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Guitar News – Nuove leggi su palissandro e bubinga

Salutiamo il vecchio 2016 e diamo il benvenuto al nuovo anno e anche a una novità.

Non volendo creare allarmismi, il CITES, che per chi non sappia cosa sia è l’acronimo di Convention on International Trade of Endangered Species che per i non anglofoni può essere tradotto semplicemente come Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, ha da poco emanato una nuova direttiva inerente al palissandro e al bubinga.

Per chi non masticasse questa tipologia di argomenti cercheremo di essere esaustivi, per particolari tipologie di materiali come per esempio le pelli di animali, animali esotici o l’avorio o legni particolarmente rari vi è una trafila legale che regolarizzi l’importazione di questi materiali esotici all’interno dell’Unione Europea.

A che tipologie di regolamenti ci troviamo davanti?

  • E’ vietato importare, (ri)esportare, trasportare, vendere, esporre e detenere gli esemplari tutelati dalla CITES che siano sprovvisti di specifici permessi. Specifiche sanzioni, anche di carattere penale, sono previste dalla legislazione nazionale in caso di violazioni della Convenzione e dei Regolamenti Comunitari.

 

  • Si possono importare e/o (ri)esportare animali e piante, loro parti e prodotti derivati inclusi nelle Appendici della CITES e negli Allegati dei Regolamenti Comunitari solo se autorizzati. Vengono infatti richiesti permessi che riportano dati precisi in riferimento alle specie che si intendono movimentare (esempio: data di rilascio e di validità, denominazione scientifica e comune della specie, descrizione esatta della merce e gli estremi dell’origine/provenienza della medesima, etc.). In Italia i certificati sono rilasciati dal Corpo forestale dello Stato e dal Ministero dello sviluppo economico.

 

  • Presso 23 delle sedi doganali italiane sono presenti i Nuclei Operativi CITES del Corpo forestale dello Stato per il controllo e la verifica merceologica delle spedizioni di animali e piante tutelate dalla CITES.

 

  • Sono centinaia le specie animali e vegetali il cui commercio è vietato e decine di migliaia quelle regolamentate dalla CITES e dalla relativa normativa internazionale, comunitaria e nazionale. Sono così protetti pappagalli, scimmie, rettili, cactus, orchidee nonché oggetti in avorio, gusci di tartaruga, animali impagliati, pelli di felini e molti altri esemplari.

 

  • Si raccomanda di prestare la massima attenzione prima di acquistare e importare esemplari vivi o derivati di specie tutelate dalla CITES. Si potrebbe incorrere, se sprovvisti delle necessarie autorizzazioni, in una sanzione amministrativa o in una denuncia penale, ai sensi della normativa vigente.

 

  • L’ultimo aggiornamento all’elenco delle specie protette ai sensi del Regolamento (CE) n. 338/97 è contenuto nel Reg. (CE) n. 101/2012 attualmente in vigore

(Fonte: Sito del corpo forestale dello stato)

In base alla specie che si vuole proteggere e al grado di controllo che si vuole applicare, esistono quattro tipologie di allegati.

  • Allegato A: comprende le specie che figurano nella Appendice I della Cites e alcune altre specie di Appendice II inserite secondo diversi criteri (rarità, pressione commerciale di utilizzo, somiglianza con specie dell’Appendice I, presenza allo stato selvatico sul territorio comunitario);

 

  • Allegato B: comprende sostanzialmente le specie che figurano nell’Appendice II della Cites (salvo quelle incluse nell’Allegato A), le specie dell’Appendice I per le quali è stata avanzata una riserva, altre specie inserite secondo diversi criteri, quali volume di scambio internazionale che potrebbe essere incompatibile con la sopravvivenza della specie o di alcune popolazioni, o – di estrema importanza dal punto di vista ecologico – le specie per le quali si è stabilito che l’introduzione di esemplari vivi nell’ambiente naturale della Comunità possa costituire un pericolo ecologico per le analoghe specie indigene;

 

  • Allegato C: comprende le specie della Appendice III della Cites, diverse da quelle degli Allegati A e B, specie della Appendice II della Convenzione per le quali è stata avanzata una riserva;

 

  • Allegato D: comprende alcune specie di cui la importanza del volume di importazioni comunitarie giustifica un controllo e specie della Appendice III della Convenzione per le quali è stata avanzata una riserva. La creazione di tale allegato D è di estrema importanza perchè elencando specie non-Cites per le quali devono essere controllati i livelli di importazione costituisce un importante contributo per il principio cautelativo.

(Fonte: Sito del corpo forestale dello stato)

 

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Ora, questo elenco viene aggiornato ed’è consultabile presso la Gazzetta dell’ Unione Europea sotto la legge 338/97 e permette a chiunque di sapere quali elementi non infrangono la convenzione di Washington, che appunto regolarizza tali operazioni di import/export, e a seconda delle varie tipologie di operazione va effettuata una regolamentazione.

Chi da anni commercia del legno gia avrà più dimestichezza nelle pratiche e negli allegati (A & B) che trattano appunto queste questioni, ma cosa cambia per l’utente finale?

Cambia che a quanto pare entrambi questi legni, utilizzati da tantissimi anni per la costruzione delle chitarre, dovranno essere regolarmente registrati presso l’ ufficio Cites più vicino e in caso di vendita o di spostamento dello strumento al di fuori dell’ Unione Europea lo strumento dovrà essere accompagnato da un documento di accompagnamento che faccia da garanzia sulla regolarità dell’ acquisizione del  suddetto.

Cosa rischia poi chi vende o acquista senza regolare documento?

Le violazioni alle disposizioni della Convenzione e del Regolamento (CE) n. 338 del 1997 sono punite con le sanzioni previste dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150 integrata e modificata dalla legge 59/93 e dal D. lgs. 275/01 che, oltre a prevedere specifiche sanzioni per i reati di violazione della normativa CITES, indica precise misure per regolamentare la detenzione ed il commercio delle specie.

In base a questa legge, è vietato importare, esportare o riesportare, vendere, esporre e detenere esemplari vivi, morti nonché loro parti e prodotti derivati dalle specie iscritte all’Appendice I, II e III che siano sprovviste di regolari permessi.

La legge 150/92 configura l’inosservanza dei sopraelencati divieti come reati e li penalizza con l’arresto o l’ammenda e, sempre, con la confisca degli esemplari o dei prodotti. L’art.8 affida al Corpo forestale dello Stato la sorveglianza sull’applicazione della normativa che viene effettuata dai Nuclei Operativi istituiti presso le dogane abilitate ed i Servizi CITES Territoriali.
Solo per gli oggetti che siano effetti personali sono previste sanzioni amministrative e specifiche deroghe al divieto di detenzione in assenza di idonea documentazione.

(Fonte: Sito del corpo forestale dello stato)

Cosa possiamo aspettarci, un rincaro sui prezzi o solo una legnosità burocratica?

Attualmente l’ associazione Dismamusica si è attivata attraverso una live chat sul loro sito attiva ogni giorno dalle 12 alle 13 mentre per gli altri orari è possibile lasciare una mail tramite il form apposito per avere informazioni e noi faremo in modo ti tenere informata l’ utenza sulla questione.

Antonio Cangiano

About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

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