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Luthier Guitar Tips – I body per chitarra con Vincenzo Romano

Il body è il cuore pulsante del nostro strumento, è il fulcro di ogni vibrazione che si diffonde poi al resto dello strumento, in base alla sua forma e al legno scelto per la costruzione, il body può dare un suono molto diverso. Come possiamo capire se un body è ben costruito o meno?

A rispondere a questo e a altri quesiti abbiamo il carissimo Vincenzo Romano, titolare di Sciuscià Guitars che ci ha invitato nel suo laboratorio per due chiacchere davanti a un ottimo caffè.

Vincenzo Romano nel suo laboratorio - Pic .A. Capuozzo
Vincenzo Romano nel suo laboratorio – Pic .A. Capuozzo

Quali sono i processi della costruzione di un body?

Ovviamente la prima cosa da fare è studiare il tipo di legno in funzione della risposta timbrica che si vuole ottenere e delle caratteristiche di peso, questa è una scelta che va fatta prendendo in considerazione il resto delle parti dello strumento, il body è una parte di esso e ci vuole una visione globale per effettuare la giusta scelta.

Come si sceglie il legno della cassa?

Ci sono molti legni adatti alla costruzione di un body, ognuno di essi ha una diversa risposta timbrica, per esempio il mogano dà una risposta corposa, profonda e calda mentre il frassino e l’ontano hanno una risposta più bilanciata tra le frequenze alte e basse, il frassino è un po’ più chiaro e brillante rispetto all’ontano.  E’ da tenere in considerazione anche il peso specifico del legno. Il mogano ad esempio è un legno molto pesante rispetto a legni più leggeri come il frassino, l’ontano o il tiglio (recentemente molto impiegato visto l’aumento dei costi dei legni tradizionali di più alto lignaggio), il peso specifico può influire in maniera importante sulla scelta dal momento che influisce in maniera determinante sul peso globale dello strumento.

In base al questi parametri avviene scelta della tavola con la quale si comincerà la lavorazione.

Come effettui la scelta dell’acquisto di una tavola di legno piuttosto che un’altra?

La scelta della tavola è molto difficile da spiegare, sostanzialmente ci vuole un buon intuito e molta esperienza  per valutarne la bontà,  è vero che col passare degli anni assimili un certo intuito , ma resta  molto importante l’ aspetto visivo e il feeling che la tavola ti trasmette al momento, la compattezza, il peso, la risonanza, l’odore. Può sembrare un linguaggio esoterico ma c’è una forte alchimia in questo, e l’ aspetto visivo e la sensazione tattile sono molto importanti.

Poi si passa alla realizzazione della cassa, giusto?

Certo, una volta scelte le tavole adeguate si passa alla sgrossatura ed al dimensionamento delle stesse, il corpo lo faccio sempre in due pezzi per garantire stabilità e longevità,   due pezzi non subiscono movimenti nel tempo e sono quindi più stabili; questa tecnica consente di avere il centro geometrico dello strumento sempre ben definito, cosa che aiuta molto in fase di utilizzo delle dime per centrare bene tutti gli scassi. Dopo aver dimensionato lo spessore delle tavole si passa alla piallatura delle superfici per l’incollaggio delle due parti, questa fase è fondamentale per la buona resa timbrica e meccanica della cassa, le due parti devono essere perfettamente combacianti, non deve passare luce tra le superfici, raggiunto questo obiettivo, si procede all’incollaggio tramite stringenti e poi alla sagomatura.

La sagomatura si realizza utilizzando delle dime in scala 1:1, la dima è una sagoma che viene realizzata per poter riprodurre lo strumento utilizzando una fresa per la lavorazione del legno, esistono dime per la parte del profilo esterno, per l’alloggio del manico, per gli scassi interni in cui l’ elettronica passa attraversando il body, e per i carved top tipo Les paul (nel qual caso si realizza una dima per ogni gradino del carved top, gradini che poi verranno lavorati con delle rasiere eliminando gli spigoli e realizzando la bombatura).

Si fissa la dima alla tavola e si lavora con la fresa per realizzare cassa dello strumento, successivamente si passa realizzazione dei contour con raspe e levigatrici, ed infine alla finitura con carta vetrata e poi alla verniciatura.

Dima per modello Les Paul
Dima per modello Les Paul

Come posso verificare di quanti pezzi è composto un body?

Spesso le industrie utilizzano body fatti in più di due pezzi, mi è capitato di vedere chitarre composte anche da cinque pezzi, di solito questo accade per recuperare materiale usando legni di risulta. Per verificare questo nei casi di chitarre con verniciatura traslucente, cioè con vernici colorate che lasciano intravedere il legno sottostante, basta ricercare le linee perfettamente rette tra le venature del legno, una venatura non sarà mai perfettamente retta per cui quando ne vedete una bella dritta che attraversa tutta la cassa state pur certi che è un incollaggio, e se la venatura dovesse nascondere la linea, cosa che può capitare se le venature sono accoppiate con attenzione, potete cercare in controluce le linee degli incollaggi, infatti una volta che la vernice si è asciugata questa penetra leggerissimamente negli incollaggi evidenziandoli quando si osserva lo strumento in controluce. La cosa si fa più complicata invece quando abbiamo uno strumento con verniciatura coprente, cioè con la venatura del legno non a vista, le industrie per mascherare questa cosa spesso impiallacciano la cassa, ovvero viene incollato uno strato di legno di mezzo millimetro sul fronte e sul retro di essa, questo per evitare che siano visibili in controluce le linee degli incollaggi una volta che la vernice si è asciugata. In questo caso si può “smascherare” la cosa cercando gli incollaggi nelle zone della cassa non impiallacciate, cioè sul bordo del retro della cassa, nella zona dove si trova il bottone della tracolla per intenderci,  in controluce saranno visibili gli incollaggi e si potrà determinare il numero di pezzi con i quali è composta la cassa della nostra chitarra, questo a patto che non sia verniciata con una tonnellata di vernice o con vernici estremamente coprenti come la vernice poliestere.

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Come posso saggiare la risonanza di un body per chitarra?

Ci sono degli studi e degli strumenti che consentono questa operazione, è un tecnicismo di alto livello non alla portata di tutti ovviamente. L’utente finale per saggiare la risonanza di un body in maniera pratica può fare questo test: a chitarra smontata, la si regge in un solo punto e si picchietta il corpo con un martelletto di bachelite o con la nocca del dito, come se si bussasse alla porta di casa, e si presta attenzione al suono emesso;  a seconda della risposta ottenuta, squillante o scura, ci potremo fare un’idea di quella che sarà la risposta timbrica dello strumento. Consiglio di percuotere il body su tutta la sua superficie così da capire se la densità del legno è omogenea, si può fare anche una ulteriore prova empirica mettendo a paragone diverse casse di diversi legni per capirne poi le differenti risposte timbriche.

L’estetica dei legni di una cassa ha relazione con la qualità?

L’estetica è molto importante, una tavola bella da vedere nella maggior parte dei casi suona anche bene, noi identifichiamo  bellezza nell’assenza di imperfezioni quali  nodi del legno, macchie, colorazioni innaturali o venature dal disegno anomalo, e sono questi i parametri che spesso determinano anche qualità timbrica.

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Come riconosco un body di fattura economica da uno di qualità superiore?

Innanzitutto lo capisci dal tipo di legno, i legni migliori sono quelli di cui abbiamo già parlato in precedenza, mogano, ontano, frassino, l’ acero per il top e così via, un body dozzinale non avrà mai questi legni.

Sapere quindi di che legni è composta la cassa è gia un buon inizio ma spesso anche a parità di legni impiegati, uno strumento può suonare meglio o peggio di un altro della stessa fattura. Anche suonare lo strumento da spento può essere un ulteriore test, se lo strumento ha un buon sustain ed una bella pasta timbrica vuol dire che i legni impiegati sono di buona qualità. Oggi comunque gli standard qualitativi sono buoni anche per le produzioni più economiche e difficilmente si trovano tavole che non suonano, i legni vengono trattati e selezionati gia alla base della catena produttiva.

Contatti:

Liutaio: Vincenzo Romano
Pagina Facebook: Sciuscià guitars&ideas
Profilo Facebook: www.facebook.com/vincenzo.romano
Email: sciuscialab@tin.it

Antonio Cangiano

 



About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

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