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Clinic, "Come nasce una canzone", con Massimo Calabrese e Marco Lecci

Mestieri della Musica


Ma che cavolo ci sono venuto a fare?
Questa la sensazione che mi è passata per la mente scendendo le scale; ancor di più, quando nella penombra, i due relatori hanno iniziato a parlare delle proprie esperienze personali.

Man mano, però, che i relatori continuavano a parlare, quella strana sensazione di aver perso una domenica in un amarcord di produzioni musicali del pop italiano, andava man mano affievolendosi, lasciando posto ad una curiosità di chi il lavoro del produttore cerca di farlo con efficacia e risultati attesi.
Marco Lecci e Massimo Calabrese, questi i due personaggi in premessa, a volerli sintetizzare possiamo definirli un pò “la storia del pop italiano” degli ultimi 30 anni.

Come nasce una canzone – Dal Songwriter al Produttore
 
Con loro, artisti come Giorgia, Marco Mengoni, Alex Baroni, hanno mosso i primi passi consolidandosi in appuntamenti di respiro nazionale come i SanRemo di qualche anno addietro. Senza escludere, ovviamente, collaborazioni e lavori svolti per Cocciante, Bennato, Vanoni, Zarrillo, Pavarotti, e così via.
Una piccola platea di giovani artisti, referenti di gruppi musicali e qualche producer campano, (circa 30 persone presenti.ndr), si sono incontrati nel seminterrato del negozio musicale Radio Zar Zak di Casapulla, attratti fortemente dal voler capire cos’è che può decretare un successo discografico. I nostri due pigmalioni, per niente avari di argomenti da trattare, in tutta risposta hanno tessuto un accurato calendario di argomentazioni (Sound: cosa è il “Sound”, Sound e gusto personale, Produzione musicale, Produzione tecnica, Progettare una carriera, Budget, Diritto d’autore, La promozione Web, Video, Ufficio stampa, Live, sono solo alcuni degli argomenti trattati durante l’intera giornata), tali da fugare ogni sorta di dubbio operativo.

Consegna attestato

Se il buon Lecci, fonico tra i più apprezzati in Italia, ha dispensato esempi e consigli di natura tecnico-audio, il poliedrico Calabrese, autore di alcuni degli artisti sopra indicati, ha tenuto banco su alcuni esempi audio che hanno fatto nascere e consolidarsi diversi successi italiani. Personalmente ho avuto modo di apprezzare la narrazione del workflow discografico di “Credimi ancora”, laddove Calabresi ha dimostrato con diversi ascolti, come da un incipit musicale ed una sola parola, “ancora”, si sia potuto arrivare alla canzone completa, poi presentata così come la conosciamo ancora oggi da M. Mengoni.
Aspetto questo che, al di là degli aspetti tecnico-musicali propri, spesso mi attanaglia perché mi ritrovo spesso a combattere con quella pulce musicale che si insedia nel cervello e, a volte, non riesco a farla crescere per definirne una canzone con tutti i connotati giusti.

Artefice di tutto questo è stato Bartolomeo Giuliano che, grazie al progetto “Mestieri della Musica” di cui è cofondatore per la Campania, credendoci, ha investito di proprio pugno per offrire ai tanti musicisti campani un’opportunità più unica che rara.

Alla fin fine, dato il clima familiare che è andato via via diffondendosi, mi è dispiaciuto non poter essere rimasto fino alla fine. Pertanto non posso auspicarmi che questo tipo di appuntamenti possa avere il giusto prosieguo e possa essere portato a conoscenza dei tanti che vogliono percorrere la strada della musica.
Ultimo appunto, cosa che faccio sempre in quando attento alla didattica: questo con Lecci e Calabresi è un appuntamento che credo faccia bene anche ai tanti Licei Musicali italiani.

Meditate docenti, meditate!

Alfredo Capozzi 

* Foto di Giulio Erra



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