Allen & Heath Xone 4D: quando la grandezza fa la differenza.

Dj “digitali” o “old school”, non importa: il dubbio, almeno una volta nella vita, è venuto a tutti. E’ possibile… cavalcare la serata con un unico prodotto ibrido?
Quali sono vantaggi e svantaggi? L’impresa (economica) vale la resa? Proveremo a rispondere a questa – ed altre – domande testando un Allen & Heath XONE 4D, prodotto certamente di spicco nella categoria, praticamente monopolista, in grado di far sbarcare set notevoli, ottimi mixaggi, effettistica in real-time e il monitoring simultaneo di due software, anche di diverso genere come TRAKTOR della Native Instruments e LIVE di Ableton. All inclusive, chiavi in mano.

Nel dettaglio, parliamo di un prodotto concepito dalla ditta inglese nel 2007 e rivisto poi nel 2009, un vero e proprio ibrido, in grado di contenere un controller midi ed una scheda audio, il tutto coordinato dall’assoluta qualità dei mixer Allen & Heat.

Prima impressione

Una volta aperto lo scatolo ci si accorge che la casa madre è stata molto premurosa: il controller è accompagnato dal cavo di alimentazione, dal cavo di connessione al PC/MAC USB (che molti altri prodotti simili non includono), dalle istruzioni rigorosamente in inglese, dal CD con driver, software, configurazioni ed altro (consiglio anche di dare un’occhiata al sito per gli aggiornamenti), supporti e viti per montaggio a rack e una bella bustina di ricambi sempre utili.

L’ Xone 4D (Fig.1) è un mixer a 4 canali ad eq. parametrica e, compresa l’ottima sezione filtri LFO, sarebbe in tutto e per tutto lo XONE 92 – se non fosse solo per il microfono ad innesto frontale, i fader non Penny Giles ed alcune modifiche logistiche. Le connessioni sono così tante che permettono di configurare la consolle davvero su misura, anche in base alle esigenze più particolari, mentre gli operatori più virtuosi possono provare nuovi ambienti di configurazione e di sperimentazione (Fig. 2).
La sezione di controllo invece è caratterizzata, sul mixer, da un selettore BPM/MIDI/WCLOCK a seconda delle esigenze, e monitorabile in un piccola matrice alfanumerica a led rossi ben visibile anche nella più completa oscurità. Sui due lati invece, troviamo molti controlli di diverso genere e senza funzioni apparentemente prestabilite, il che indica la possibilità di personalizzazione più completa.

La sezione audio e le sue connessioni

La scheda audio in dotazione possiede 20 in e out digitali ed analogici con campionamento fino 24 bit/ 96kHz di risoluzione audio. L’ Xone 4D può essere configurato con tutti i software di editing (Wavelab) e producer (Pro Tools, Cubase, etc.) oltre che Traktor e Ableton, visto che supporta i driver Core Audio, VST e ASIO. Il pannello posteriore prevede i classici ingressi phone/line su quattro canali, master bilanciato, monitor, rec out ed una completa sezione FX, ma aggiunge anche 6 canali di uscita diretta oltre che I/O ottico, SPDIF, midi, USB e, dulcis in fundo, controllo foot switch e DB-15 stile joystick (Fig.3).

Sezione controller midi

L’XONE 4D è caratterizzato, come anticipato, da due controller posti sui due lati, composti ognuno da 5 encoder rotativi, 4 fader da 60mm, 2 jog rotativi, 8 pulsanti illuminati, 16 potenziometri e 32 switch (Fig. 4). Inutile sottolineare lo shift per il doppio stato oltre alle altre 16 variabili di channel, essendo esso anche uno strumento MIDI molto completo. Il tutto è configurabile da un complesso (per i neofiti) ma molto specifico Controller Editor fornito nel CD di installazione.


Una volta acceso…

Che si tratti di PC o MAC, l’installazione risulta molto semplice e ben guidata; lo strumento appena accesso apparirà già molto affidabile per la sua funzionalità.
Quello che rende adatto a tutti questo strumento è la sua versatilità: usato come mixer, o come controller, o in tutta la sua potenzialità, è sempre stabile. La cosa più strabiliante infine è che senza l’aggiunta di altri strumenti, ha un’ottima funzione di emulazione fino a 4 deck su Traktor, aiutata dalla certificazione che la Native Instruments ha rilasciato per questa apparecchiatura. Che sia a vinile o che sia a cd, si ha un controllo impeccabile nell’ordine dei 5 ms di latenza (ecco perché la NI ha scelto di promuoverlo come prodotto certificato). Consiglio di provare i settaggi e le configurazioni che la casa madre mette a disposizione, magari per trarre spunto per le personalizzazioni.

Tiriamo le somme

Dopo questa panoramica generale, andiamo a capire vantaggi e svantaggi del prodotto: come “pro” ha sicuramente dalla sua parte l’alta affidabilità, le funzionalità pressoché infinite e il fattore “all-in-one”; come “contro” possiamo osservare le sue dimensione non proprio da trasporto, il controller non perfettamente costruito per Traktor (visto che dovrebbe essere l’utilizzo di riferimento dell’XONE 4D) anche se del tutto configurabile, ed il prezzo un po’ elevato.

Nel dettaglio:

Pro:

  • Ottima qualità della scheda audio
    Installazione molto semplice ed intuitiva anche per i neofiti
    Ottima integrazione audio/MIDI
    Versatilità di utilizzo oltre che configurazioni pressoché infinite
    Dinamica e sensibilità elevatissima

 

Contro:

  • Dimensioni non proprio ridotte
    Necessità di una buona conoscenza del midi per le funzioni di editing e shifting
    Spazi gestiti non perfettamente
    Costo elevato
    Sollecitazione propria troppo elevata per CPU e RAM

Xone 4D versus …?

Questo prodotto – sia come rapporto qualità/prezzo che come funzionalità – non ha concorrenti, in quanto non esistono prodotti simili se non combinando vari strumenti tra loro (ad esempio in casa Allen & Heath Xone 92 + 2 x Xone 1D oppure mixer a scelta + Traktor Audio 10 Dj + 2 Traktor Kontrol X1 di casa Native Instruments…) ma sinceramente mi sarei aspettato un miglior settaggio di default: sia per quanto riguarda l’utilizzo di Ableton che di Traktor non credo che la configurazione della casa madre rispecchi in tutto e per tutto le funzioni più utilizzate da gran parte dei dj. Ma fortunatamente, come dicevo, la sezione MIDI è completamente configurabile e l’alta qualità di tutti i regolatori supporterà qualsiasi funzione e qualsiasi sollecitazione.
Infine si può dire che è sicuramente la scelta da fare per locali che ospitano diversi tipi di dj e con diverse configurazioni o per chi ha una consolle stabile preferibilmente in un studio; non credo sia da prendere in considerazione dal dj che ha la necessità di viaggiare, soprattutto in aereo, visto le sue dimensione e quello che la concorrenza offre.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Allen & Heath
Modello: Xone 4D
Website: www.allen-heath.com
Distributore italiano: www.grisbymusic.it
Costo: Circa € 1.150,00

Utility Salvastress per WinXP

Piccoli, performanti, gratuiti e sovente dei veri e propri “salvastress” che possono permetterci di risolvere in maniera semplice e veloce delle rognose problematiche senza dover ricorrere ad inutili complicanze e software pachidermici. La rete pullula di risorse gratuite o quasi a cui possiamo far riferimento, ma solo poche di esse diverranno parte integrante della nostra worskstation audio. Seguiteci in questa nuova serie di articoli, un affascinante viaggio alla scoperta di piccoli programmini, che, a prima vista, possono sembrare delle bazzecole per il gravoso compito che si vuole loro attribuire ma, che per la loro semplicità d’uso e potenza, non hanno nulla da invidiare a prodotti di fascia professionale.

Iniziamo la nostra cernita delle utilities che, in un modo o nell’altro, sono rientrate nella collezione di utensili all’interno di una sorta di “coltellino svizzero”, in modo da facilitare il nostro lavoro ed evitare ulteriori calvizie dovute a reazioni nervose autolesioniste. Direi che non c’è migliore partenza che nel presentarvi due stupendi freeware: MidiOX e MidiYoke. Entrambi disponibili su www.midiox.com si trattano, rispettivamente, di un sofisticato programma per il monitoraggio e manipolazione dei segnali MIDI (MidiOX) e di un driver per interfacce midi virtuali (Midi Yoke).

MidiOX (Fig. 1) si rivela molto utile per monitorare tutto il traffico attraverso le due estremità di una connessione MIDI. Una volta selezionate le porte di ingresso ed uscita è possibile attivare il monitor che ci mostra tutto ciò che accade: tipo di messaggio, canale, valori. Personalmente ho trovato questo programma indispensabile quando si presentavano problemi di “feedback” tra varie periferiche oppure per cercare di tarare alcuni controlli. La flessibilità di routing che avrete a disposizione, inoltre, vi consentirà di poter dirottare i messaggi MIDI tra le differenti periferiche collegate al vostro PC con un paio di click. Un patchbay MIDI “semplice” e gratuito. Superba anche la sezione dedicata alla manipolazione dei messaggi di sistema esclusivo (SysEx). Con MidiOX, quindi, potrete anche fare un backup dei suoni dai vostri sintetizzatori che supportano questo protocollo e visualizzare, inoltre, il tipo di messaggi che utilizza per determinate funzioni. Se siete degli sviluppatori, questo programma diventerà indispensabile per intercettare i messaggi SysEx utili per lo sviluppo di un Editor/Librarian per un sintetizzatore.

Midi Yoke (Fig. 2), invece, crea fino a 16 porte midi virtuali tramite un driver facilmente installabile. Detto così sembra un software banale ma, fidatevi, è un’altra utility che diverrà indispensabile e metterà radici nel vostro sistema. Mettiamo che vogliate utilizzare un programma standalone che non sia disponibile in formato plugin e che non abbia alcun tipo di interconnessione con il vostro sequencer preferito. Ecco che Midi Yoke si rivela fondamentale. Aprite il programma incriminato e selezionate come Midi In una delle porte virtuali. Aprite il vostro sequencer ed assegnate, alla traccia che volete usare per pilotare il software, il Midi Out virtuale con lo stesso numero di quella utilizzata per il programma controllato. Sembra criptico ma una volta capito il funzionamento e le sue potenzialità (Riquadro 1) Midi Yoke diverrà parte integrante del vostro sistema, tant’è che vi parrà strano non trovarlo su di una macchina appena acquistata.

Esperienza personale:

Un utente di mia conoscenza ha avuto una problematica con Finale 2007 e Synthogy Ivory. La persona in questione, vecchio utente di Finale, ha fatto l’upgrade alla nuova versione dal 2006 al 2007 e leggendo le specifiche pubblicitarie di questo software* ha deciso di acquistare Ivory. Sfortunatamente Finale 2007, momentaneamente, non è in grado di leggere tutti i VSTi e di conseguenza i 2 prodotti risultavano incompatibili fra loro. L’utente ha provato a contattare direttamente le due case madri avendo, purtroppo, come risposta che al momento non era possibile far dialogare i due software. Con Midi Yoke, invece, è stato possibile far funzionare entrambe le applicazioni in modalità standalone collegate tramite due porte fittizie ed, in questo modo, l’utente è riuscito a portare avanti il suo lavoro di trascrizione potendo usufruire di un eccellente suono di pianoforte nell’attesa della risoluzione al momentaneo problema di compatibilità tra i due softwares sopraccitati. * Finale per il momento è l’unico programma di notazione musicale che abbraccia la moderna filosofia dei plug-ins, ossia quelle utility sviluppate anche da terzi che possono essere inserite all’interno del programma per aggiungere nuove funzioni o facilitare l’utilizzo di quelle esistenti.

AnalogX:

Passiamo ora ad AnalogX (www.analogx.com), dove possiamo trovare molti succosi freeware per svariate applicazioni. AutoTune (Fig. 3) è un comodo programma che vi permetterà di “accordare” i vostri campioni. Vi sarà mai capitato di voler utilizzare un determinato loop o un fraseggio, che non fosse a tono col vostro pezzo? AutoTune analizzerà i file che gli sottoponete per poi modificarne la tonalità in base alla nota da voi desiderata. La gran comodità è che potete procesare intere cartelle piene di WAV e lasciare che il programma faccia tutto da se, con un comodo automatismo. Sempre dallo stesso sito è disponibile Midi Mouse Mod (Fig. 4), che vi darà la possibilità di controllare fino a quattro parametri MIDI in tempo reale tramite il vostro mouse. Se avete presente il joystick del Korg Wavestation, allora vi sarà più chiaro il tipo di aiuto che questo programma potrà darvi. In questo modo eviterete di caricare software più gravosi e complessi solo per usufruire di un controllo simile. Virtual Piano (Fig. 5), invece, vi permetterà di utilizzare i tasti del vostro computer come tastiera midi in modo da inviare note. Ovviamente non potrete suonare delle parti virtuose ma, in congiunzione con Midi Yoke ed in mancanza di un controller, vi risulterà molto utile per poter ascoltare cosa state programmando. Delay Calculator (Fig. 6) è un altro simpatico programma che, dato un tempo in BPM, vi restituisce il tempo in millisecondi fino a terzine di 1/32. Indispensabile per calcolare i giusti tempi sui delay che non hanno funzioni di sincronizzazione col tempo. AnalogX ha davvero un sacco di utilities interessanti. Purtroppo lo spazio è tiranno e non possiamo elencarvene altre, altrimenti finirebbe col monopolizzare questo articolo.

Dulcis in fundo:

Hermann Seib (www.hermannseib.com) è un altro programmatore che ha sviluppato delle interessantissime utilità freeware. MidiTrix (Fig. 7) è un router a matrice per interfacce midi. Vi permetterà di instradare le varie connessioni come se aveste un patchbay semplicemente cliccando la corrispondenza sulla griglia. SAVIHost (Fig. 8) è un altro piccolo capolavoro. Permette di lanciare dei plugin come standalone semplicemente posizionando il file “savihost.exe” nella cartella del nostro plugin e rinominando il suddetto eseguibile col nome della “dll” da controllare (Fig. 8a). Esempio: nella cartella VSTPlugins c’è un VST chiamato pippo.dll e vogliamo controllarlo senza usare Cubase. Copiamo “savihost.exe” nella cartella VSTPlugins e lo rinominiamo “pippo.exe”. Basterà, quindi, fare due click su questo eseguibile ed ecco il nostro Pippo Plugin apparire sul nostro schermo pronto ad essere utilizzato per le nostre performance.

Sempre a proposito di performance, vi segnaliamo che Livelab (HYPERLINK “http://www.livelab.dk/”HYPERLINK “http://www.livelab.dk/”www.livelab.dk) propone “Touchpad 2 MIDI”, un goloso VST freeware che vi permetterà di usare il touchpad (Fig. 9) del vostro portatile alla maniera di un midi controller configurabile come: controller X/Y (tipo Kaosspad, per intenderci), serie di 4 sliders o griglia di 4 pulsanti. Sempre dalla stessa casa sono disponibili degli interessanti ed economici prodotti commerciali come LiveSlice (Fig. 10), un beat slicer e re-arranger in tempo reale (per aspiranti neo Aphex Twin), e “Tablet 2 MIDI” per utilizzare una tavoletta grafica (o un tablet PC) come controller midi. Come ciliegina sulla torta, ultima utility di questa prima puntata, vi proponiamo Piano Tuner, un editor per le curve di dinamica (Fig. 11). Vi è mai capitato di dover registrare una parte di piano con un plugin, magari con campionature eccelse, ma il vostro controller pecca nella dinamica? Con questo programma potrete tranquillamente creare una curva dinamica per ogni singola nota in modo da migliorare notevolmente la qualità di risposta al vostro tocco. Fosse disponibile una cosa del genere su ogni master keyboard, avremmo di sicuro meno sofferenze nel suonare delle parti dove l’ampia dinamica di una vera pesatura è spesso insostituibile.

Utility Salvastress per Mac

Nonostante gli utenti dei prodotti di Cupertino dormano sonni più tranquilli, ogni tanto la presenza di qualche software essenziale e spesso dedicato ad un solo compito può essere di notevole aiuto piuttosto di controparti più esose in termini di risorse sebbene con maggiori funzionalità. Come già fatto per i sistemi Windows XP , eccovi una breve rassegna di “salvastress” per il vostro Mac.

Se il mondo Windows è zeppo di programmini interessanti, neanche il versante Mac scarseggia. Per gli affezionati della Mela potremmo dire che l’inizio non può essere migliore se non presentando Audio Unit Manager (Fig. 1). Questo programma, liberamente scaricabile dalla pagina della Granted Software (www.grantedsw.com )vi consentirà di decidere quali plugin caricare per uno specifico programma risparmiando, così, tempo e risorse per il vostro lavoro.

Inoltre avrete così modo di risolvere eventuali conflittualità tra determinati plugin con alcuni software senza dover per forza rimuovere il prodotto problematico. Sempre dallo stesso sito è possibile scaricare altri maneggevoli programmi come Midi Clock (Fig. 2), una semplice ed efficace sorgente di clock MIDI per sincronizzare applicazioni o qualsiasi dispositivo collegato al vostro Mac via MIDI. Degno di nota il fatto che, questo programma, sia stato utilizzato con successo durante il NAMM 2003 per sincronizzare due copie di Reason eseguite su due distinti portatili senza perdere un colpo. Da SNoize (www.snoize.com )possiamo rifornirci di MIDI Monitor (Fig. 3), che ci permette di visualizzare il traffico tra due porte Midi e di applicare dei filtri sui messaggi (così come MidiOX per Windows) in maniera veloce e trasparente. Dallo stesso sviluppatore, inoltre, possiamo scaricare SysEx Librarian (Fig. 4) per poter effettuare le normali operazioni di backup/ripristino/aggiornamento dei sintetizzatori nel nostro studio che sfruttano questo protocollo. Inutile dire che quest’applicazione pare stia diventando una sorta di “standard de facto” presente in ogni Mac dedito alla produzione audio. Personalmente mi è stato utilissimo durante le prove di molti suoni fatte su di un Dave Smith Evolver Desktop, così come per aggiornare i sistemi operativi di altri desktop synthesizers quali Roland JP-8080 o Access Virus. Di questi due software sono disponibili anche i sorgenti in modo da poter eventualmente (avendone le dovute conoscenze tecniche) aggiungere delle migliorie.

Rogue Amoeba (www.rogueamoeba.com) è un altro prolifico produttore software e qui c’è una vera e propria manna dal cielo per i nostri Mac. Iniziamo con il superbo Audio Hijack (Fig. 5), il tool perfetto per poter registrare audio da qualsiasi applicazione che emetta un qualsivoglia suono. Conversazioni di Skype, suoni da giochi e quant’altro può essere catturato in tempo reale e salvato sul proprio disco. Le registrazioni possono anche essere programmate per partire automaticamente, come fosse un videoregistratore, e grazie al supporto AppleScripts è possibile aggiungere nuove funzionalità. Per soli $16 direi che è un affare. Se, invece, avete bisogno di funzionalità speciali come la preparazione di Podcast avanzati, post processo tramite plugin VST/AU/LADSPA o registrare istantaneamente dagli streaming online allora date un occhio alla versione Pro di Audio Hijack. La lista delle possibilità di questo prodotto, che costa poco più di $30, è immensa. Sul sito è presente una sezione “Freebies” per i programmi rilasciati gratuitamente. Degno di segnalzione è SoundSource (Fig. 6), una semplice utility che vi permette di scegliere con un click quale interfaccia usare per l’ingresso audio, quale per l’uscita e quale per i suoni di sistema. Finalmente possiamo dire addio ai fastidiosi avvisi di sistema sparati a decine di dB durante i nostri lavori di mixing.

In ambito “routing” abbiamo scovato due applicazioni tanto semplici quanto stupende. Dalla blasonata Cycling ’74 (www.cycling74.com), produttrice di Max/MSP, possiamo mettere le mani su SoundFlower (Fig. 7) ovvero una potente estensione di sistema che permette di reindirizzare i flussi audio tra due applicazioni semplicemente selezionando l’interfaccia audio virtuale che il programma crea. La logica di funzionamento è molto simile a quella precedentemente descritta per Midi Yoke ma, in questo caso, applicato ai segnali audio piuttosto dei messaggi Midi.

Restando in ambito Midi, Pete Yandell offre MIDI Patchbay (Fig. 8) che, molto semplicemente, vi permette di smistare i segnali Midi attraverso applicazioni ed interfacce. Il software è liberamente scaricabile dal sito www.pete.yandell.com/software
Per chi fosse sprovvisto di un midi controller segnaliamo MidiKeys (www.manyetas.com/creed/midikeys.html), che permette di utilizzare la tastiera del proprio Mac come un controller MIDI virtuale. I tasti dalla “z” alla “,” sono utilizzati per un intera ottava così come dalla “q” alla “i” e così via per un totale di 8 ottave gestibili da un offset di +/- 4 ottave. Per utilizzarlo vi basta lanciare l’applicazione e poi selezionarlo come Midi Input nel vostro software preferito.

Per gli utenti GarageBand segnaliamo midiO prodotto da RetroWare (www.mysite.verizon.net/retroware), un interessantissimo plugin AU che vi permette di aggiungere il midi out a quest’applicazione, in modo da poter pilotare sintetizzatori esterni.

Mac e non solo:

Questo piccolo paragrafo è dedicato a quegli sviluppatori che non solo ci “regalano” le loro creazioni ma, non contenti, le rendono multipiattaforma.
Su tutti brilla Audacity (www.audacity.sf.net), forse il più famoso sound editor multitraccia open source in circolazione. Molto leggero ed intuitivo (Fig. 9), ci permette di poter effettuare le nostre registrazioni in tempo reale, applicare effetti ed utilizzare plugin VST e LADSPA. Purtroppo i suddetti plugin possono essere utilizzati solo come post-processo e non sembra possibile poterli applicare in tempo reale, come insert ad esempio. L’esportazione in formati ad alta qualità (Wav ed Aiff) è eccellente, così come quella per i formati compressi (Ogg Vorbis ed MP3 tramite LameMP3 encoder). Anche se Audacity offre la registrazione multitraccia, purtroppo è ben lontano dall’usabilità di prodotti pensati esplicitamente per questo scopo. Non sarà certo potente quanto Apple Logic o Cubase, ma questo piccolo gioiello creato dalla comunità per la comunità è destinato a brillare a lungo ed il suo nome scolpito negli annali dei software indispensabili per ogni audiofilo, dal casalingo al professionista.

Per quanto concerne l’analisi audio ecco due ottimi programmi dalle potenzialità disarmanti. Praat (Fig. 10), come Audacity, è anch’esso open source. Ciò significa che abbiamo a disposizione sia i sorgenti che dei binari eseguibili sui più disparati sistemi operativi. Sviluppato da Paul Boersma e David Weenink, dell’Università di Scienze Fonetiche di Amsterdam, questo programma è una sorta di macchina da guerra per la sintesi fonetica, l’analisi e la manipolazione audio. Descriverlo come un semplice analizzatore di spettro sarebbe alquanto riduttivo visto che non basterebbe l’intera rivista per descrivere tutte le funzionalità di questo potente programma. Tra gli strumenti di analisi, oltre quella spettrale, troviamo quella tonale, che ci permette di identificare il “pitch” del materiale audio; quella formante, che ci permette di visualizzare quali sono i picchi che determinano le formanti; analisi di intensità, pattern di eccitazione e tutta un’ampia gamma di altri strumenti che trovano il loro punto di forza nell’analisi vocale. Vi consiglio caldamente di visitare http://www.praat.org per scoprire nel dettaglio l’immenso parco di funzionalità che questo programma ha da offrirvi.


In alternativa c’è Wavesurfer (www.speech.kth.se/wavesurfer/index.html , altro grandioso software open source per la visualizzazione e la manipolazione del suono. Come Praat, anche Wavesurfer (Fig. 11) risulta utilissimo per l’analisi vocale ma, a differenza del software prodotto dai due studiosi dell’Università olandese, ci è risultato di più facile approccio. Una volta aperto il file audio da voler esaminare ci apparirà una finestra con delle configurazioni predefinite. Scegliamo, ad esempio, “Waveform” per una visualizzazione ingrandita della forma d’onda oppure “Speech Anaysis” per visualizzare lo spettro audio con relativa evidenziazione delle formanti. Questo software, personalmente, mi è stato molto utile durante alcuni studi riguardo le sottili differenze tra vari filtri analogici così come nell’analisi dei suoni acustici per ricavarne la risposta di frequenza, indispensabile quando si affronta il duro mondo della sintesi per modelli fisici.

Novation: Xio

Sono passati più di tre anni dall’uscita del controller Xio della Novation, il quale è ancora in vita e sembra godere ancora di buona salute, ma il mercato è cresciuto e sono arrivati nuovi prodotti molto più freschi. Come mai ancora tanto clamore su un oggetto che mantiene ancora quasi lo stesso prezzo di tre anni fa? Lo strumento vive ancora di gloria oppure è diventato solo un oggetto di culto?

 

Prefazione:

Quando ho deciso di esaminare, qualche mese fa, questo prodotto, mi sono posto il problema di porre l’attenzione su qualche cosa di diverso in quanto, essendo lo Xio presente sul mercato già da parecchio tempo, sono state scritte moltissime recensioni e si sa già quasi tutto sullo strumento in questione. Ho iniziato a scrivere sul mio PC varie bozze, ma senza essere mai soddisfatto del risultato. Un giorno guardando su una vecchia recensione della rivista cm2magazine, mi sono trovato un TEST fatto un paio di anni prima da un mio caro amico di vecchia data: Antonio Campeglia. Conoscendolo bene e sapendo che è una persona sempre a contatto con strumenti musicali di ultima generazione e che è molto critico quando deve dare un giudizio, ho ritenuto l’occasione perfetta per chiedergli di aiutarmi a gestire al meglio questa recensione. Un paio di e-mail e una telefonata ci ha permesso di accordarci: io da Roma con il mio Xio (Fig.1) e lui da Napoli con il suo Xio25 per dare il via e lavorare sul progetto. 1

 

Come si presenta:

Aprendo la confezione ci troviamo di fronte all’oggetto del nostro test, ben protetto da fasce di polistirolo e corredato da un trasformatore esterno, una breve guida in inglese per un primo approccio allo strumento, qualche depliant pubblicitario di prodotti partner ed il cd con driver e alcuni software in versione lite in bundle. La prima impressione che si ha, osservando attentamente lo strumento, è la sua compattezza e soprattutto la sua leggerezza. La risposta al tocco è ben gestibile sotto le dita, ma non ha lo stesso feel rispetto ad altri strumenti di casa Novation (sono un felice possessore della NOVA II). Antonio mi fa presente che la qualità e la gestione della risposta della tastiera secondo lui è di gran lunga superiore non solo a molte master dinamiche di ultimissima generazione, ma addirittura anche di tantissimi synth di fascia alta. Considerando poi che il prodotto in esame è sicuramente più orientato ad una situazione di “studio portatile” (sdraietta, bibita, portatile, Xio e cuffie, per intenderci), caratteristiche come le ampie capacità di input/output (microfono, instrument, linea) sono sicuramente prioritarie rispetto al “feel esecutivo”.

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Sezione controller:

Lo Xio è una completa superficie di controllo con 22 elementi tra manopole e pulsanti (raddoppiata a 44 da un pulsante A / B), oltre ad un Touchpad ed un joystick liberamente assegnabili (Fig. 2). Tutti questi controlli sono pre-programmati in 12 dei 16 modelli a bordo, in modo che si possano controllare istantaneamente molte applicazioni software come Logic, Cubase SX3, Sonar, i più importanti synth virtuali di casa Native Instruments, Albino 2 ed altri, oltre ovviamente a V-Station e Bass Station di “mamma Novation”. Gli altri modelli sono facilmente personalizzabili tramite un Editor fornito in bundle o scaricabile dal sito Novation insieme ad altri templates e soundbanks (Fig. 3).

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Sezione sintetizzatore:

Una volta collegato ai monitor del mio studio, lo Xio comincia a mostrare il suo lato migliore: il suono. Le timbriche sono decise e molto d’impatto, i sound designer che hanno sviluppato i 200 preset della macchina avevano certamente le idee molto chiare su come dovesse presentarsi il piccolo di casa Novation rendendo giustizia al motore di sintesi in Virtual Analog ed alle caratteristiche “accessorie” della macchina come, per esempio, l’arpeggiatore che ne valorizza moltissimo i timbri. Altrettanto interessante la funzione X-Gator che lo caratterizza ulteriormente dando all’arpeggio un gusto più “dancereccio”. In effetti buona parte dei preset della macchina sono stati sviluppati da artisti e produttori di fama internazionale quali Roots Manuva (Fig.4), Rennie Pilgrem, Ferry Corsten, James Zabiela ed altri. Se non dovessero risultarvi sufficienti i preset precaricati, dal sito web Novation se ne possono scaricare di nuovi ed importarli sia singolarmente che a banchi interi tramite l’editor a corredo o qualsiasi utility MIDI (esempio, MIDIox).Se poi vogliamo sbizzarrirci con un po’ di smanettamento abbiamo a disposizione gli 11 controlli rotativi (Fig.5) per accedere ai principali parametri di sintesi. Da sottolineare che alcuni parametri sono difficilmente raggiungibili in quanto i menu sono nascosti dietro ripetute pressioni di alcuni pulsanti; non il massimo dell’intuitività a dire il vero, specialmente se abbiamo intenzione di cimentarci in sessioni di sintesi in tempo reale. Antonio mi segnala che nella versione che ha recensito a suo tempo, alcuni dei suoni avevano un problema: con i suoni in modalità monofonica/ legato (soprattutto quelli con forme d’onda “Saw” molto filtrate) si avvertiva un CLICK. Effettuando una prova mirata, con l’aggiornamento di sistema, ora tale problema non si avverte se non quando si modificano alcuni preset di fabbrica. Motivo per cui consiglio di creare nuovi suoni partendo dalla Init Patch. Particolare molto importante, a mio avviso, è la necessità di fare il mixdown su computer via USB dell’audio prodotto dalla sezione di sintesi. L’importanza è sottolineata dal fatto che, essendo la macchina monotimbrica ad 8 voci di polifonia, ci si deve limitare all’esecuzione di un solo suono per volta: quindi poter “finalizzare” una traccia MIDI (senza conversioni intermedie) per passare alla successiva è un ottimo compromesso per lavorare senza degrado qualitativo. 5

Interfaccia audio:

La scheda audio della Xio è la stessa che montava quando è uscita, sfortunatamente per questi prodotti c’è un obsolescenza abbastanza forte e dopo tanti anni qualche cosa che poteva sembrare ottima per quel periodo storico, in realtà adesso potrebbe risultare ridicola. Ma andiamo per ordine. Per aver un riscontro sulla qualità ho chiesto ad Antonio se poteva farmi un confronto, visto che oltre ad avere a sua disposizione una scheda audio RME Fireface (Fig.6), poteva procurarsi facilmente anche delle schede di fascia più bassa da utilizzare nella comparazione, mentre da parte mia, con solo una Motu 828 MK2, il confronto sarebbe risultato impari. Grazie ad Antonio, quindi, la scheda Novation è stata provata confrontandola con una Edirol e una M-Audio Base USB e, in realtà, quello che risulta immediatamente ad un primo ascolto è che ognuna delle 3 schede ha una caratteristica sonora diversa ma con pari prestazioni di stabilità di driver e di latenza. Secondo Antonio la scheda che monta all’interno ha ancora tutte le carte in regola per essere una buona “entry-level” per registrare, senza avere problemi di clip o di latenza con un suono più che accettabile, pari a schede nella fascia di 150/200 euro. Se poi consideriamo la possibilità di poter trovare lo Xio sul mercatino dell’usato…

A.C.: Non sarà una RME Fireface, ma vi posso assicurare che il suono è molto pulito e soprattutto equilibrato e riesce a gestire bene sonorità con transienti molto veloci, tipo chitarre e bassi acustici, senza impastare in maniera innaturale il segnale. 6

Analisi circuiteria:

Passiamo ora a dare un’occhiata all’interno del nostro giocattolino, grazie all’indagine e le fotografie realizzate da Antonio. La costruzione è semplice ed ordinata e lo Xio si esaurisce in soli 3 circuiti stampati: la scheda sotto la tastiera, la scheda per l’interfaccia utente (posizionata subito sotto il pannello superiore) e la scheda principale, fissata sul fondo ed ancorata al retro con le varie connessioni (Fig.7). Come si può dedurre già a prima vista si tratta di alta ingegnerizzazione con un grosso uso di circuiti integrati che svolgono compiti specifici (generazione sonora, elaborazione etc.), con i pochi elementi discreti che fungono da completamento ed interfaccia tra i circuiti. 7 8 Il vero fulcro del sistema comunque è il DSP Motorola 56367 a 150 Mhz (Fig.8) utilizzato anche per macchine altamente professionali come la scheda TC Powercore, vero unico responsabile di ciò che viene “acusticamente” prodotto all’interno del sintetizzatore. Più passa il tempo e più queste macchine tendono a somigliare a computer (Fig.9). 9

Il filtro ovviamente è un elemento centrale della catena di sintesi di Xio e, in effetti, suona molto bene, ma il piccolo Novation si difende bene anche quando non è il filtro a caratterizzare il suono, a riprova che la materia prima che esce dagli oscillatori è già soddisfacente. I successivi tre campioni stanno a testimoniare proprio questo: lo XioSynth riesce ad esprimersi benissimo in molte tipologie di sonorità sintetiche, con la morbidezza che ormai è marchio di fabbrica in casa Novation.

Considerazioni finali:

XioSynth fornisce un’ottima sezione di sintesi, flessibile nelle sonorità e malleabile sotto le vostre mani, un’interfaccia audio completa dal punto di vista delle connessioni ed un controller ottimizzato per i più diffusi VST instruments: il tutto impacchettato in pochi etti da portare ovunque si voglia. Ancora oggi, nonostante la sua età tecnologica, lo ritengo ancora un prodotto molto valido e funzionante con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Se ciò che state cercando è un compact controller a tastiera per l’uso in uno studio mobile, lo XioSynth è probabilmente la soluzione che fa per voi.

Pro: Grande compattezza e leggerezza; Ottima qualità sonora con una scheda audio di buon livello.

Contro: Sarebbe stato opportuno, dopo tanto tempo, mettere nella sezione “template” almeno i presets delle nuove versioni di Cubase e Logic.

Prezzo indicativo: € 300,00 (XioSynth 25)

Info: www.novationmusic.com

Assaggini Audio:
XioSynth01
XioSynth02
XioSynth03
XioSynth04
XioSynth05
XioSynth06

Per darvi prova delle capacità timbriche dello XioSynth ho preparato 6 piccoli “assaggini” per le vostre orecchie che spero vi permettano di farvi un’idea più precisa in proposito. Il primo (XioSynth01.mp3) è un classico utilizzo dell’arpeggiatore; il suono usufruisce a pieno della pulizia del filtro risonante che da apertissimo va a chiudersi rapidamente per enfatizzare la brillantezza dell’attacco. Come potrete notare, l’arpeggiatore è programmabile permettendo evoluzioni armonico-ritmiche del tutto personali. Il secondo ascolto (XioSynth02.mp3) permette di apprezzare come suona il filtro pressoché in tutta la sua estensione. Per il terzo esempio sonoro (XioSynth03.mp3) ho scelto un semplice Lead Synth per evidenziare la pulizia sonora e la limpidezza del filtro. Il filtro ovviamente è un elemento centrale della catena di sintesi di Xio e, in effetti, suona molto bene, ma il piccolo Novation si difende bene anche quando non è il filtro a caratterizzare il suono, a riprova che la materia prima che esce dagli oscillatori è già soddisfacente. I rimanenti tre campioni stanno a testimoniare proprio questo. con Pad morbidi e sognanti (XioSynth04.mp3), evocative percussioni sintetiche (XioSynth05.mp3) e classici synth bass  (XioSynth06.mp3) lo XioSynth riesce ad esprimersi benissimo in molte tipologie di sonorità sintetiche, con la morbidezza che ormai è marchio di fabbrica in casa Novation.