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Fender Stratocaster Lonestar Deluxe – Una Strato da lavoro

Nella vita di un musicista alcune tipologie di chitarre devono essere obbligatoriamente presenti all’interno del suo RIG, una tra questa è sicuramente la Stratocaster, chitarra che ormai è onnipresente in qualsiasi palco o studio di registrazione del globo terraqueo, ma tra le varie american standard, made in mexico, classic, custom shop e via dicendo, un musicista quale potrebbe scegliere come Stratocaster spendere una cifra quantomeno umana e mantenere una resa di tutto rispetto?

Considerazioni Estetiche

Direi che questa sezione è alquanto opinabile per un semplice fatto di gusto, se piace la forma della Stratocaster allora non si hanno problemi la differenza la si vede solo nelle colorazioni, quella che avrei preferito sarebbe stata la sunbrust con battipenna tartarugato, ma mi accontento della sua colorazione nera che male non è ma comunque non mi fa impazzire di gioia.

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Considerazioni Tecniche

Questa particolare serie, costruita in Messico a differenza della vecchia serie americana che è ancora più paurosa ma purtroppo difficilmente la si trova, ha un equipaggiamento veramente di tutto rispetto che mi ha piacevolmente stupito sotto tantissimi aspetti, i single coil sono Fender Texas Special mentre l’humbucker è un Seymour Duncan Pearly Gates, che è un pick up di tutto rispetto al pari dei vari 59 o Jeff Beck che di solito troviamo in giro.

Sotto il battipenna invece trovo una schermatura alquanto decente che copre il vano elettronica e quello dei pick up, cosa molto gradita personalmente parlando e tre potenziometri Fender/CTS da 250k (come da circuitazione), dal punto di vista elettronico non ho nulla da ridire, mancano solo dei fili decenti e un condensatore per il treeble bleed e per il resto questa chitarra  è pronta per la guerra, complimenti a Fender.

Il manico è un unico pezzo di acero con un foglio di noce sul retro per ricalcare un estetica più classica, manico di stampo moderno con raggio a 9,5 e un profilo modern C, il palissandro si presenta molto carino, ovviamente parlando di una chitarra economica ma ha delle venature carine a vedersi, tasti medium jumbo non di qualità eccelsa ma si può ovviare quando la si porterà a ritastare, per il resto la verniciatura è poliuretanica, cosa che mi aspettavo senza remore per chitarre di questa fascia, e credo anche abbastanza spessa a un primo occhio, ma è lo standard Fender per queste fasce basse, quindi non mi lamento.

Selette Fender vintage su ponte a sei viti, qui ho storto il naso, perchè mettere un ponte vintage su una chitarra di stampo moderno?

Non ho ben capito i motivi di questa scelta anche se sono un amante del ponte a sei viti perchè lo reputo più stabile, ho risolto la cosa montando una serie di selette Grap Tech in acciaio inox, migliori a vedersi e più durature delle normali selette.

Meccaniche autobloccanti Fender, nulla da segnalare mantengono l’ accordatura in maniera decente anche con qualche bending violento, i colpi di leva entro il mezzo tono reggono bene, ma non ho il ponte settato in modo tale da avere più scursione, ma dovrebbero reggere senza colpo ferire.

Capotasto in plastica, come su tutte le Fender, sarà il prossimo pezzo da cambiare con uno in osso per avere più sustain e un suono decisamente migliore, una piccola spesa che aumenta di moltissimo la resa dello strumento.

Fender Stratcaster-Lonestar Deluxe nuovo modello
Fender Stratcaster-Lonestar Deluxe nuovo modello

Considerazioni Sonore

Per quanto riguarda le chitarra, soprattutto quando si parla di Stratocaster e similari, andiamo spesso a imbatterci in una serie di suoni che di base conosciamo molto bene, i suoni delle posizioni uno, due e tre della Stratocaster le conosciamo tutti e valgono anche per questa chitarra, i Texas Special permettono di avere quel calore in più rispetto ai pick up standard e una botta leggermente migliore, il tutto senza avere un numero di alti troppo esasperanti da sembrare delle motoseghe e con la giusta dose di Twang che ti rende la chitarra adatta al genere rock-blues vintage style.

Le cose cambiano quando cominciamo ad’ avviarci verso le posizioni quattro e cinque del selettore, ovviamente essendoci un humbucker al ponte, e non un humbucker qualsiasi, un Seymour Duncan Pearly Gates che non è un pick up proprio da quattro soldi anche se non potentissimo in questo contesto (potenziometri da 250k, la circuiteria non va molto pro humbucker, ma è una strato quindi in buona parte ci sta) rispetto a un Jeff Beck ma permette di divertirsi sia in pulito che in distorto, suona molto tondo e con poche medie.

Per quanto riguarda invece la chitarra in sè, al di fuori del suo piano elettronico, devo dire che suona bene, il corpo vibra bene  nonostante la vernice poliuretanica e si sente vibrare anche il manico che essendo un unico pezzo di acero permette una bella trasmissione.

Una mezza idea la esprime il buon Greg, che conferma le mie impressioni ->Video-Prova GregGuitars


Considerazioni Economiche

Prezzo di vendita del modello preso in esame, 725 euro, ora esiste il nuovo modello che non ho mai provato, sempre messicano, ma che presenta un pick up al ponte diverso sempre costruito da fender e un sistema di Tap Coil, direi che è un prezzo molto competitivo e conveniente dato che alcune messicane costano quasi la stessa cifra e non hanno la stessa elettronica per esempio.

Il rapporto qualità prezzo è molto alto, sono soldi ben spesi.

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Considerazioni Finali

Chitarra dalla dotazione completa rispetto alle normalissime made in Mexico, esce di fabbrica con una dotazione bellissima e molto funzionale, è una chitarra molto suonabile e anche molto comoda per chi ha mani leggermente grosse come quelle del sottoscritto, un buon compromesso per chi si avvicina al marchio Fender o per chi cerca una Stratocaster economica ma dalla buona resa.

PRO

  • Grande comodità
  • Ottima Dotazione di base

CONTRO

  • Un sistema di splitting per l’ humbucker sarebbe stato carino
  • Tasti non eccelsi, ma è una fascia economica

Nota dell’ autore

Personalmente parlando ho acquistato questa chitarra per lavoro, dato che molte situazioni necessitavano dei suoni tipici Fender, ma cercavo una soluzione economica che mi permettesse di lavorare senza spendere un patrimonio.

Devo ammettere che questa chitarrina mi ha stupito molto per la dotazione e la resa, l’ho preferita alle Classic Player 50 e 60 che comunque costavano quasi 200 euro in più, sarà stato quell’impostazione leggermente più moderna del manico e l’humbucker al ponte probabilmente, non sono un gran fan dei suoni tipici del blues o comunque di quella risma, per quanto la dotazione dei magneti sia di ottimo livello, forse un giorno provvederò a una sostituzione totale per renderla più tendente verso il rock moderno, ma non è sicura come opzione, inoltre con poche centinaia di euro di spesa (80 circa le sellette , 15 il capotasto e circa 100 per le meccaniche) si può rendere questo strumento che gia nasce ben costruito un muletto da soma per tutte le situazioni, sono soddisfattissimo per ora del mio acquisto e delle modifiche che ci sto facendo e credo che se la sostituirò sarà per un altra Strato ma di fascia molto più alta, forse un American Elite o una Custom Shop, ma non per dire che questa chitarra suoni maledettamente bene, ma per dire che per effettuare un salto di qualità degno di nota preferirei firmare un mutuo per uno strumento di livello molto più alto rispetto all’American Standard.

Antonio Cangiano



About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

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