Rob Papen – SubBoomBass
SubBoomBass è il virtual instrument Rob Papen, in collaborazione con Concrete Fx, dedicato ai suoni di basso sintetizzato. Sub Boom Bass e RG (virtual instrument dedicato a suoni di chitarra) rappresentano l’ideale prosecuzione di un percorso di successo iniziato con Predator, il flessibile synth sottrattivo, ideale coltellino svizzero da cui tirare fuori suoni solidi ed usabili.
Sub Boom Bass è una diretta derivazione di Predator, cosa di cui non fanno mistero neanche gli stessi autori. Ma la caratteristica saliente ed il mercato di riferimento del synth in esame è quello del basso con caratteristiche “subsoniche” spiccate. Il termine “sub”, particolarmente in voga, indica infatti suoni con una forte enfasi della fascia iniziale delle basse frequenze (per capirci, al di sotto dei 90hz).
L’interfaccia
L’interfaccia del virtual instruments in questione ricorda da vicino il lavoro che Concrete Fx ha effettuato per Predator. Sostanzialmente, una metropolitana all’ora di punta risulta meno affollata, ma tuttavia è davvero efficace, con non poche trovate utili per una gestione semplice dei parametri principali. Molto comodo è anche l’utilizzo di “sportelli” per l’accesso o meno a funzioni particolari, quali l’arpeggiatore/sequencer o il bank/presets manager. Una chiara suddivisione concettuale per sezioni la rende particolarmente adatta a “tweaks” volanti.
In breve
La sintesi del SubBoomBass, come in Predator, proviene dal doppio oscillatore, molto simile come struttura a quello utilizzato in Predator, ma con una selezione di forme d’onda decisamente più votata alla creazione di bassi. Ogni oscillatore, inoltre, porta con sé numerose opzioni di modulazione, inclusa “fm” e “ring modulation”. Doppio Filtro, inviluppi e varie opzioni di modulazione, abbinate ad una buona sezione effetti (Mono Delay, Stereo Delay, Comb, Reverb, Chorus, Chorus/Delay, Flanger, Phaser, Wah/Delay, Distort, Low-Fi, Amp Sim, WaveShaper, Stereo Widener, Auto Pan, Gator, Bass Enhancer, FX Filter, Equalizer, Compressor, Ensemble Cabinet, MultiDistort, Auto Wah) e ad un comodo arpeggiatore completano il quadro.
Come suona
Il bank manager consente un’agevole selezione dei presets – di default sono più di mille, ma per gli insaziabili esistono già librerie aggiuntive come quelle realizzate da Bryan “Xenos” Lee (www.xenossoundworks.com).
Dal punto di vista del suono, il Sub Boom Bass può essere considerato un tipico prodotto Rob Papen: rigoroso, pulito e ben strutturato, con un suono molto “dutch”. Ampia, come è ovvio, la selezione di bassi, da tipici “sine” sub basses a prodotti più dubstep e modulati. Molto utile anche la selezione di subkicks, che faranno la gioia dei sound designers. Un piccolo neo da segnalare è che molti presets sembrano suonare in maniera alquanto simile: malignando, forse 300 sarebbero stati sufficienti.
Torniamo al “rigore RobPapeniano”. Una delle caratteristiche del synth in oggetto è che il suo suono non ha quella natura “iperprodotta” tipica, ad esempio, delle librerie Spectrasonics. La maggior parte dei bassi fa la miglior figura sulla tonalità tipica in LA, tanto cara alla dance, comunque in un range alquanto limitato della tastiera. La ragione sta nel fatto che i presets – ed in generale i suoni – non sono “arricchiti” o “dopati” di armoniche, così da renderli spendibili su tutta la tastiera. Qui la sintesi segue il suo corso naturale, anche nel subire le inevitabili variazioni nel punch legate al cambio di frequenza. Questo può, ad un primo ascolto, fornire la sensazione che Sub Boom Bass sia un synth “blando”. In realtà è semplicemente una caratteristica del prodotto, va usato nei giusti range per ogni presets, ma questa impostazione, d’altro canto, consente a chi è più esperto nel sound design di utilizzare e sovrapporre il suono in maniera più pulita e tecnica.
A chi consigliarlo?
Gli utilizzi di questo tipo di suoni sono davvero molteplici e quasi tutti (per non dire tutti) hanno, per l’appunto, motivazioni di “sound design”. Principali utilizzatori saranno dunque i dance producers, interessati a sfruttare il potenziale motorio dei bassi sub specialmente in lavori electro house e tech house. Pensiamo, per esempio, che a volte il sub bass viene utilizzato come sostegno – o anche come sostituto – del kick drum in questi generi musicali. La natura fortemente percussiva del suono, infatti, oltre alla difficoltà di percepirne il pitch, lo rende particolarmente simile al suono di kick drum sintetico. L’altro utilizzatore “di scuola” sarà il sound designer e musicista di colonne sonore: è estremamente diffusa, infatti, l’abitudine di rinforzare suoni di sound design, ma anche l’orchestra vera (!!), con bassi sub. Forse non tutti sanno che molte delle più famose colonne sonore orchestrali hanno avuto un “ritocchino” con bassi sub, qua e là. A chi altro consigliarlo? Sicuramente – ed in particolar modo – proprio a chi si occupa di dance e colonne sonore, in quanto è in grado di rafforzare il low end di qualsiasi pezzo, dance, rock o orchestrale che sia, senza tuttavia prendere prepotentemente il controllo dello spazio sonoro. Un vero “tool” tecnico da scoprire ogni giorno di più.
Pro:
- Ottimo coltellino svizzero sia per tirare suoni e frequenze diverse da quelle che siamo abituati a sentire.
Contro:
- Molti preset inutili
INFORMAZIONI UTILI:
Produttore: Rob Papen
Modello: SubBoomBass
Website: www.robpapen.com
Distributore italiano: www.midiware.com
Costo: Euro 82,50+ IVA
AER – Compact 60

AER COMPACT 60 – Amplificatore(!)
Non sono uno che si entusiasma facilmente per un amplificatore, e non avevo mai pensato di investire troppo nell’acquisto di un ampli compatto. Negli anni però, suonando strumenti che vanno dalla chitarra al piano elettrico alla voce al Theremin, la ricerca dell’amplificatore perfetto è sempre stata una vana chimera. Soprattutto il Theremin mi ha dato filo da torcere, il suono non era mai quello che cercavo, qualsiasi colorazione sonora mi disturbava. Ho provato ottimi ampli per la chitarra, ma poi magari ci attacchi un microfono e quel piccolo fruscio di fondo ti fa disperare. Gli ampli per la tastiera non vanno bene per altre cose, trovare una soluzione poco ingombrante e valida per chitarra e voce – magari con un effetto – è impossibile… insomma è stato un continuo desiderare altro. Un giorno ho casualmente provato un Aer Compact 60 (Fig.1), costruzione tedesca. Wow! Caro, anzi carissimo quando l’ho visto! Ma era (ed è) fantastico, non ho resistito, ho capito che forse avrei fatto meglio a cercare l’ampli giusto anni prima, quando nella rincorsa dello strumento migliore avevo tralasciato una parte molto importante del suono. Oltre 800,00 euro per un 60W compatto che pesa 8kg, non avrei mai pensato di poter spendere tanto per un ampli così piccolo, eppure ce l’ho qui, acceso e neanche me ne accorgo (nessun fruscio praticamente). Per me è l’ideale: eccezionale per la chitarra acustica (e anche la classica suona bene), buono per la voce – che fa la sua figura – con tanto di ingresso bilanciato, alimentazione phantom e qualche effetto di qualità. Ci suono di tutto, dal piano al Theremin all’ipod… per strumenti che richiedono pulizia è davvero ideale. Gli effetti integrati non sono molti, essenziali direi, ma sufficienti (4 in tutto). Si possono applicare ad entrambi i canali insieme o separatamente (con volume di return). Direi che è l’amplificatore acustico “neutrale” migliore che ho provato, non aggiunge né toglie niente al suono ma lo fa arrivare intatto all’orecchio dell’ascoltatore e credo che questo sia il maggior pregio. Comodissima l’uscita cuffia e l’uscita tuner (Fig.2). Con la D.I. posso usare l’ampli come monitor e arrivare in un impianto. Insomma un prodotto più che completo. Ad onor di cronaca esiste in commercio anche un modello compact Classic, con un’equalizzazione rivolta più agli strumenti classici e la possibilità di elevare i bassi senza innescare il feedback. Il Classic è fisicamente quasi identico al Compact ma presenta un numero maggiore di uscite sul retro (Fig.3) con la divisione dei 2 canali anche in out e la possibilità di settare i volumi di uscita delle singole uscite. Ho fatto un test anche di questo modello riscontrando la stessa eccezionalità di suono ma alla fine ha prevalso il rapporto qualità/prezzo e ho scelto il Compact 60. chorus with reverb, e flanger – filtro color e hi-low su entrambi i canali La costruzione del “case” è solida, ben rifinita e senza spigoli. Superiormente il “case” ha un incavo a maniglia che permette un semplice trasporto.

INFORMAZIONI UTILI:
Produttore: Aer Audio Electric Research
Distribuzione: www.backline.it
Prezzo: Circa 800 euro




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