String Essentials e Complete Classical Collection di Peter Siedlaczek – VSTi Orchestrali

Annunciate da diversi mesi, giungono finalmente sul mercato, in versione di VST Instrument,  la “Strings Essentials” e la Complete Classical Collection, ultime creature in ordine di tempo di Peter Siedlaczek, creatore di librerie storiche nel settore del campionamento orchestrale quali Advanced Orchestra, Smart Violins ed Orchestral Colours.

String Essentials:
La libreria (Fig.1) si propone anche in  risposta ai più recenti prodotti quali la Miroslav Philharmonik della IK Multimedia, la Garritan Personal Orchestra, ma soprattutto la East West Quantum Leap Symphonic Orchestra, in virtù della sua tripla ripresa microfonica disponibile (dry, normal e ambient) ed alle numerose invenzioni di programmazione. La ripresa microfonica multipla nelle librerie, che ha visto finora forse la sua massima espressione con la EWLQSO Platinum (anche se a rigor di logica la Project Sam la aveva già applicata ai suoi eccellenti fiati orchestrali), consente di ottenere un effetto di piazzamento nell’ambiente e spazialità senza utilizzare riverberi, ma semplicemente dosando e mixando il suono di “patches” riverberate con quelle dry. Maggiore è la presenza del suono “ambient” più lontana viene avvertita la sorgente sonora. La finalità è quella di ottenere un risultato il più realistico possibile, evitando gli inevitabili artefatti legati alla riverberazione artificiale (presenti anche nei riverberi ad impulso, ad avviso di chi scrive). L’arte di applicare il riverbero in maniera corretta ed efficace, infatti, è appannaggio di pochi eletti e richiede un alto numero di parametri da considerare.

Come si presenta:

Il prodotto si presenta in un involucro DVD standard, corredato di tre dischi e due manuali, tutti di un caratteristico colore rosso vivo (Fig. 2). La libreria gira sul player Native Instruments Kontakt e l’installazione è presente solo sul primo dei tre DVD disponibili, mentre per i successivi è necessario copiare manualmente i “files” nella cartella di destinazione (i “files” che contengono i suoni sono nel formato .nks, vecchia conoscenza del mercato dei Virtual Instruments). L’installazione non presenta difficoltà, anche se abbastanza lunga, grazie anche alla esperienza acquisita da Native Instruments nella creazione di “players” per librerie di campioni. Il player è protetto da copia con l’oramai tradizionale sistema di attivazione (se non attivato il prodotto funziona solo per 30 giorni), cogliamo l’occasione per constatare piacevolmente come la Native Instruments non abbia ancora fatto ricorso alla chiave hardware (dongle), croce di così tanti utenti di computer music. Il sistema minimo richiesto è PC Pentium 500 MHz, 1 Gb di Ram e 10 Gb di spazio su disco per la “library”. Quello raccomandato è un Pentium IV 2.8 Ghz o superiore, 2 Gb di Ram. Per il Mac è richiesto un G4 dual processor o G5, 1 Gb di Ram e Mac OS 10.2.6 o successivo. Lo streaming su Hard disk sembra efficace ed in grado di lavorare anche con dotazioni di memoria inferiori ai 2 giga. La versione che testiamo in questo articolo è quella per PC ed il test viene effettuato su un computer  Music Daw 2 con processore Pentium 4 a 3.4 Ghz, 2 Giga Ram,  2 H.D. da 7200 RPM e scheda audio Fireface 800 della RME.  Come casse monitor sono state utilizzate una coppia di Genelec modello 1032 e PMC TB2S-A.

Primo approccio ai suoni:

La prima sorpresa la riceviamo leggendo il numero di “patches” contenute nella libreria appena dopo l’installazione. Davvero poche a prima vista, soprattutto se comparate con i numerosi concorrenti, così generosi di liste e variazioni disponibili (Fig. 3) . La scelta si dimostra quindi quella di fornire poche “patches” ma più complete per un utilizzo il più possibile in “real time” mediante attivazione con “keyswitch”. Il vantaggio è di avere a portata di mano, ad esempio, la maggior parte delle articolazioni disponibili per i violini o le viole in un unico preset. Il contro è rappresentato dal peso considerevole in termini di megabytes (o meglio gigabytes) dei “presets” stessi. A correre in aiuto (fino ad un certo punto) del malcapitato possessore di un computer non particolarmente performante arriva la sezione “light”, disponibile però solo per la microfonazione “normal”. I suoni risultano complessivamente ben intonati, alcuni piccoli problemi della vecchia Advanced Orchestra versione Akai e Giga sono oramai superati ampiamente già dall’uscita della Extended Version.

Gli archi:

La libreria offre una completa dotazione di sezioni di violini, viole violoncelli e contrabbassi. Non sono presenti strumenti solo. Viene invece inserita una sezione di “full strings” per un utilizzo più pratico e veloce in contesti, ad esempio, non esclusivamente orchestrali. Gli archi sono presenti con i seguenti preset: Main Setup (sorta di patch omnicomprensiva dal peso considerevole), Staccato (con “falls” aggiuntivi nel caso dei violini, per un utilizzo “disco”), Special Patches (ripetizioni, glissandi, “variable lenght” o “lunghezza variabile”) e Runs (scale) in differenti tempi e tonalità. Il timbro, lo diciamo subito, è molto piacevole, ma particolarmente simile a quello di Advanced Orchestra, tanto da far pensare ad un remix delle singole riprese microfoniche delle registrazioni originali. Il tono ha un ottimo respiro e non pesa sulle frequenze medie. Il timbro si potrebbe idealmente collocare tra la levità del suono di Halion Strings II Edition e la espressività dei librerie quali la Sonic Implants di Boston e la Miroslav Philharmonik con la quale condivide l’origine “europea”. Particolarmente efficaci a nostro avviso i violoncelli, spesso difficili da rendere in un contesto di campionamenti. La versione “ambient” dei suoni non risulta particolarmente ricca di riverbero (al contrario, ad esempio della EWQLSO Platinum), probabilmente risultato dovuto al tipo di sala utilizzata per la ripresa. Con la Miroslav la libreria condivide il suono “europeo” e orientato al Classico, anche se forse non raggiunge le vette “romantiche” della creatura di Vitous, mentre con la Sonic Implants condivide un complessivo bilanciamento ed una posizione nel mix “sempre al suo posto”, in grado di lasciare spazio agli altri strumenti. In questo si contrappone ad una libreria “Hollywoodiana” e particolarmente americana come la East West Quantum Leap Symphonic Orchestra, i cui archi hanno la tendenza ad “allargarsi” maggiormente nel mix, con una vocazione all’abbinamento con suoni percussivi “pesanti”, compendio tipico del cinema d’azione odierno (vedasi tra tutti Graeme Revell o Marco Beltrami).

I presets e la programmazione:

Le soluzioni di programmazione sono dichiaratamente la caratteristica dominante di questo prodotto. Di sicuro è possibile scorgere nelle scelte effettuate l’influenza che una libreria “ultra programmata” come la Garritan Personal Orchestra ha avuto, soprattutto in termini di soluzioni “real time”. La caratteristica comune a quasi tutte le “patches” è la lodevole assegnazione dei principali parametri di inviluppo e di espressione a “controllers”. Quindi, ad esempio, in molti presets è possibile controllare l’attacco ed il release mediante i controllers 21 e 22. Il controllo del “release” è poco adottato in altre librerie, ma offre il vantaggio di regolare il rilascio del suono differentemente quando si suonano frasi con passaggi veloci e note tenute più lunghe. Sarebbe, ad esempio, stata una aggiunta preziosa ad una libreria come la Halion Strings Edition, che presenta alcuni problemi sui rilasci delle note. Per conoscere a fondo la programmazione dello Strings Essentials carichiamo una patch “main setup” per i violini. Il primo tasto, il C0, attiva l’articolazione dei “sustains” lunghi, con tre “layers” di dinamica. Timbro bilanciato, molto vicino a quello di Advanced Orchestra e della citata Halion SE. Il controller di espressione 20 (nota bene, nella maggior parte dei casi,  è il controller 11 ad essere chiamato “di espressione”) viene adottato come “switch” per attivare funzioni di “auto crescendo” o “crossfade”, a seconda della sua posizione. A nostro avviso è una soluzione utile, anche se un tantino macchinosa da utilizzare “live” in quanto richiede un triplo incrocio (tasto keyswitch+ctrl 20+ctrl 1).  Il tasto C#0 attiva invece la modalità “legato-portamento”. La qualità dell’effetto di legato e di portamento non è paragonabile con quella di una Vienna Symphonic Library, in quanto più risultato di un lavoro di programmazione sui suoni che di una vera a propria registrazione delle transizioni da nota a nota, caratteristica della libreria viennese. I tasti successivi attivano nell’ordine: tremolo, trilli, pizzicati, “short notes” di differente lunghezza, staccati, falls e scale (“runs”). Anche in questo caso i controllers consentono di condizionare l’esecuzione e di alternare tecniche in tempo reale.  Arrivati all’ultimo tasto “keyswitch”, qualcosa salta subito all’occhio: la libreria non possiede sordini. La scelta appare a dir poco strana, sia per il fatto che i sordini sono comunemente e largamente utilizzati in tutti i generi musicali che richiedono la presenza di una sezione d’archi, sia per la consapevolezza che Siedlaczek ha sicuramente registrato i sordini, avendoli inseriti sia nella edizione originale che nell’update ’97 della sua Advanced Orchestra, tra l’altro offrendo un timbro che, ad avviso di chi scrive, è uno dei più suonabili e bilanciati in assoluto nel panorama degli archi “mute” e secondo solo agli insuperabili sordini della bostoniana Sonic Implants Symphonic Strings (Fig. 4). Proseguendo nell’ascolto dei presets, interessante risulta la presenza delle cosiddette “repetitions”, termine mutuato anche in questo caso dalla Vsl per indicare “patches” che consentono di suonare ripetutamente una o più note a tempi veloci, senza che questo si traduca in un innaturale effetto “midi”. Va detto che, nonostante in generale gli staccati registrati da Siedlaczek siano di buona fattura, in questo caso la ripetizione non convince del tutto, non riuscendo a separare e distinguere i diversi colpi di archetto, che spesso forniscono un effetto “mitragliatrice” poco realistico. Non è escluso, comunque, che grazie all’utilizzo del player Kontakt, la Best Service sia in grado di rilasciare in tempi successivi “patches” dedicate alle ripetizioni di migliore fattura. Per quanto riguarda le rimanenti “patches” è importante citare il controllo del tempo sui “runs”, utile a sincronizzare il più possibile le scale con il tempo della composizione.

Conclusioni:

Il virtual instrument “Strings Essentials” si presenta in una veste leggermente più “pesante” in termini di memoria utilizzata rispetto ai colleghi Halion Strings Edition e Philharmonik Miroslav, ma ha dalla sua, di contro, la capacità del Kontakt player di sopportare carichi di HD streaming di un certo rilievo. In uno scenario dominato dalle orchestre “all in one”, la Best Service si presenta con una offerta che potrebbe sembrare azzardata, perchè limitata alla sola sezione archi, anche se con molte soluzioni di programmazione. La qualità complessiva dei suoni è di buon livello, anche se in certi frangenti appare un po’ “già sentita”. Ad ulteriore merito della Strings Essentials va rilevato come gli archi presenti si adattino particolarmente bene all’utilizzo in contesti non esclusivamente classici od “Hollywoodiani”, ma svolgano un lavoro ottimo su brani pop, elettronica e finanche rock, grazie alla citata capacità di non invadere eccessivamente il “field” stereo e di collocarsi in maniera misurata nella maggior parte dei mix in cui viene utilizzata.  Così come nel caso delle “Smart Violins” dello stesso Siedlaczek, va anche notata la positiva presenza effetti tipicamente “disco”, così rari nel mercato dei virtual instruments. Alcuni suoni possono essere migliorati, soprattutto in termini di programmazione, ed è probabile che la Best Service rilasci a breve qualche “update” da scaricare. Un discreto mistero invece, l’assenza dei sordini, decisione difficilmente giustificabile in una libreria di 15 gigabytes, perlopiù dedicata interamente agli archi. La citata scelta del Kontakt player, se da un canto sottrae l’utente a tutte le caratteristiche “handy” del lettore Kompakt (effetti e filtri tra tutti), è tuttavia condivisibile soprattutto in considerazione delle maggiori capacità di programmazione che Kontakt offre rispetto al fratello minore. Inoltre, filtri ed effetti potrebbero essere considerati non così rilevanti da influire in maniera importante sulla scelta. Dopotutto è agevole applicare in fase di missaggio riverberi ed equalizzazione direttamente sulle tracce audio generate con il “bounce”, tanto più se si tratta di impulsi di buona qualità.

Complete Classical Collection:

Anche in questo caso il prodotto si presenta in un involucro DVD standard, corredato da 2 dischi e due manuali, tutti di un caratteristico colore violaceo. La libreria gira sul player Native Instruments Kontakt e l’installazione è presente solo sul primo dei due DVD disponibili, mentre per il successivo, anche in questo caso,  è necessario copiare manualmente i “files” nella cartella di destinazione. Per il resto, il sistema richiesto e simile a quello di String Essentials.

Approccio ai suoni:
La Strings Essentials viene fornita anche in “bundle” con la Complete Orchestral Collection (Fig. 5). Quest’ultima rappresenta una completa raccolta storica delle produzioni di Peter Siedlaczek. Riprogrammata ed inserita in un player Kontakt, la Complete Collection contiene alcuni dei grandi “bestsellers” della storia dello sviluppatore polacco: Advanced Orchestra (la famosissima orchestra, corredata anche del successivo Update ’97 che introdusse nuovi suoni), autentico “coltellino svizzero” del compositore per orchestra virtuale (possiede archi, legni di pregevole fattura, ottoni e percussioni), Smart Violins (libreria di “performances” di violini quali Scale, “falls” per la disco ed effetti, il tutto in differenti tempi). Advanced Choirs (libreria di cori, forse un po’ datata, ma ancora con molte caratteristiche di rilievo, dotata di più di cento voci di cori maschili, femminili, morph, cluster  nonché effetti singoli tenori, contralti e soprani). Total piano (pianoforti acustici fra cui un buon Boesendorfer, mentre gli altri piani sono  forse leggermente datati per lo standard attuale, ma utili per computer con dotazioni di memoria limitate) e la storica Orchestral Colours, libreria di “performances “orchestrali eseguite integralmente quali “intro”, “endings”, “hits”, atmosfere orchestrali ed effetti, da suonare semplicemente premendo un tasto. Infine ci viene regalato un X Bonus Tracx, (Fig. 6) dove ci vengono regalate altre quattro famiglie di suoni con le varie sottofamiglie: Instruments (Church Organ, Harpsicord, Gong, Mixed percussion etc), Nature FX (Country, Rain Forest, Word, …), Orchestral Moods (Drama Phrase, Ghost Phrase,…), Synth Ambiente ( Athmospheric, Introsphera, Mmmhpad, …). Fra tutti questi Bonus, quello che forse mi ha colpito di più è stato Word della famiglia Nature FX. Non è niente di originalissimo, ma ci sono delle voci accoppiate a dei “grooves” tipo “Hearth of Africa”, che ancora oggi sono attualissime e facilmente collocabili in vari generi musicali.


Conclusioni:

Per la quantità di materiale fornito ed il fatto che buona parte di esso è davvero ancora attuale, la Complete Collection rappresenta probabilmente un autentico “bargain”, in particolare considerando il prezzo a cui è offerta ed il fatto che il complesso dei suoni proposti è riprogrammato in parte ed integrato in un player intuitivo e stabile come il Kontakt. Prodotti come Advanced Orchestra full e Smart Violins, solo per citarne un paio, non mancano mai di risultare utili, ed hanno sonorità di tutto rispetto. Inoltre, importati nella versione “full” di Kontakt, molti suoni riveleranno nuove ed inaspettate qualità grazie anche ai nuovi “scripts” offerti per Kontakt 2, in grado di generare effetti di legato, portamento e ripetizione, solo per citarne alcuni.

NOTIZIE UTILI:

String Essentials:

Produttore: Best Service

Modello: String Essentials

Website: www.bestservice.de

Distributore: www.midiware.com

Prezzo: Euro  300 + Iva

Produttore: Best Service

Complete Classical Collection:

Modello: Complete Classical Collection

Website: www.bestservice.de

Distributore: www.midiware.com

Prezzo: Euro 215,00 + IVA

Advanced Orchestra Extended – Libreria suoni orchestrali

In un proliferare sempre più veloce di nuove librerie orchestrali, registrate con tecniche sempre più accurate al limite della perfezione, che senso ha ripescare una libreria “datata” come quella di Peter Siedlaczek che risale al lontano 1993, con una aggiunta nel 1997 e riprogrammata, riadattata ed ottimizzate nel 2005 per un utilizzo con Halion ed EXS24? Può essere competitiva una libreria orchestrale di questa “esperienza” alla luce delle più recenti release quali le East West Quantum Leap, Vsl e similari?

 

Advanced Orchestra Extended:

Il prodotto si presenta in un contenitore DVD di colore verde (Fig.1 – il DVD di Advanced Orchestra Extended) con accluso un booklet di introduzione allo strumento con relative illustrazione delle nuove funzioni di programmazione ed organizzazione introdotte (Fig.2 – l’elegante Booklet di colore verde). La libreria richiede, per essere eseguita, una versione del software Steinberg Halion (versione 2.0.3 PB2 o superiore) oppure Emagic EXS24 (II o superiore) con una preferenza per gli ambienti di “host” con la funzione “freeze”, come Cubase, Logic e Cakewalk. Non sono presenti requisiti di sistema operativo se non quelli legati al player che si utilizza. Come hardware ottimale viene segnalato: 1 GB di RAM o superiore. Il minimo indicato per utilizzare senza grandi problemi la libreria è 500 Mbytes di RAM. Va detto che una delle note positive della Advanced Orchestra sta proprio nella capacità di concentrare un altissimo numero di “performances” con un consumo complessivo di risorse decisamente basso, in particolare se utilizzato con molti “cugini” attuali, affamati di risorse. La libreria, trasferita su Hard disk occupa uno spazio di 6Gbytes, suddivisi tra “patches” Halion ed Exs24. L’accluso libretto introduce l’utilizzatore alle novità introdotte in questa versione nonché illustra le nomenclature tecniche utilizzate per i suoni. La quantità di samples è davvero impressionante! Ad un primo ascolto, si potrebbe dire che, dopo il set Vsl Pro Editon, la Advanced Orchestra rimane la più dotata per ricchezza di contenuto. Il software è stato provato su di un PC e come player è stato utilizzato in un primo momento Vsampler (www.vsampler.com), al fine di testare la libreria anche con un campionatore diverso da quelli segnalati, mentre in seguito abbiamo utilizzato i previsti Halion 3.0 e EXS 24. Vsampler è sembrato in grado di tradurre le complesse articolazioni della Advanced Orchestra extended, anche se alcune rifiniture si sono rese necessarie per un utilizzo completo. Il test viene effettuato su una macchina Intel Pentium IV 3.0 Ghz, 1 Giga Ram,  2 H.D. da 7200 RPM con 8 mega di cache e scheda audio Fireface 800 della RME. Ho preferito utilizzare lo stesso computer e scheda audio impiegato sia nel test della library Miroslav Philharmonik che di Halion Strings 2, in modo da avere anche un paragone sia sonoro, che in termini di prestazioni del sistema. Come casse monitor ho affiancato alle ottime Genelec 1032 una coppia di PMC modello TB2S-A. La Advanced Orchestra si potrebbe definire una orchestra “semi-dry”: i suoni, infatti, non sono registrati catturando l’ambiente di una hall da concerto, ma posiziando i microfoni ad una distanza di circa 10cm.  Questo è uno dei punti di forza della libreria, in quanto consente all’utilizzatore di mescolare più agilmente i suoni con altre librerie, anche tipicamente “ambiented” come la EWQLSO Gold. Questa operazione, infatti, risulta estremamente difficile con orchestre registrate completamente “dry” quali la VSL, ovvero con librerie che hanno un ambiente totalmente differente, come ad esempio la libreria americana di legni “Westgate Woodwinds” (http://www.westgatestudios.com).

La programmazione: nuove patch
Per ogni sezione e strumento sono presenti sostanzialmente quattro tipi di patch tutte in keyswitching (cambio di articolazione alla pressione di un tasto della keyboard): le più recenti sono le “key Velo” e le “key crossfade”. Nelle “Velo” i suoni sono stati riprogrammati in modo da offrire una variazione nel timbro e nel volume legata ad una maggiore o minore pressione sul tasto della master keyboard. L’innovazione della extended rispetto alle precedenti versioni sta nella presenza di strumenti “multilayer” (più livelli di timbro), assenti in precedenza a causa delle ridotte dotazioni di memoria e di CPU dell’epoca. Sono stati inoltre aggiunti i nuovi timbri della upgrade ’97.  Le patches “crossfade”, di contro, affidano alla “modulation wheel” il compito di “mixare” i diversi livelli di timbrica, ad esempio per la creazione di “crescendo” o “diminuendo” realistici. Sono anche presenti patches cosiddette “N”, che hanno i keyswitches sulla sinistra al fine di suonare lo strumento nel suo registro effettivo.

Strings:
Per gli archi abbiamo a disposizione tre differenti tipologie: ensemble, “chamber” e solo. Molto semplici da usare tutti i timbri di ensemble. I violini sono resi maggiormente dinamici dall’integrazione con l’update ’97, che ha aggiunto ulteriori due livelli ai sustain, nonché nuovi staccati, tremolo e sordino. Questi ultimi, ad avviso di chi scrive, si qualificano tra i più interessanti ed utilizzabili sul mercato, perfettamente collocabili in mix di brani comedy/romantic grazie ad un timbro delicato ma di carattere. Buone anche le altre articolazioni. Cogliamo l’occasione per segnalare quello che è il vero punto di forza della Advanced Orchestra e che la rende, anche a più di dieci anni dalla sua prima registrazione, uno dei prodotti più utili sull’intero mercato dei campioni orchestrali: le “frasi”. Peter Siedlaczek ebbe, infatti, l’ottima idea di registrare performance dell’orchestra diverse dalle singole note. Ecco quindi che caricando le patches “performance” (Fig.3 – Caricamento patches di strings con Halion) si è in grado di inserire nelle proprie composizioni mordenti, acciaccature, scale, glissandi e crescendi. Risulta davvero singolare come alcune articolazioni presenti nella Advanced Orchestra non siano state registrate anche da altri sviluppatori in seguito. La scarsa tendenza delle “software house” di settore a creare alleanze e collaborazioni, infatti, ha portato alla proliferazione di librerie concorrenti composte dagli stessi suoni (articolazioni base), ma con diverse origini e produzioni, impedendo la formazione di budget adeguati alla registrazione di performances alternative. Peter Siedlaczek è riuscito, di contro, a registrare un ampissimo “samples pool”, dal quale sono stati poi tratti titoli dedicati a frasi esecutive quali “Smart violins” o “Orchestral Colours”. Come suoni favoriti dell’intera sezione segnaliamo i sordini in genere ed alcuni dei nuovi staccati.

I legni:

 

Davvero ampia la scelta di suoni per la sezione legni. Sono presenti sia strumenti solisti che “ensembles”, ed anche qui non mancano le numerose articolazioni e frasi, elemento distintivo della libreria. Complessivamente il suono può apparire “grezzo”, ma rappresenta uno degli esempi più lampanti di riuscita semplicità nella realizzazione di patches orchestrali. Buoni i flauti, ottime le frasi ed i glissandi, unico neo il “flauto piccolo sustain” (Fig.4 – Flauto piccolo) non presente nella versione originale, che mostra un carattere artificiale. Molto convincenti anche oboe e corno inglese, specialmente nel registro forte. Il “clarinetto solo” presenta una certa nasalità nel timbro, ma nel mix offre una buona riuscita. Molto belli i glissandi e le articolazioni aggiuntive. Buone anche le performances di fagotto, controfagotto e clarinetto basso. L’update ’97 ha aggiunto anche nuove registrazione nei flauti e nei clarinetti. La nuova programmazione consente di utilizzare il crossfade per simulare crescendi ed altri effetti. Il nostro premio per il miglior suono di sezione lo assegniamo ai flauti, in particolare nella parte dedicata alle frasi e scale, molto efficaci.

Gli ottoni:

 

La dotazione di ottoni è ricca come nelle altre sezioni. La qualità (o sarebbe meglio definire la “modernità”) dei suoni varia da strumento a strumento ed è l’unico caso in cui l’età della libreria si fa sentire con evidenza. Difatti, la registrazione degli ottoni ha subito radicali cambiamenti nel corso del tempo, grazie alle nuove tecnologie di registrazione ed all’esperienza che gli sviluppatori di campionamenti orchestrali hanno acquisito nel corso del tempo. I corni, ad esempio, risentono di tali criteri e forniscono una performance molto scura e inevitabilmente artificiale, sia per il solo che per la sezione. Tuttavia le frasi, i “rips” e le altre “performances” sono di grande aiuto quando si necessita di aggiungere elementi più naturali e “suonati” alle proprie composizioni. Più che sufficiente la resa dei tromboni, inclusi i “flutter”; molto buona la qualità delle trombe, punto di forza dell’intera sezione ottoni. Queste ultime, infatti,  suonano  sorprendentemente cristalline e si integrano molto bene anche in mix moderni, fianco a fianco con prodotti di ultima generazione. Davvero utili anche in questo caso le frasi e gli effetti (mordenti, shakes, ripetizioni). Presenti anche glissandi con differenti durate, dal suono molto interessante. Buona la tuba anche se un po’ scura come il resto dei brass. Come accennato in precedenza, la sezione degli ottoni è quella che ci ha convinti di meno e sono le trombe ad occupare un posto di favore nella sezione fiati.

Le percussioni, arpa ed effetti:

 

Questa sezione è, assieme agli archi, quella che più ha tratto maggior beneficio dall’incorporazione della libreria originale e l’update ’97, che, tra l’altro, introdusse moltissime nuove percussioni e toni di arpa (nella versione originale erano contenuti solo glissandi ed accordi). Proviamo ad elencare alcuni degli strumenti percussivi (intonati e non) presenti: Crotali, Piatti18″ & 24″, Marimba, Glockenspiel, Thai Gongs, Timpani, Campane tubolari, Vibrafono, Xilofono, Gong, Gran Cassa, Rullanti, Triangoli, kit orchestrale completo… e l’elenco sarebbe molto lungo ancora. Restiamo sorpresi dalla strana assenza della Celeste, introdotta dall’update ’97 ed a quanto pare abbandonata in seguito, per non ben chiari motivi. La qualità complessiva è buona e nel loro complesso le percussioni ricordano da vicino l’altra teutonica per eccellenza, la Vienna Symphonic Library, con la quale la Advanced Orchestra mostra non pochi (e spesso sorprendenti) “apparentamenti”, soprattutto nel tipo di performance catturate.

Conclusioni:

Advanced Orchestra è una library molto adatta a quei compositori/orchestratori in grado di manipolare con efficacia riverberi ed equalizzatori ed inoltre hanno discrete capacità di piazzamento (panning) degli strumenti. Credo proprio che rimarranno sorpresi da quello che una libreria come Advanced Orchestra può esprimere, se opportunamente utilizzata. La filosofia si contrappone a quella di librerie come EWQLSO, nate per essere semplici da utilizzare, che includono l’ambiente di registrazione mediante i “release trails” e non necessitano di posizionamento nello spettro stereo, in quanto gli strumenti sono posizionati in partenza. Tuttavia, posizionare la Advanced Orchestra nello spazio è operazione non così complessa. Il bilanciamento e la semplicità dei timbri consentono, infatti, alla libreria della Best Service di non occupare più di tanto spazio nel campo stereo, evitando sovraccarichi di frequenze. Una menzione speciale va agli effetti orchestrali, vera piccola gemma nel complesso di una libreria più che soddisfacente. Sono state registrate, infatti, performances effettistiche di archi, fiati, legni, arpa e percussioni.

Come accennato in precedenza, la prima nota positiva da segnalare della Advanced Orchestra risiede nella capacità di concentrare un altissimo numero di performances con un consumo complessivo di risorse decisamente basso, caratteristica oggi assai rara e, ad avviso di chi scrive, “preziosa”. Persino librerie dal peso complessivo inferiore ai 2 Gb come la Garritan Personal Orchestra (Fig.5 – Garritan Personal Orchestra) finiscono per richiedere numerose risorse di sistema, anche in termini di consumo Cpu. Le sonorità offerte in termini di timbrica sono assimilabili agli altri prodotti “europei”, quali Miroslav Philharmonik e Vienna Symphonic Library. Rispetto alla libreria di Vitous, la Advanced Orchestra possiede meno espressione e passionalità, anche se predomina nettamente in termini di numero di articolazioni proposte. Il rapporto con la VSL risulta interessante, in quanto la Advanced Orchestra appare a tutti gli effetti come una sorta di  “progenitore” della VSL, vale a dire ritroviamo quel concetto di completezza nelle articolazioni che il team di Herb Tuchmandi ha poi egregiamente elevato a potenza e sviluppato nelll’oramai  impressionante bagaglio di campioni e performances che costituiscono  il Symphonic Cube. (Fig.6 – il performance tool sviluppato dal team VSL). Rispetto alle più recenti realizzazioni risulta un po’ penalizzante il non utilizzare un player abbinato alla libreria come nel caso della East West Quantum Leap. Infatti, gli utenti di sampler player diversi da Halion di Steinberg o dell’EXS 24 di Logic, potrebbero incorrere in errori di “traduzione” dell’assegnazione dei controlli e variazioni timbriche notevoli. D’altro canto, le numerose funzioni di Halion consentono di utilizzare VST esterni e numerosi parametri di personalizzazione, normalmente non disponibili sui player della Native Instruments (Fig.7 – il sampler di Steinberg – Halion), in particolare l’uso di effettistica esterna permette un trattamento ed una riverberazione/equalizzazione personalizzate per sezione o timbro. A questo punto la nostra risposta alla domanda iniziale: c’è ancora posto nell’attuale mercato per questa libreria ed il suo “bagaglio di esperienza?” è, a nostro avviso, assolutamente sì. Siamo rimasti, infatti, piacevolmente sorpresi nel constatare quanto “moderno” può risultare questo prodotto, grazie soprattutto a criteri lineari di produzione e registrazione e ad un ridotto utilizzo di “filter processing” e “noise reduction”. Advanced Orchestra, inoltre, è ottima come “libreria complementare”, da abbinare, ad esempio, alla EWQLSO Gold o alla Miroslav Philharmonik. In base alle prove effettuate la libreria di Peter Siedlaczek è risultata perfettamente compatibile con entrambe, seppur molto diverse. Un esempio? Le doti camaleontiche consentono di aggiungere alla dotazione non completissima di legni della Gold, un importante arsenale per qualsiasi arrangiatore orchestrale degno di tal nome, aggiungendo “runs” e performance addizionali.