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Multieffetto Zoom G3

Zoom G3 – Il mondo in una scatola.

Ormai gli amp simulator racchiusi in uno stomp box sono tra noi e con il passare degli anni la tecnologia ha raggiunto risultati eccellenti permettendoci di combinare anche più amplificatori tra loro. La differenza principale tra le tante case produttrici, il rapporto qualità-prezzo.

La Zoom offre al mercato la G3.

Una pedaliera che si presenta in un formato medio e compatto costruita in maniera robusta, molto intuitiva e di facile utilizzo.
Il G3 è un processore digitale a 32 bit con una capacità di memoria comprendente 90preset della casa completamente riprogrammabili e a disposizione dell’utente.
Gli effetti sono molti, ben 13 modelli fisici di amplificatori più 7 sezioni di pedali, (dynamics, filter/eq, drive, modulation, delay, reverb, sfx), che richiamano i classici che tutti noi conosciamo e abbiamo in pedaliera e per non farci mancare niente: accordatore, looper, batteria elettronica incorporata, USB audio I/F per il computer recording, tutto ad un costo abbastanza accessibile.

CONSIDERAZIONI TECNICHE

La parte superiore del G3 ospita tre footswitch da cui si possono richiamare le molteplici funzioni della macchina.
Ogni pedale ha tre potenziometri dedicati che permettono un veloce e accessibile controllo di tutti i parametri e ci sono ben tre display che indicano le varie funzioni o i vari effetti utilizzati. Un po più su dei display troviamo dei tastini, forse un po’ piccoli e quindi difficili da utilizzare in tempo reale durante un live, che consentono lo scroll delle patch, l’impostazione del tap tempo, l’on – off della batteria elettronica, il total per impostare dei dati specifici dei preset, lo store/swap per memorizzare i suoni fatti e il tastino global per assegnare stessi parametri alle varie combinazioni di effetti.

 

Particolare Zoom G3
 

Nel pannello posteriore abbiamo l’input con relativo switch attivo/passivo, un’uscita bilanciata che può essere pre o post (sempre tramite switch), output stereo ma con uscita mono e cuffie su left, un control in per un eventuale pedale di espressione non opzionale, una porta USB per collegare la pedaliera al computer, un interruttore on off e eco per il risparmio energetico ed infine l’ingresso per l’alimentatore che invece è opzionale.
La macchina può essere alimentata anche da quattro stilo o tramite USB collegandola al computer su cui si può scaricare gratuitamente il software “EDIT & SHARE” di Zoom da cui si accede a tutti i parametri per personalizzare i vari effetti.

CONSIDERAZIONI SONORE

Acquistata per suonare nei piccoli club collegandosi in diretta nell’impianto, ho dedicato molta attenzione alla sezione degli amp simulator.
Iniziamo subito alla grande con l’emulazione del combo Fender: il suono è chiaro, corposo, con i single coil si mantiene un buon timbro pulito anche a un terzo del guadagno, diverso il modello che simula un Deluxe che si presenta più brillante ed è più difficile non farlo saturare, rimaniamo in casa Fender con il vibrolux molto più medioso e colorato ed infine il Bassman replicato molto bene, aggressivo al punto giusto.

Siamo arrivati all’emulazione del Vox ac 30 secondo il mio parere il più completo per gamma di frequenze, chiarezza, calore, un buon equilibrio timbrico, (il mio preferito).
Abbandoniamo i suoni puliti e saturiamo con quest’ ampli che la casa chiama BG cruch dal disegno e dal timbro molto Mesa, compresso quanto basta a non perdere in definizione.
Ascoltando i Marshall: La simulazione del Plexy 1959 è forse un po’ troppo spinta anche con poco margine di gain ma la pasta sonora è molto corposa a differenza della Jcm che risulta forse troppo brillante.

Marshall Plexy 1959
 
Interessanti anche le riproduzioni di Orange, non però fedelissima all’originale che a mio avviso risulta molto più compressa, e del Tow rock che non caccia un suono pulito nemmeno a pagarlo.
L’emulazione del suono Hiwatt risulta vecchio stile, dinamico e grintoso con un guadagno non pesante.
Sicuramente più interessante per soli o frasi obbligate è il modello che emula il Matcheless, arrabbiato, dal timbro molto personale ma allo stesso tempo profondo e di spessore.
Gli altri ampli non mi hanno fatto impazzire sembrano varianti dei su citati ma con scarsa riuscita.

Prima di riassumere diamo una rapida carrellata ai pro e i contro degli effetti.

DRIVE:

Ho avuto un po’ di difficoltà a settare gli overdrive e le distorsioni che nel impianto non rendono al meglio ma lavorando sui parametri si può raggiungere un risultato discreto. L’emulazione dell’Ibanez TS 9 anche se raggiunge un gain a mio parere eccessivo conoscendo il pedale ci piace, quella del MXR sicuramente più veritiera, meno fedele quella del Big Muff.

DLY/REV

Gli effetti di ambiente, reverberi e delay, suonano bene e i parametri rispondono bene al minimo cambiamento, poco pratico però l’uso del tap tempo. Per quanto mi riguarda risultano molto utili anche per i live in acustico come il looper che funziona bene avendo a disposizione due pedali diversi per rec, play e stop anche se registra solo fino a quaranta secondi. Per accedere alla funzione loop basta tenere pigiato il pedale numero tre e con il secondo switch è possibile impostare il tempo del loop prima di iniziare a registrare. Se si utilizza con la batteria elettronica c’è un comodo preconteggio anche se i ritmi impostati non possono essere in nessun modo modificati.

MOD

Per quanto concerne gli effetti di modulazione sono tanti e a mio parere non tutti realmente funzionali tipo detune, alcuni flanger e i synth comunque da sperimentare. Ho trovato invece interessante la simulazione di tremolo e chorus.

CONSIDERAZIONI SUL CAMPO

Il G3 può essere utilizzato in modalità “preset”, richiamando le patch di fabbrica che possiamo anche modificare creandone di nuove con la possibilità di combinare fino a sei effetti simultaneamente.
Accendendo la pedaliera si ritova l’ultima combinazione utilizzata, grazie all’auto store, e usando il secondo o terzo switch si passa alle successive o precedenti patch memorizzate, premendone due insieme si cambiano i banchi che sono divisi per lettera da A a J.
Peccato non poter assegnare una patch ad ogni pedale. Trovo molto scomodo dover pigiare più volte per utilizzzare più suoni.

Premendo il primo switch per due secondi circa si accede alla modalità “home” dove poter visualizzare i vari effetti combinati e impostarli. Ad ogni switch posso assegnare un effetto e quindi decidere di accenderlo o spegnerlo come se avessi dei singoli pedali a disposizione, che è il motivo che mi ha spinto a sceglierla. Non proprio facile lo scorrere degli effetti assegnati che prevede l’utilizzo di due switch contemporaneamente, quindi, personalmente, tendo a visualizzare sui display gli effetti che mi serve accendere e spegnere per quella sessione. Programmo l’ampli su cui voglio suonare, un overdrive un chorus e un delay.

CONCLUSIONE

Logicamente avere un ampli valvolare è tutta un’altra storia cosi come fantastici pedali boutique ma in definitiva la trovo una macchina interessante soprattutto per un uso immediato, molto utile anche in viaggio lontano da casa per studiare o registrare idee con un ottimo rapporto qualità prezzo. Ci sono altri multieffetti economicamente vicini tipo Digitech, Line6, ma usare il G3, soprattutto live, è stato facile e immediato tanto da preferirlo agli altri.

Pro:

*Versatilità
*Suono recording
*Rapporto Q/P

Contro:
*Poca praticità live

NOTIZIE UTILI

Modello: ZOOM G3
Prezzo di vendita consigliato: EURO 130
Distributore italiano : Mogar Music S.p.A.
Sito ufficiale: www.zoom.co.jp/it

Vincenzo Palumbo

Demo Audio:

Zoom G3 Funk

Zoom G3 – Blues

Zoom G3 – Pop

Zoom G3 – Rock

Zoom G3 – Tremolo



About Vincenzo Palumbo

Chitarrista, arrangiatore e didatta, Vincenzo Palumbo suona la chitarra da sempre. Dal 2006 lavora come chitarrista in qualità di “session man” nell’ambito discografico e live prediligendo il genere rock-blues e pop-rock. Le sue influenze sono da sempre Jimi Hendrix, Steve Ray Voughan, Steve Vai, Joe Satriani, Mike Landau, Steve Lukather e tanti altri dello stesso filone artistico. Nel 2008 si diploma in chitarra classica presso il conservatorio di Avellino “D. Cimarosa” Vincenzo ha collaborato con un cospicuo numero di artisti tra cui: Francesca Alotta, Ivan Cattaneo, Almamegretta, Wilma Goich, Walter Nudo, Paolo Mengoli, Tony Colombo, Luna di Domenico, Marco Fasano, Enzo Gragnaniello, e tanti altri. In orchestra per spettacoli come il Festival di Napoli, Singer Inside ed altre trasmissioni televisive regionali. Impegnato nel sociale in qualità di insegnante presso il “SERT” (servizio tossicodipendenze) e la “Scuola del Sorriso” (centro per disabili). Insegna chitarra come supplente nelle scuole pubbliche ad indirizzo musicale e presso scuole private del territorio partenopeo. Attualmente è impegnato in teatro con lo spettacolo del comico di zelig Peppe Iodice e con il suo Trio rock-blues sul territorio nazionale ed internazionale. Nel suo canale youtube è possibile trovare alcuni video didattici.

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