiare i canali digitali successivi, è assegnato in modo fisso ai canali 9 e 10 del sistema.

Pulsanti Assegnabili: 4, della stessa qualità dei precedenti. Gli si può assegnare, via software, diverse funzioni. Di default, consentono: A, l’attivazione del Talkback; B, il reset dei meters; C, la gestione degli ingressi G1 e G2 via DAW; D, il Mute contemporaneo di tutte le uscite attive, comprese le cuffie.

Headphone 1 e 2: doppia uscita cuffia con potenziometro dedicato. La pressione di quest’ultimo consente l’On/Off di uscita del segnale.

Pulsante di accensione: anche se, provando ad accendere la scheda con monitor accesi, non abbiamo riscontrato bump evidenti, la Apogee, giustamente, consiglia di tenere spenti i monitor sia all’accensione che allo spegnimento.

PANNELLO RETROSTANTE

sempre da sinistra verso destra troviamo:

4 ingressi Combo analogici: accettano segnali microfonici, strumentali Hi-Z e di linea a +4/-10dB. I primi due canali, sono dotati anche di connessioni Send/Return per l’impiego di eventuali FX esterni.

4 ingressi XLR analogici: accettano segnali microfonici e di linea a +4/-10dB, ma non strumentali Hi-Z.

2 uscite monitor: con connettori TRS, quindi bilanciati.

Connettore D-Sub 25: bilanciato, per le uscite da 3 a 10, consentendo così la gestione di un eventuale surround 5.1 oppure dei 3 Speaker set, ovvero i 3 monitoraggi separati, che si possono programmare via software e richiamare tramite i 4 pulsanti assegnabili. Inoltre, così come per le uscite monito precedenti, sempre via software, il segnale può essere impostato a +4/-10 dB.

Doppia connessione ottica: accetta sia segnali ADAT, potendo gestire fino a 16 I/O con SR fino a 48KHz/24bit, che S/MUX, dimezzando i canali I/O, ma con SR fino a 96KHz/24bit. Le stesse porte possono funzionare anche in modalità S/PDIF da 44,1 a 96KHz.

Connessione RCA coassiale: stereo, di tipo digitale, non analogica, accetta SR fino a 192KHz/24bit.

Connessioni BNC WC: connessione standard per il Word Clock I/O;

Doppia TB2: funge anche da thru per altre schede (leggi paragrafo precedente “Apogee Ensemble”).

L’INTERFACCIA MAESTRO

Fermo restando che l’intera programmazione degli input dell’Ensemble può essere effettuata sulla scheda stessa, con una logica che non ha richiesto la lettura del manuale (in effetti basta tener premuto il pulsante del canale che si vuol modificare e agire poi sulla manopola dedicata, sia in pressione che in rotazione. ndr), è ovvio che i più troveranno molto più comodo intervenire tramite l’interfaccia Maestro, il software che gestisce l’intero sistema, e che consente, è ovvio, il controllo completo della scheda. L’interfaccia, ben organizzata, prevede nella parte alta delle aree fisse, sia di informazione che operative (tipo il Clear Meters posto sulla sinistra), mentre al centro si alternano 7 finestre operative dedicate a:

Input: oltre agli ovvi controlli dei canali preamplificati (compresa l’attivazione della +48v, l’inversione di fase e il filtro HP a 80Hz con pendenza di 12 dB/oct) e di quelli dedicati alle chitarre, qui possiamo monitorare tutti i livelli d’ingresso, compresi quelli dei canali digitali (S/PDIF e ADAT). Un canale a parte è dedicato al Talkback, sapendo che vengono gestiti in contemporanea i canali 9 e 10. Per quanto riguarda le specifiche dei canali d’ingresso, vi rimando a quanto già detto poco sopra per il pannello retro. Qui, aggiungo soltanto che sui canali microfonici si può attivare il Soft-Limits, così come si può associare tutti i canali d’ingresso fino a 5 Gruppi diversi. Ogni Gruppo consente di controllare in modo proporzionale i Gain di tutti i canali assegnati ad esso. Con i Gruppi diventa agevole anche la gestione stereofonica dei canali adiacenti.

Output: visualizza tutte le uscite analogiche e digitali, oltre ai controlli diretti per l’out master e quello delle uscite cuffia. È da qui che lo Stereo Master può essere commutato sui 3 Speaker Set o sulla modalità Surround 5.1. Da precisare che ogni uscita analogica ha un suo Trimmer personale che consente di attenuare il livello di uscita fino a -12dB.

Device System: raggruppa le funzioni generali della/e scheda/e connessa/e. Fino a 4 Ensemble possono essere gestite a ponte, quadruplicando tutto il potenziale audio. Da qui possono essere controllati anche i 4 pulsanti ad assegnazione libera, l’I/O del Talkback, il formato ottico.

Input e Output Routing: disposte su due facciate (personalmente, ne avrei preferita la gestione su singola finestra), reindirizzano tutti i segnali delle connessioni audio da e verso la DAW.

Mixer: qui, possono essere regolati fino a 4 missaggi per altrettanto uscite separate. L’assegnazione viene definita nella pagina Output Routing.

System Setup: in quest’ultima facciata, possiamo regolare la frequenza di campionamento nella modalità stand-alone (quando l’Ensemble è connessa a LPX, è dalla DAW che si imposta il SR. ndr), la durata di visualizzazione dei picchi dei meters, l’eventuale gestione del livello di uscita da tastiera del computer quando l’Ensemble è configurata come scheda di sistema.

LOGIC PRO X E L’ENSEMBLE

Prima di descrivere le soggettive impressioni avute dalla scheda, ritengo necessario spendere due parole sulla partner ship Apple-Apogee o, ancora meglio, tra LPX e le schede Apogee.
Innanzitutto, a livello di sistema, così come avviene per la regolazione del livello di uscita del Mac, anche la regolazione del Gain d’ingresso e delle uscite dell’Ensemble viene visualizzato in trasparenza sullo schermo.
Riguardo LPX, una delle prerogative della versione 10.1 era stata l’aggiunta di poter controllare le schede audio direttamente dalla DAW. Bene: pare proprio che questa funzione, particolarmente utile se si ha la scheda non proprio a portata di mano o se non si vuole aprire l’interfaccia proprietaria perché il monitor è già pieno zeppo di plug.in, sia stata appositamente sviluppata a 4 mani con la stessa Apogee. Tale deduzione parte dal fatto che l’Ensemble viene pienamente riconosciuta da LPX e da quest’ultimo si può cambiare il tipo di ingresso della scheda (Mic, Instrument, +4, -10), attivare la Phantom, la Fase o il filtro Passa Alti. Inoltre, attivando i Gruppi dall’interfaccia Maestro (leggi capitolo precedente), provando ad abbassare il Gain di un canale da LPX, gli altri si adeguano in modo proporzionale, nel pieno rispetto delle assegnazioni già impostate. Ciò avviene anche con il Logic Remote da iPad, con ovvia possibilità di gestire il sistema a distanza in maniera ancora più comoda.
Da precisare che questa prerogativa la si ottiene solo se la Ensemble è l’unica scheda abilitata; nella modalità “Combinata”, si perde questa possibilità. Probabilmente per il fatto stesso che LPX non riesce a stabilire quali siano i canali gestiti dall’Ensemble, quali quelli appartenenti alle altre schede audio.

TEST

Abbiamo testato l’Ensemble con le altre schede che abbiamo in studio su un iMac 27”, 3,5GHz, i7 con 8GB di RAM. L’ascolto è stato effettuato con le classiche Yamaha NS10M e le JBL LSR308. Microfoni impiegati Neuman U89, AKG C414, SeElectronics 4400a.
Ci siamo approcciati al test, sapendo che il marchio Apogee è sinonimo di alte prestazioni e che l’Ensemble di certo non si sarebbe sottratto a tali requisiti. Pur prevenuti nell’attesa dei risultati, quindi, posso esprimermi con le seguenti osservazioni:
– DRIVER. Abbiamo letteralmente torturato l’Ensemble da LPX di continuo, con repentini cambi di frequenze di campionamento, situazioni singole d’interfacciamento singolo (leggi una sola scheda alla volta) piuttosto che in modalità Combinata (così come descritto nei paragrafi precedenti). L’Ensemble ha sempre risposto in tempi rapidi con il corretto sincrono tra DAW e connessioni;
– PRE: L’impatto che si ha connettendosi ai PRE all’Ensemble è quello di un suono trasparente, quasi per niente colorato e dall’ampia dinamica. I 75dB di guadagno, controllati in digitale, lasciano ampio margine di controllo su qualsiasi sorgente audio iniziale. Con tali risultati, ritengo che i Pre dell’Ensemble si prestano molto a sonorità acustiche reali (strumenti orchestrali, in primis, voci comprese. ndr) forse un po’ meno per chi è alla ricerca di suoni colorati di stampo rock. Anche le uscite, cuffie comprese, che risentono della stessa elettronica, restituiscono un suono potente, trasparente e dinamico;
– CONVERTITORI: personalmente li ritengo la vera punta di diamante del sistema. Li abbiamo provati con degli Heritage Audio 73jr (emulatori dei Neve 1073 in formato API500) ed i microfoni descritti in premessa. Risultato: suono spazioso, musicale, dinamico e per certi versi affascinante. Con una acustica Taylor, e l’uso dell’U89, il chitarrista risentendo la registrazione si è espresso nel seguente modo: <<… non tocchiamo nulla, il suono è già ottimo così!>>;

Morale: la scheda ora fa parte della dotazione del PlayMusic Studio dove è stato svolto il test.

PROMOZIONE WAVES

Dallo scorso 4 aprile, con l’acquisto dell’Ensemble, o di altro prodotto di fascia più bassa, la Apogee, previa registrazione del prodotto sul proprio sito, regala buoni sconto e voucher per l’eventuale acquisto di plug.ins marchiati Waves. Nello specifico, in sintesi, l’offerta prevede:

• 35% di sconto su tutti i bundle di plug-in Waves, inclusi quelli in offerta speciale.
• 25% di sconto su tutti i plug-in Waves singoli, inclusi quelli in offerta speciale.
• un buono sconto aggiuntivo di $100, da spendere sul successivo acquisto di plug-in Waves. Il voucher da $100 può essere utilizzato per coprire fino al 50% del costo di qualsiasi bundle di plug-in o aggiornamento, oppure fino al 25% del costo di singoli plug-in.

Considerando che la Apogee, a differenza di altri marchi, non sviluppa al momento FX proprietari, e considerando l’alta qualità di quelli marchiati Waves, tale offerta va valutata seriamente da quanti sono alla ricerca di una soluzione HW ed FW in linea con i tempi nostri.

VIDEO

Al link seguente trovate tutta una serie di video realizzati dalla stessa Apogge, per la configurazione delle maggiori DAW e sul alcune features dell’Ensemble, ivi compresi quelli su come realizzare il Re-Ampig della chitarra o come impiegare al meglio il Soft-Limit in azioni di Mastering.

Video Apogee

mentre, quelli seguenti sono stati realizzati presso lo studio PlayMusic e tengono conto solo dell’impiego della preamplificazione della Ensemble con i diversi microfoni (non è possibile pubblicare il confronto con le altre schede residenti, per mancanza delle dovute autorizzazioni. ndr).

DRUM

GUITAR

VOICE

Pollice Alto OK*Convertitori Audio;
*Driver e thru della Thunderbolt 2;
*Pre trasparenti, ideali per sonorità acustiche di strumenti orchestrali;
*Fino a 3 Speaker set;
*2 canali di Re-Amping.

Pollice verso OK
*Al momento nessun plug.in proprietario se comparata con altri marchi;
*Nella confezione non è presente il cavo Thunderbolt.

 

 

NOTIZIE UTILI

Prezzo di vendita consigliato €2.699,00
Distributore italiano: www.soundwave.it
Sito ufficiale: www.apogeedigital.com

Nota: pur volendo essere pienamente obiettivi, il presente test è comunque basato sull’esperienza diretta di chi scrive, per cui tutte le valutazioni e indicazioni vanno poi mediate dalle competenze e dalle conoscenze maturate dall’utente finale.

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