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AudioThing Strings. L’emozione viaggia sulla corda

I cordofoni, preziosi alleati di ogni compositore. Difficile non trovare in un lavoro musicale una sezione, un tema o anche un semplice accompagnamento che non siano affidati a esponenti di questa famiglia strumentale. Strings di Audiothing si inserisce nel corposo filone delle Samples Library dedicate a questi strumenti. Una sfida impegnativa ma anche entusiasmante ed aperta alle sperimentazioni innovative.

Vediamo in questa recensione se si tratta di una libreria settoriale che può emergere dal mare magnum di questi titoli o se è destinata a veleggiare nell’anonimato insieme a molti altri software simili.

Strings è una collezione di campioni di strumenti a corda sviluppata dalla casa di produzione Audiothing. E’ una libreria derivata da un altro lavoro della stessa compagnia, lo Strings Izotope IrisSampleset. Il titolo dispone di 50 Kontakt Instruments e 50 WAV samples 24 bit/44.1 KHz.

Il tutto è disponibile via digital download dal sito di Audiothing o anche dal Kontakt Hub. Le dimensioni della libreria sono di 93 MB zippati, per un totale di 158 MB una volta unzippati i files. Il prezzo ammonta a 12 euro.

Audiothing è una casa di produzione irlandese, non nuova sulle pagine di Age Of Audio: abbiamo infatti recentemente recensito un altro titolo del Frame Drums.

Con questa libreria, cambiamo decisamente genere. Affrontare un lavoro di campionamento di strumenti a corda non è certo un gioco da ragazzi. Questi strumenti sono onnipresenti in qualsiasi genere musicale e spesso recitano parti di primaria importanza nell’economia di un arrangiamento o di una orchestrazione (basti soltanto citare gli archi). E’ essenziale perciò, più che in altri contesti, che lo standard qualitativo dei campionamenti sia elevato.

Ci sono centinaia di librerie che svolgono questo compito, e possono oscillare tra scelte stilistiche universali, dove troviamo praticamente samples o anche frasi melodiche dei più disparati strumenti e mood, fino a librerie nettamente più votate al minimalismo e alla sperimentazione. Diciamo subito che Strings fa parte di questa seconda categoria. La scelta parrebbe essere sensata: con una scelta più generalista non si sarebbe potuto evitare il confronto con librerie specialistiche ben più “blasonate” e che dispongono di budget pressoché illimitati per la loro produzione. Due nomi sono già più che sufficienti per delineare il quadro: la Hollywood Strings della EastWest Quantum Leap e la colossale Spitfire Chamber Strings della Spitfire Audio.
Muoversi dunque su terreni meno battuti può senz’altro rappresentare un interessante approccio anche per librerie di cordofoni. E’ in questo senso che Audiothing ha deciso di puntare allestendo una collezione basata su campioni processati mediante il potente motore di sintesi Izotope Iris al fine di ottenere un’ampia gamma di timbri e tessiture sonore. Il risultato è un’eterogenea miscela di synths, pads, soundscapes, droni ed effetti.

I protagonisti sono 5 strumenti appartenenti alla monumentale famiglia dei cordofoni. Nella fattispecie:

Tenayo Autoharp: a discapito del nome non si tratta di un’arpa ma piuttosto di una variante dello Zither austriaco ed è dunque da considerarsi più affine al Salterio.
Romanian Toy Harp: un’arpa giocattolo di origine rumena.
Baton Rouge Soprano Ukulele: la famosa “chitarrina” a 4 corde Hawayana. Meno noto il fatto che derivi da uno strumento portoghese, il Cavaquinho. L’estensione soprano è la più diffusa

per questo strumento e il modello utilizzato è una versione Baton Rouge.

Violino cinese, suonato tramite archetto.
Basso Squier, praticamente una versione economica dei Fender.

Ed ora, avendo esposto il genere della libreria e completato la panoramica dei contenuti offerti, possiamo iniziare il nostro test vero e proprio.

ANALISI TECNICO-ESTETICA DEI CONTENUTI

Interfaccia grafica di Strings.

Strings accorpa in soli 158 MB di estensione la bellezza di 50 Kontakt Instruments. Dodici sono gli strumenti dedicati al basso, dieci alle arpe, otto al violino e dieci all’ukulele. Completano il parco strumenti dieci supplementari patches denominate “Mix” che, come dice il nome, sono state ottenute miscelando più strumenti insieme. I campioni WAV sono anch’essi in tutto 50 e racchiudono estratti dai vari diversi strumenti.
Partiamo con l’enunciare quello che è a mio avviso il più grave difetto del titolo (tolto il dente tolto il dolore): Strings è completamente sprovvisto di algoritmi di alternanza Round Robin, di Velocity Layers dedicati alle variazioni di dinamica e di diverse articolazioni. Gli strumenti sono perciò disponibili così come sono dati; la presenza del comparto Effetti, con regolazioni di distorsione, chorus, delay e reverb, e quello Envelope, con controlli destinati al tempo di attacco e di rilascio, per quanto funzionale, precisa e ben bilanciata, supplisce solo in piccola parte a questa lacuna strutturale della libreria.

Simmetricamente, come rovescio della medaglia e come sorta di catarsi dal difetto enunciato, Strings rivela un’anima e un carattere decisamente originale e rivolti alla costruzione di suoni sperimentali e innovativi. Tutti gli strumenti del titolo in oggetto, che siano tessiture solistiche, pad, droni, synth o soundscapes, viaggiano in parallelo verso la definizione di un universo sonoro dalle tinte minimalistiche e profondamente intime. C’è uno stile ben preciso che attraversa tutti i campioni di Strings e che conferisce al lavoro un vero e proprio marchio di fabbrica. Uno stile che unisce come un filo conduttore sonoro i vari timbri e le coloriture, conferendo alla libreria un mood e una personalità unici e riconoscibili.

Dobbiamo perciò specularmente mettere sul piatto della bilancia un grande difetto strutturale e un grande pregio stilistico. Nel mezzo fra questi due estremi sta la materia e la sostanza di Strings, e quindi stanno i 50 Kontakt Instruments. Sarebbe troppo lungo in questa sede passarli in rassegna tutti; procederemo quindi con la ricognizione degli strumenti a mio parere più validi, e tra i quali vi sono poi quelli che ho utilizzato per comporre la audio demo di questa recensione che, come sempre, potete ascoltare sul profilo Soundcloud di Age Of Audio. In musica, si sa, le parole arrivano fino a un certo punto. I veri interpreti sono suoni e note, e proprio ascoltando questa composizione potrete rendervi plasticamente conto del concetto che ho esposto sopra. Ecco gli Instruments stilisticamente più rappresentativi della collezione:

Bass Blasse. Un basso che qui sembra quasi un violoncello, melodico e con buon portamento e legato.
Bass Glasse. Curioso sentire un basso Squire che riesce ad eseguire dei glissando quasi come fosse una sorta di ibrido con un’arpa. Molto atmosferico.
Bass Nest. Ricorda in certi registri il timbro di un Banjo effettato. Originale.
Bass Pianet. Evoca un regno sonoro in cui governano una chitarra con molto chorus e un piano Rhodes. Non ho potuto fare a meno di inserirla nella audio demo.

Bass Soundscapes 1. Paesaggi sonori con ottime evoluzioni sonore e di dinamica. Ottimi anche per usi di Sound Design. Inclusi nella demo audio per forza di cose.
Harps Pad 2. Intimo, aulico, etereo. IL pad. Di diritto nella audio demo.
Harps Suspance. Nomen Omen, dicevano i latini. E qui la definizione calza a pennello: perfetto da utilizzare come drone e paesaggio sonoro in film thriller. Sarà nella demo…?
Mix Bakulin. A parte che lo avrei incluso nella audio demo anche solo per il nome, produce un interessantissimo effetto sonoro che richiama alla mente i suoni di una ghironda, più volgarmente detta viola da orbi.
Mix Hybrid 2. Non so quali strumenti abbia miscelato fra loro il team di Audiothing, sta di fatto che qui hanno tirato fuori il suono di campane cerimoniali tibetane. Suoni veramente suggestivi e degni di menzione. Armata la traccia nella Daw.

Mix Uberscape. Decisamente uno degli strumenti più riusciti. Sprigiona pads scintillanti e droni sulfurei.
Ukulele Water. Timbriche adatte per ricreare paesaggi sonori naturali e grandi ambienti. Nella demo audio l’ho scolpito lavorando un po’ su effetti ed inviluppo per ricreare un tappeto che ricorda molto il frinire delle cicale nelle notti estive (da qui il titolo della clip).

Violin Pad 1. Un pad che può efficacemente essere utilizzato anche nelle parti solistiche per viole e violoncelli. Così l’ho usato nella demo.
Violin Soundscape 1. Insieme a Mix Uberscape, uno degli strumenti più convincenti del titolo. Basterebbe da solo a sonorizzare un’installazione di sound design.
Violin Tubes. Suoni interessanti che nei registri più gravi rievocano per certi aspetti le timbriche di un controfagotto. Buono per gli accompagnamenti. Così adoperato nella clip.
Questi sono 14 strumenti su un totale di 50, quindi il materiale abbonda. Gli strumenti selezionati sono quelli che più spiccano per fattura e qualità sonora. Fra gli altri, ne troverete alcuni di media qualità, ed altri decisamente meno buoni. I suoni sono in ogni modo generalmente ben confezionati, con buone dinamiche e adeguate effettistiche native. Qualora i preset non vi convincessero, i comparti di scultura del suono Fx e Envelope dedicati sono nella sostanza discretamente reattivi.

USI CONSIGLIATI E DESTINAZIONI

Che sia stato nell’intenzione originaria degli sviluppatori o meno, Strings è un titolo di nicchia. Il fattore più convincente della libreria sta proprio nel fatto di inserirsi in un segmento sonoro specifico, intimistico e minimalista. Di conseguenza, difficilmente potrete servirvi di questi samples se vorrete comporre musiche epiche e altisonanti. Vi potrà invece essere certamente d’aiuto per evocare atmosfere raccolte e introspettive. Consigliato per produzioni ambient, glitch, minimal, new age e, limitatamente, cameristiche.

CONCLUSIONI

Strings va valutata e considerata come una libreria marcatamente sperimentale. Se adoperata in quest’ottica, può regalare veramente delle discrete soddisfazioni. Se adoperata invece per quello che non può essere, e che credo non abbia voluto essere sin dalla creazione (anche soltanto per la scelta degli strumenti campionati), e cioè per una libreria generalista utilizzabile in svariati contesti, allora si andrebbe a sbattere contro un muro e difficilmente si caverebbe fuori un ragno dal buco. Se state cercando qualcosa che abbia un carattere sonoro peculiare ma il cui utilizzo può essere proficuo solo in pochi contesti, ve la consiglio. Andate ad ascoltarvi la demo audio dedicata a questo titolo e capirete cosa voglio dire. Se invece cercate qualcosa di più versatile, dirigetevi altrove. Il rapporto qualità/prezzo, in ogni caso, è ottimo.

PRO
– Marcata personalità sonora e stilistica
– Ottimo prezzo
– Buoni i comparti Fx e Envelope

CONTRO
– Totale assenza di Round Robin, Velocity Layers e articolazioni
– Contesti d’impiego ristretti
– Alcuni instruments mediocri

About Pietro Fraccavento

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