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Dolphin's Sound David

Dolphin’s Sound David – L’ onda quadra della Signoria

Pedale facente parte della prima serie meglio conosciuta come “Tre uomini nudi”, che rappresentano le tre statue di rinascimentale memoria della ben nota Piazza della Signoria in Firenze, il David è un distorsore che pur presentandosi in maniera scarna e forse poco appariscente dal punto di vista estetico può dire in un mondo saturo di suoni come quello delle distorsioni.

Uno tra i primi pedali prodotti dalla ditta Dolphin’s Sound che si immette in una fascia di prezzo molto concorrenziale e alla portata di tutti.

Considerazioni Estetiche

La pecca del David ma come di tutta la serie è purtroppo l’ estetica, il pedale si presenta scarno con solo la grafica della statua e i nomi dei controlli, però guadagna punti con le manopole trasparenti e la base led che gia vidi con il Purgatorio Overdrive e presente su tutti i pedali della casa, questi due fattori migliorano il colpo d’occhio ma per molti forse potrebbe risultare un po’ scarno.

Considerazioni Tecniche

Su questo piano purtroppo il discorso si fa un pochino ostico, non perché sia difficile parlarne in sé, ma perché diventerebbe più una cosa per i fanatici dell’elettronica.

Un distorsore non deve avere un numero esagerato di controlli, il David ha il numero necessario, ovvero gain, volume e tono, nulla di più e nulla di meno, il resto della discussione andrebbe fatto smontando il pedale e andando a vedere componente per componente, ma siamo prima musicisti che ingegneri o periti elettronici, quindi mi soffermerei più sul piano sonoro.

Sicuramente a favore suo vi è il truebypass meccanico che permette una trasparenza sonora senza problematiche di alcun tipo, cosa sempre apprezzabile su un pedale.

Dotazione essenziale sul piano tecnico e stessa filosofia di costruzione optata per il Purgatorio, nulla di strano da segnalare.

 

Considerazioni Sonore

La pasta sonora di questo pedale rappresenta una sostanza di vecchio stampo, una distorsione che ricorda un pò i vecchi distorsori degli anni 80, questo è un dato di fatto che non ha da ridire sulla qualità del pedale, bensì sulla fascia sonora a cui ci andiamo ad’ affacciare.

Il segnale viaggia dalle due chitarre su cavi Linfaudio Platinum Way e arriva a uno Hughes & Kettner Edition Tube da 20 watt.

Ahimè non è effettivamente un distorsore eccessivamente a fuoco su alcuni settaggi, ma questo è derivante dalla grandissima quantità di guadagno che ha e andando avanti con il gain purtroppo tende a impastare, quindi in questo caso è consigliabile tenere più alta la soglia del volume e evitare il gain settato al massimo.

Nell’ ambito degli usi del pedale direi che la scelta è alquanto ampia, perchè si presta al metal anni 80 fino alle distorsioni di fine anni 90 dell’ hard rock fino al nu metal.

Gain : La quantità di guadagno del pedale è veramente alta, parliamo di un pedale che è capace di creare un muro di suono di un certo spessore, gia a bassi livelli possiamo gia definirlo un buon lead channel su chitarre Single Coil mentre è gia abbastanza spinto se si usa un Humbucker, quando si comincia a superare la metà dell’ escursione del pedale si passa la frontiera dell’ hard rock / heavy metal degli anni 70 e 80 e arriviamo alle porte di quel sound tipico dei generi del metal un pò più estremi, quindi quei sound più improntati verso il Thrash Metal.

Non si disdegna anche l’ uso per generi meno violenti, ha un timbro che strizza l’occhio anche alle sonorità dei Bad Religion per quanto riguarda il punk rock.

Tono : La sezione riguardante il Tono risulta essere non eccessivamente invasivo, durante tutta l’escursione del potenziometro non si arriva mai al un suono totalmente scuro e ovattato senza presenza di medio alte e nemmeno a un sound troppo tagliente da far sembrare la nostra chitarra una motosega in funzione, riesce a essere abbastanza tondo in tutto il suo spettro sonoro.

Volume: Sul volume nulla da aggiungere fa egregiamente il suo dovere, il sound non risulta eccessivamente compresso anche a bassi livelli di volume, superato la metà il suono acquisisce più spessore sulle basse rendendolo molto più grosso e possente.

Considerazioni sulla Stratocaster

Per quanto non sia molto avvezzo all’ uso di distorsori su una Stratocaster ho messo l’ anima in pace è attaccato cavi e tutto, diciamo che i texas special della mia lonestar non sono molto adatti a sonorità eccessivamente spinte, però si riesce ad’ avere una sonorità per un suono distorto di tutto rispetto molto orientato a sonorità vecchia scuola, abbastanza acide ma comunque composto e gestibile e con una dose di cattiveria che passa dalle sonorità molto vicine al Muff che a quelle dei distorsori tanto famosi come il Ds1 Ultra Keeley.

 

Considerazioni su Vigier Bumblefoot

Su queste tipologie di chitarre devo ammettere che questo pedale da un sacco di soddisfazioni, per chi cerca le sonorità hard rock anche in stile Steve Vai (per esempio quelle del disco di Fire Garden) ti diverti veramente tanto, con il di Marzio Crunchlab che ho al ponte sono riuscito a ottenere un sacco di sonorità che vanno dalla ritmica in stile Europe o Scorpions fino alle parti solistiche tipiche di quegli anni o comunque di molti shredders.

Ovviamente alzando il gain fino alla soglia massima tende a comportarsi quasi come un fuzz se non si compensa con la manopola del volume però non tende a comprimere come mi aspettavo e questo mi ha lasciato molto contento, esprime cattiveria anche a bassi volumi.

Considerazioni Economiche

Circa un centinaio di euro il prezzo di vendita, siamo nella fascia dei pedali di qualità medio bassa per questa cifra e qui stiamo parlando di un prodotto fatto a mano in Italia, direi che la differenza è alquanto pesante rispetto ai vari pedali soprattutto orientali con componenti SMD, che una volta danneggiati fai prima a buttarlo e rimettere dentro un circuito nuovo.

Quindi complimenti all’ azienda per un prodotto di buon livello a un prezzo da produttore asiatico, promosso a pieni voti su questo lato.

Considerazioni Finali

PRO

  • Prezzo di vendita basso
  • Suono non compresso

CONTRO

  • Estetica Scarna
  • Tendenza a impastare a alti livelli di gain

 

Nota dell’ autore

Non sono molto avvezzo all’uso dei distorsori, uno tra i pochi che ho avuto e che ancora ho in pedaliera è un Boss Ds1 con modifica Keeley Ultra comprato nuovo molti anni fa e poi modificato secondo quelle specifiche, il David ha quella pasta che io definirei “Ignorante” o “Cicciona” che ti permette di essere un rockettaro più old style come faceva appunto il Ds1 che gia avevo però con meno compressione, il che me lo fa preferire per qualche genere dove si serve un bel suono lead ma che non trascenda nell’ estremo.

Per il prezzo che ha francamente lo terrei a prescindere sia come principale che come backup, il suo lavoro lo fa e lo fa anche bene, quindi se vi avanza una piccola sommetta e vi serve un pedale di questo tipo penso che sia molto difficile trovare di meglio.

 

INFORMAZIONI UTILI:

Antonio Cangiano

About Antonio Cangiano

Antonio Cangiano nasce nel 1991 e coltiva l'interessa per la musica e lo strumento in giovane età , comincia gli studi di chitarra subito dopo la maggiore età e coadiuva lo studio dello strumento a quello della costruzione del suono. Dopo aver militato in gruppi di musica rock , pop e per un periodo anche jazz , cosa che gli permette di avere un ventaglio culturale più ampio sia dal punto di vista dell' esecuzione che sulla cura del suono. Comincia nel 2014 l' attività di recensore con ItalianGuitarTube dove ancora oggi cura la rubrica dedicata al Made in italy , dove recensisce qualsiasi tipo di strumento costruito nell' italico stivale gli capiti a tiro , avviando collaborazioni con aziende sparse in tutta Italia.

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