Tunnel FX – The Acrobat

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Il bugiardo anno 2012, inutilmente atteso tra ansie apocalittiche ed opinabili profezie, è stato però onesto e generoso con gli appassionati di buona musica ed, in specie, con chi ha atteso, non senza trepidazione, il seguito del “primogenito” Missing Over You dei Tunnel FX. Il titolo scelto, The Acrobat, convoglia in un singolo termine la parabola emotiva espressa, esaltata e tesaurizzata in questo nuovo album.

Tunnel Fx -The acrobat

Tunnel Fx -The acrobat

La trama musicale vede per lo più intrecciati basso, batteria, chitarre e voci (con occasionali quanto ficcanti puntate di tastiere e sintetizzatori) verso un risultato poliedrico e personale assieme.

Sono tenui le note di Everytime, che introducono all’ascolto. Lo sviluppo è prevedibile e rassicurante ma tradisce pure una potenza pronta ad esplodere; l’obiettivo non sembra altro se non una pura volontà espressiva. I suoni sono davvero esaltanti, l’arrangiamento è curato e gli inserti sono bilanciati e dosati con grande tempismo; volendo essere malevolo, non si apprezzano troppo i suoni di batteria.

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Un breve momento di silenzio lascia che l’orecchio si prepari al suono maturo e ricchissimo di Sad Coffee, sulle prime, in apparenza, scontato e già sentito ed invece gravido di forza. L’atmosfera inquietante ma priva di inutili patetismi, i cori molto ben fatti e la linea di chitarra costruita con risultati altissimi, dipingono un contesto profondo, gelido eppure intenso, su cui la canzone si sviluppa al meglio.

Essenzialità, un certo frusciantesimo, voce calda e bassa, ci portano a scoprire Waiting For, pezzo che cresce pazientemente ma con grande consapevolezza; non c’è abbandono al virtuosismo né compiacimento. Il suono, le note, l’intreccio, sono fusi e concepiti in maniera asciutta e semplice eppure assai coinvolgente. La chiusa è un po’ approssimata.

Non esalta neppure l’inizio di Hang Me, brano che vede nello sviluppo la sua parte migliore ma che crolla di nuovo nel ritornello. Resta la qualità dei suoni e dell’intreccio strumentale, come per i pezzi precedenti, ma qui non c’è personalità: mi sfugge ed è un po’ noioso.

Crepuscolare, quasi funebre, l’atmosfera di As Long As I Remember, quinto brano e “giro di boa” del disco. La grande raffinatezza, i suoni scelti con gusto e congruenza, danno vita a qualcosa che ricorda da vicino il Chris Isaak di Wicked Game, tuttavia con un costrutto musicale ben più appassionante e privo di mollezze gratuite. Qualche perplessità sulla conclusione.

Fantastico l’impasto sonoro di Flowery Sky, capace di rendere i suoni in piena chiarezza e con tutto il loro potenziale emotivo. Pur non apprezzando le variazioni in contrasto qui presenti, si resta affascinati fruendo dell’ottimo intreccio fra arpeggio e tappeti. É un brano che avrebbe potuto essere migliore perché penalizzato da un certo disordine nel suo svilupparsi.

Entusiasma l’incipit di Neruda e quasi pare riduttivo scriverne. É brano che va ascoltato, nelle cui vellutate quanto profonde pieghe bisogna immergersi; c’è passione, scoperta di sé, condivisione. La sincera effusione sentimentale è accompagnata e sottolineata da un costrutto musicale ricco quanto attinente. Plauso per la scelta della lingua italiana: ottimo risultato, la voce trasmette molto di più.

Semplicità è la cifra dell’inizio di Tell Me, canzone che procede con un andamento di ispirazione coldplayiana, per arricchirsi poi con uno sviluppo raffinatissimo capace di evocare alcune tipicità gilmouriane. C’è varietà e ricchezza per una composizione lucente e ad un tempo lieve.

Il sempre amaro commiato si chiama The Only One, in cui eclettiche influenze e tensioni emotive contrastanti si mescolano per tramite di un tessuto musicale filato con sapienza e misuratezza. Si esaltano le sottolineature enfatiche e cariche di potere semantico della chitarra (senza dubbio imperante ma lontana da eccessi). Un po’ brutale la chiusa.

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Questo disco, non ascrivibile a nessun genere preciso (rock/pop?!), mi è piaciuto tanto, molto di più del primo: nell’esperienza di qualche anno fa vi erano grosse potenzialità ed una sorta di inconcludenza, in quest’ultimo lavoro ho invece gustato rigore, ordine e tanti suoni ricchi di fascino. Concludendo, al disco do un 8 pieno (con un’entusiastica nota di merito al chitarrista).

LA SCHEDA:

The Acrobat
Tunnel FX

TRACKLIST:

01. Everytime (4:15)
02. Sad Coffee (3:54)
03. Waiting For (4:34)
04. Hang Me (4:00)
05. As Long As I Remember (4:28)
06. Flowery Sky (4:54)
07. Neruda (3:19)
08. Tell Me (4:16)
09. The Only One (3:57)

Etichetta: RTFrecords

Buon ascolto a tutti!
Vincenzo Abet

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