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Luthier Guitar Tips – Verniciatura con Bruno Traverso

Così come il Giano Bifronte, così la verniciatura di uno strumento presenta due facce, una dedita all’ estetica e un altra alla protezione dello stesso, molti sono i modi di poter verniciare uno strumento così come gli elementi che compongono la vernice, ma come possiamo noi vedere se il nostro strumento ha una verniciatura di tutto rispetto?

A questo ha risposto il maestro liutaio Bruno Traverso, titolare della Bruno Traverso Guitars, mostrandoci la sua immensa competenza a riguardo.

Quali sono le tecniche di verniciatura più utilizzate nella liuteria e i loro pro e contro?

Parlando di liuteria elettrica si può dire che l’unica tecnica di verniciatura sia quella a spruzzo, tralasciando quella ad olio che effettivamente non è una verniciatura ma solo una protezione, può essere utilizzata solo su alcune essenze e non in tutte le situazioni!

Come invece tutti sapranno la vernice viene applicata con pistole apposite, le stesse utilizzate nelle carrozzerie. Esistono diversi tipi di vernice, le più utilizzate sono le nitro, le poliuretaniche e poliacriliche e i poliesteri.

Le nitro sono quelle che venivano usate sulle chitarre dei tempi passati e che non hanno mai visto il tramonto. Non hanno bisogno di catalizzatore, si applicano con “relativa semplicità” e asciugano abbastanza velocemente.

ll risultato può essere eccellente se il procedimento viene eseguito ad arte. Hanno la caratteristica di continuare per molto tempo a rilasciare residui di solvente con effetto cristallizzazione che agevola le vibrazioni del legno, ma se la vernice è di buona qualità non avrete comunque brutte sorprese col passare degli anni.

Sicuramente la resistenza agli urti e abrasione non è buonissima ma in compenso hanno la caratteristica di poter essere ritoccate con più semplicità e senza notarne le sfumature.

E’ importante sapere che soffrono i solventi a partire dal comune alcool che tutti hanno in casa! Quindi evitare prodotti detergenti aggressivi in tal senso.

Le poliuretaniche e poliacriliche necessitano entrambe di catalizzatore per poter indurire.

Una volta indurite risultano più resistenti agli urti e all’abrasione nel tempo rispetto alla nitro, si riescono a fare spessori comunque sottili con ottimi risultati estetici e timbrici e col passare degli anni non cristallizzano come le nitro. Secondo me le migliori come rapporto tra estetica, resistenza e libertà di vibrazione del legno.

I poliesteri sono resine che vanno accelerate e catalizzate, utilizzate per lo più nella produzione in larga scala perché consentono di lavorare e produrre velocemente ma con forti spessori che ahimè soffocano le vibrazioni dello strumento. Catalizzano molto velocemente… subito pronte per i passaggi successivi! Il risultato estetico è comunque molto valido.

Esistono fondi, finiture satinate e lucide per tutti i tipi di vernice sopra descritti, nel caso dei lucidi bisogno carteggiare con grana fine adeguata e successivamente lucidare con paste abrasive e polish per ottenere gli ottimi risultati finali.

Come distinguiamo la verniciatura economica dalla verniciatura di qualità superiore?

Come dicevo prima ci sono pro e contro nei vari tipi di vernice:

se parliamo di vernice indipendentemente dagli effetti sul suono, quella tecnicamente migliore, se preparata e spruzzata in ambienti idonei, è la poliesteri per resistenza e risultato estetico (esistono diversi tipi di poliesteri più o meno vetrosi e malizie che ne variano la durezza finale)

se parliamo di rispetto per le vibrazioni, al primo posto metterei le nitro e vicinissime le poliuretaniche, sempre però restando in minimi spessori che garantiscano ottimo rapporto tra libertà di vibrazioni ed risultati estetici.

Poi bisogna tener conto di come è stata eseguita la verniciatura e la lucidatura finale… nella procedura vera e propria intendo dire!

A colpo d’occhio si può vedere la lucidatura, il gusto di chi ha eseguito la verniciatura, ma dire se i procedimenti sono stati fatti a regola d’arte non è facile!

A volte invece lo è!!… Capita di vedere verniciature che si sfogliano, finiture lucide con tracce di “buccia d’arancia” o verniciature lucide talmente sottili da essere rientranti nel poro del legno, o con spessori troppo elevati come i poliesteri, oppure satinati non uniformi o con punti di polvere sparsi qua e là…

Come posso riconoscere su uno strumento che tipo di verniciatura è eseguita?

99 su 100 è nitro, poliesteri o poliuretano!

Dipende dallo strumento che hai per le mani, dall’anno di produzione, dallo spessore della vernice, dalla durezza, dalla scivolosità al tatto, dall’odore o profumo come preferisci. Se conosci bene l’odore che li contraddistingue e hai la possibilità di carteggiare ne sarai certo al 100% !

Quindi per rispondere alla tua domanda precedente direi che una verniciatura di qualità superiore dovrebbe essere poliuretanica con spessori minimi nel limite degli ottimi risultati estetici eseguita nel rispetto dei procedimenti necessari a garantire il miglior rapporto tra timbrica, estetica e resistenza.

Come posso accorgermi che la verniciatura della mia chitarra sta cominciando a cedere?

Se è in poliesteri potrebbe creparsi in alcuni punti critici come in corrispondenza dell’innesto con il manico o in altri punti vicino alla paletta, oppure dopo un urto potrebbero formarsi delle crepe vicine, o potrebbero verificarsi distacchi della vernice e crepe per via di forti sbalzi di umidità.

Se è nitro potrebbe cristallizzare troppo con gli anni.

In tutti i casi si spera che i procedimenti di preparazione, coloritura, e carteggiatura siano stati eseguiti a regola d’arte, altrimenti nessun tipo di vernice è esente da rischi.

Contatti:

Liutaio: Bruno Traverso
Pagina Facebook: Bruno Traverso Guitar
Sito Internet: Bruno Traverso Guitar
Email: info@brunotraversoguitars.com

 Antonio Cangiano



About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

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