Finale 2012 – I colori della musica

Buon 2013! Scampato il pericolo Maya continuiamo il nostro percorso nel mondo della notazione musicale sperando che nessuno di voi si sia nel frattempo disfatto del computer e delle cose vecchie gettandole da una finestra il 31 dicembre…

In questo breve tutorial vedremo tre icone fondamentali di Finale 2012:
strumento-testo (Fig.1)
strumento-espressione (Fig.2),
strumento-articolazioni (Fig.3).

Fig.1


Fig.2


Fig.3

Iniziamo dal più semplice ed anche più intuitivo degli strumenti, ovvero quell’icona che ci permette di scrivere appunti ed indicazioni sulla partitura come fossimo sopra un foglio bianco. Con strumento-testo basta un clic in un punto qualsiasi del foglio ed è possibile decidere cosa scrivere e dove scriverlo (un clic per uscire); attraverso il menù a scomparsa (Fig.4) stabiliamo la dimensione del carattere, la formattazione, il colore ecc…Il testo può essere scritto anche nella finestra “Modifica testo” quindi, una volta formattato, riportato in partitura. Sempre da questo menù creiamo l’apice o il pedice del nostro foglio. Il sotto menu “Inserimenti” invece ci permette di entrare ancora più nel dettaglio: inserire il simbolo di copyright, aggiungere una breve descrizione del lavoro, riportare un diesis, un bemolle, un bequadro oltre al nome dell’Arrangiatore, del Paroliere, alla durata del brano e molto altro ancora. Uno strumento decisamente versatile che arricchisce la nostra musica di tutte quelle informazioni indispensabili per un’eventuale diffusione o pubblicazione. Attenzione però: non utilizzate lo strumento-testo per inserire del cantato in partitura (esiste una funzione decisamente più comoda che vedremo più avanti).
Di grande utilità risulta essere lo strumento-espressione (Fig.5). In questa finestra scegliamo il colore, ovvero la dinamica di ogni strumento musicale. La finestra “selezione dell’espressione” (che si apre dopo un doppio clic nel punto scelto della partitura) è suddivisa in due riquadri: a sinistra troviamo la “tipologia dell’espressione” (dinamiche, indicazioni di tempo, alterazioni del tempo, testo espressivo, testo di tecnica, indicatori di sezione o varie: tipologie che possono essere modificabili) a destra le espressioni come verranno riportate nel nostro foglio. Qui possiamo stabilire se il simbolo scelto sarà da assegnare a tutti i pentagrammi o solo ad uno, se duplicarlo, crearne uno nuovo o modificarne l’esistente attraverso l'”Impostazione delle espressioni”, una finestra che appare cliccando sul pulsante “modifica” in basso a sinistra (Fig.6). Persino cancellare un simbolo è possibile: questa operazione ci permette di creare una nuova libreria che contenga solo i simboli di nostro interesse, utili quando dovremo in futuro riaffrontare un lavoro musicale analogo. Quindi, apriamo una piccola parentesi e fermiamo la nostra attenzione per un attimo proprio sulla funzione libreria. La libreria è una delle caratteristiche più importanti e comode che possiede Finale. Facciamo un esempio. Risulta evidente che ogni partitura, a seconda degli strumenti musicali (o voci) da cui è composta, necessiterà di una serie di simboli e non di altri che risulteranno in quel momento non solo totalmente inutili ma anche di disturbo. (Se scrivessimo un brano per 4 voci miste certamente non utilizzeremmo mai i segni delle arcate di un violino!). Per salvare le modifiche alla libreria (una volta eliminati i simboli inutili) basta aprire il menù File e scegliere “Salva Libreria” (Fig.7). Una nuova libreria “filtrata” di simboli verrà creata nelle cartelle del programma. Sarà possibile richiamarla ogni volta attraverso la voce “carica libreria” che ci permetterà di non usare e quindi sostituire quella di default che Finale propone all’apertura di ogni documento. Torniamo allo strumento-espressione. Caratteristica interessante di questa tipologia di simboli è inoltre la facilità di posizionamento ma soprattutto l’immediato riposizionamento in partitura qualora noi cambiassimo idea o assegnazione. Ogni simbolo infatti risulta essere “legato” alla nota di riferimento attraverso un tratteggio (Fig.8). In questo modo sarà facile sapere con certezza quali sono le assegnazioni fatte. In caso di modifiche di assegnazione basta trascinare il simbolo sopra la nuova nota per vedere il tratteggio spostarsi e quindi riposizionarsi con un nuovo gancio. Non è più dunque necessario eliminare il nostro mf sotto la nota fa per riassegnarlo sotto il do, basta spostarlo. E se la partitura è fatta da dieci strumenti? Ricordate che non dovrete fare doppio lavoro: i segni di dinamica verranno automaticamente trascritti anche nelle eventuali parti staccate (spartiti per strumenti singoli).
Infine ecco lo strumento-articolazione (Fig.9). Funziona con la stessa modalità e logica dello strumento-espressione. E’ possibile copiare, modificare, eliminare anche questi simboli (Fig.10). La finestra non presenta delle sotto-categorie perciò potrà risultare utile riposizionare in su e in giù i simboli portando nelle prime righe quelli più utilizzati. (Anche per lo strumento articolazione è possibile usare la funzione libreria: questa infatti, una volta creata, salva tutti i simboli e le modifiche da voi fatte: tutti i simboli di tutte le finestre di Finale!). Dal menù “configurazione dell’articolazione”, che si apre cliccando su pulsante “Modifica” situato in basso a sinistra della finestra principale, possiamo entrare veramente nel cuore di Finale: ci viene ora data la possibilità di discutere ogni cosa nel dettaglio: misura, posizione, grafia ecc… Finale è un caleidoscopio, non ha blocchi, non ha vincoli, lascia a noi musicisti la possibilità di creare con arte, senza limiti.
Un’ultima cosa…sapete cosa sono i metatools? Riguardate la fotografia “selezione dell’articolazione”. Vedete in alto a destra di ciascun simbolo delle lettere dell’alfabeto? Bene. La prossima volta si fa un pò di grammatica!

Alla prossima puntata

Beppe Bornaghi

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