Pinknoise – KontaktBanks

Kontaktbanks
Pinknoise – KontaktBanks: Librerie di sintetizzatori per Kontakt

In questi ultimi mesi si sta verificando una piccola “rivoluzione musical-tecnologica”: in pratica, sta cambiando la tendenza nell’utilizzare, per i propri lavori live o da studio, librerie pesantissime con sonorità a volte anche interessanti, ma che necessitano di tonnellate di RAM e CPU sempre più performanti. In questo numero abbiamo fatto un salto nel passato, provando per voi 4 librerie di synth che ripropongono anche dei modelli hardware molti datati, ma che hanno fatto e continueranno a fare la storia della musica.

Pinknoise, proveniente dal mercato dei refills per Reason e specializzata nel portare in nuovi formati le sonorità tipiche dei synths vintage, fornisce da qualche tempo librerie anche nell’altro celebre ed iper-gettonato formato, quello per Native Instruments Kontakt.

Con l’uscita della recente “Virology”, libreria ricca di suoni provenienti dal blasonato Access Indigo2/VirusC, sono quattro le proposte attualmente in catalogo. A Virology si aggiungono Deepflight (basata sul Roland D-50), Matrix (dal Matrix 1000) ed Evolver (dal DSI Evolver).

Struttura della libreria

Le patches per Kontakt sfruttano in maniera equilibrata e “fruibile” lo “scripting” di Kontakt, con una interfaccia molto chiara e che include le principali voci per applicare qualche “tweak” al volo, come il filtro (passa Basso o Alto), doppio ADSR per il suono e per il filtro, mandate di delay e riverbero, nonché arpeggiatore. Tutti i knobs sono ovviamente mappabili su controller con la funzione midi-learn di Kontakt. Le patches sono convenientemente suddivise in categorie come Bass, Leads, Pads, FX, Poly, Arp & Sequence e così via. Inoltre, il produttore ha creato una sezione sul sito “Control map presets” dove è possibile fare il download delle mappe midi dei seguenti controller AKAY MPK 49, Korg Kontrol 49 e tutta la serie Novation, in modo da utilizzare queste impostazioni per gestire, come si faceva un tempo, tutti i parametri del synth in tempo reale, senza usare lo scomodo e inutile mouse che permette di usare un parametro alla volta e non ha la precisione di un knob e di un slider fisico.

Come suona

Il suono, in tutte e quattro le librerie, è di ottima fattura: buona presenza timbrica e bilanciamento, agilmente inseribile nei mix, a dimostrazione di un campionamento acquisito con le giuste accortezze ed un “gear” adeguato. Va detto che le librerie non contengono suoni particolarmente elaborati ed evolutivi, in quanto il più delle volte si è preferito conservare l’aspetto originale dei suoni. Ad avviso di chi scrive, le 2 librerie più interessanti sono quelle del Matrix 1000, in quanto troviamo sonorità di pad meno abusate dei classici suoni Roland che imperversano in quasi tutte le produzioni musicali e difficilmente trovabili in altre collezioni di suoni molto più blasonate; invece, Evolver, dal suono molto inca…to, è decisamente più adatto per produzioni di musica elettronica.

Informazioni sulle librerie

Per ogni libreria l’autore ha predisposto una sezione Introduzione, dove c’è una piccola storia del synth, segnalando anche il genere di sonorità che riesce a riprodurre meglio e quale gruppo storico utilizzava questo strumento. Ho trovato molto interessante il rilascio all’utente della tabella di implementazione midi concepita come una guida di riferimento rapida, che consente di identificare tutti i controlli MIDI (CC) delle 4 librerie in Kontakt.

Inoltre il produttore ha creato una sezione sul sito dove l’utente può scaricare una versione demo per testare la qualità del prodotto.

La libreria si può acquistare solo via internet e, quindi, la otterremo tramite download.

Pro:

  • Il prezzo è assolutamente nella media di altri prodotti simili.
  • Bella la sezione Control map presets

Contro

  • Sarebbe stata preferibile una sezione di programmazioni che riproducesse anche sonorità completamente diverse da quelle dell’hardware originale.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: KontaktBanks

Website: www.kontaktbanks.com

Modello: Virology
Download: 2.64 Gb
Prezzo: Euro 37

Modello: Deepflight
Download: 1.17 Gb
Prezzo: Euro 27

Modello: Matrix
Download: 827 Mb
Prezzo: Euro 27

Modello: Revolver
Download: 1.17 Gb
Prezzo: Euro 27

AudioThing – SX1500

AudioThing Logo

AudioThing è una piccolo laboratorio indipendente specializzato nello sviluppo di librerie di campioni per Kontakt e patch per sintetizzatori hardware/software. Sulla scia delle applicazioni per smartphone, il motto è “qualità alta, costi contenuti”. Il loro ultimo prodotto si chiama SX1500 ed è, in pratica, l’emulazione a campioni del Jen SX1000

SX1000 GUI
(fig.1)

Pagina del prodotto: http://www.audiothing.net/instruments/sx1500/

jensx1000-1 recensioneIl Jen SX1000 (Synthethone) è un glorioso sintetizzatore analogico di fine anni ’70, prodotto dalla società italiana Jen Electronics. Spesso considerato il “Moog dei poveri”, l’SX1000 è un synth monofonico, dotato di un solo oscillatore, un filtro a 12 dB/Oct, due inviluppi, 1 LFO. La libreria sviluppata da AudioThing invece si chiama SX1500, quasi a voler far intendere il suo trovarsi un passo avanti all’originale. In effetti, guardando le caratteristiche del software, notiamo diverse aggiunte alla dotazione dell’SX1000:

  • 2 Oscillatori (Saw, Square, Pulse 5%)
  • 1 Generatore di rumore (White/Pink)
  • 12dB/oct filter (like the original)
  • 1 LFO (Sine) for Pitch and Cutoff
  • 2 Envelopes
  • 24 Factory Presets
  • 24 User Presets
  • Sample resolution: 44.1Khz / 24Bit
  • Grandezza: 118 MB installed
  • Custom performance view
  • Per lo sviluppo di SX1500 sono state campionate tutte e tre le forme d’onda dell’oscillatore, tasto per tasto, le due sorgenti di rumore (white/pink) e persino il rumore dei potenziometri impolverati che “gracchiano”. Il tutto è stato assemblato sfruttando il linguaggio interno Kontakt Script, feature di punta del campionatore di Native Instruments.

    La libreria si può acquistare solo mediante download ed è abbastanza leggera. Il file che viene inviato in maniera compressa è di circa 76 mega. All’interno troveremo una cartella Documents con il manuale, in lingua inglese, sull’uso del SX1500, una sezione Samples dove sono raccolti i campioni in formato wave e, infine, la libreria in formato Kontakt.

    Interfaccia grafica

    Sono presenti due schermate, Panel e Rear. La prima (Fig.1) comprende tutti i parametri più importanti della catena di sintesi. La seconda (Fig.2) comprende invece dei parametri aggiuntivi come il drift degli oscillatori e la quantità di rumore generata dai potenziometri.Il drift è un controllo molto interessante, in quanto consente di emulare i vecchi circuiti analogici degli oscillatori che difficilmente mantenevano un’intonazione perfetta. La libreria è costituita da 24 preset, tra lead, bassi, pad, un “pianet” e perfino un organetto.

    SX1000 GUI
    (fig.2)

    Stesso dall’interfaccia Panel è possibile sia richiamare i 24 preset di fabbrica che salvare quelli di propria creazione (nella sezione User Preset). Questo rappresenta un ottimo vantaggio, in quanto risulta spesso tedioso doversi salvare i singoli instrument di Kontakt come file esterni ogni volta che si crea un suono. I campioni sono a 44.1kHz/24bit: uno per ciascun tasto per waveform, i due noise ed il rumore dei knob che gracchiano.

    Considerazioni

    Mi è piaciuta molto l’idea che i campioni non siano stati registrati a 96 Khz: sarebbe stato solo uno spreco di memoria ed un appesantimento inutile della libreria.
    La libreria, in tal modo, risulta molto leggera e funzionale, anche se non sarà mai una vera riproduzione del vecchio synth analogico, con tutti i suoi (amati, maledettamente belli, vera goduria per le orecchie) problemi di accordatura e variazioni degli armonici in maniera random: tuttavia, malinconia a parte, possiamo serenamente affermare che vi si avvicina moltissimo. Consiglierei a qualsiasi utilizzatore queste categoria di librerie sotto Kontakt, munendosi di un controller per gestire in tempo reale i knob di questi synth analogici.
    Il genere di questa libreria può spaziare dal Prog rock all’IDM, tutto dipende – ovviamente – dall’utente, dalle sue esigenze e dai suoi gusti. Sicuramente synth lead e bassi sono categorie più indicate, ma data la natura polifonica del software possiamo ottenere anche dei bei pad molto “presenti” e caratterizzanti.
    La scelta di usare la versione Kontakt 4.2, penalizzando gli utenti che possiedono versioni meno recenti, è dettata da una circostanza: da Kontakt vers. 4 in poi, è stata espansa la possibilità del kontakt script. Prima, in altre parole, non era possibile creare l’interfaccia personalizzata con tutti controlli custom e le altre “diavolerie” di chi esige la massima personalizzazione per ogni circostanza di lavoro o di piacere. Ed allora, ecco che tutte le immagini dei knob sono state costruite dall’autore.

    Pro:
    Libreria con un sound decisamente diverso dallo standard al quale siamo abituati.
    Ottimo rapporto Q/P

    Contro:
    Avrei preferito la creazione di una sezione “categorie di suoni” e programmato qualche pad in più.

    Extra:
    Questo tipo di synth si presta bene a sperimentazioni, per avere sonorità diverse dai classici suoni standard che si trovano nelle librerie. Per sfruttarla al massimo ci vogliono pochissimi accorgimenti. Non tutti possono permettersi di avere degli ottimi outboard per rendere ancora più “autentico” il suono: allora, basta attrezzarsi un poco per riuscire ad ottenere degli effetti ancora più interessanti. Oltre a consigliarvi di usare dei plug caratterizzanti per dare più respiro a questo genere di libreria, cercate nei vostri rispostigli o nei mercatini vecchi registratori a nastro, pedalini per chitarra, vecchi PRE per hi-fi, oppure synt con input analogici e quant’altro la vostra fantasia vi suggerisca, fate passare il suono da questi prodotti e vedrete – con grande sorpresa – che vi sembrerà di suonare con un vero analogico. Attenti sempre a non strafare, ma sperimentate. Personalmente, ad esempio, oltre a provare in studio il plug con un bellissimo MaxxBCL, con la sezione Maxx Bass con frequenza posizionata a 60 Hz e una buona dose di intensity 70 – senza dimenticare una sezione limiter con il Threshold a 65dB (con compressore disinserito) – ho ritrovato un effetto stupendo. Ho provato, poi, anche a far passare la registrazione da un vecchio mangianastro e, tenendo sotto controllo l’imput della sequenza, ho registrato la mia parte suonata. Naturalmente chi ha la mia età ed ha “giocato” con questa esperienza – oggi forse un po’ retrò -, sa benissimo che nel momento in cui si riversa il contenuto nel computer abbiamo un problema di intonazione e di pitch che cambia in maniera random (parliamo pur sempre di macchine consumer). Niente paura: trasformiamo questo handicap in un’opportunità. Aggiungiamo al nostro synth lead, pad o qualsiasi altro suono che abbiamo manipolato e messo nel nostro take, un altro take con la sequenza originale passata magari da un PRE virtuale per chitarra. Teniamo i 2 take con volumi differenti nella nostra song, avendo cura di tenere il nostro con il pitch più basso, e facciamo partire i brano. Vi renderete conto che il suono diventa più interessante e meno abusato.

    Demo

    Produttore: AudioThing
    Modello: SX1500
    Website: http://www.audiothing.net/instruments/sx1500/
    Costo: $9 ~ 6€

    Native Instruments – Traktor Kontrol S4

    Nome: TRAKTOR KONTROL S4. Dimensioni: 32x5x50 cm, numeri che hanno rivoluzionato il mondo dei controller midi, grazie alla Native Instruments. Ho già parlato, in altri interventi, di questa casa tedesca con esperienza quasi ventennale, nota per il continuo sviluppo di prodotti innovativi – vedi Maschine, Traktor X1… - ed in continua simbiosi con le esigenze degli addetti ai lavori. Questa volta l’hanno fatta grossa…

    Prima impressione

    La confezione si presenta in modo classico, con una gigantografia del controller (Fig. 1). Nella confezione, oltre al controller ben protetto, troviamo un alimentatore, un cavo USB per il collegamento al PC/Mac, il dvd con i software, Traktor Pro S4, Controller editor ed i driver per i controller Traktor Kontrol S4, Traktor Kontrol X1 e le periferiche audio DJ 2/4/8. Il manuale a colori è in quattro lingue (assente l’italiano, come d’abitudine) e permette un setup veloce. Inoltre, i signori di Berlino hanno pensato di farci trovare nella scatola anche un piccolo schema con le scorciatoie per la tastiera, un poster con le specifiche del controller e dei simpatici adesivi Traktor.

    Il peso del controller è di 3 kg  e, come da premessa, misura 32 cm di altezza per 50 cm di larghezza e 5 cm di spessore (6,50 cm circa, se consideriamo anche jogwheel e knobs). Come i precedenti controller di produzione Native Instruments, anche il Traktor S4 è ben strutturato: tutto è al suo posto, i comandi sono vicini e compatti, ma la loro posizione è facilmente memorizzabile in un attimo. Il design è sempre il punto forte della casa Tedesca: la parte centrale – che rappresenta il mixer del controller – è una superfice lucida a specchio, mentre i deck di destra e sinistra sono coperti da una superfice di alluminio opaca. Il materiale di cui è composto il controller è, nel complesso, plastica rigida, mentre fader, tasti e knob sono, come sempre, di ottima fattura (Fig. 2).

    Il Controller

    Il Traktor Kontrol S4 è un controller midi all-in-one di ultima generazione, generoso nelle dimensioni, ma compatto in relazione alle enormi potenzialità possedute. Inizierò a parlarvene introducendo il controller dall’ampio retro pannello (Fig.3).

    Retro pannello

    Di fianco al logo NI troviamo subito la predisposizione per il Kensington® Lock, ossia un piccolo foro al quale possiamo collegare un lucchetto brevettato per proteggere il controller dai malintenzionati. Subito sotto troviamo una vite che utilizzeremo per un’eventuale presa di terra (Fig. 4).

    Il retropannello ha un aspetto ordinato e molto chiaro, suddiviso in sezioni. Nel MAIN OUT troviamo un’uscita 1/2 RCA sbilanciata ed una bilanciata su 1/2 Jack TRS, naturalmente da 6,3 mm, da utilizzare per collegare il controller ad un impianto di amplificazione – o anche a monitor attivi (Fig.5).

    Come tutti i controller NI (X1, Maschine, Kore, )  anche l’S4 comunica direttamente con i rispettivi software NI utilizzando un protocollo proprietario con una risoluzione di 512 step contro i 128 step di tutti gli altri controller che si interfacciano con il Traktor, ha una scheda audio integrata di ottimo livello, con convertitori AD / DA Cirrus Logic ® dalla risposta di frequenza molto alta ed una risoluzione audio 24-bit/96Khz. INPUT CHANNEL D ha un ingresso RCA 4/3: in questo pannello troviamo uno switch LINE / PHONO, come un vero mixer, per il routing di un lettore CD o di un giradischi; con lo switch THRU / USB, invece, decidiamo o di far uscire l’audio della periferica collegata direttamente dal Master, senza poter agire su altri parametri (con THRU), o di far passare l’audio per il Traktor, controllando dunque anche i volumi, le dissolvenze, i filtri e utilizzare gli effetti di Traktor su quella traccia (con USB). L’ingresso è regolabile tramite un Gain. Nella stessa sezione è presente anche un ingresso microfonico MIC con Jack da 6,3 mm, affiancato da un gain per la regolazione ed eventuale amplificazione del microfono (Fig. 6).

    Nell’ INPUT CHANNEL C è presente un ingresso RCA con l’identico switch LINE / PHONO di commutazione (Fig. 7).

    FOOTSWITCH / MIDI IN e OUT – In questa sezione è possibile collegare una pedaliera configurabile, nonché un ingresso ed un’uscita midi per sincronizzare e collegare apparecchiature esterne, sintetizzatori, drum machine e (perché no?) il MASCHINE stesso, della Native Instruments (Fig.8).

    Nella sezione POWER troviamo il tasto per l’accensione dell’unità, la possibilità di collegare l’alimentatore in dotazione e la porta USB per il collegamento al PC/Mac (Fig.9). Ho provato ad eliminare l’alimentazione durante il test: il Traktor Kontrol S4 ha continuato a funzionare con la sola alimentazione della porta USB, ma ha ridotto di molto la luminosità dei led, influenzando anche la prestazione della scheda audio (che ovviamente non va a pieno regime).

    Pannello Frontale

    Il pannello frontale (Fig.10), oltre ad avere il logo Traktor in bella mostra, ha un ingresso PHONES cuffia con jack da 6,3 mm, robusto e rinforzato con una rondella proprio per andare incontro alle esigenze dei Dj che – utilizzando la propria cuffia personale ed alternandosi alla consolle – “stressano” l’ingresso cuffie.

    Subito di fianco, CUE MIX / CUE VOL /MIC VOL gestiscono il controllo dei volumi cuffia. I rotori sono a scomparsa e bisogna pigiare per farli fuoriuscire, per poi regolare il volume desiderato(Fig.11).

    Jog Wheel / Deck

    Come già anticipato sopra, la sezione comandi della consolle è ben definita. La sezione JOG WHEEL ha una Jog gommata ai lati, con un diametro esterno di 12 mm: il top occupa un diametro interno di 9 mm, è di materiale lucido con al centro il logo Traktor in bianco (Fig.12). In realtà Il top non è altro che un microswitch che, al tocco, emula il Vinyl touch. I tasti deck C/D commutano il deck da A a C e da B a D, il tastino resta illuminato al tocco (ad indicare il deck alternativo in uso), il tastino load invece carica sul deck selezionato la traccia direttamente dal browser.

    FX1 / FX2

    Sulla parte superiore del Jog Whell troviamo la sezione effetti FX1/FX2, composta da 4 knobs DRY/WET per la quantità di effetto da dare (Fig.13). A questo punto dobbiamo dedicare la nostra attenzione al tastino MODE, che ci fa passare dalla modalità Chain alla modalità Advanced. Con la modalità Chain abbiamo gli effetti concatenati e possiamo regolare la percentuale dry/wet, oltre a attivare o disattivare i singoli effetti con i tasti luminosi in corrispondenza dei knobs 1/2/3. Inoltre, tenendo premuto il tasto SHIFT e premendo questi ultimi, è possibile cambiare il singolo effetto e quindi riconfigurare velocemente la catena di effetti sul deck corrispondente. In modalità Advanced, invece, è possibile utilizzare un effetto per volta, ma di contro si accede anche ad altre funzioni avanzate, legate all’effetto selezionato: utilizzeremo, quindi, i knobs per agire su altri parametri, anche qui tenendo premuto il tasto SHIFT ed il tastino in corrispondenza del DRY/WET, selezionando rapidamente l’effetto desiderato.

    Display

    Nella parte inferiore del Jog whell troviamo il DISPLAY, molto chiaro, retro illuminato ed a colori (Fig.14).  Le informazioni indicate sono poche, ma essenziali: ON AIR illuminato sta ad indicarci che nel deck il fader è alzato e quindi il volume del canale è attivo; SAMPLES ci segnala che la sezione samples del deck C/D è attiva o che comunque è stato caricato il sample deck; la scritta di colore blue/bianca DECK ci indica su quale deck stiamo lavorando; le scritte illuminate ambra KEYLOCK e MASTER indicano la funzione in uso sul deck corrispondente. Verso la fine troviamo un display led a due cifre che ci indica il valore – e quindi la dimensione – del loop automatico 1/2/4/8/16/32. Se il valore del loop viene portato al di sotto dell’ 1 (quindi -½ – ¼  e così via), il display aggiunge un asterisco o punto in alto a destra del numero.

    Sezione Loop

    La sezione LOOP è composta da due encoder e due pulsanti IN e OUT (Fig.15): con questi ultimi scegliamo manualmente la nostra porzione di loop, indicando il punto di inizio e di fine; con l’encoder di sinistra, semplicemente ruotandolo, muoviamo la porzione di loop, mentre schiacciandolo si attiva o disattiva la porzione. Ruotando l’encoder di destra si fa scorrere il numero di battute del loop, premendolo si attiva o disattiva il loop. Attivando la sezione BROWSE, al centro del mixer, i due encoder acquistano un’altra funzione. Con il rotore di sinistra si selezionano le cartelle della libreria e premendolo si accede alla cartella selezionata, mentre con il rotore di destra si naviga tra le playlist già pronte.

    Sezione Samples

    La sezione SAMPLES è composta da quattro tasti retro illuminati che indicano i rispettivi quattro samples caricati sul sample deck all’interno del software Traktor Pro S4 (Fig.16). Anche visivamente, sul controller, grazie alla retroilluminazione, è molto semplice capire quale tasto è impegnato dal campione. Per rimuovere o sostituire il campione basta tenere premuto il tasto SHIFT ed il tasto interessato.

    Trasport e Cue

    E’ composta da 8 tasti, di cui 4 numerati, anche questi retro illuminati. I Tasti 1/2/3/4 retro illuminati in blu possono essere associati agli HOTCUE, funzione che può essere cancellata e riassegnata tenendo premuto il tasto SHIFT. I rimanenti 4 tasti SHIFT / SYNC / CUE / PLAY svolgono funzioni già note: il tasto SHIFT, combinato con il tasto SYNC, attiva la funzione MASTER TEMPO; con il tasto CUE si fa tornare la traccia all’inizio; il tasto PLAY attiva o disattiva la KEYLOCK (Fig.17).

    Tempo

    Per il controllo della velocità, come in tutti i controller che si rispettino, abbiamo in corrispondenza di ogni deck uno slide TEMPO molto preciso, che aumenta o diminuisce la percentuale di tempo (Fig. 18). In alto troviamo l’OFFSET, due tastini illuminati color ambra  (Fig. 18a) che hanno la funzione innovativa di regolare ed evitare sbalzi di pitch tra i vari deck, per esempio quando ne usiamo 4. Infatti, qualora non sia attivo il master tempo, la percentuale di pitch tra il fader software ed il fader hardware reale potrebbe risultare differente, perché fisicamente in un’altra posizione! A questo punto si illuminerà il tastino che ci indicherà su quel deck una velocità maggiore o minore. Tenendolo premuto, entrambi i tastini si illumineranno più intensamente, per indicarci la totale disattivazione del fader tempo.

    Gain & FX 1 / 2

    La parte centrale del controller  è composta da 4 encoder e 1 knob: i GAIN sono encoder che si trovano in corrispondenza di ogni canale (il fatto che siano encoder, e quindi a rotazione continua, e non knob è molto positivo: infatti si ha la possibilità di controllare i dB delle tracce con molta precisione e senza sbalzi improvvisi di volume). Sotto ogni GAIN troviamo i tastini FX 1/2, che servono ad assegnare il preset effetti ad ogni canale e quindi ad attivarli. Con gli stessi tastini si accede ad una modalità molto interessante che rende questo controller ancora più completo (Fig.19): tenendo premuto il tastino SHIFT possiamo invertire l’apertura e la chiusura del canale sul cross-fader, in maniera indipendente su ognuno dei quattro canali.

    Main Level

    Al centro troviamo il MAIN LEVEL, knob che regola il volume master, ed un Vu-meter led che indica il livello sul canale destro e sinistro.

    Mixer

    Il resto del mixer si divide in 4 canali, ognuno con la possibilità di tagliare le frequenze basse, medie ed alte tramite i knob gommati, in più c’è l’aggiunta di un controller FILTER. Su ogni canale c’è un tastino CUE per il pre-ascolto in cuffia (Fig.20).

    Ogni fader è affiancato da un Vu-meter da 7 led che indica il livello del singolo deck (Fig.21). Ai piedi dei fader ci sono delle freccette luminose che indicano in che direzione sul cross-fader è assegnato il canale (Fig.22). Il cross-fader è molto scorrevole e di ottima qualità, buono anche per lo scratch. Risalendo il centro del mixer troviamo in alto un encoder BROWSE: con questo rotore possiamo scorrere tra i file nelle cartelle e, premendolo, è possibile preascoltare la traccia selezionata (Fig.23).

    Al centro del mixer troviamo 3 indicatori luminosi importanti (Fig.24):

    - un TRIANGOLO con il punto esclamativo che ci segnala un eventuale problema di comunicazione controller/software, o ci allerta per un sovraccarico della CPU improvvisa;

    - il simbolo classico USB, che ci indica il controller collegato correttamente al laptop;

    - il simbolo CUFFIA, che avverte che è attivo il preascolto di una traccia dal Browser.

    Subito sotto troviamo tre tastini color ambra: SNAP / MASTER / QUANT. Attivando il tastino SNAP, il loop lanciato si sincronizzerà con la beatgrid; MASTER alterna il master clock con il master deck mode del controller; infine QUANT quantizza i campioni caricati nel deck con i BPM della traccia.

    Loop Recorder

    Il LOOP RECORDER (Fig.25) è la vera novità del controller della Native Instruments. Infatti, possiamo registrare un loop da un deck , fonte esterna o microfono. La sezione loop recorder è composta da 4 tastini REC / PLAY / SIZE / UNDO e un knob DRY/WET. Premendo il tasto REC partirà la registrazione, riproponibile immediatamente sul master agendo sul tasto PLAY. Con il tasto SIZE decidiamo la misura del loop e, se la registrazione non è di nostro gradimento, basterà schiacciare il tasto UNDO per annullare la take. Sopra i quattro tastini c’è il controllo volume per rendere il nostro loop registrato più o meno presente sul master. Last but not least, il tastino al centro mixer  BROWSE, identificabile per una lente d’ingrandimento che ci apre a pieno schermo la nostra libreria dei brani per una selezione e gestione più rapida dei file, sempre senza toccare il mouse.

    Extra

    In più c’è da dire che i knobs del volume master e cuffia presente sul controller sono dei potenziometri che controllano il segnale analogico dall’uscita dei convertitori e non influiscono sul settaggio dei volumi “software” del Traktor S4 e inoltre è possibile assegnare il segnale microfonico/linea direttamente ad un DECK in modo da poter utilizzare eq/filtro/fx/campionamento come si fa normalmente con un DECK virtuale. Di default il segnale microfonico è impostato in modo da sommarsi all’uscita master senza rinunciare ad alcun DECK (ma ovviamente non è possibile effettarlo ed utilizzare i filtri).

    La Prova

    Prima di utilizzare il Traktor S4 consiglio di aggiornare subito i drivers ed il software alla versione più recente, tramite il Service Center della Native Instruments. Dopo averlo collegato, la prima operazione  che si consiglia di fare è calibrarlo…(Fig.26)

    Il Traktor Kontrol S4 è stato testato su due differenti laptop, con processori e caratteristiche differenti. Il primo  laptop con processore  Intel Centrino Duo  T2500 2,0 Ghz, 2 Gb di ram e sistema operativo Microsoft Windows 7, con il quale non si è presentato nessun problema, sia in fase di istallazione che in fase di utilizzo. Il software utilizzato per la prova Traktor PRO S4 ver. 1.0.1 ( Fig. 27)si è comportato egregiamente in perfetta fusione con il controller, non è stata riscontrata nessuna latenza né ritardi di nessun tipo, ho provato a scratchare mettendo a dura prova fader e jog wheel e sono rimasto più che soddisfatto per la prestazione.

    Anche utilizzando i vari effetti su traccia, le prestazioni della CPU sono rimaste nella media, raramente si è verificato un leggero crepitio audio dovuto ad un aumento inaspettato dell’uso della CPU. Il software è una versione migliorata del Traktor, in quanto adattato alla perfezione per questo controller con l’aggiunta dei deck per i samples. La situazione migliora nettamente con un processore Intel Core 2 duo 2Ghz, 2 Gb di ram e sistema operativo Mac OS X: anche qui non ho riscontrato nessun problema, driver e software sono installati senza alcun problema e l’intero sistema Traktor Kontrol S4 si integra perfettamente anche con quest’altro S.O. Ovviamente, è pienamente compatibile anche con la nuova versione Traktor PRO 2. A tal proposito, la versione che ho utilizzato per il test non è sincronizzabile con i vinili, ma dal primo Aprile 2011  la Native Instruments regala a tutti i possesori del Kontrol S4 l’aggiornamento al Traktor Pro2, mentre con 129 € si può acquistare l’aggiornamento che permette all’S4 di funzionare nella modalità vinyl/cd Timecode.

    Considerazioni

    L’impressione che ho ricevuto in queste settimane di utilizzo massiccio del Kontrol S4 è più che positiva. Non è solo una consolle, ma uno strumento creativo.  L’aspetto del mixer, con i fader e tutte quelle lucine inizialmente possono ingannare la mente, facendo pensare di trovarsi dinanzi all’ennesimo controller giocattolo. Le jog wheel – rispetto ad altri controller concorrenti – sono molto più pesanti, ma in compenso – a mio parere – molto più precise e resistenti. Il materiale utilizzato per assemblare questo controller, in pratica, è della stessa qualità degli altri controller X1 e Maschine, ma il mio dubbio cade sempre sulla resistenza dei fader ed ancor di più del cross fader sottoposti ad una continua sollecitazione. La mancanza di un’uscita booth obbliga in determinate situazioni a collegare l’S4 ad un mixer esterno per controllarne meglio i volumi generali e magari dare un po’ di spinta in più al totale in uscita, anche se c’è da dire anche che la qualità della scheda audio di questo controller sembra sicuramente superiore ad altri concorrenti. In conclusione, il Traktor Kontrol S4 può essere attualmente considerato il controller midi più completo ed innovativo in circolazione, considerando che viene venduto corredato di un software, studiato nei minimi dettagli per sfruttare al meglio le sue potenzialità. La Native Instruments, con le sue innovazioni, continua a spingere i dj  ad essere sempre più musicisti e padroni della consolle e meno juke box. Tutto ha un prezzo: ed il nostro controller, rispetto ad altri prodotti concorrenti di pari qualità, presenta un buon rapporto qualità-prezzo.

    Alla prossima ….. Paolo Dj Fresella Colacicco

    PRO:

    Innovativo

    All-in-one, scheda audio integrata

    Esteticamente bello

    Facile da installare

    Buona fattura

    Ottimo anche per scratchare

    CONTRO

    Prezzo ancora “un tantino” elevato

    Dimensioni non proprio friendly

    Fader e cross-fader migliorabili

    Manca un’uscita booth

    INFORMAZIONI UTILI:

    Produttore: Native Instruments

    Modello: Kontrol S4

    Website: www.native-instruments.com

    Distributore: www.midimusic.it

    Prezzo: 890+Iva

    Prezzo scratch update kit: 129+ Iva

    Alla prossima,
    DJ Fresella

    Native Instruments – Maschine ver. 1.5

    Questa sarà più una pagina tratta dal diario delle proprie impressioni, che un articolo tecnico vero e proprio. In realtà, nelle mie produzioni ho sempre ed esclusivamente preferito utilizzare drum machine, controller midi e macchinari MPC AKAI che, integrati al PC con i vari DAW, davano il risultato che tutti conosciamo. La Native Instruments, casa tedesca nata nel 1995 e già leader nel settore per la produzione di svariati software, dopo aver deciso di produrre e integrare l’hardware con il software al fine di facilitare la vita di dj e produttori senza spegnere la creatività, lancia un nuovo prodotto, tutto in 32 x 29 cm. Maschine.

    Prima Impressione

    La prima cosa che ho notato, appena rimosso l’involucro, è lo chassis rigido e compatto, protetto ulteriormente da un frontalino di alluminio, 41 tasti, 16 pads resistenti e knobs gommati (Fig. 1). Nella confezione in dotazione, oltre al dvd del software di gestione , troviamo il classico cavo usb per la connessione della periferica, manuali nelle lingue europee (manca l’italiano) e simpatici adesivi dei vari loghi.

    Il Controller

    Il Maschine è da considerarsi sia una drum machine che un controller midi, tutto in un’unica interfaccia molto intuitiva, a patto che venga collegata ad un computer. I comandi sono molto compatti, 16 pads dinamici retroilluminati sensibili alla velocity e all’aftertouch, con doppio display (Fig. 2) ad alta risoluzione e 11 encoders rotativi per la gestione delle varie funzioni.

    C’è una sezione master per il controllo immediato di volume, tempo e swing, otto gruppi per la gestione dei pads ed una sezione trasport per il controllo del progetto. Collegando l’interfaccia, il display semi-illuminato ci consiglia di eseguire il software in dotazione o, se volessimo utilizzare quest’ultima come controller midi (Fig.3), di eseguire la pressione dei tasti shift+control (Fig. 4). Sul retro del controller sono disponibili una porta usb 2.0 che alimenta e gestisce l’intera periferica, due porte midi IN/OUT e la predisposizione per il Kensington® Lock, ossia un piccolo foro presente in quasi tutti i computer portatili recenti – e da oggi anche su periferiche portatili – al quale possiamo collegare un lucchetto brevettato, ideato per assicurare il computer al tavolo in modo da proteggerlo da malintenzionati durante le nostre session live (Fig.5).

    Software di gestione

    Il software del Maschine gira su sistemi operativi Microsoft XP, Vista, Windows 7 e Mac OS X. L’istallazione del software non è durata molto, considerando che nella versione che ho provato hanno notevolmente incrementato la già ricca libreria in dotazione nella versione precedente (ben 6 GB di samples e loop di vario genere). Gli utilizzatori dei programmi Ableton mi daranno fortemente ragione perché ad un primo utilizzo la GUI del software in dotazione ricorda vagamente quella di Ableton live (Fig. 6). Per chi ha un livello minimo di pratica con questi software posso affermare che è tutto intuitivo e molto semplice. Il Machine, infatti, usa il concetto della programmazione a pattern, che dà la possibilità di creare song “scene” concatenandole e arrangiandole al volo. Il controller si interfaccia perfettamente con il programma Maschine, non ho toccato quasi mai il mouse, tutto è consultabile sui due ampi display ed è possibile sfogliare e navigare nella libreria dei campioni, modificare, tagliare e splittare l’onda dei samples, tutto in maniera precisa e non distruttiva, utilizzando gli encoders rotativi (del resto molto precisi). Ovviamente vi starete chiedendo se è possibile integrare tutto nelle varie DAW e sequencer di altre case… Certamente, dopo aver creato un progetto potrete esportare tutti file midi con un semplice drag & drop sulla DAW che vi compete e inoltre voglio ricordare che potete aprire il Maschine come plugin VST, AU, RTAS. Il Maschine, inoltre, consente di campionare usando la vostra interfaccia audio, con funzioni di re-sampling interno.

    Libreria di suoni

    Come già anticipato, la libreria messa a disposizione dalla Native è veramente vasta. Cliccando sul tasto “Lib” si accede ad oltre 6 GB di campioni e tutti i suoni sono stati divisi per categorie (Banca, Tipo e Sottotipo): quindi, se cerchi una cassa dell’808 o un rullante del 909 in pochi secondi riesci a cambiare suono restringendo la ricerca per sottocategorie. La stessa cosa vale anche per i loops, grooves o i singoli samples contenuti nella libreria, che spaziano dal genere Rock, Club e Downbeat all’Electro, Urban e Dance di ottima qualità, con ritmi e stesure che non sanno di già sentito. Se invece volessimo utilizzare i nostri preziosi samples custoditi gelosamente nel nostro hard disk, cliccando su “Disk” possiamo utilizzare rapidamente i wave o mp3 integrandoli nel progetto. E’ possibile inoltre, in questa versione del Maschine, importare i programmi già esistenti dalle macchine Akai MPC 500, 1000, 2000(XL), 2500, 3000 e 4000.

    Perché utilizzarlo

    Sicuramente il Maschine con il suo software farà la gioia di tutti i produttori, artisti e/o semplici amanti delle drum machine, per la sua totale integrazione con le DAW. Personalmente, dopo aver creato le scene e quindi i vari patter, ho esportato in preproduzione con un semplice drug & drop tutte le singole tracce direttamente nel mio Cubase 5 e devo dire che è davvero fantastico. La qualità del software è davvero professionale e suona bene: ho voluto anche effettuare un’ulteriore prova esportando i file con un sample rate di 48000 Khz e, credetemi, è tutto perfetto. Penso che i beatmaker del genere hip hop/electro dovrebbero pensare seriamente di provare a fare questa esperienza, è uno strumento completo come un vero MPC. Quando ho provato a tagliare un paio di samples al volo sono rimasto affascinato dalla semplicità con la quale, premendo un paio di comandi, sono riuscito a splittare sui pad l’intera waveform (Fig.7) senza stressarmi nel riassegnare le singole slice ai pads. Molte volte, sia per problemi tecnici, sia per la complessità delle macchine e dei software, si tende ad avere un calo della creatività. Con il Maschine è tutt’altro.

    Live set

    Il Maschine puo’ essere integrato sicuramente in un setup live, con il software in dotazione e  Traktor della Native Instruments, in coppia con il controller  KONTROL X1 creano un live set performante e senza precedenti, in oltre non dimentichiamoci che è un controller MIDI a tutti gli effetti quindi puo’ essere rimappato come si vuole per le proprie esigenze e con altri software che il mercato ci propone, tra cui Ableton Live ,anche se in verità quest’ultimo ha un launch pad dedicato.


    Cosa manca

    Ho contattato il collega Naro dei Silicon Dust , che ha provato il Maschine per produzioni differenti dalle mie e quindi di diverse esigenze: ha notato la mancanza di un arpeggiatore vero e proprio. In altre parole, la funzione Note Repeat non assolve il compito utilissimo di rendere dal vivo un arpeggio, quindi potrebbe essere inserita una funzione che permetta di arpeggiare anche l’accordo che si crea su una tastiera esterna. Ovviamente la funzione di arpeggiatore è utile quando puoi impostare l’accordo da arpeggiare come pattern ed ovviamente la cosa può essere vista come funzione fx sulla singola traccia sound o direttamente sul gruppo. Un’altra cosa che manca è una fluidità di passaggio da un progetto all’altro: potrebbero ridurre le code di suoni che masticano e pasticciano in fase di caricamento del progetto successivo, oppure le code di effetti o di note ultime suonate con dinamiche improvvisamente inaspettate. Quanto meno, si potrebbe pensare ad una funzione di Freeze o Bridge che permetta di fare un passaggio non “brusco”. … alla prossima Dj Fresella !

    Pro:

    Ha una struttura robusta e compatta.

    Semplice ed ottima disposizione dei controlli.

    Mouse-less/screen-less.

    Intuitiva, con un software ben concepito ed una libreria di 6GB in dotazione.

    Tanti filtri, effetti e modulatori per Pad.

    Possibilità di annullare le registrazioni una nota alla volta.

    Una drum machine, compatta leggera, da portarsi dietro per eventuali session live.

    Può essere utilizzata anche come controller midi.

    Tutto si illumina, anche l’occhio vuole la sua parte.

    Contro:

    Momentaneamente, in questa versione, il metronomo non si può indirizzare ad un’uscita specifica, non è possibile regolare il livello di quest’ultimo.

    Necessita di un PC o di un MAC per farla funzionare.

    INFORMAZIONI UTILI:

    Produttore: Native Instruments

    Modello: Maschine

    Website: www.native-instruments.com

    Distributore: www.midimusic.it

    Prezzo: Euro 580 + IVA