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Age of Audio

Magazine online: un’idea, un’esperienza

Chiunque desideri pubblicare e condividere informazioni, news, curiosità e contenuti specifici (arte, musica, cultura…), non vi è modo più immediato e conveniente dell’apertura di un giornale o magazine on line.
 
Idee, originalità e conoscenza sono gli elementi necessari per potere creare una rivista digitale e per ottenere successo. L’essenza non è il modo con cui vengono redatti i testi o disegnare un sito di impatto, ma essere coscienti che per questo tipo di progetto vi siano precise regole da rispettare. Non è possibile infatti procedere senza alcun punto di riferimento.
Una volta approfondite tutte le tematiche normative, in particolare sulla privacy, la progettazione del magazine online esige requisiti specifici come un Software CMS e la definizione della sua periodicità.
Il Content Management System (CMS) è un programma che permette agli User di poter strutturare a proprio piacere la rivista, progettandone il layout.
La periodicità invece è un altro requisito fondamentale che deve essere correttamente valutato rispetto ai contenuti per mantenere “vivo” il giornale.

Sussistono inoltre punti cardine su cui basare il corretto funzionamento di un magazine online.
È necessario definire una territorialità così come una verticalità per contestualizzare la specializzazione riguardo argomenti destinati ad un target di lettori, senza dimenticare l’interattività, affinché gli User possano postare commenti, partecipare a survey, esprimersi in merito a notizie e contenuti multimediali.

Un altro consiglio per poter prendere spunto ed ispirazione per il proprio progetto è l’osservazione e lo studio di altri siti. Infine non bisogna sottovalutare la sostenibilità economica del progetto: l’idea deve essere originale e deve generare appeal, suscitando così l’interesse e la curiosità di un pubblico ampio e che offra la possibilità di ottenere successo e profitti.

Intervista ad Antonio Campeglia
Direttore presso “Age of Audio”, rivista musicale online con sede a Napoli

Un “pezzo” dedicato a tutti coloro che si affidano ad “Age of Audio” e che desiderano conoscerne la storia dalle origini ad oggi, le attività da essa svolte e lo spirito che le muove…

Logo Age of Audio
Logo Age of Audio
 
M.G. Quali sono state le sue esperienze lavorative in questo campo prima di “Age of Audio”?

A.C. “Ho mosso i miei primi passi in una rivista online 15 anni fa (www.wapparia.it) creata dall’Ing.Fabio Pesce, nonché mio amico e redattore di “Age of Audio”. In seguito ho collaborato per una rivista cartacea (CM2 Magazine): esperienza lavorativa molto impegnativa in quanto non veniva concesso alcun margine di errore e tutto doveva essere perfetto e concluso prima della stampa. Purtroppo quest’ultima rivista fallì per una serie di motivi e così io ed alcuni dei vecchi redattori raccogliemmo tutte le nostre forze per creare la rivista online www.digitalaudiocentral.com, finché, dopo due anni, fondai una rivista tutta mia: l’attuale Age of Audio”.

Antonio
Antonio Campeglia
 
M.G. Quando e perché nasce “Age of Audio”?

A.C. “Il magazine online prende vita nel 2009 dalle ceneri della precedente rivista cartacea. In principio ritenni conveniente, ma anche sufficiente, utilizzare uno spazio web con l’unico scopo di catalogare e salvare il lavoro svolto da me e dai miei colleghi nell’arco di due anni. Soltanto più tardi, col maturare di questa idea, decisi di dedicarmi alla stesura di articoli, un’attività che mi ha portato ad incontrare il mio primo redattore esterno, il quale mi ha affiancato durante tutto il lavoro di redazione e pubblicazione degli articoli”.

M.G. Quali argomenti tratta la rivista?

A.C. “La rivista nasce dalla mia passione di scrivere articoli, il cui soggetto in origine riguardava esclusivamente il mio campo lavorativo poiché mi affidavo solo alle mie competenze personali e cioè hardware e software musicali professionali. E come ogni rivista ha una propria evoluzione, con ogni rischio e pericolo decisi di inserire in “Age of Audio” altre branche musicali per evitare di creare un magazine eccessivamente settoriale: sono stati introdotti articoli riguardanti il mondo chitarristico e Djing, tutorial di programmi molto seguiti come “Finale”, realizzati dal Maestro Beppe Bornaghi: questa è l’unica sezione della rivista affidata ad una persona in qualche modo collegata al prodotto dal punto di vista commerciale in quanto Beppe è dimostratore ufficiale proprio di Finale. Ovviamente questa collaborazione deve essere vista come servizio di eccellenza verso i lettori e non come un tentativo di sponsorizzazione. Difatti in questo periodo mi sono posto l’obiettivo di inserire nella rivista un nuovo tutorial proprio sul prodotto concorrente, che verrà analizzato e presentato da una persona altrettanto in gamba”.

M.G. Quale bacino di utenza ha e quanti lettori?

A.C. “Il magazine è esteso su un ampio perimetro di visualizzazione: come iscritti alla Newsletter contiamo circa 50.000 lettori di cui il 30% è rappresentato da stranieri, invece mediante Google Analytics il numero totale di visualizzazioni raggiunge i 5.600 utenti al giorno con una lettura media di 4 articoli a testa”.

M.G. È una rivista online che offre anche contenuti multimediali (audio, video…)?

A.C. “Assolutamente. Oggi è indispensabile accompagnare la maggior parte degli articoli con Demo audio e video. Il lettore è esigente: non si accontenta più di leggere soltanto, ma vuole anche ascoltare e soprattutto vedere. Dunque l’obiettivo di “Age of Audio” è soddisfarlo pienamente”.

M.G. “Age of Audio” è seguita all’estero? Avere un portale multilingua quale importanza ha?

A.C. “Abbiamo un buon seguito proveniente dall’estero, soprattutto dalla Spagna e dal Sud America tanto che gli articoli tradotti in spagnolo e portoghese hanno un numero di visualizzazioni del 40% in più rispetto a quelli tradotti in inglese. Dunque è molto importante offrire ai lettori la possibilità di conoscere le potenzialità e le funzionalità dei prodotti che non vengono distribuiti solo in Italia. Con questa modalità otteniamo maggiori richieste di testare nuovi prodotti da parte di piccole aziende straniere”.

Age of Audio - Sezione multilingue-
Age of Audio – Sezione multilingue-
 
M.G. Come viene gestita una redazione di giornalisti e come vengono pubblicati i loro articoli?

A.C. “Ogni redattore è specializzato in un settore specifico. Alcuni scrivono articoli come attività principale e sono quindi da considerarsi giornalisti a tutti gli effetti; altri invece sono impegnati in altre attività lavorative, tipicamente scuole di musica o studi di registrazione, e quindi svolgono l’attività di redattore con minore continuità, ma non per questo con risultati inferiori in termini di qualità. A tutti spetta infatti il compito di recensire un prodotto analizzando e offrendo ai lettori una valutazione più completa ed obiettiva possibile.
In fase di analisi può capitare che un prodotto, presentando diversi bug o instabilità, venga rispedito al distributore o al produttore con le note del redattore, come se si trattasse di un beta testing. Una volta risolti i problemi rilevati, viene nuovamente testato e recensito.
Questo procedimento per molti può sembrare una linea editoriale scorretta poiché, se un prodotto non è valido, bisognerebbe sempre recensirlo e presentarlo come tale ai consumatori. In realtà ciò dipende da quanto negativo sia il parere di chi ha testato il prodotto. Nella maggioranza dei casi, se la macchina o il software presenta qualche piccolo problema, se la pubblicità sopravvaluta in maniera sproporzionata il prodotto che presenta anche dei validi punti di forza, allora si procede senza indugi alla sua recensione.
All’estremo opposto, se il prodotto non è convincente nei confronti del redattore, è inutile investire ulteriore tempo. Il risultato del test sul prodotto potrebbe anche essere condizionato da un nostro errore di valutazione rispetto al target di riferimento a cui è destinato lo strumento A chiusura del test chiedo sempre delle immagini riguardanti il prodotto durante l’uso e se è possibile dei file audio. Una volta che il redattore ha consegnato l’articolo, questo viene passato al corettore di bozze, che interviene il meno possibile per evitare di snaturarlo. Successivamente viene inviato al webmaster oppure direttamente a me per definire l’impaginazione. Quindi interviene il nostro esperto SEO che crea i Tag per aumentare la visibilità all’interno dei motori di ricerca. Infine il tutto viene pubblicizzato sui Social Network e sui forum.

M.G. Come reperite i prodotti che vengono testati?

A.C. Quando uno dei collaboratori acquista un prodotto che reputa interessante, mi contatta e mi chiede un parere sulla possibilità di recensirlo. Altre volte invece, quando uno strumento o un programma hanno attirato l’attenzione di qualche redattore, ricevo la richiesta di testarli e di studiarli: in questo caso chiedo personalmente in prestito il prodotto al distributore o al produttore e infine si procede alla recensione affidando lo strumento o il software ad uno dei miei redattori. Quasi sempre, se abbiamo le dirette autorizzazioni, nel caso di prodotti non di proprietà, si valuta la possibilità di eseguire comparazioni con prodotti similari. Quindi la maggior parte degli strumenti testati sono prodotti comprati da loro oppure prestati da amici. Altri invece vengono inviati in conto visione dalle società distributrici oppure direttamente dal produttore”.

M.G. I redattori hanno dei vincoli per la stesura del testo?

A.C. “I redattori hanno pochissime direttive, dovute a regole di impaginazione. L’unico vincolo è quello di non inviare gli articoli ai produttori per avere una loro approvazione o limatura: possono chiedere direttamente a me informazioni sulle eventuali problematiche che si riscontrano”.

M.G. Come procedete per la vostra sezione multilingue?

A.C. “Una volta completato l’articolo, prima di pubblicizzarlo e di creare la sezione SEO, il lavoro viene consegnato alla supervisione di Gabriela Pentelescu, giornalista e responsabile della sezione multilingue. A lei spetta il controllo della qualità delle traduzioni, assicurandosi che siano le più precise possibili e la loro successiva pubblicazione”.

Gabriela Pentelescu
Gabriela Pentelescu

M.G. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una rivista online?

A.C. “I vantaggi sono molteplici: è possibile correggere un articolo al momento necessario ed aggiornarlo in continuazione con contenuti Demo; una volta terminato il test si può pubblicare la recensione senza la necessità di attendere la produzione di un certo numero di articoli come avviene invece per una rivista cartacea. Ma c’è anche un aspetto negativo da considerare, tipico della pubblicazione in rete: spesso nel tentativo di battere la concorrenza sul tempo, si rischia di essere troppo superficiali e di non approfondire debitamente il prodotto.
Un altro importante fattore da gestire è il diritto al rispetto della Privacy e, più in generale, dei vari provvedimenti dell’Autorità Garante in materia: dal momento della raccolta dati personali di coloro che accedono al sito, fino all’iscrizione alla newsletter, il tutto deve avvenire nella massima sicurezza, informando debitamente gli interessati sull’uso che potrà essere fatto dei relativi dati personali. È per questo motivo che ci siamo sin da subito affidati ad un esperto in materia, l’avvocato Diego Cordua, che non solo vigila su questo tipo di problematiche, ma è anche diventato nostro redattore e si diletta nella redazione di articoli sui diritti d’autore”.

M.G. Come vengono prodotte le Demo?

A.C. “Le Demo audio vengono prodotte di norma dai singoli redattori nei propri Home Studio per mantenere la spontaneità ed originalità del musicista.
Tutti i redattori che scrivono sul nostro magazine sono musicisti e 2 di loro anche giornalisti pubblicisti: il Maestro Capozzi e Gabriela Pentelescu.
Per quanto riguarda le Demo video invece è necessario un supporto audio molto professionale, in particolar modo mi rivolgo ad un ottimo studio di Napoli, “The Control Room”, con il quale ho instaurato un rapporto molto efficace in quanto i due tecnici del suono hanno un gusto molto simile al mio sul fattore ripresa e soprattutto sul montaggio: pochi effetti e molta sostanza”.

M.G. Quanto influisce sul vostro giudizio l’invio di un prodotto direttamente dalla società che lo produce?

A.C. “Si è instaurato un buon rapporto con le società, conoscono il nostro metodo lavorativo e dunque non riceviamo particolari richieste finalizzate a rendere più interessante il prodotto: sappiamo che non esiste un prodotto perfetto. Tutti possono presentare piccoli difetti, dovuti ad esempio al rilascio della prima release di un software, che, opportunamente rilevati, ne permetteranno in futuro la correzione e la diffusione di una versione più avanzata e migliorata. Addirittura riceviamo ringraziamenti non solo per avere individuato bug nei vari dispositivi, ma anche per averli risolti”.

M.G.“Age of Audio” non gestisce un vero e proprio forum in tempo reale, per quale ragione? Solitamente i forum portano tantissimi utenti su di un sito.

A.C. “Non amo molto i forum: la maggior parte di questi è gestita da persone che non entrano mai in contatto con i prodotti, ma solo con manuali, sigle e numeri, mai concretamente. Dunque noi ci rivolgiamo ad un target differente”.

M.G. Secondo Lei quali sono i punti di forza della rivista?

A.C. “I punti di forza sono numerosi: in primis il team di redattori è sempre all’altezza del compito a loro affidato, che viene sempre svolto nel migliore dei modi pur restando obiettivi. Qualsiasi prodotto, ogni qualvolta che ha presentato difetti, è sempre stato rilevato in modo responsabile e in caso di prodotti particolarmente entusiasmanti ne sono state esaltate le qualità senza esasperazioni. Inoltre a ciascun redattore è stato concesso spazio per la libera espressione, senza interventi esterni, come capita spesso in altre riviste. Cerco sempre di non entrare nel linguaggio e nella maniera di condurre un test e credo che questo abbia portato ad avere un magazine non interpretabile come singola unità, ma volutamente composta da diverse persone con i propri punti di vista: ciò è stato riconosciuto ed apprezzato dai nostri lettori.
Un altro punto di forza è il fatto di non accentrare tutto sulla mia persona, in quanto Direttore della rivista, lasciando ai redattori la possibilità di crescere affidando loro prodotti per i quali sarebbe seguito un grande impatto sulle visite. Questa secondo me è stata la scelta che ci ha differenziato dallo standard”.

M.G. Con quali criteri sceglie i collaboratori?

A.C. “La maggior parte dei collaboratori della rivista sono vecchi amici con cui ho condiviso precedenti esperienze lavorative; i rimanenti sono persone con cui sono venuto a conoscenza durante i vari corsi di formazione a cui ho partecipato. Di norma scelgo sempre musicisti che utilizzano molti strumenti e di diverse marche. Desidero collaborare con persone mentalmente aperte e neutrali nei confronti dei vari marchi, dunque in grado di analizzare nel modo più corretto ed obiettivo il prodotto”.

M.G. Quanti collaboratori conta la sua rivista?

A.C. “Il nostro team consta di circa 40 persone tra redattori, avvocati, web design e responsabili SEO. Quelli più attivi sono una trentina, i rimanenti invece collaborano saltuariamente per motivi lavorativi e di tempo”.

M.G. Quale consiglio darebbe a chiunque volesse aprire per la prima volta una rivista online?

A.C. “Il primo step è avere sin da subito un progetto chiaro e sapersi confrontare con altre persone: per natura non amo progetti editoriali che presentano un unico protagonista in quanto grande esperto nel suo campo. L’importante è non strafare: non siate web design, gestori SEO… lasciate spazio ad altre persone ed idee. Se è la vostra prima esperienza, informatevi su tutte le leggi vigenti sulla Privacy e non sottovalutatela mai. Nel momento in cui otterrete successo, affidate le vostre decisioni ad un esperto. Infine abbiate un obiettivo in partenza e uno di arrivo, siate pronti ad affrontare tutte le tappe intermedie del percorso, ma soprattutto SIATE ORIGINALI!

Martina Gavezzotti

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