Softstep – Il controller tuttofare

If you thought this page is useful to your friend, use this form to send.
Friend Email
Enter your message
Enter below security code

I controller midi sono sempre stati al centro delle attenzioni dei musicisti di tutti i generi. Sul palco o in studio salvano o complicano la vita! In questi ultimi anni si è assistito al passaggio dai controller hardware, pieni di tasti e pedali, difficili da programmare, spesso da modificare con chip di provenienza parallela per ottenere maggiori prestazioni, a sistemi misti hardware-software. Ora siamo alla release 2.0 dell’evoluzione: controller ibridi, sempre più software, che delegano al pc gran parte del loro calcolo. Softstep alza la posta in gioco: un controller con hardware minimo a programmazione software ma con struttura fisica modellabile. Non esiste più una base hardware predefinita, ora anche il tasto può trasformarsi in pedale o in switch trasformando una pedaliera a 10 tasti uguali in una struttura variabile in cui numero di tasti, pedali, toggle, trigger sono completamente da definire. Il concetto di “tasto” e “pedale” cambia la sua connotazione originale e si evolve in un oggetto esa-dimensionale (x-y-pressione-rotazione-on-off…).


Trovandomi spesso a fare live con le mani sempre impegnate da qualche strumento musicale, sono costantemente alla ricerca di controller midi che mi agevolino il lavoro.
Mi sono imbattuto in SoftStep, il nuovo nato della Keith mcMillen (www.keithmcmillen.com).
Apparentemente è il solito controller, ma qui le promesse sono altre e mi hanno incuriosito.
Cominciamo col dire che la gestione è tutta via software, quindi addio alle notti spese con il Behringer FCB 1010 e simili, con sequenze di tasti che facevano impazzire: qui le cose sono più semplici ed intuitive… a patto che si legga il manuale però! C’è da studiare un pochino – anche se meno del solito -, ma bisogna familiarizzare con il linguaggio utilizzato dagli sviluppatori e con questo concetto dell’assegnamento multifunzionale dei tasti.
Ho provato il software su Windows 7 64bit SP1: lento e non proprio stabile. L’impressione è che sia nato per Mac, dove sicuramente funzionerà benissimo! Ultimamente sono un po’ sfortunato con i software multipiattaforma, scelgo sempre quella sbagliata (che sia ora di cedere alla tentazione della mela?!). Lo faccio funzionare in modalità compatibile Xp e sembra migliorare leggermente: almeno non si blocca. E’ una release 1.0, la prima “stabile” probabilmente.
Ma lasciando da parte la stabilità, si può lavorare. Il sistema offre la possibilità di assegnare 6 eventi ad ogni tasto scegliendo tra on/off, trigger o pedale x-y e altre varianti.

Vediamo come lo descrive la casa produttrice:

  • Pressione: ogni tasto è sensibile alla pressione per un controllo espressivo del suono
  • Direzione: i movimenti verticali e orizzontali vengono trasformati in valori
  • Portatilità: leggera 566gr e piccola come una tastiera di un pc
  • Livelli: fino a 6 Note, CC, Pitch Bend, Program, MMC, o OSC per tasto
  • Resistenza: materiale elastico con retro in fibra di carbonio… – cito testualmente – “resistente alla birra!”
  • Flashy: display a led 4 caratteri, 10 LEDs bicolori (rosso/verde) per chiave, retroilluminazione
  • Controllo: può pilotare qualsiasi software o hardware midi compatibile compreso i controlli da studio mmc e Hui di Protools e Logic, pedalini Line6 e simili


E’ tutto vero ma ci sono alcuni particolari che vale la pena sottolineare.
- I tasti sono di una specie di gomma morbida, silicone, la pressione non restituisce una risposta al tatto, non è come premere un pedale di alluminio insomma. Se qualcuno di voi ha provato le tastiere pc di gomma o le tastiere musicali avvolgibili sa di cosa parlo. Morale della favola: bisogna dare una sbirciatina prima di agire sul tasto per non  rischiare di ritrovarsi a premere sul pavimento.
- Con le mani e con i piedi scalzi (aaargh!!!) bisogna insistere molto sui tasti, soprattutto se usati come pedale.
-  Se parliamo di trigger on/off le cose vanno bene ma se programmiamo un pedale lineare su un tasto quadrato 5cmx5cm, con valori 0-127 è veramente molto difficile fermarsi su quello giusto, anche se esiste la possibilità di rallentare il tempo con un parametro detto slew (che è comunque troppo veloce).

L’idea merita comunque considerazione. Una volta programmato il controller trasferendo i dati dal pc si può lavorare in più modalità:

  • standalone USB per pilotare software o vst
  • standalone midi, attraverso un suo accessorio midi (non in dotazione) diventa un controller midi pcless
  • hosted, attraverso il suo software (che deve essere lasciato aperto) può utilizzare un numero di funzioni maggiore rispetto alla modalità standalone usb

Esempi di utilizzo
- La cosa più veloce che mi viene in mente per far comprendere le possibilità delle multifunzioni sui tasti è quella di programmare fino a 6 note per tasto creando accordi ad ogni pressione.
- controllo di loopstation (Guitar Rig, Ableton Live)
- controllo Pod e pedali (Line6 e simili)
- controllo parametri midi per pilotare synth (in modalità hosted ha anche il controllo di OSC)
- controllo di volumi su mixer virtuali e midi (qui ci andrei un po’ più cauto)

Si possono impostare azioni anche con il tasto off, una sorta di after touch. Se ad esempio si suonano accordi una delle azioni sul tasto off può essere una nota di basso per avere un effetto particolare.

Possono essere pilotati tutti i software e hardware midi compatibili. Particolare attenzione rivestono gli effetti per chitarra con il supporto delle impostazioni Toggle (che manda 0-1) e Toggle127 (che manda 0-127) e Ableton Live, che per sua natura si presta moltissimo.
Attenzione, dato il basso assorbimento funziona su IPAD. Ovviamente necessita dell’adattatore usb (camera connection kit per Ipad), ma l’idea di avere un prodotto PC/Mac/IPAD è sicuramente interessante.

Esperienza pratica con Guitar Rig
Per fare un test ho programmato il controller per il mio Guitar Rig 4, sostituendo la pedaliera della Native con SoftStep. Innanzitutto ho ben 10 tasti. Ho scelto di utilizzare:
2 tasti per il looper (rec/play e stop)
1 tasto per la funzione overdub della loop
1 tasto per il mute
1 tasto redo
1 tasto undo
1 tasto come pedale volume loop
1 tasto come pedale volume generale
1 tasto come mandata effetto

Avrei voluto programmare un tasto come pedale in modo da poter variare i preset degli effetti ma la cosa ha avuto poco successo. A differenza degli altri pedali che ho creato (volume, effetto) dove si può andare ad occhio/orecchio, un pedale che modifichi il preset deve essere preciso e questo come dicevo è davvero improbabile!
Ho risolto creando un intero preset per modificare i program change, quindi se voglio il preset 4 premo il pedale n. 4. Per il 42 è un po’ più complicato ma si abilita la funzione a 2 cifre spostandosi sulla quarta decina e poi si preme il tasto 2.
Il bello di questo controller è che è facile passare da un preset all’altro avendo a disposizione ogni volta 10 tasti. Il brutto è che i preset si resettano ad ogni caricamento, quindi spostandosi da un preset all’altro si perdono i valori memorizzati dai pedali. Se si tocca il pedale dopo esserci tornati questo riparte da zero (non mi ha sorpreso questa cosa, ma trattandosi di piattaforma “innovativa” potevano anche pensarci!).

Luci e led
A parte la retroilluminazione che fa la sua figura su un palco semi-illuminato, c’è un led bicolore su ogni tasto che è possibile programmare. Può essere fisso o lampeggiante (a 2 velocità slow/fast).
Si possono fare cose inusuali come ad esempio decidere l’azione di un tasto in base alla pressione di un altro tasto. Nel mio settaggio per Guitar Rig la luce Play lampeggia fino alla pressione del tasto di STOP.

La dotazione hardware/software

La dotazione hardware è piuttosto essenziale, quella software è inesistente, o almeno va scaricata.
- cavo usb 3mt
- adattatore per pedale esterno
- mini-manuale cartaceo quasi inutile
- una custodia di stoffa impermeabile – veramente “cinese”!
- un indirizzo internet da cui scaricare i programmi * questo serve e ci sono anche i manuali veri.

Pro/contro Tiriamo le somme
Volendo fare un bilancio di pregi e difetti il prodotto risulta sicuramente utile a chi vuole in poco spazio qualcosa di veramente versatile e molto resistente. Lo consiglio dunque a tutti i musicisti che utilizzano software e hardware con funzioni accessibili via midi e che hanno esigenza di passare con un tocco di piede dall’uno all’altro senza perdersi nei complicati processi dei controller midi classici. Data la “resistenza alla birra” dichiarata dalla casa immagino che il prodotto abbia una buona resistenza in ambienti difficili ed in effetti sembra abbastanza solida e compatta.

Anche se dubito che qualche tecnico del suono manovrerà mai il suo mixer con i piedi, invito alla prova chi vuole sperimentare l’utilizzo degli arti inferiori insieme a quello delle mani per operazioni di routine, on/off, volumi, etc.
Se però valutiamo il rapporto qualità/prezzo, si cade notevolmente: non costa poco e necessita comunque di un pc/mac. Se aggiungiamo che per l’autonomia totale ci vuole l’expander midi e un alimentatore usb, il quadro è completo.
Personalmente riesco ad utilizzarlo con le scarpe e in piedi (soprattutto per le funzioni dei pedali la posizione verticale mi risulta fondamentale).

Extra – Photoshop con i piedi


E’ possibile scaricare il software Keyworx che permette la programmazione con messaggi che il sistema operativo comprende. Si può quindi pilotare il mouse, fare un copia e incolla, ma anche utilizzare funzioni più complesse con Photoshop e con qualsiasi programma che permetta di legare una funzione ad una combinazione di tasti. Attenzione, perché Keyworks carica un suo firmware sovrascrivendo i preset musicali, quindi il controller è da utilizzarsi o con l’uno o con l’altro software.

INFORMAZIONI UTILI

Produttore: Keith McMillen (www.keithmcmillen.com)
Piattaforma: PC/MAC/IPAD
Prezzo di listino: 289.95 $ (in Italia intorno ai 250,00 euro)

Accessori non compresi:

  • Midi box 49.95$
  • Pedale esterno (un qualsiasi pedale volume)
  • Alimentatore usb (per alimentazione senza pc)


tutte le foto – tranne la prima – di Fabio Pesce

About Fabio Pesce

Speak Your Mind

Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!