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Arturia Minilab MKII.

ARTURIA MiniLab MKII

Cosa dovrebbe avere oggi un controller per poter essere annoverato nel proprio parco strumenti?
Senza scendere troppo nei particolari: tastiera dinamica, pad, knob o slider, funzioni di trasporto.

Pannello Comandi

La nuova Arturia MiniLab MkII (in avanti solo MLII) trae spunto dalla ben più rinomata e completa serie KeyLab che, forte di un’esperienza pluriennale, rientra a pieno titolo tra le Master Keyboard più complete di quest’ultimo periodo.
Lo chassis, in plastica ben costruito con fianchi customizzati, consta di una tastiera mini a 2 ottave, sensibile alla dinamica ma senza Aftertouch, la quale, mediante i tasti Oct+/, copre tutto il range MIDI di 128 note. Premendo entrambi i tasti Oct, la tastiera si resetta con il Do centrale impostato su C3 (nota MIDI 60).
Nella stessa zona trovano posto il pulsante “Pad 1-8 / 9-16” che, come s’intuisce, consente di raddoppiare l’uso degli 8 Pad fisici e, di fianco, il tasto “Shift” per accedere alle funzioni secondarie, come ad esempio la scelta del canale MIDI in trasmissione o il richiamo on the fly degli 8 setup/preset descritti più avanti.


Master Arturia MiniLab MKII

Due controlli tattili a sfioramento sostituiscono le consuete rotelle di Pitch Bend e Modulation Wheel, mentre i 16 knob rotativi, standard, possono essere impostati su qualsiasi controller continuo si voglia. Da rilevare che quelli numerati 1 e 9 possono assumere una doppia connotazione MIDI a cui va aggiunto un eventuale controllo a pressione (vedi più in basso).

Sul pannello retrostante troviamo la porta USB, di tipo B standard, una connessione jack ¼ per eventuale pedale On/Off (Sustain di default) e la feritoia Kensington per inserire l’eventuale cavo anti ladro, ormai standard anche questa. La connessione USB è di tipo Plug&Play, per cui la MLII si accende non appena collegata al computer: non c’è tasto di accensione dedicato.
Da annotare che i Pad possono assumere fino a 7 colori diversi (rosso, blu, verde, porpora, ciano, giallo, bianco) secondo lo standard RGB.

Arturia MiniLab MKII rear

MIDI Control Center

È ovvio che con una serie di controlli tattili così minimi, ciò che gioca un ruolo importante è il software. Per gestire tutti i controlli, la Arturia ha sviluppato il MIDI Control Center (in avanti MCC), scaricabile gratuitamente dal sito, che accomuna di fatto tutte le proprie master. Applicata alla MLII, il MCC consente la riprogrammazione totale di tutti i controller fisici, fermo restando che il MIDI Learn da host principale resta ancora il modo più rapido per l’abbinamento parametro/controller.

Andiamo un po’ più nel dettaglio.

La MLII prevede 8 setup/preset diversi, di cui il primo resta abbinato in sola lettura (a scanso di smanettoni incalliti) all’Analog Lab Lite che di fatto va considerata la principale risorsa sonora della MLII. Anche l’ottavo setup è già pre programmato per gestire Ableton Live, ma, volendo, può essere modificato.
Gli altri sei sono a disposizione dell’utente. Ogni setup/preset va richiamato con la combinazione “Shift+Pad 1-8”.

PAD: possono assumere 4 funzionalità diverse, oltre che essere impostati su Off.

1) MMC. In questa situazione, il Pad assume funzione di trasporto di una qualsiasi DAW: Stop, Play, Pause, FF, Rew, … sono tutti contemplati.
2) SWITCHED. Per gestire funzioni MIDI in modalità On/Off, con valori di default 0/127 ma modificabili indipendentemente, su uno qualsiasi dei 16 canali.
3) NOTE MIDI. A cosa potrebbe servire questa modalità visto che abbiamo una tastiera dedicata? Ad esempio ad impostare i KeySwitch di Kontakt per il richiamo di diverse articolazioni orchestrali, oppure come consueti Drum Pad percussivi.
4) PATCH CHANGE. Con quest’ultima modalità, possiamo controllare il cambio programma dei anche impostazione dell’LSB/MSB.

KNOB: eccezione per quelli numerati 1 e 9, descritti più in basso, tutti gli altri possono avere 2 indirizzamenti MIDI diversi.

1) CONTROL: riguarda la gestione standard del potenziometro in modalità Control Change, con la possibilità di stabilire un range minimo/massimo.
2) RPN/NRPN. In questa modalità si interviene, per l’appunto, sui Control Change RPN/NRPN solitamente assegnati dai costruttori a parametri del suono non rientranti nello standard del General MIDI. Come programmazione inconsueta, possiamo stabilire per ogni scatto rotativo che tipo di risoluzione dovrà avere il nostro controller.


Analog Lab lite

 

Per i potenziometri 1 e 9, si diceva, possiamo assegnare non solo un doppio controller (il secondo si attiva, tenendo premuto lo “Shift”) ma è possibile stabilire una funzione on/off attivabile con la pressione dello stesso potenziometro e selezionabile tra quelle “Switched”o “Note MIDI” già viste per i Pad.
Di default, i Knob 1/9, pressione compresa, sono assegnati rispettivamente alla selezione delle diverse categorie/strumenti e dei singoli preset previsti dall’Analog Lab.

PEDAL: anche il pedale, di norma impostato su Sustain, può essere riconfigurato con le modalità “Switched”o “Note MIDI” già viste sopra. Considerando le due ottave di estensione, personalmente vedrei più appropriato l’uso del pedale per lo start di sequenze, piuttosto che l’On/Off di effetti.

Analog Lab e Add-on

A corredo con la MLII, viene fornito una libreria di 500 suoni desunti dall’Analog Lab della V Collection 5. Questa piccola libreria, così come nella versione completa, contempla sonorità desunte dai virtual synth della V Collection. La gestione è pressoché totale, dato che l’Analog Lab Lite prevede l’assegnazione ai parametri principali di qualsiasi suono richiamato, Pad inclusi. Quest’ultimi, in particolare quelli numerati 15 e 16, consentono lo scrolling progressivo dei preset.
In bundle con la MLII sono disponibili anche una versione Lite di Ableton Live (ecco giustificato l’ottavo setup) e il Grand Piano Model D, desunto dall’omonimo modello Steinway, della francese UVI (mi chiedo che senso abbia questa scelta, visto che con la V Collection 5 è stato reso disponibile Piano V, interamente dedicato ai pianoforti acustici. ndr).
Annoto, per correttezza, che il test è stato svolto sulla versione completa dell’Analog Lab, avendola a disposizione.

Arturia – Grand Piano Model D

Impressioni d’uso

L’impiego della MLII è avvenuto su un MacMini con Logic Pro X e Sibelius. Dopo diversi giorni, e un’opportuna programmazione per adattarla alle specifiche esigenze, la MLII si è rivelata un’ottima compagna per le preproduzioni. Certo, per le parti puramente pianistiche, piuttosto che la mini tastiera a due ottave, continuo a far uso della mia “vecchia” Master a tasti pesati, però laddove fosse risultato necessario inserire o modificare una parte di strumenti orchestrali, piuttosto che di una texture sintetizzata, la MLII è risultata essere più comoda e rapida: anche la tastiera, nonostante il passo mini ed una velocity non da tasto pesato, è risultata essere all’altezza delle esigenze. Stesso discorso per la videoscrittura, dove su archi, fiati e percussioni, le due ottave sono risultate alquanto sufficienti per la maggior parte delle situazioni.
Da annotare l’impiego dei Pad in modalità di KeySwitch per le sessioni di Kontakt, oltre che dell’uso convenzionale per i DrumKit.
Da rilevare, infine, l’ovvia integrazione con l’Arturia Analog Lab (intendo la versione completa, con tanto di V Collection 5, usata per il test).

Conclusioni

Con la MLII, la Arturia entra a gamba tesa in una fascia di prezzo molto allettante, offrendo un prodotto tout-court che può far felice diversi producer di home recording.
Certo, anche se programmabili, non mi sarebbe dispiaciuto riscontrare pulsanti di trasporto DAW dedicati, ma questo non inficia minimamente l’impiego in studio della MLII che, in pochi centimetri, può essere disposta facilmente in prossimità del proprio computer.
Pad e Knob rispondono bene al tatto e grazie alla molteplicità di funzioni possibili, possono rispondere facilmente a qualsiasi esigenza di programmazione.

PRO

– prezzo;
– programmazione estesa dei Pad e dei Knob;
– Integrazione con l’Analog Lab;
– considerando il prezzo, il bundle software;

CONTRO

– mancano pulsanti dedicati per il trasporto di una DAW.

 

Informazioni Utili

Sito ufficiale: Arturia
Distributore italiano: Midiware.
Prezzo: €99,00 (IVA esclusa)

Alfredo Capozzi

 

NOTA: pur volendo essere pienamente obiettivi, il presente test è comunque basato sull’esperienza diretta di chi scrive, per cui tutte le valutazioni e indicazioni vanno poi mediate dalle competenze e dalle conoscenze maturate dall’utente finale.



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