MIS (Music Italy Show) – Bologna 2013

Ho pensato diversi giorni prima di abbozzare questo reportage sull’ultima (… e forse lo è davvero. ndr) Fiera degli strumenti musicali tenutasi a Bologna nell’ambito del Music Italy Show. Una fiera organizzata come non mai: un sacco di ospiti, diversi seminari, espositori con le ultime novità del settore, ecc. Cosa mancava? Forse un pò di pubblico in più, ma non solo!

Sono più di due decenni che frequento le Fiere nazionali. Ho iniziato nell’88 quando l’allora SIM HiFi di Milano mi entusiasmò talmente tanto che ne fui condizionato per gli anni successivi in tutto il mio cammino professionale. Era il periodo in cui si dischiudevano nuovi e importanti processi nell’elettronica professionale, come la presentazione nazionale del Korg M1 che avrebbe avviato quello che oggi conosciamo come il settore delle Workstation a tastiera: Korg Kronos X, Yamaha Motif XF, Roland Fantom sono solo gli ultimi, coevi, eredi di questa tipologia strumentale. Digital Boy presentava una sua DJ Session con un Emulator 3 anticipando quelli che poi sarebbero diventati i DJ set tanto cari ai producer odierni con Ableton Live, NI Maschine, AKAI MPC Renaissance, ecc.
Le giovanissime aziende C-Lab e Steinberg presentavano dei rudimentali, per oggi, sequencer MIDI: si chiamavano rispettivamente Notator e Cubase, mentre un’altrettanto pioneristica Digidesign presentava i sistemi Audio Tools (oggi Pro Tools) e Sound Designer.
SIM HiFi: due immensi padiglioni che ci vollero giorni per girarli tutti e, probabilmente, ancora novizio, mi persi qualcosa per strada.
Era il periodo in cui la rete non era popolare ed il negoziante sotto casa, potendosi permettere solo l’esposizione di poche tastiere e chitarre, era il primo a ritagliarsi un posto in prima fila per seguire “avveneristiche” demo (ricordo quella esilarante ma dall’alto grado tecnologico sviluppata da un giovane Michele Paciulli, due anni più tardi, con il sistema HDR ad 8 tracce di Korg: una avvenente “cugina” di Jessica Rabbit dialogava con lo stesso Paciulli mentre venivano mostrate le peculiarità del sistema).
Sono stato sempre attorno alle aziende anche quando, con i primi esempi di comunicazione via WEB, gli utenti arrivavano già preparati presso gli stand e molto più mirati erano i quesiti posti ai dimostratori: gli stessi che, a volte, non avendo avuto modo di approfondire per tempo la conoscenza specifica dello strumento, ne sapevano meno dell’utente. Sintomi questi che anche quest’anno hanno marcato l’assenza di molti grandi distributori e che, come fu la controversia Napster - Discografia, di qualche anno prima, lasciavano già da tempo presagire che anche nel settore della promulgazione territoriale di strumenti musicali qualcosa doveva cambiare. Eppure, salvo poche eccezioni, la formula della Fiera è rimasta pressoché immutata. Pur rispettando le competenze e la maestria dei dimostratori, non ho notato grandi differenze rispetto a ciò che oggi mi può dare il web.

Mi domando allora: che ci vado a fare in Fiera?

Gino Paoli e Gianni Morandi

Gino Paoli e Gianni Morandi

Ho avuto il piacere di farmi scattare una foto con Gianni Morandi e apprezzo le interviste che lo stesso, alternandosi con Red Ronnie su una delle postazioni principali aperte al pubblico, abbiano fatto ad altri grandi della musica italiana: primo fra tutti Gino Paoli. Accetto anche che una mia alunna di Liceo Musicale non sia voluta uscire dalla Fiera prima di essersi scattata una foto con Mauro Coruzzi (in arte Platinette), e che Fio Zanotti e Dody Battaglia abbiano intrattenuto i presenti con dovuta professionalità, ma dove erano i tanti e nuovi artisti della scena italiana, tanto cari al pubblico dei vari talent televisivi o “gettonati” alle radio?

Hanno allestito tre grandi palchi all’esterno dei padiglioni, alternando esecuzioni scolastiche (… ma la scuola aveva chiuso i battenti qualche giorno prima: lo sapevate quando avete organizzato le date? ndr), con quelle di gruppi professionisti e artisti in cerca di visibilità. Sotto un sole cocente e qualche distrazione organizzativa, i poveri tecnici hanno dovuto soddisfare un’enormità di richieste ed esigenze operative che non mi ci sarei voluto trovare nei loro panni.

 MIS-Bologna-2013-Stadio

MIS Bologna 2013 – Stadio -

A loro tutto il mio rispetto ed il mio grazie per come hanno gestito il gruppo di ragazzi del mio Liceo Musicale. Intanto, però, quello più trandy l’ho riscontrato allo stand Casale Bauer con gli Stadio attanagliati in una Demo Room che hanno concertato per poche decine di fortunati visitatori.

È il caso di rilevare certe disamini personali? Credo di sì. È diverso tempo che ci si lamenta delle cose che non vanno. I grandi che sono a capo del settore hanno in media i capelli bianchi e anche per loro credo sia arrivato il momento che, nel rispetto delle proprie posizioni, diano spazio a mentalità più giovani o quanto meno affianchino certe vedute con qualche “estrosità” che potrebbe rinvigorire e dare nuovo fermento all’istruzione e alla diffusione della musica in Italia. È il momento che ognuno, con le proprie priorità, non faccia l’egoista, pensando che siccome gli affari vanno bene, il problema non lo tocchi minimamente. Credo che la cooperazione d’intenti, la possibilità di guardare oltre la propria punta del naso, investire sulle nuove generazioni (… e non solo da parte del Governo, aggiungerei), rendere più appetibili e unici simili incontri, sia una condizione che vale la pena considerare collettivamente, prima che l’ombra di una situazione come l’ultimo Concerto avvenuto all’ERT greca, possa affacciarsi alle nostre porte. Servono nuove idee imprenditoriali. Serve che le notizie siano trasparenti e non filtrate da interessi personali. Serve che i prodotti, sopratutto quelli nazionali, possano riscontrare dignità professionale pari a quelle delle grandi multinazionali. Serve che le aziende imparino dagli errori del passato per avviare un efficace futuro. Serve che il Governo allenti la morsa esattoriale e dia respiro a chi in questo settore ci crede ancora e ne porta avanti la filosofia progettuale, costruttiva e di settore culturale-operativo.

Passiamo ai prodotti, rimandando ad eventuali ulteriori approfondimenti (tanto c’è la rete!), quelli di vostro interesse personale. Tralasciando ad una panoramica generale gli altri, punto l’attenzione sui prodotti che in questo periodo stanno riscontrando ampi consensi.
Viscount Physis Piano  Physis Piano: credo che sia il progetto e prodotto più innovativo e ambizioso presente in Fiera. È tutto italiano sia dal punto di vista della ricerca che nella parte di sviluppo e realizzazione. Si tratta di un piano digitale basato sui Modelli Fisici (quindi niente campionamento per le sonorità principali, ma costruzione del suono su elementi fisici ricostruiti con algoritmi matematici che simulano il comportamento delle corde, dei martelletti, del feltro, dei materiali dei battenti, della cassa armonica e così via). Le categorie basate su tali algoritmi sono quelli del Pianoforte Acustico, Elettrico e i Mallets (percussioni intonate). Tutti gli altri strumenti residenti, che vanno considerati un necessario completamento dello strumento, sfruttano campionamenti multi layer. La meccanica, customizzata, è anch’essa italiana (una variante della Fatar TP40, pare): manca a mio avviso del doppio scappamento, ma la decisione di non implementarlo è filtrata dal target a cui si rivolge lo strumento: studi di registrazione e stage piano moderni, dove tale peculiarità probabilmente non è molto richiesta. Il costo è un pò alto, ma credo che nell’ambito degli studio e dei palchi di alto profilo, il Physis Piano possa rendere meglio di tanti prodotti a campionamento che dopo una stagione, magari risultano già obsoleti.

Korg Ms 20 Mini KingKorg e MS20mini: altri due prodotti molto gettonati dell’ultima ora. A secondo dei distributori, i tempi di attesa sono nell’ordine di mesi per accaparrarsene uno. La rilettura dell’azienda nipponica sulla sintesi sottrattiva. In veste completamente digitale il primo; puramente analogico, con tanto di fruscio e rumore di fondo il secondo. Polifonico e dal grande sound grazie alla funzione Unisono e al Boost Drive in uscita per il King, patchabile e caratterizzante quanto basta per renderlo unico nelle sonorità il Mini. Riguardo quest’ultimo, mi hanno lasciato un pò perplesso la tastiera e la relativa fragilità delle patch cord (Minijack da un 1/8).

Universal Audio

MIS Bologna 2013 – Universal Audio – Copyright © Age of Audio Music Magazine

Nello stesso stand della EkoMusicGroup l’intero nuovo setup dell’italiana StudioLogic con il recente Sledge a dominare il NumaPiano ed il NumaOrgan. Ancora una volta si tratta di un VA dal grande suono e con ampi controlli in real time. Un pò stretto in un angolo, l’esposizione e la prova della nuova UAD Apollo 16, accerchiata da monitor Focal serie CMS e le esuberanti SM9.
Sistema Yamaha Nuage: non aggiungo nulla. Vedetevi il video, girato con la cortesia di Franco Fraccastoro ed il bene placito dei dirigenti Yamaha. Attenzione al costo, da ricercare in rete: non proprio alla portata di tutti, ma in linea per caratteristiche e funzioni con i sistemi Icon di ProTools.
In bella mostra allo stand Proel, anche i Mixer Behringer X32 e Line6 M20D StageScape. Il primo, a dispetto del marchio di fabbrica, ha riscosso ampi consensi e premi internazionali per il know how sotteso allo strumento. Ci ho messo le mani sopra: proveniente da una discreta esperienza sia con gli analogici e digitali, l’operatività è stata discreta. Qualche cosa si può ancora ottimizzare, a mio avviso, ma la curva di apprendimento resta in ogni caso molto rapida. Sul suono non mi esprimo, il casino della fiera non consentiva di poterne apprezzare appieno le caratteristiche foniche. Per il secondo, ci troviamo di fronte ad un concetto del tutto nuovo, con possibilità di autoconfigurazioni e pieno controllo tattile delle caratteristiche operative: bisogna farci la mano. Prezzo al pubblico, a mio avviso, un pò alto considerando un target da Gruppo Pub.
Bisogna farci la mano anche con il Mackie DL1608, di prezzo più abbordabile ma a cui aggiungere il costo di un iPad (da valutare, però, anche nel mercato dell’usato! ndr.). Da solo ha coperto le esigenze del “mini” concerto degli Stadio presso Casale Bauer. Credo sia un prodotto da provare su strada, come pure una dovuta attenzione credo sia il caso di relegarla alla nuova serie di microfoni D:Facto della DPA. Anche quest’ultimo, usato da Gaetano Curreri durante l’esibizione, mi ha dato una sensazione di forte trasparenza e sensibilità.
Ketron Audya 5

MIS Bologna 2013 – Ketron Audya 5 – Copyright © Age of Audio Music Magazine

Ketron: tutto italiano, con nuove proposte per il settore del piano bar e dell’intrattenimento musicale (leggi Karaoke!). Era possibile provare tutti i prodotti dell’azienda, tra cui anche i più recenti: MIDJ Pro Multimedia Player votato alla lettura di qualsiasi formato MIDI e Audio di ultima generazione con doppio player operativo in modo da mixare due sorgenti audio; AUDYA 5 e AUDYA 4 e GP1, rispettivamente per il settore tastiere/moduli con accompagnamenti e stage piano. Mentre, gli utenti Windows che sono alla ricerca di un modulo stand alone tutto fare, con tanto di Wavetable compatibile GM da sostituire a quello interno, possono rivolgere l’attenzione al SD1000.
Last but not least, Yamaha a cui va, invece, il premio Stand più grande (la metà rispetto a quello del 2010, credo di ricordare!) con l’esposizione, comunque, di tutte le ultime novità del settore elettronico: dai nuovi mixer serie MGP, dalle interessanti caratteristiche audio che strizzano occhio al settore prosumer, alle tastiere serie PSR e le nuove MX49 e 61, via di mezzo tra master keyboard e synth downgraded della serie Motif. Per gli amanti delle bacchette, c’era modo di provare sia alcuni setup esclusivamente acustici che la linea DTX.

Sicuramente i prodotti elencati sono filtrati dalla mia attitudine professionale e mi scuso per i tanti settori esposti che avrebbero meritato maggiore attenzione, ma il presente reportage non è stato indirizzato ad un elenco di prodotti più o meno appetibili per i quali sicuramente una capatina al MIS vi avrebbe offerto maggiori possibilità di prova e avrebbe giovato a tutto il settore e non solo agli organizzatori. Per il resto, quindi, aggiungo un pò di foto scattate fra gli stand.

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