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Mezzabarba 101 – Il vintage secondo Pierangelo Mezzabarba

Da quando è stata presentata all’M-Day la nuova testata valvolare di casa Mezzabarba che va a riempire la serie Z a cui appartenevano lo Z18 e lo  Z35 ha visto solo la fiera del Music Wall di Pizzighettone e poi successivamente il Second Hand Guitar, ma seppur le poche occasioni il prodotto ha comnque potuto farsi riconoscere anche in uno scenario contorto e confusionario come quello appunto di una fiera di strumenti musicali.

Una testata nuda e cruda che volendo citare un film storico di Verdone, verrebbe da dire “Po esse fero e po esse piuma”, ma con le dovute variazioni sul tema ovviamente.

Considerazioni Estetiche

Ennesima prova che il buon gusto regna in quel di Farnese, la testata si presenta pulita, elegante e sobria, nessun dettaglio o guazzabuglio adito a sporcarne la linea per renderla inutilmente aggressiva alla vista, sembra una valigia di lusso, un unico pezzo di stile minimalista ed’ essenziale che la rende riconoscibile con il solo uso di due elementi di forma.

Pochissima spesa ma tantissima resa grafica, si rende riconoscibile utilizzando pochissimo, un esempio di design funzionale e moderno.

Considerazioni Tecniche

Un progetto così lineare, senza fronzoli o particolari optional moderni, punta tutto sulla scelta senza compromessi di componenti di qualità eccellente, la sezione preamplificatrice è gestita da tre valvole 12AX7 insieme al phase splitter mentre il finale è gestito da un quartetto matchato di EL34.

L’interno invece è corredato da resistenze Allen Bradley e di condensatori Philips “Tropical Fish” e Mustard per avere la massima resa sonora e un affidabilità fuori dal comune.

La sezione dedicata ai trasformatori invece abbiamo il non plus ultra, gli efficentissimi trasformatori custom by Onori già conosciuti con la Skill e la Mzero, in questo caso particolarmente ottimizzati per questo progetto più vintage oriented.

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Dotazione senza compromessi per un sound senza compromessi, nulla da aggiungere.

Per quando riguarda la sezione controlli, che dire, è una testata di stampo old school quindi non vi aspettate una grande vastità di controlli, volume equalizzazione e potenziometro che gestiche il taglio delle medio alte come sullo Z 18 (sarebbe anche possibile il cosiddetto potenziometro di cortesia, un secondo volume che funge da master e permette di gestire il guadagno della testata).

Sul retro invece l’uscita slave con relativo potenziometro e le uscite classiche da testata.

SendReturn non pervenuto, e ci sta anche dato che parliamo di un progetto di stampo classico e questa aggiunta lo snaturerebbe, per gli amanti della modernità la casa offre la Mzero che è predisposta a questo utilizzo.

Considerazioni Sonore

La prova è stata semplicissima, Fender Lonestar attaccata tramite cavo Reference alla sua cassa 4×12 sempre Mezzabarba.

Diciamo che è bastato un accordo . . . .

Tutta la testata è gestibile tramite il solo controllo di volume della chitarra e ovviamente la mano dello strumentista, il passaggio da un clean pieno  con una puntina di pepe  condito da un headroom e uno spessore allucinanti.

L’unico accostamento che la mia mente è riuscita a fare è stato quello con l’Hiwatt dr 103 del 1974, ma parliamo di due paste  sonore che seppur simili viaggiano su rotte parallele ma senza mai incrociarsi.

Quando si comincia a suonare più forte, o anche solo aumentando la soglia del volume si passa al sound che reste questa testata una vera e propria macchina per uccidere, già quando si comincia a crunchare torni indietro ai tempi d’oro del rock quando i grandi suoni venivano dalle testata tirate a cannone senza farsi troppi fronzoli.

Il suo stato dell’ arte è nel pieno dell’overdrive, è una crema indissolubile di una precisione chirurgica, senti qualsiasi parte dello strumento portata all’apice, con i single coil non senti mai strozzature di nessun tipo, rimane intellegibile ogni parte del suono, con l’equalizzazione si può passare per diversi tappeti sonori, anche se la maggior parte della prova è stata eseguita in flat, che già ci era piaciuta così.

Ma questo va coadiuvato a una cosa molto ma molto importante, è una testata estremamente dinamica e questo è una cosa che è bellissima da vedere in un amplificatore, ma è anche una testata che non ti perdona nulla, la convinzione che devi avere quando la suoni non deve mai calare, altrimenti come un maestro vecchio stampo, ti castiga senza pietà . . . . . . e ti fa sentire un asino.

Il potenziometro di cortesia, a discapito del suo nomignolo scherzoso ha reso il test molto più fattibile a volumi non da denuncia, e ci ha permesso di avere un idea completa della testata e di quello che offre :

  • Gain 1-3 – Siamo nel pieno del clean della testata, arrivando verso il  tre del primo potenziometro la testata acquisisce la puntina di saturazione che la rende calda e avvolgente e comunque cattiva e decisa quando serve, un clean molto bello e pieno di headroom come detto pocanzi, gestibilissimo col solo tocco.
  • Gain 4-6 – Qui scende la crema , siamo nel pieno del sound degli anni 70, qui tutto è concesso, un crunch bello grosso possente e armonicamente incredibile, senti le valvole che cominciano a cantare, la risposta dinamica delle valvole finali è solo la ciliegina sulla torta, da qui non si scappa, questo è rock and roll.
  • Gain 7-10 – Qui sfociamo in quel sound che io ho amato , amo e continuerò ad’ amare finchè avrò vita che è il sound delle band come Deep Purple, Iron Maiden e AC/DC, un overdrive grandioso, pieno di armoniche, senti le valvole che danno il meglio di loro, un muro di potenza inarrestabile a disposizione del chitarrista.

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Considerazioni Economiche

Purtroppo con un prezzo di 2300 euro, parliamoci chiaro, i prodotti di fascia alta si pagano, ma non si acquista solo un mezzo o un prodotto fisico, si compra un suono ben definito, non un riferimento.

Il sound che Pierangelo ha creato negli anni ha potuto dire la sua non solo sui palchi o negli studi ma anche nelle menti di ogni persona che ascolta o prova una di queste belve valvolari, un sound che rimane permeato anche dopo molto tempo.

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Quindi il discorso è molto semplice, non si può dare un prezzo a una filosofia di vita, qui non si scende a compromessi su nulla, dall’ideazione alla realizzazione, quindi anche noi utenti dovremmo cominciare a non avere compromessi nemmeno nel portafogli.

Il prezzo è in linea a una testata di alto livello di qualsiasi altra produzione estera, la qualità c’è e  in quantità industriale con una costruzione impeccabile con un costo in linea alle testate come Mesa Boogie, Marshall, Hiwatt custom shop, Carol Ann  e Custom Audio Design.

Considerazioni Finali

PRO

  • Dinamica
  • Grande resa sonora

CONTRO

  • Per suonarla degnamente si necessita dello spazio adeguato
  • Forse la mancanza di un Send-Return, ma si perderebbe gran parte del progetto verso cui è orientata la testata

Informazioni Utili

Prezzo: 2300 euro iva inclusa
Sito del produttore: www.mezzabarba.com

Antonio Cangiano

 

About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l’interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono.
Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell’ esecuzione che sulla cura del suono.
Comincia nel 2014 l’ attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell’ italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

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