Vestax VCI 300MKII e Vestax VFX–1

Ormai siamo sommersi da controller midi tutto fare. Le grandi case produttrici si fanno battaglia a colpi di  luci, effetti e consolle con sempre più tasti da gestire e knobs da torturare. In tutto questo, anche le software house cercano di capire le esigenze dei dj per sviluppare software da abbinare all’ennesimo controller. Oggi tra le mani ho il controller midi Vestax VCI 300 MKII, affiancato dal controller effetti VFX – 1.

 

Prima impressione

Tirato fuori dall’imballaggio, il Vestax VCI 300 MKII si presenta molto compatto (Fig.1) e, nello stesso tempo, robusto e resistente al tatto: infatti, lo chassis del controller è totalmente in alluminio, con la parte superiore protetta e rinforzata da una plastica rigida nera e lucida. Tutto ciò giustifica il peso di 3,2 Kg  contenuto in appena 41 x 27 cm. Il design del controller Dj è molto curato nei dettagli: sui bordi arrotondati sono presenti dei gommini curvi per evitare urti con le altre periferiche della consolle. I jog wheels hanno un diametro di 12 cm, più mezzo centimetro di plastica trasparente che serve ad illuminare la circonferenza. A prima vista il controller midi Vestax VCI 300 MKII ha i comandi predisposti in maniera chiara e precisa. All’interno della confezione troviamo in dotazione il software Serato ITCH versione 1.5, un cavo USB per il collegamento della periferica al PC/MAC, il manuale dettagliato in lingua giapponese ed inglese, una pezzolina con il brand Vestax e Serato ITCH per lucidare la consolle e rimuovere eventuali ditate.

 

Il Controller

Il controller Vestax VCI 300 MKII è un controller midi all-in-one veramente ultra compatto: gli spazi sono utilizzati in maniera maniacale e precisa. Inizierò con l’introdurre le funzionalità del controller partendo dal retro pannello (Fig.2).

Retro pannello

Partendo dall’estrema sinistra troviamo un ingresso Rca AUX IN, la cui funzione è di poter collegare fonti esterne ausiliarie e, secondariamente, di poterle switchare in THRU facendole uscire direttamente dal canale master out. Di fianco a questo ingresso troviamo un knob AUX GAIN con il quale abbiamo modo di controllare il gain di ingresso all’hardware (Fig.3).

Sotto il marchio Vestax troviamo l’attacco per la messa a terra, seguito da un tastino PC/ THRU ON che ha il compito di THRU SWITCH, completando la funzione dell’ingresso ausiliario e permettendoci di scollegare l’uscita audio software del computer, facendo passare il segnale direttamente dall’ingresso ausiliario al MASTER OUT. Di fianco al marchio Vestax troviamo la predisposizione per il Kensington® Lock, ossia un piccolo foro al quale possiamo collegare un lucchetto brevettato per proteggere il controller dai malintenzionati (Fig.4).

Nella parte centrale del retro controller troviamo l’uscita MASTER OUT 1, alla quale possiamo collegare un jack da 6.5 mm TRS (Fig.5), subito affiancata da MASTER OUT 2 dove è possibile collegarsi al controller tramite cavi RCA.

E’ possibile regolare la sensibilità di tocco delle jog wheel semplicemente agendo sui due trimmer TOUCH SENSOR LEVEL che in maniera separata (destra/ sinistra) permettono la regolazione MIN/MAX della sensibilità preferita dal Dj (Fig.6).

Nell’estrema destra del controller troviamo un collegamento per alimentatore di 7,5V DC (non in dotazione), grazie al quale possiamo scegliere – tramite il selettore ADAPTER/USB OFF/POWER USB – se prendere l’alimentazione solo dalla porta USB o farsi aiutare dall’alimentatore supplementare. Infine troviamo il classico ingresso USB che accompagna tutte le periferiche che utilizzano questo standard (Fig.7).

Pannello Frontale

Sul pannello frontale (Fig.8) del controller Vestax VCI 300 MKII

troviamo, partendo da sinistra, un ingresso microfonico MIC IN e, di fianco, un piccolo trimmer per la regolazione del livello d’ingresso MIC LEVEL, (Fig. 9)

mentre nella parte destra del pannello troviamo dei trimmer per la gestione del FADER CURVE CONTROL e, quindi, la possibilità di gestire in maniera separata C.F. CURVE, la curva di apertura e chiusura CROSS FADER e I.F. CURVE, per i fader che gestiscono i canali di linea. All’estrema destra troviamo l’ingresso cuffie, per collegare in maniera indipendente cuffie con jack da 6,5 mm TRS o il classico “standard” jack da 3.5 mm. (Fig.10)

Jog Wheel / Deck

Come già anticipato nella premessa, i Jog wheel del VCI 300 MKII hanno un diametro di 12 cm e sono circondati da una plastica rigida  trasparente che ci aiuta a comprendere quando il piatto viene toccato – infatti il colore varia da blue (passivo) a rosso (attivo) – ed ovviamente questa sensibilità può essere tranquillamente regolata tramite il touch sensor level. Su entrambi i lati di fianco ai piatti, un pò nascosti, quasi sotto la consolle, troviamo una rotellina JOG TORQUE ADJUST KNOB, che ha la funzione di regolare la velocità e la precisione di slittamento fisica del Jog Wheel, stringendo o svitando la rotellina (Fig.11).

I comandi della sezione deck del Vestax VCI 300 MKII sono molto intuitivi e di semplice utilizzo: in alto troviamo subito in vista il PITCH SLIDER per il controllo e la regolazione della velocità del playback +/- 6%, con al centro un led verde che ci indica che non stiamo agendo sulla velocità del brano e quindi siamo sullo zero. Alla destra del pitch slider troviamo due pulsantini PITCH SHIFT BUTTONS, con i quali possiamo compensare il pitch range del 12%; per resettare le variazioni di pitch, tornando a valori normali, basta schiacciare entrambi i tastini contemporaneamente. Il tasto KEYLOCK, una volta attivato, modifica la velocità senza andare a toccare la tonalità del brano, mentre con AUTO TEMPO sfruttiamo la classica funzione di matching speed del brano in esecuzione con la traccia secondaria. Una funzione da non sottovalutare è la funzione SCRATCH, o “funzione vinile”, con la quale possiamo manipolare la traccia a nostro piacimento o anche  semplicemente scratchare: questa funzione può essere rapidamente attivata e disattivata tramite il tastino in prossimità della jog wheel (Fig. 12).

Il controllo del deck è affidato a due tasti molto grandi, retro illuminati blue, posti in posizione classica (cioè nella parte inferiore della jog wheel): CUE e  PLAY/ PAUSE. Con essi possiamo effettuare lo start e stop della traccia o il posizionamento del segmento di inizio traccia (Fig. 13).

Sezione Loop

In alto sul deck troviamo la sezione CUE/LOOP, formata da 3 tasti CUE/IN e 3 tasti OUT/LOOP. Cliccando sul tasto CUE IN si decide dove posizionare il CUE POINT, facendo poi andare quella porzione in loop schiacciando il tasto OUT/LOOP corrispondente. Ovviamente la porzione di loop può essere aumentata o diminuita agendo sui tasti HALF per dimezzare e DOUBLE per raddoppiare il loop. Il tasto AUTOLOOP crea un loop automatico tenendo in considerazione il calcolo dei BPM della traccia. La retro illuminzione del controller è molto intuitiva, infatti nel caso del cue /loop, quando il loop viene attivato, i tasti si illuminano di verde, trasformandosi in rosso se si schiaccia di nuovo il tasto OUT1/LOOP, disattivando temporaneamente il segmento in loop. I tasti successivi 2/3 si colorano di arancione e blue se si prepara un loop secondario pronto per essere sostituito a quello attualmente attivo sulla traccia in esecuzione. Il tasto CENSOR, se tenuto premuto, manda momentaneamente la traccia in reverse; attivando la funzione di SHIFT+CENSOR (reverse) il tasto inizierà a lampeggiare in colore arancione e la traccia andrà automaticamente in reverse. E’ presente anche un tasto SHIFT che ci permette di accedere a funzioni secondarie di facile intuizione o semplicemente di annullare il comando o resettare la selezione (Fig.14).

Gain & EQ

Ogni deck possiede un TRIM, un knob gommato che rappresenta il gain del singolo canale che agisce sul volume prima che passi per l’equalizzatore e il fader. La sezione EQ del Vestax VCI 300 MKII è composta da 3 knob gommati LOW/MID/HIGH per agire rispettivamente sulle frequenze basse, medie e alte. Nella parte superiore e centrale del controller Vestax troviamo il knob MASTER, che controlla il livello di uscita generale indipendentemente dal software, mentre MONITOR SELECT serve a bilanciare e missare il preascolto cuffia e MONITOR VOLUME ne controlla il volume. Al centro del controller, in prossimità dei fader di line troviamo i tasti PFL-A e PFL-B che ci permettono di attivare il preascolto in cuffia del rispettivo deck A o B.

Faders

Tra le due jog wheels troviamo la sezione fader, due verticali dedicati al controllo linea A/B con una corsa lunga, divisi al centro da 12 leds meters e uno orizzontale più corto (cross fader). A tutti e tre i fader può essere regolata la curva per il taglio e quindi l’apertura del canale, ottimo per chi deve scratchare o ha esigenze particolari per il proprio show (Fig.16).

Browser

La sezione browser del Vestax VCI 300 MKII è molto intuitiva, anche se compatta, e funzionale. Premendo il tasto CRATES il cursore del software serato ITCH si sposta nella libreria files partendo dalla collezione creata in precedenza un po’ come le “casse” con i dischi che i Dj di solito preparavano e ordinavano prima di una serata. Una volta selezionata la collezione, premendo il tasto BROWSE, saranno visualizzati i file con in dettaglio titolo, artista, BPM, genere ecc., mentre utilizzando il tasto FILES è possibile consultare i propri Hard disk e le proprie cartelle. Tutto ovviamente aiutandosi con lo stick NAVIGATION che ci permetterà appunto di navigare tra file e cartelle  senza utilizzare il mouse. Il tasto SCROLL ci permette di fare lo scrolling dei file utilizzando la jog wheel. E’ possibile anche caricare le tracce tenendo premuto il tasto SCROLL + PFL A o PFL B a seconda di quale deck si voglia utilizzare per caricare la traccia (Fig. 17).

 

La Prova

Il controller midi Vestax VCI 300 MKII è stato testato sia su PC che su Mac, ed in entrambi i casi non ha dato nessun problema. Il software in dotazione contenuto nella scatola è il Serato ITCH Ver. 1.5. Per prima cosa ho aggiornato il software alla versione 1.7, com’è prassi. La periferica è stata riconosciuta in automatico e non c’è stato bisogno di installare ulteriori driver. Il Software della Serato (Fig.18), anche se a prima vista sembra un po’ scarno e graficamente deludente, al contrario è molto affidabile e intuitivo, con in vista solo i comandi essenziali. Calza a pennello con il controller e la comunicazione tra periferica e software non mi ha dato mai problemi durante il dj set.

La libreria di ITCH si riesce a gestire molto facilmente, è molto semplice navigare tra i files ed è possibile sincronizzarla con la propria libreria di Itunes. Come per gli altri controller midi testati in precedenza, ho provato a scratchare con ottimi riscontri: la scheda del controller riesce tranquillamente a gestire la latenza senza ritardi che compromettano la performance generale.

Extra

Se provate a capovolgere il controller, scorgerete un pannello upgrade con 4 viti. In realtà la Vestax dà la possibilità, a chi vuole cimentarsi ed utilizzare il controller per scratchare, di sostituire il cross fader in dotazione con un digital fader di nuova concezione. Il Vestax CF-X2 fader digitale vi consentirà di migliorare le vostre prestazioni e di scratchare con precisione (Fig.19).

CONTROLLER VESTAX VFX – 1

Il controller effetti VFX -1 è un accessorio, per modo di dire, che completa ulteriormente il controller VCI 300 MKII: ha lo stesso design e materiale di fabbricazione di quest’ultimo (Fig.20).

Questo controller va collegato esclusivamente tramite porta USB e si interfaccia con lo stesso software in dotazione (Fig. 21).

Appena collegato al software serato ITCH, compare una barra effetti con varie informazioni sull’effetto utilizzato, la percentuale di utilizzo dell’effetto e le informazioni sul deck (Fig.22).

Il Controller midi VFX -1 si sviluppa su forma verticale e la lettura dei suoi comandi è molto chiara ed intuitiva. Infatti la Vestax ha chiaramente voluto dividere a metà, orizzontalmente, la gestione dei comandi, dando la possibilità di applicare gli effetti in maniera separata al deck A e B. Nella sezione ASSIGN possiamo assegnare, tramite i tasti DECK A/B, l’effetto sul deck A/B o addirittura al MASTER premendo entrambi i tasti contemporaneamente. Nella stessa sezione troviamo, di fianco, la funzione di preascolto dell’effetto in cuffia, premendo il tasto PFL FX, o di applicazione dell’effetto alla sezione AUX/MIC. In basso troviamo un tasto molto visibile ON/OFF, con il quale possiamo attivare l’effetto. C’è da dire che di lato al controller c’è nascosto un piccolo switch LATCH che ci darà la possibilità di attivare l’effetto senza tenere il tasto premuto. Il pulsante TAP/AUTO sincronizza l’effetto con i BPM delle tracce o, premendo ripetutamente il tasto, con il tempo (Fig. 23).

Sezione effetti VFX -1

Gli effetti chiaramente sono contenuti nel software Serato e sono 9: Flanger, Crusher, Tremolo, Phaser, HPF, LPF, Echo, Delay e  Reverb. Sono tutti selezionabili tramite un Konb SELECT a dodici scatti, mentre con un knob simile (BEATS) è possibile variare il beat division. Sotto troviamo DEPTH, un mega knob per il controllo dei parametri DRY/WET  del FX e un knob gommato simile a quelli del controller VCI per il controllo dei parametri secondari del FX (Fig. 24).

 

Considerazioni

Il controller midi Vestax VCI 300 MKII è un ottimo controller, considerando la qualità, il design e il prezzo. I comandi sono chiari ed essenziali, di facile intuizione anche ai Dj alle prime armi. Al buio totale, i tasti retro illuminati aiutano a non perdere il controllo, anche se la retro illuminazione è un po’ deludente. Sulla qualità dei materiali, nessun dubbio: forse i fader, però, vanno tenuti d’occhio. Nel complesso il controller risponde bene ed ha tutte le carte in regola per accompagnarvi nei vari live set, anche in quelli più sfrenati dove volete cimentarvi nello scratch. Il software Serato ITCH calza perfettamente con il VCI 300 MKII ed è veramente semplice da configurare e da usare. Forse la vera delusione sta nel fatto che bisogna acquistare a parte un controller midi effetti come il VFX-1: nonostante la qualità degli effetti sia ottima, oggi nella giungla dei controller troviamo altri produttori che – ad un prezzo inferiore – propongono periferiche super  con la gestione degli effetti già onboard.

Alla prossima Dj Fresella ….

Pro:

  • Ottimo rapporto Q/P
  • Scheda audio integrata
  • Istallazione semplice
  • Alimentazione USB
  • Ottimo per  i missaggi e per gli scratches
  • Ottimo software in dotazione.

Contro:

  • Struttura e meccanica migliorabile
  • Luminosità dei tasti al limite
  • Upgrade obbligatorio per aumentare la performance degli scratches
  • Ha necessariamente bisogno, per gestire gli effetti, di un controller a parte.


INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Vestax

Modello: VCI 300 MK II + Controller effetti VFX -1

Website: http://www.vestax.com/

Distributore italiano: www.exhibo.it

Costo VCI 300 MK II: Circa euro 690,00

Costo VFX -1: Circa euro 220,00

Alla prossima,
DJ Fresella

Vestax – Controller One



di Paolo Dj Fresella Colacicco

Quando parliamo di giradischi – o meglio di turntable – la prima immagine che ci viene in mente è quella del nostro fidato piatto Technics 1200: da tempo in pensione, ne ricordiamo innanzitutto il design fiero e robusto. Al giorno d’oggi tantissime case hanno sviluppato, partendo da questo storico modello, nuovi progetti e giradischi sempre più completi, equipaggiandoli con nuove funzioni malgrado il lento tramonto del vinile. La casa Giapponese Vestax ha pensato di portare il Turtablism “all’estremo”, dando la possibilità al dj di utilizzare il giradischi come un vero e proprio strumento musicale.

Prima impressione

Tolto dall’imballaggio, il giradischi Vestax Controller One risulta un tantino generoso con le misure, rispetto ad esempio ad un classico giradischi Technics. Misurandolo in posizione verticale (ossia, per intenderci, messo in posizione da turntablist) i suoi numeri sono 48 x 37,5 x 12,5 cm. Il design è molto moderno, con lo chassis lucido e particolari abbellimenti eleganti come la base del braccetto a specchio. Il giradischi è mantenuto da robusti piedi ai quattro lati della base, regolabili e resistenti a sollecitazioni e vibrazioni.

Montaggio

Il montaggio dei componenti è molto semplice e rapido (Fig.1): c’è da posizionare il piatto, fissandolo con due viti (ovviamente in dotazione), ed incastrare il peso che serve a bilanciare il braccetto dove poi andrà posizionata la classica shell brandizzata Vestax con la puntina (non in dotazione) (Fig.1b). Oltre al manuale, nella scatola troveremo anche un cavo di media lunghezza RCA per il collegamento del controller al mixer. Qualora non fosse già chiaro, perfino il design del giradischi ci fa capire che questo strumento è stato creato per essere utilizzato in maniera verticale: la posizione dei tasti delle note, il display ed il resto dei comandi, dei quali parleremo in seguito.

Il giradischi

Il giradischi Vestax Control One, oltre a possedere le caratteristiche normali di un piatto professionale per dj ha indubbiamente comandi aggiuntivi che fanno la differenza (Fig.2). Oltre ovviamente al piatto ed al braccetto dal design innovativo, o quanto meno avveniristico, il Control One conta la bellezza di 30 tasti sapientemente posizionati e con funzioni specifiche. Un ampio fader/pitch, due mini stick bidirezionali a molla, un knob a rotazione continua ed un mini trimmer. Ed ancora, un ampio display retroilluminato da LED a 7 segmenti che indicano le note musicali e le funzioni avanzate, note rappresentate con una scala diatonica internazionale, corrispondenti ai tasti. Infine, di lato rispetto alla fila dei pulsanti, un altro mini display di tre cifre che indica la percentuale di pitch. E’ il momento di entrare nel dettaglio: cerchiamo di giustificare la presenza di tutti questi comandi su un giradischi.

Sezione retro

Sul retro del giradischi, un po’ nascosta, troviamo la sezione POWER/MIDI/OUTPUT/LEVEL (Fig.3). Oltre al tastino di accensione del piatto POWER, subito al suo fianco si trova un ingresso classico MIDI per il collegamento di periferiche esterne, come pedaliere o tastiere. La sezione OUTPUT è il luogo in cui va collegato il cavo RCA per il collegamento al mixer ed uno switch LEVEL che può essere selezionato su PHONO/LINE a seconda del livello di output e delle proprie esigenze.

Sezione inferiore

La parte inferiore del controller è suddivisa in due sezioni:
- Quella di destra che comprende i tasti delle funzioni base: START/STOP per avviare il piatto e fermarlo rapidamente, REVERSE per invertire il senso di marcia del piatto (da orario ad antiorario, con tanto di led rosso ad indicare l’attivazione della funzione), 33/45 rpm per passare dalla modalità 33 giri a quella di 45 giri (il led acceso indica la modalità 33 giri, mentre per passare alla modalità 45 giri dovete trovarvi in modalità PITCH / FADER, altrimenti il led rimarrà acceso e non riuscirete a switchare la funzione), MOTOR OFF per staccare il rotore del piatto lentamente, dando al vinile un effetto slow down.

- Quella di sinistra comprende: il PITCH BEND (uno stick bi-direzionale con alle due estremità il simbolo “b” (bemolle) e “#” (diesis) che in modalità “NOTE MODE” controlla la velocità del piatto di un semitono su con il “#” e di un semitono giù con il “b”, mentre in modalità “PITCH MODE” velocizza il piatto in percentuali tra +/- 1% – +/-3% o +/- 6%), UP per aumentare immediatamente la velocità di rotazione del piatto da 33 rpm +/- 0% ad un’ottava sopra con un pitch del +100%, DOWN per diminuire immediatamente la velocità del piatto da 33 rpm +/- 0% ad un’ottava sotto – 50%, QUARTZ LOCK per annullare le funzioni dei tasti note ed il pitch fader, fissando la velocità a 33rpm. Tutti e tre i tasti hanno un led di colore rosso dedicato, che indica quando la funzione è attiva. In prossimità del piatto, su una parte rialzata, troviamo 8 tasti che variano la percentuale di velocità di rotazione (rpm) del giradischi in base alla nota di riferimento (Fig.5).

Sezione superiore

La sezione superiore è il cuore del controller (Fig.6).

Da lì abbiamo la possibilità di settare, modificare e tenere sotto controllo il comportamento del giradischi e le sue funzioni avanzate. Partendo dall’alto troviamo il PITCH FADER, agendo sul quale possiamo variare la velocità dei giri del piatto in modalità NOTE/FADER (modifichiamo tramite il cursore la percentuale di velocità avendo le note di riferimento) ( Fig.7),

mentre in modalità PITCH/FADER il cursore si comporterà normalmente come un giradischi da dj classico (variando la velocità in percentuale -8/+8). TUNE VOLUME è un trimmer che troviamo alla destra del fader pitch, con il quale è possibile regolare minuziosamente la velocità del piatto tra le note e #, ovviamente in NOTE MODE. Alla sinistra del fader pitch possiamo utilizzare il JOG DIAL (Fig.8) , un knob che ruota a scatti da 1/4 e serve a variare le ottave ed a memorizzare set di note e accordi personalizzati se utilizzato con il MEMORY PITCH illuminato – e quindi attivo.

Schiacciandolo si accede a funzioni avanzate per le note: “GATE”, se si vuole far suonare la nota solo se il bottone viene premuto senza rilasciarlo, “THROUG” se al contrario si vuole far continuare la stessa nota fino alla pressione del bottone o nota successiva. Il display LED a tre cifre ci indica con precisione la percentuale di pitch applicata. Subito a fianco, ecco un duplicato degli 8 tasti che abbiamo trovato prima – di fianco al piatto -, però questa volta in corrispondenza dei tasti troveremo un chiaro display led a 8 cifre che indica le note corrispondenti. Di lato al display NORM/ALL - 8/10/60 troveremo dei led che indicano la percentuale di pitch attiva, che va selezionata tramite il tasto RANGE schiacciato più volte. In prossimità del display c’è un duplicato del pitch bend, con al fianco le funzioni MAJOR/MINOR per selezionare il tipo di scala e OCT DOWN per scendere di ottava, funzioni abbinate al tasto NOTE/PITCH che attiva il tipo di modalità e BUTTON/FADER per variare le note tramite bottoni o agendo sul pitch fader -/+. (Fig.9).

Applicando una pedaliera sull’ingresso MIDI è possibile (attivando la funzione PEDAL-MIDI )(Fig.10) , cambiare, con l’abbassamento o l’alzamento del pedale, le note di un’ottava superiore e inferiore senza agire sui tasti.

Test

Il test è risultato più che soddisfacente. Rispetto ad altri modelli analoghi, il motore a trazione del Vestax potrebbe essere paragonato ad un motore 4×4 di una super car. Ho provato a scratchare a varie velocità, anche a regime lento, ed il piatto si è comportato in maniera affidabile e precisa, con un tasto per lo start/stop di ottima fattura e molto resistente. La delusione forse si presenta sui tasti rimanenti, in particolar modo quelli dedicati al cambio note, che non sembrano progettati per un utilizzo intenso: sarà soltanto una sensazione? Anche in tema di display avrei optato per un cristalli liquidi ampio, fortemente retro illuminato (magari blu), invece che per i vecchi led 7 segmenti che fanno tanto retrò. Per il resto il braccetto è molto preciso e regolabile in ogni sua parte, oltre a donare al controller un design accattivante.

Conclusioni

Il Controller One della Vestax non è un giradischi per tutti. Utilizzarlo comporta molto allenamento ed una tecnica già di buon livello. Sicuramente in mani esperte, utilizzato da turntabilist già in carriera, può risultare un vero e proprio strumento musicale, con un posto già in un’orchestra o in una live band. Ma anche utilizzare il Controller One in uno spettacolo da solista porta questo strumento ad essere visto non più come una periferica passiva ma come un setup capace da solo di creare intrattenimento puro e divertimento assicurato. Il prezzo è un tantino elevato, ma considerando come sempre la qualità dei prodotti Vestax vale la pena di affrontare la spesa. Occhio: sarebbe un peccato utilizzarlo come un semplice giradischi.

Alla prossima Dj Fresella…..

Pro

  • Ottima fattura
  • Motore di trazione potente e preciso
  • Programmabile e personalizzabile

Contro

  • Prezzo elevato
  • Non facilmente trasportabile

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Vestax

Modello: Controller ONE

Website: www.vestax.com

Distributore italiano: www.exhibo.it

Costo: circa euro 1.400

Alla prossima,
DJ Fresella

Vestax Controller One – Quick Test

Turntable Vestax Controller One – Quick Test

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Vestax

Modello: Controller ONE

Website: www.vestax.com

Distributore italiano: www.exhibo.it

vestax controller one

Vestax PMC 05 Pro IV Red Beat series

Questo articolo mi riporta indietro nel tempo e all’affettuoso ricordo del mio primo Battle mixer Pro da dj, il famoso “Scratch Master PRO” prodotto dalla Gemini e utilizzato da tutti quelli che negli anni ‘90 volevano avvicinarsi al mondo misterioso dello scratch pagando somme accettabili.

Venendo a noi ed al presente, la Vestax è sempre stata attenta e vicina alle esigenze dei dj professionisti, presentando sul mercato soluzioni all’avanguardia di ottima fattura e resistenti nel tempo. In passato ho avuto modo di provare anche altri mixer di questa casa, tra cui l’indiscusso Vestax PMC 06 pro A e Vestax PMC 05 pro II e pro III.

L’evoluzione di quest’ultimo sarà l’oggetto della nostra prova: il Vestax PMC 05 pro IV Red Beat series.

Prima impressione

Quando mi è giunta la notizia di dover recensire il nuovo modello PMC 05 della Vestax ho sbirciato sul sito ufficiale: vedendo i vari modelli, ho sperato di ricevere il Pro IV di colore nero, anche perché – almeno in foto – la versione rossa sembrava un po’ eccentrica e con una linea di design meno performante. Come non detto. All’apertura del pacco sono rimasto pietrificato dalla bellezza e dall’eleganza del mixer, Red Beat series: immaginate una Ferrari rossa fiammante, lucidissima, appena uscita dalla concessionaria (Fig. 1).

Ad una prima occhiata, il mixer si presenta di dimensioni medie (solo 26 x 33 cm) e con un peso medio di 4,5 Kg. La disposizione dei knobs e dei fader non è per niente confusionale, considerando le innumerevoli funzioni che vi andrò poi ad elencare. Si ha da subito la sensazione di avere la situazione sotto controllo, come anche nelle precedenti versioni (Fig. 2). A tatto, lo chassis è in alluminio come il resto del mixer, con dei knob e fader di classe A che nell’insieme formano un mixer, a mio parere, indistruttibile o almeno di lunga resistenza. Nello scatolo, oltre al Vestax PMC 05 Pro IV , troviamo un alimentatore da 12V, cavo USB per il collegamento al PC/MAC, il manuale dell’utente rigorosamente in giapponese ed inglese ed una mascherina per personalizzare il setup midi da appoggiare sui tasti .

Collegamenti

Osservando il retro del mixer Vestax PMC 05 pro IV (Fig. 3) troviamo 3 ingressi a canale: due sono ingressi di linea dedicati esclusivamente ai lettori CD, CDJ ed altri sistemi digitali; uno, il primo, può essere switchato linea/phono per i giradischi.

La caratteristica che contraddistingue questo modello Pro IV dai predecessori è proprio la possibilità di gestire i DVS (Digital Vinyl Systems), come Scratch Traktor e Serato, con degli ingressi dedicati “THRU IN” e “THRU OUT”, permettendo così al dj non soltanto di decidere – tramite un selettore – quale ingresso linea o phono controllerà la DVS, ma anche, nel contempo, di non dover scollegare e collegare ogni volta il giradischi, il lettore CD e quant’altro (Fig. 4).

La sezione EFFECT ci permette di applicare un processore o degli effetti esterni, delay ,distorsore etc., avendo a disposizione una mandata (SEND) e un ritorno (RTN), effetti anche questi regolabili da pannello (Fig. 5).

Osservando il pannello posteriore, noto che nella sezione Output il mixer è dotato di 3 uscite perfettamente regolabili tramite gain da pannello di controllo: Master (XLR), Booth (TRS) e Aux (RCA). Non sottovalutiamo questo dettaglio: trattasi di cosa importantissima, anche perché molte volte gli addetti ai lavori hanno l’esigenza di separare i canali e di mandare in registrazione la propria performance o addirittura di mandare il segnale a dei monitor in prossimità della consolle… o ancora, il fonico che vi segue in consolle per il live, guarda caso, non ha quel tipo di cavo con quel tipo di connettore (Fig. 6)…. L’ultima cosa che noto appena sopra l’attacco USB è una sezione SUB dedicata per collegare tramite XLR un eventuale microfono o sulla linea 7 (RCA) un’altra fonte audio, questa volta però regolabile in ingresso tramite gain. (Fig. 7)

Fader & Knobs

Penso che la prima cosa che un dj iniziato agli scratches vada a verificare è la scorrevolezza, anche in termini di velocità, del cross fader. Il nuovissimo Vestax CF-X2 Digital Fader montato su questo modello è a dir poco eccezionale! E’ un fader magnetico “non-contact”, zero attrito e zero rumore di contatti, (Fig. 8) concepito ovviamente per affrontare e resistere a sollecitazioni e strapazzamenti vari. I fader line sono leggermente meno scorrevoli, ma sicuramente di qualità elevata.

Dal pannello inferiore (Fig. 9) sottostante i fader, abbiamo accesso al controllo totale di questi ultimi. Oltre ad avere il classico switch “reverse” che inverte il canale, già visto nei modelli precedenti, si ha la possibilità di regolare elettronicamente la curva, agendo sui knob, e addirittura di gestire con molta precisione il “taglio” destra/sinistra del cross fader.

La stessa cosa è possibile farla con i fader di linea dove il dj, tramite la regolazione di curva o il reverse, può esibirsi in un cut/scratch acrobatico o altro (Fig. 10).

A fianco, sullo stesso pannello, troviamo una raffinatezza: infatti la Vestax, sicuramente per venire incontro alle esigenze delle varie tipologie di dj set, ha pensato di munire il mixer di un ingresso monitor cuffia con due tipi di attacchi (Fig. 11), uno da 6,3 mm per le cuffie monitor classiche e l’altro da 3,5 mm per le auricolari, ultimamente preferite da molti dj.

Come già detto in premessa, il pannello frontale superiore, vale a dire quello principale di controllo, è molto chiaro ed intuitivo: nella parte superiore abbiamo la gestione totale dei volumi (GAIN), switch di linea e isolatori di frequenza HI, MID e LOW sui due canali principali e sul SUB (Fig. 12); knobs per la regolazione individuale e separata delle uscite MASTER, BOOTH e AUX; infine, la possibilità di monitorare i canali PGM, AUX, RTN e MASTER in cuffia (Fig. 13).

Nella parte centrale troviamo 6 pulsanti e una rotellina con funzione midi per ogni canale; infine, nella parte inferiore, troviamo (distanti dai fader) il controllo degli effetti DRY/WET e delle mandate sui 2 canali di linea, nonché l’ausiliario. Poco distanti dai fader di linea, ecco gli switch transformer, già esistenti anche in edizioni precedenti ma totalmente rimodellati per facilitare e switchare in velocità lo scratch (Fig. 14).Come nei modelli Vestax 05 pro II e III, troviamo a destra dei piccoli controller fader posizionati in verticale ed orizzontale per la regolazione del volume in cuffia e la percentuale di ascolto del canale (Fig. 15).

Controllo MIDI

La caratteristica principale – e diciamo anche la ciliegina sulla torta – di questo capolavoro è la possibilità di settare i tasti midi e le rotelline con i software Traktor scratch e Serato, per avere un live set completo e completamente a portata di dito. Il Pro IV viene equipaggiato con 12 pulsanti midi (6 per ogni canale) più due rotelline (1 per ogni parte): al centro della configurazione c’è un tastino rotondo “SHIFT” che dà la possibilità di settare sugli stessi pulsanti altre 12 note midi differenti (Fig. 16).

I pulsanti sono retro illuminati da una luce di colore blue, che attivando la funzione shift cambia in rosso. I pomelli, oltre a ruotare, possono essere anche schiacciati e configurati in ogni parte (Fig. 17). Dulcis in fundo, i fader di linea ed il cross fader, oltre ad essere canali audio, sono configurabili anche via midi e quindi completamente “plasmabili” con il vostro software.

Il Test

Ho provato il Vestax PMC 05 pro IV collegandolo, tramite porta USB, ad un notebook Sony Vaio, Intel Centrino Duo T2500 2,0 Ghz, 2 Gb di ram e sistema operativo Microsoft Windows 7: tutto è auto istallante e la periferica è stata rilevata senza alcun problema. Come software per la prova ho utilizzato Traktror scratch Pro. In un primo momento ho creato l’intera mappatura assegnando dal pannello di controllo midi i valori ad ogni pulsante, ma curiosando sul sito vestax ho trovato un link di supporto dove troverete disponibile il download dei preset pre-impostati sia per serato scratch live che per traktor scratch pro (Fig. 18), ovviamente potete sempre personalizzarlo a vostro piacimento. Il link è disponibile qui.

La mappatura midi pre-impostata nel file .tsi ha questi criteri:

- pulsanti 1-3: assegna un nuovo punto cue o salta al punto di avvio esistente, se lo si è già impostato;

- pulsanti 1-3 (Shift Mode): elimina un punto di avvio per reimpostare uno nuovo;
- pulsanti 4-6: loop Set In, Turn Loop On / Off;
- pulsanti 4-6 (Mode Shift): accorcia o aumenta le dimensioni del loop, varia la grandezza del ciclo;
- la rotellina (girandola): scorre la lista dei brani da selezionare;
- la rotellina (premendola): assegna il brano evidenziato sulla Deck corrispondente (A/B).

Durante il test non ho riscontrato latenze di nessun tipo, i pulsanti rispondono in maniera precisa e la posizione al centro del mixer dove sono stati posizionati è perfetta.

Conclusioni

Considero il Vestax PMC 05 pro IV l’evoluzione di tutti i modelli prodotti dalla casa giapponese in questi anni. E’ sicuramente il futuro dei mixer oggi e non ho alcun dubbio ad etichettarlo come prodotto altamente professionale. I dj che vogliono raggiungere livelli professionali elevati devono partire dall’acquisto di un buon mixer, che risponda a tutte le proprie esigenze: il Pro IV è un’ottima scelta in tal senso. Sicuramente il prezzo è rilevante, ma comunque in linea con prodotti concorrenti di altre marche. Tra l’altro, chi ha avuto almeno una volta il piacere di avere per sé un mixer Vestax pro mi darà sicuramente ragione sulla qualità e la resistenza meccanica dei relativi prodotti. Quindi, il punto di forza di questo prodotto è il suo essere completo: è ottimo per i dj che vogliono cimentarsi nello scratch, ottimo per chi vuole missare ed usare nel proprio setup più periferiche ed ottimo per tutti quelli che ormai utilizzano il proprio laptop al posto della borsa con i vinili.

Pro

Materiale di altissima qualità e di ottima fattura, resistente nel tempo.

Possibilità di sfruttare varie uscite e gestirle separatamente.

Cross fader Vestax CF-X2 Digital zero rumore, zero attrito.

Fader di linea e cross fader con curve regolabili e personalizzabili.

Linea dedicata IN/OUT per i dispositivi DVS.

Contro

Prezzo poco accessibile.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Vestax

Modello: PMC 05 pro IV Red Beat Series

Website: http://www.vestax.com/

Distributore italiano: www.exhibo.it

Costo: circa 769 euro

Alla prossima,
DJ Fresella

Vestax – Typhoon

Vestax, azienda giapponese, ha iniziato nel lontano 1977 progettando e costruendo chitarre elettriche. Negli anni 80 ha introdotto sul mercato una serie di tape multitraccia per sfidare prodotti già affermati sul mercato come Fostex, Yamaha e Tascam. Fino ad oggi, essa ha continuato ad evolversi ed affermarsi nel campo dei mixer e dei giradischi per Dj tanto da diventare i preferiti di Dj internazionali come Carl Cox, Dj QBert e Cut Chemist,  appartenenti alla comunità dei Dj Hip Hop. Ovviamente le ultime novità di produzione della Vestax, sempre al passo con i tempi, sono i Dj  MIDI Controller che spopolano sul mercato musicale. Oggi proveremo il Vestax – Typhoon in tutte le sue funzioni.

Descrizione
Il Typhoon è un controller MIDI della Vestax in versione  all -in-one. Trattasi del controller che tutti i Dj select  – anche quelli alle prime armi – vorrebbero avere con sè. Infatti, il Typhoon permette di manipolare e missare file audio direttamente dal proprio notebook.

Prima impressione
Tirato fuori dalla scatola, il Typhoon è piuttosto compatto: le dimensioni non sono eccessive, quindi è facilmente trasportabile (stiamo parlando di 35,56 cm x 24,13 cm, per un peso di 1,5 Kg). Esteticamente presenta un design accattivante: la prima cosa che salta all’occhio sono le jog wheels in metallo lucido; la consolle ha sulla parte superiore una texture di plastica liscia e lucida che imita un  look in fibra di carbonio (sembra quasi un design racing), mentre il resto del controller è in plastica rigida e le varie manopoline e cursori sono di colore rosso metallico (Fig.1). I comandi ed i vari pulsanti sono in gomma rigida bianca e si illuminano di vari colori alla pressione, a seconda della funzione (Fig.1b) – questo anche per facilitare il lavoro del Dj al buio!

I comandi del Typhoon sono predisposti in maniera sistematica e, a prima vista, sembra essere tutto sotto controllo. Nella scatola, oltre al controller Vestax, troviamo un manuale d’uso in inglese, software driver per i sistemi operativi Microsoft Windows Xp/Vista e Seven, Native Instruments Traktor LE licenziato (che non è altro che il software per interfacciare il controller con il PC /Mac) ed un cavo USB in dotazione per il collegamento della periferica (Fig.2).

Il Controller
Iniziamo descrivendo gli ingressi e le uscite di questo controller all-in-one. Frontalmente troviamo a sinistra un ingresso microfono  da 3,5 mm con regolazione del volume e, a destra, un’uscita monitor  per cuffia (Fig.3) da 3,5 mm con regolazione volume. Sul retro del controller  (Fig.4) troviamo un’uscita USB e un’uscita diretta RCA (Master Out) dove andranno collegate direttamente delle casse attive o un amplificatore lineare.

Il Typhoon possiede una scheda audio interna autonoma, quindi non avrete bisogno di acquistare o di portare con voi un’ulteriore periferica audio. La vera e propria manipolazione dei brani – e quindi il controllo – avviene tramite i jog wheels (Fig.5), a mio avviso molto resistenti, di grandezza standard rispetto agli altri controller in commercio, molto sensibili al tocco. La cosa meravigliosa è che questa sensibilità può essere controllata tramite due manopoline (Fig.6) (Touch Sensor Level)  poste sul retro del controller, quindi jog wheel destro e sinistro, che, in maniera separata, possono aumentare o diminuire sensibilità al tocco a seconda delle  proprie esigenze. Inoltre, per comprendere se realmente stiamo toccando il jog wheel, la plastica trasparente ai bordi del disco diventa da blue (passivo) a rosso (attivo). Subito sotto i jog wheel troviamo i tasti PLAY / CUE / CUP .

Con il PLAY diamo il comando di start/stop alla traccia (Fig.7), con CUE e CUP controlliamo la traccia facendola ripartire dal punto o segmento da noi scelto, anche con la funzione LOOP SET, mettendola in pausa o mandandola in Play da quella posizione. Inoltre con i tastini +/- possiamo aumentare o diminuire la porzione di loop da ripetere (Fig. 8).

Una parte importante della periferica da non sottovalutare sono i fader line con il cross fader, quest’ultimo a mio avviso non molto convincente come resistenza meccanica: sembra – assieme ai fader – più adatto per un dj set tranquillo, dove il dj  missa i suoi brani in totale tranquillità senza virtuosismi, scratches ed acrobazie varie. Peraltro, nessuno dei tre controlli (Fig.9) possiede il taglio della curva per regolare l’apertura o la chiusura del canale. Subito sopra ai fader troviamo altre due funzioni: FILTER / PHONE (Fig.10).

Attivando il tasto FILTER si applica al brano in esecuzione su quel canale un effetto “filtro passa–basso” o uno “filtro passa-alto”: il filtro puo’ essere regolato ruotando il jogwheel in modo antiorario – per un filtro passa-basso – e in modo orario – per un filtro passa-alto. Il tasto PHONE (simbolo di un paio di cuffie facilmente identificabili) serve ad attivare e disattivare con facilità il monitoraggio in cuffia della traccia da missare ed eventualmente mettere in battuta. Negli angoli in alto invece, abbiamo su entrambe i lati, quindi per i canali A e B, dei cursori che ci danno la possibilità di regolare e pitchare la velocità/percentuale del tempo per la messa in battuta dei brani e subito sotto troviamo il tasto SYNC con degli indicatori +/- che servono per una regolazione più accurata dei BPM e quindi del beat matching (Fig.11). Nella parte superiore centrale del controller MIDI non passano inosservati una coppia di equalizzatori (uno per ogni canale) a tre bande LOW/MID/HI affiancati dal GAIN del canale corrispondente (Fig.12).

Il Typhoon ci permette, senza smanettare il nostro laptop, di cambiare con facilità brano e di selezionare quello successivo – o meglio ancora di caricarlo sulla traccia A/B corrispondente con una semplice pressione. Infatti, posizionata in alto, troviamo una croce (Fig.13) che ci ricorda un po’ quella dei Joypad per videogames: mantenendo premuto il tasto SONG LIST si abilita lo scorrimento della lista sul display del nostro portatile e il caricamento della traccia, selezionando destra o sinistra a seconda del canale. Nella parte superiore troviamo il GAIN che regola il volume master di tutta la consolle (Fig.14) e i tasti FX1 / FX2 che attivano gli effetti preimpostati nel software (DELAY/FLANGER/FILTER) con la possibilità di decidere intervenendo sui potenziometri DRY/WET su quanto effetto dare o meno alla traccia (Fig.15).

La Prova

Il Typhoon Vestax è stato testato, come detto prima, su due laptop differenti, con processori differenti: il primo con un Intel Centrino Duo  T2500 2,0 Ghz, 2 Gb di ram e sistema operativo Microsoft Windows 7, con il quale non si è presentato nessun problema in fase di installazione (il software utilizzato non era quello in dotazione, ma una versione più completa della Native Instruments, Traktor  Scratch PRO) (Fig. 15).

La periferica è stata riconosciuta immediatamente dal software, ma purtroppo ho riscontrato una latenza di 22 ms nei comandi, comunque accettabilissima. La situazione cambia con un processore Intel Core 2 duo 2Ghz, 2 Gb di ram e sistema operativo Mac OS X: il software utilizzato – ossia quello in dotazione, Traktor LE – ha dato una latenza regolare di 13 ms e quindi tranquillamente gestibile. Ho provato su entrambe a forzare nella sezione audio del software la latenza audio portandola a 11,5 ms, ottenendo ottimi risultati in performance (Fig.16).

Considerazioni

Questo prodotto è sicuramente consigliato a chi vuole iniziare a capire il funzionamento e, quindi, familiarizzare con questi controller spendendo poco. Personalmente non me la sentirei di consigliare questa consolle a chi vuole provare il brivido dello scratch, perché rimarrebbe profondamente deluso a causa dei ritardi di fader e dei problemi di latenza già citati prima. D’altro canto è un prodotto perfetto per le serate da Dj selecta, anzi molto semplice da utilizzare e facilmente domabile. Spostarsi da un locale all’altro con un semplice controller ed un laptop facilita molto il lavoro dei dj e gli ingegneri della Vestax lo sanno, ma non strapazzatelo troppo!

Alla prossima Dj Fresella !

Pro:

Ottimo rapporto Q/P
All-in-one, scheda audio integrata
Alimentazione USB
Facile istallazione
Ottimo per  i missaggi (molto preciso)

Contro:

Momentaneamente non compatibile con tutte le CPU
Struttura e meccanica non molto resistente
Non adatto allo scratch per motivi di latenza audio
Manca la regolazione e il taglio della curva dei fader

Extra:

Lo strumento in questione ha, al momento, un punto debole: la leggera latenza della scheda audio, che non permette di fare scratches di un certo livello (parlo ovviamente della velocità di esecuzione,  utilizzata per alcuni generi musicali). Eppure, non si può definire un prodotto entry level da abbandonare se si desiderasse in futuro questo tipo di prestazioni. Niente di più semplice, se non saranno aggiornati i drivers in maniera soddisfacente basterà acquistare una qualsiasi scheda audio esterna con latenza bassa per usarla insieme al nostro controller.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Vestax

Modello: Typhoon

Website: http://www.vestax.com/

Distributore italiano: www.exhibo.it

Costo: circa 260/280 euro