Ilaria Graziano & Francesco Forni – From Bedlam to Lenane

From Bedlam to Lenane è un eccezionale quanto inconsueto ponte che collega l’Italia allo swing di Reinhardt e al blues di Robert Johnson. Lo hanno costruito Francesco Forni e Ilaria Graziano, due musicisti napoletani con curriculum di tutto rispetto.

Lui, trapiantato da anni nella capitale, ha all’attivo diversi lavori da solista ed è uno dei più impegnati nel progetto del collettivo romano Angelo Mai, “uno spazio indipendente per le arti” come si definiscono. Lei, che ha già lavorato con Forni nella live band Rainbow 4et, tra le tante cose ha più volte prestato la sua voce alla compositrice giapponese Yoko Kanno.

Come tutte le più grandi opere folk-blues, From Bedlam to Lenane racconta storie. Storie come quella di Tom O’ Bedlam, personaggio di un anonimo poema del XVII secolo, che nella tradizione inglese rappresenta il prototipo di folle. Nella prima traccia, Mad Tom of Bedlam, i due si ispirano alla versione di Jolie Holland, ma la arricchiscono della classica struttura swing: l’esposizione del tema iniziale, lenta. Blues. E dopo un minuto la frenetica chitarra in levare delle colorate feste gipsy.

Guidata dalle sole voci e da un paio di chitarre acustiche, Love sails ha l’anima dei migliori duetti di Mark Lanegan e Isobel Campbell, conservando l’accento swing di cui l’album è intriso.

Il brano folk messicano Cancion Mixteca è uno dei quattro che Forni e Graziano “rubano” dalla tradizione, insieme alla già citata prima traccia e ai successivi classici Be my husband di Nina Simone, rifatta fra tanti anche da Jeff Buckley, e Volver , quella di Fernando Maldonado e non la più famosa opera di Carlos Gardel. Si potrebbe obiettare sia un facile espediente suonare qualcosa che è già magnifico in partenza, ma la loro bravura sta nel rendere l’album così old-style che brani originali e “cover” si confondono con una magia.

La musicalità che vien fuori dal testo di La strada è lo strumento aggiunto, merito di un’interprete d’esperienza come la Graziano. Il tempo, che incalza sempre più, ricorda una specie di sirtaki greco e ci regala in conclusione un assolo degno dell’inimitabile Django.

Come in una rappresentazione teatrale, a metà disco vengono avanti gli attori per presentarsi con un monologo.

In Rosaspina (ispirata alla fiaba per eccellenza dei fratelli Grimm?) Forni racconta “la storia di un uomo che viene da lontano”. E’ un blues in E minor perfetto: la storia, la sua voce, lo slide metallico in open tuning sulle corde di quella che sembra essere una vecchia parlor.

Tutta la grazia che Ilaria è capace di esprimere con la sua intonazione impeccabile si manifesta in Rosso che manca di sera, una serenata la cui poesia delle lyrics dimostra la completezza dei due musicisti, che nascondono uno sconfinato talento anche come parolieri.

Il manouche, portato in giro da chitarristi principalmente francesi o dei paesi bassi (vedi Lagrene, Debarre Rosenberg), compare in un disco italiano come un miracolo: On y va è una perla più unica che rara. I cori della Graziano, la tecnica di Forni alla chitarra, il goliardico assolo di kazoo e il testo, un po’ in francese (come tradizione richiede) e un po’ in italiano, dimostra la tesi sulla magia del duo di fare suo un genere “antico” che non è neanche mai stato troppo nelle corde degli italiani. Nella penultima traccia originale, si abbassano le luci accese dei cabaret parigini e i due tornano a dividersi le strofe in Crying, una sorta di ninna nanna.

Il disco si chiude con Lenane’s Blues, una delle canzoni più belle dell’album. Un riuscitissimo tentativo di blues modale in cui Forni si supera, concludendo con un breve assolo che è un piacere per le orecchie. Avremmo voluto ce ne regalasse di più di assoli, essendo forse uno dei migliori chitarristi blues in Italia. Ci accontentiamo lo stesso, perché quello che ha creato con Ilaria Graziano è più che soddisfacente: un disco unicamente acustico da ascoltare per ricordarci che voce aveva il rock quando era bambino.

Thumbs up for: La strada, Rosaspina, Lenane’s blues
Thumbs down for: Be my husband, Volver

 

 

ILARIA GRAZIANO & FRANCESCO FORNI – FROM BEDLAM TO LENANE

TRACKLIST:
1. Mad Tom of Bedlam
2. Love sails
3. Cancion mixteca
4. La strada
5. Rosaspina
6. Rosso che manca di sera
7. On y va
8. Crying
9. Be my husband
10. Volver
11. Lenane’s blues

 

 

 

 

Share

About Annalisa De Martino

Comments

4 Responses to “Ilaria Graziano & Francesco Forni – From Bedlam to Lenane”
  1. enrico scrive:

    sono bravissimi… lei poi ha una voce davvero incredibile, ho avuto la fortuna di ascoltarli dal vivo. :)

  2. Ophelia scrive:

    Raffinati, ‘corposi’ come un buon vino rosso. Lei ha una voce stupenda, e stile da vendere. Sento in Love Sails una vaga eco di Leonard Cohen.

  3. maria scrive:

    qualquno ha il testo??? prego

  4. Sara scrive:

    Strepitosi! Anche io ho avuto la fortuna di sentirli dal vivo l’altra sera… creano davvero una perfetta armonia! ;)

Speak Your Mind

Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!

*