Novation – LaunchPad
Date le informazioni che abbondano in rete, diventa anacronistico parlare del LaunchPad come di una macchina nuova. Pertanto, per redigere questo articolo, l’approccio allo strumento è stato condotto volutamente in modo empirico, dettato dall’esigenza di capire se il nuovo strumento firmato Novation - espressamente dedicato ad Ableton Live e che ha destato molto interesse già prima della sua introduzione sul mercato – avesse, nascosta da qualche parte del suo OS, ancora qualche freccia al proprio arco nell’uso con altri software musicali.
Installazione
Anche se il LaunchPad viene riconosciuto in automatico dal sistema operativo, non altrettanto immediato è il riconoscimento da parte di Ableton Live: per questo motivo, in prima battuta, consiglio di scaricare dal sito Novation i driver più aggiornati ed avviarne l’installazione. Fatto ciò, si può procedere all’apertura di Live dove andranno settati l’I/O nelle Preferenze al tab “MIDI Sync” (Fig.1). Ad ogni successivo avvio, Live riconoscerà in automatico la connessione al LaunchPad.
Bundle Software
Prima di addentrarci nell’uso diretto del LaunchPad è bene sottolineare da subito che lo strumento è corredato da una versione Lite di Ableton Live. Chi è abituato a lavorare sostanzialmente con Groove Audio non troverà di che recriminare su questa versione “alleggerita” del programma. Ovviamente mancheranno l’arsenale audio e parte degli strumenti virtuali offerti con la versione Studio, ma considerando il costo finale dell’intero prodotto non posso che ricordare che “a caval donato …”. Chi ha già installato la versione completa di Live, come il sottoscritto, farà bene invece a non incasinare il proprio HD, anche se su MAC le due versioni possono tranquillamente convivere senza creare problemi.
E adesso… divertiamoci!
Il titolo la dice lunga sul fatto che il LaunchPad è immediato nell’utilizzo già dal primo approccio con Ableton Live. Lo scarnissimo manuale in PDF a corredo (solo 3 facciate) consente l’uso pressoché immediato dello strumento anche ai meno preparati in materia di controller. Doverosa indicazione: la prima fila orizzontale del LaunchPad richiama le modalità operative (di default il LaunchPad si autoimposta per la gestione delle clip con l’area centrale funzionante come Pad), l’area centrale e la fila verticale sulla destra, in base alla modalità operativa richiamata, assumono sia funzioni di richiamo di uno specifico Control Change, sia funzione di variazione numerica della modalità operativa attivata. Caricata qualsiasi session nel programma, il LaunchPad ne visualizzerà immediatamente la disposizione delle “clip” sui suoi 64 Pad che coprono l’area centrale del controller, con una matrice di otto tracce orizzontali per otto clip verticali. Casomai avessimo bisogno di controllare più di otto tracce, ovvero otto clips, le quattro frecce disposte nella parte alta a sinistra del controller ci consentono di scorrere in tutta l’area di Live con estrema semplicità e velocità. Ad ogni spostamento dell’area di Live, i Pad si adatteranno di conseguenza, dando sempre una visualizzazione chiara ed immediata di dove agire: ottimo. In questa modalità, settata di default all’avvio dello strumento, ma richiamabile in qualsiasi momento con il pulsante “Session” (qualora si cambiasse pagina operativa) , gli otto Pad verticali posti in verticale sulla destra operano la funzione di richiamo delle scene, auto settandosi, in senso verticale, man mano che ci si sposta nell’area operativa di Live. Gli stessi otto Pad assumono le funzioni indicate dalle serigrafie verdi, nel momento in cui si preme l’ottavo Pad “Mixer” della fila orizzontale. In tal caso, i Pad consentono di attivare alcune delle funzioni cardine del programma, mentre i 64 Pad operano le variazioni della funzione richiamata. Nello specifico, una prima modalità divide l’area centrale in due distinte zone operative, laddove le prime quattro file continuano la loro azione sulle clips, mentre le quattro file inferiori operano per ogni canale audio di Live, lo Stop delle clips, il Mute, il Solo e la messa in record (Arm). In questo caso, la fila di destra opera su tutte le tracce la stessa funzione, disattivandole. Diversamente, i primi 4 Pad di destra richiamano il controllo del Volume, Pan e Mandate ausiliarie del canale A&B. In questo caso i 64 Pad centrali assumono colorazione differente a seconda della funzione richiamata e ne variano i valori su otto valori fissi. Se, da un lato, ciò consente un rapido richiamo del valore desiderato con salti che variano a seconda della funzione richiamata (indicativamente 16 valori MIDI per ogni Pad adiacente), dall’altro ne rappresenta anche il limite più evidente qualora si volesse agire sulla scala completa dei 128 valori MIDI che, già di per sé, sono limitanti in alcuni contesti produttivi. C’è da dire, tuttavia, che essendo il LaunchPad pensato soprattutto per l’utilizzo dal vivo, gli 8 valori fissi valutati all’atto pratico risultano essere più che comodi per una performance live. Infine, i pulsanti operativi “User 1” e “User 2” consentono all’utente di poter programmare in proprio le funzionalità dell’area centrale che di default, lasciando le cose come stanno, fungono da Pad percussivi per i drum kit di Live. In questa modalità, mi avrebbe fatto piacere riscontrare la possibilità di avere i Pad dinamici, in modo da poter dosare l’azione percussiva sui suoni.
Altri Software
Ho premesso all’inizio che l’intento di questo test era indirizzato a capire se il LaunchPad potesse essere utilizzato anche in altri contesti operativi. Per far ciò, innanzitutto, ho dovuto scaricare dal sito Novation il software AutoMap nella versione più aggiornata (3.41) con il quale ho tentato di “accoppiare” il LaunchPad a Logic 9, software che uso abitudinariamente per le mie piccole produzioni audio. Ebbene, andando più in fondo nello studio di AutoMap ho scoperto che lo stesso è stato sviluppato con un occhio di riguardo alla serie SL e Nocturn, relegando il LaunchPad ad una sorta di Cenerentola della situazione. Con tale affermazione, intendo indicare il fatto che chi spera, come me, di poter usare il LaunchPad anche nella semplice veste di drum controller, pone male le proprie speranze. Anche la relativa semplicità di associare, tramite apposita pagina di programmazione di AutoMap, le note MIDI ai Pad del LaunchPad, non sempre restituisce quel feeling operativo tale da pensarlo come sostituto di un normale master controller. Ad ogni modo: con Ultrabeat, una volta impostate le 24 note MIDI, è stato un gioco da ragazzi programmare qualsiasi pattern ritmico. Con MOTU BPM, invece, c’è stata qualche difficoltà in più, dato che i 4 layer su cui sono disposti i 16 Pad percussivi rispondono, di fatto, alle stesse note ma con canali MIDI differenti, consentendo, pertanto, il controllo di un solo layer alla volta. Tale limite, tuttavia lo si avrebbe anche con un qualsiasi altro controller che opera su un solo canale MIDI alla volta. Un modo di aggirare parzialmente tale limite si ottiene operando direttamente sul BPM, attivando la funzione “Route MIDI Input to” e lasciando settata la voce adiacente su “Selected Bank&Part” (Fig. 2). Con Battery di Native Instrument, l’operatività è la stessa di Ultrabeat. Una volta settati tutti i Pad e caricato un set percussivo, ci si può sbizzarrire come meglio si crede nella costruzione dei propri pattern. Anche se non ho avuto modo di provare il LaunchPad su tutto lo scibile delle Drum machine virtuali (XLN Audio, GURU, iDrum, giusto per citarne alcune), il sistema rimane invariato: bastano un pò di pazienza e conoscenza minima delle note MIDI da assegnare. Una nota di merito per il LaunchPad e l’AutoMap va riconosciuta alla possibilità di assegnare a Pad differenti la stessa nota MIDI, cosa non possibile invece sulle tastiere, dove le assegnazioni sono fisse e, di solito, conformi in modo statico al General MIDI (GM Standard). Ciò ad esempio torna molto utile per creare un pattern di HiHat, dove la dislocazione su più Pad ne consente una più comoda e rapida programmazione.
Considerazioni finali
Per chi usa Ableton Live per le proprie produzioni o le proprie performance dal vivo, il LaunchPad rappresenta un must-controller dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Le piccole defezioni riscontrate (Pad non dinamici, valori di Control Change limitati) non penalizzano pesantemente la creatività; anzi, considerando che Live è un programma votato alla velocità operativa, il LaunchPad non fa altro che incrementarla. Non altrettanto convincente è l’uso nei confronti di altri plug-in o altre DAW, dove la la necessaria assegnazione dei Pad potrebbe scoraggiare più di un utente… Ancor più se si considera la mancanza di potenziometri e slider per il controllo di funzioni continue. Ma chi cerca tale confort, può tranquillamente indirizzarsi alle serie SL o Nocturn, che ad ogni aggiornamento di AutoMap allargano i propri orizzonti operativi alle DAW più recenti, con la peculiarità, unica per i controller, di auto-mapparsi su qualsivoglia parametro operativo del sequencer e dei suoi plug-in proprietari. Ritornando al LaunchPad, la possibilità di suonare fino a 64 suoni percussivi contemporaneamente velocizza notevolmente la costruzione dei pattern ritmici, qualunque sia il sequencer usato, a patto però che si perda un pò di tempo per la configurazione della propria drum machine preferita. Non va dimenticato nemmeno il prezzo, tra i più bassi per questo tipo di controller. Un consiglio: se andate a provarlo in negozio, cercate di avere con voi anche abbastanza soldi per portarvelo a casa. La tentazione è forte.
INFORMAZIONI UTILI:
Produttore: Novation
Modello: Launchpad
Website: www. novationmusic.com
Distributore: www.midiware.com
Prezzo: Euro 179 + IVA


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La novation ha fatto centro questa volta…
come si velocizzano i tasti launchpad?
ho comprato propio ieri il launchpad ho installato tutto ma nel momento dell’apertura di Ableton live 7.0.4 (mi è stato detto espressamente che supportava il pad) non mi visualizza la voce “launchpad” nella SUPERFICIE DI CONTROLLO (fig.1) mentre nelle voci “ENTRATA E USCITA” riesco a inserirlo….qualcuno mi può aiutare?